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domenica 2 maggio 2010

La Bottega del Mistero


Da qualche tempo, sul Blog di Siamo in Onda ho aperto una “Bottega del Mistero”.
Chi conosce ed ha apprezzato la “Boutique del Mistero” non s’illuda, però. Non vi troverà racconti geniali come quelli del grandissimo Dino Buzzati.
La Bottega del Mistero, che si trova a Siamo in Onda, via etere, contiene ben altro.
Vi potete trovare rospagni urlanti e pellestrelli; alcune copie dei Manoscritti pnakotici; vecchi alambicchi per le pozioni spagiriche; alcuni animali improbabili; molte raccolte di leggende; e tante, forse troppe, parole.
Parole dette e scritte da varie mani; parole dettate al vento; parole arcane e misteriose; parole dette e parole che sarebbe stato opportuno o giusto o forse solo bello dire ma che per sorte o paura non vennero mai pronunciate.
Una bottega gestita insomma da un bizzarro affabulatore che la passione per la scrittura ha indotto ad alzare la serranda di questo strano luogo. Quasi ogni sabato la troverete aperta. L’ingresso è libero e se avete un po’ di pazienza vi potrà capitare l’occasione di ascoltare qualche buona storia o sfogliare qualche libro. Ho seri dubbi che vi comprerete qualcosa, anche perché la maggior parte delle cose esposte non sono in vendita e quelle che lo sono per lo più sono già state prenotate.
Se però, una volta usciti da qui, vi ritroverete senza sapere bene come con dei libri in mano alla cassa di una libreria, non stupitevi.
Probabilmente la colpa sarà di quella boccetta di Elisir di Curiosità che avete annusato nella bottega…

domenica 3 maggio 2009

Misteri delle tenebre



Cala il sole, si allungano le ombre e improvvisamente, quelli che sembravano panorami, edifici, stanze deserte cominciano a riempirsi d'inquietanti presenze...

Sono là fuori. Volano, camminano, scivolano, strisciano nell'oscurità. Sono rapide, silenziose, invisibili. Sono le Creature della Notte, esseri che hanno voltato per sempre le spalle alla Luce.
Mentre la sentinella anela con tutta la sua anima l’aurora, per loro l’alba è presagio di sventura. La notte è il mondo in cui si muovono, senza vedere mai il sole, anzi, detestandolo. La luce infatti le ferisce e più spesso le uccide, pietrificandole, incenerendole, disintegrandole. Perché è la tenebra ad alimentare la loro condizione di non morte.
Nell’ombra spiano. Nelle tenebre vivono. Nella notte colpiscono. Hanno denti, artigli, zanne, per ferire e lacerare. Per succhiare e divorare la vita di cui sono privi.
Sono le creature della notte. Vampiri, streghe, mannari, orchi, incubi, troll, lamie… e decine di altre creature dall’aspetto terrificante o, a renderlo ancora più inquietante, non definibile.
Come quello dell’uomo nero, che si annida negli armadi o sotto il letto, in attesa di ghermirvi non appena avrete preso sonno.
E ora, buona notte…

giovedì 15 gennaio 2009

La spia del lago

Sotto l’etichetta “la spia del lago” trovate una serie di post dedicati ad una vicenda realmente accaduta durante la seconda guerra mondiale. In quel periodo e negli anni successivi, il lago d’Orta fu teatro di una cupa vicenda di spionaggio internazionale non del tutto chiarita.


La spia del lago – 1
Contiene una breve storia del SIP, il Servizio Informazioni Patrioti.


La seconda parte descrive, in forma di racconto, gli eventi. Mi sono basato su testimonianze orali e sui resoconti giornalistici dell’epoca per scriverli.
La spia del lago 2. Scena 1 di 9. Il cane.
La spia del lago 2. Scena 2 di 9. Il tedesco.
La spia del lago 2. Scena 3 di 9. La madre.
La spia del lago 2. Scena 4 di 9. I due bambini
La spia del lago 2. Scena 5 di 9. Il minestrone.
La spia del lago 2. Scena 6 di 9. Il Maggiore scomparso.
La spia del lago - 2. Scena 7 di 9. Il cadavere nel lago
La spia del lago - 2. Scena 8 di 9. Il Carabiniere
La spia del lago - 2. Scena 9 di 9. La confessione


La parte terza e la quarta ricostruiscono le vicende giudiziarie sulla base di documenti dell’epoca.
La spia del lago - 3. Il processo in Italia.

La spia del lago - 4. Il processo negli USA. Parte 1 di 5
La spia del lago - 4. Il processo negli USA. Parte 2 di 5
La spia del lago - 4. Il processo negli USA. Parte 3 di 5
La spia del lago - 4. Il processo negli USA. Parte 4 di 5
La spia del lago - 4. Il processo negli USA. Parte 5 di 5


La quinta parte riassume i punti salienti di questa vicenda.
La spia del lago - 5. Il caso Holohan.

La sesta parte fa riferimento al film liberamente ispirato alla vicenda.
La spia del lago 6. Parte 1: il film.
La spia del lago 6. Parte 2: Mona Lisa.

La settima parte presenta le nuove tesi di Icardi.
Nuove verità sul caso Holohan?


L'ottava parte è una pillola di mistero dedicata alla Spia del lago, disponibile anche in video.




mercoledì 31 dicembre 2008

Le pillole di mistero del 2008



Il 2008 si chiude oggi. È stato, come ho già avuto modo di dire, un anno intenso. Molto proficua in particolare è stata la collaborazione con lo staff di Siamo in Onda . Da questo incontro, per il quale devo ringraziare Fabio di Ortablog è nata una serie ulteriore di contatti molto interessanti.

Per la trasmissione in onda su Puntoradio ho scritto 15 storie, quindici piccole Pillole di Mistero, lette dalla voce di Marco l’Equi Librista, tranne l’ultima,dedicata a Babbo Natale, recitata in diretta da Cristina Medina (nei panni della Maga) e Ivano Balabio (in quelli di Alfa).

Sempre nell’ambito della trasmissione si è avuta la premiazione del concorso “Racconta il tuo mistero”, con la lettura del brano vincitore, scritto da Massimo Maria Bonini.

Molti dei brani letti sono stati trasformati in piccoli video che è possibile vedere su questo blog e sul canale http://www.youtube.com/illagodeimisteri.

Gli ultimi non sono ancora disponibili, ma spero di riuscire presto a riproporveli.


Ecco le Pillole di Mistero del 2008


venerdì 23 maggio 2008:

La Dama di Ghiaccio .


sabato 31 maggio 2008.

Tema: Superpoteri.

I due muratori.


sabato 7 giugno 2008.

Tema: giro d’Italia.

La caccia infinita.

Il video.


sabato 14 giugno 2008

Tema: fortuna/sfortuna.

Le Creature del Piccolo Popolo

Il video.


Sabato 4 ottobre 200.

Tema: vittorie e sconfitte.

La valle dei cinque / Lä val d'ij cinch Racconto vincitore del concorso “racconta il tuo mistero” (autore Massimo Maria Bonini)

Video

Extra: intervista video a Francesca d’Amato Pillola di Dragonologia


sabato 11 ottobre 2008.

Tema: grazie.

Le Grazie

Il video.


sabato 18 ottobre 2008.

Tema: occhi.

Occhi gialli nell'oscurità

Il video.


sabato 25 ottobre 2008

tema: fedeltà/infedeltà .

La guardia sul colle

Il video.


sabato 1 novembre 2008

Tema: Paure .

L’armata delle tenebre

Il video.


sabato 8 novembre 2008

tema: sogni d’oro

La grotta del sogno.

Video.


sabato 15 novembre 2008

tema: volare

Le streghe di Sambughetto.

Video.


sabato 22 novembre 2008

Tema: donne e motori

La pupa e il motore

Il video


sabato 29 novembre 2008

tema: il fattore di potenza

La potenza della Vipera.

Il video.


sabato 6 dicembre 2008

tema: dalle stelle alle stalle

La farina del Diavolo

Il video


sabato 13 dicembre 2008

tema: Le strade

Il labirinto dell’oscurità

Il video


sabato 20 dicembre 2008

tema: Babbo Natale esiste!

Babbo Natale esiste!

Video



lunedì 15 dicembre 2008

Le disavventure del Gino.



Tra i numerosi clienti dell’avvocato Volpicini, ce n’è uno che gli è particolarmente fedele. Non nel senso che sia un amico. Il fatto è che il Gino, questo è il suo nome, è quello che si potrebbe definire un delinquente abituale.

Ovviamente, come sapete, ci sono due tipi di delinquenti abituali.

Ci sono quelli abili e fortunati, che se la cavano sempre e riescono a fare fortuna fino a raggiungere le più alte vette dell'economia e della politica. Questi hanno stuoli di avvocati strapagati che li tengono lontani dai guai. Volpicini non ha nessun cliente di questo tipo, per sfortuna del suo portafoglio.

Ci sono quelli sfortunati e imbranati, di cui sono piene le carceri. O forse dovremmo dire "di cui sarebbero piene le carceri", perché per uno strano mistero italiano, in carcere normalmente ci stai a lungo prima del processo, ma quando ti hanno condannato ti mandano fuori.

Ad ogni modo, il Gino, come avrete intuito, appartiene decisamente alla seconda categoria. Occorre inoltre dire che il Gino è un ladro. Convintamente e incallitamente ladro. Non è specializzato in un campo, il Gino. Niente affatto: egli ruberebbe qualsiasi cosa. Dico “ruberebbe” perché il più delle volte vorrebbe rubare, ma proprio non gli riesce. Dove la sua naturale imbranataggine si arresta, interviene inesorabile e infallibile la sfortuna.
Il Gino è infatti l’incarnazione nel mondo criminale della nota “Legge di Murphy” (che recita “se qualcosa può andar male, lo farà”). Se esiste un modo nell’universo con cui un crimine può essere sventato (non dalle forze dell’ordine, ché non ce ne sarebbe bisogno) dalla jella, il nostro Gino l’ha sicuramente sperimentato sulla sua pelle.
Volpicini ci ha raccontato, all’ora dell’aperitivo, una serie delle sue avventure. Le chiamerò “le disavventure del Gino” e ve le presenterò prossimamente. Spero possiate apprezzarle.
Solo un’avvertenza: il Gino esiste veramente e le sue dis-avventure, giura Volpicini, sono tutte autentiche.
..

domenica 2 novembre 2008

Le storie dei morti





In questa particolare giornata dedicata ai morti, come potrei non riproporvi alcuni racconti ripescati dalle profondità del Lago dei Misteri?

Ne approfitto anche per cominciare a rimettere un po’ di ordine in questo blog mediante la creazione di indici che consentano ai nuovi lettori di recuperare più facilmente i racconti vecchi.

Cominciamo subito con il dire che i racconti legati ai fantasmi e alle altre creature dell’oscurità sono raccolti sotto l’etichetta Misteri delle tenebre.

Una classica leggenda sui morti inquieti e le loro processioni si trova nella storia “i morti che camminano”. La leggenda si collega, naturalmente, alle credenze sulle armate dei morti, al famigerato spirito Hellequin e alle credenze sui morti legate a Samain.

Di un'armata dei morti si parla anche nella pillola di mistero (i racconti letti a Siamo in Onda) del 1 novembre.

Caronte, il barcaiolo etilista che ho conosciuto ad Orta grazie al Filosofo, pare abbia spesso a che fare coi fantasmi ed altre inquietanti presenze.

Ne “la seconda isola” Caronte ci racconta una terrorizzante avventura capitatagli in mezzo alla nebbia.

Sempre Caronte ne “I pescatori di uomini” racconta di cadaveri scomparsi, che non ne vogliono sapere di farsi ritrovare…

Camminando per i boschi, dopo il calare del sole, si possono fare strani incontri, specie se si è appena usciti dalle osterie. "Strani incontri nella notte" ci racconta uno di questi episodi, realmente avvenuto (si dice).

Una zucca non vi fa paura? Incontratela di notte ai margini della palude di Invorio e ne riparliamo. “La testa” narra le disavventure di un giovane, innamorato della bella Teresa. Anche questa pare sia una storia vera, raccontatami da mia madre...

I becchini, come è noto, non rimangono mai disoccupati. Talora però fanno brutti incontri, come nella storia de “Il cavallo bianco”.

La storia “Il fantasma di Margherita Pusterla racconta la tragica vicenda della bella Margherita. Poiché come sapete mi rivolgo al Maestro per risolvere gli enigmi del lago (trovate le sue storie sotto l'etichetta "I racconti del Maestro"), gli ho sottoposto anche questo caso. Il suo parere è contenuto nella storia “Il Maestro e Margherita”.
La storia è divisa in una prima parte in cui il Maestro esamina il mistero di Margherita Pusterla ed una seconda in cui lo affronta da un punto di vista più ampio.

Non mi resta che augurarvi buona lettura.

mercoledì 13 agosto 2008

Lo Strona

Lo Strona era un trimestrale, edito dalla Comunità Montana Valle Strona dal 1976 al 1982. In ogni numero i collaboratori (molti dei quali hanno avuto e hanno un ruolo di primo piano nelle vicende politico culturali del Cusio negli ultimi venticinque anni del secolo Ventesimo e nei primi anni del nuovo millennio) della rivista scrissero articoli che ad oltre 27 anni dalla fine delle pubblicazioni forniscono testimonianze preziose sulle leggende, le tradizioni e la storia del Cusio, senza trascurare i collegamenti con l'Ossola e la Valsesia.

Nei prossimi giorni verranno pubblicati gli indici, numero per numero. Le schede verranno integrate nel tempo con gli opportuni collegamenti ipertestuali.
Segnalo a chi volesse consultare la rivista, che una collezione completa de Lo Strona si trova presso la biblioteca del CAI sezione di Varallo che pure ha pubblicato un indice completo della rivista, privo purtroppo dell’indicazione degli autori. Nei limiti del possibile provvederà questo blog ad integrare le informazioni.

martedì 12 agosto 2008

Cosa succede ora…

Il Lago dei Misteri non va in vacanza.

Il lago d’Orta anzi, in questo periodo è affollato come non mai da turisti di tutte le razze e religioni, che convivono pacificamente sotto le bandiere delle vacanze, approfittando delle acque pulitissime e delle numerose possibilità di visita (chiese, musei, centri storici, luoghi naturali, botteghe artigianali, ecc.).
In agosto tuttavia vanno in vacanza (quasi tutti) i lettori de Il lago dei Misteri. Chi va al mare, chi per musei, chi all’estero. Ragion per cui ritengo preferibile rimandare le molte storie ancora nel cassetto al mese di settembre.

Cosa accadrà allora?
Oltre ai risultati del grande concorso “Racconta il tuo mistero”, al quale vi invito a concorrere, ci attendono diversi appuntamenti.
Riprenderà la collaborazione con Siamo in Onda, che ricomincerà le trasmissioni, dopo la pausa estiva proprio il 4 ottobre, con la comunicazione del mistero vincitore del concorso. È un onore per il sottoscritto, che ringrazia ancora una volta il simpatico staff di questa bella trasmissione.

Sto raccogliendo parecchie storie e leggende del territorio, storie ormai dimenticate che meritano di essere nuovamente dissepolte come preziosi reperti. Vedremo quindi gli ultimi sviluppi della vicenda della spia del lago, mistero per molti versi ancora aperto. Ci attende inoltre la sorprendente conclusione della storia di Ludovico Maria Sinistrari e dei suoi incubi. E arriverà un’orda di creature incredibili ad arricchire il bestiario di Lago. In arrivo naturalmente molte nuove storie di “fisica” e di streghe. Orta vanta infatti un ben singolare primato, ma di questo parleremo più avanti…
Non mancheranno poi di ornare a farci visita il Filosofo, il Maestro, la Maga e gli altri personaggi.

Ma, nel frattempo, cosa succede?
Ho pensato di approfittare dell’estate per pubblicare alcune fonti, utilissime per chi desidera approfondire la conoscenza delle tradizioni e delle leggende del Cusio. Una "Biblioteca"utile per chi vuole riscoprire il passato; in parte misteriosa, perché nella maggior parte dei casi si tratta di testi fuori commercio e di difficile reperimento. Essendo per lo più protetti dal diritto d’autore non mi azzarderò a riprodurli integralmente (anche se una ristampa integrale, magari su internet, sarebbe veramente un bel progetto).
Cercherò piuttosto di creare delle schede, che aggiornerò nel tempo, con degli indici. Laddove possibile fornirò anche le indicazioni su dove reperire i testi. Le segnalazioni dei lettori saranno quanto mai utili in questo senso.

venerdì 30 maggio 2008

Il Lago dei Misteri

Il mio nome è Alfa.


Mi hanno sempre affascinato le storie del passato. E amo da sempre questo luogo meraviglioso che è il Lago d’Orta, o Cusio come pure è chiamato.


Ho passato anni a leggere, ascoltare racconti, parlare con gli anziani. Ad un certo punto mi sono accorto che avevo tra le mani molte storie, che aspettavano solo di essere raccontate. Alcune semplicemente curiose, altre decisamente inquietanti.


Quella che, un po’ per caso, ho cominciato a scrivere è una storia strana, una storia mai raccontata veramente; sebbene talora affiori nei racconti dei romanzieri o nelle chiacchiere dei bar lungo il lago. Mai apertamente però, perché nessuno in fondo conosce davvero la verità.


E' una storia di nebbie invernali che ti fanno perdere l'orientamento sull'acqua e intravedere luoghi che non avresti voluto vedere; di cadaveri decapitati e teste scomparse; di incontri proibiti in ville apparentemente rispettabili; di feroci assassini e di tesori scomparsi.


Una storia di tempeste improvvise e di gorghi che reclamano il loro feroce tributo di vite umane; di oscuri rituali nel folto del bosco e al limitare delle paludi; di massi da cui si sussurra che gli uomini facciano bene a stare lontani nelle notti di luna.


Una storia parallela, i cui protagonisti sono streghe, spettri, draghi e folletti che, come incubi, turbano il sonno delle giovani donne; in cui i bambini vengono ghermiti da mostruose creature che si nascondono sotto il pelo dell'acqua o rapiti nelle loro culle da esseri semiumani che dimorano nell'oscurità delle caverne.


Una storia feroce di banditi e avventurieri; di gelosi mariti e donne violate.


Una storia di ferro e paura, di tenebra e di sangue.


Quella che racconto, come raccogliendo le enigmatiche reliquie di un antico drago, è una storia di misteri in una terra incantata.


Se vi interessa sapere di più su di me potete leggere il mio pensiero sui misteri o il quadro d'insieme di ciò che si muove attorno e dentro il lago dei misteri a quattro anni dalla sua nascita (trattandosi di un lago non aspettatevi qualcosa di immobile, ma un insieme mutevole e sempre cangiante).

domenica 25 maggio 2008

La lettura del mese passato: Rat Man


Un uomo aveva due figli: Tatanaele ed Isappo.
Un giorno Tatanaele disse al padre: «Non voglio più abitare nella tua casa, lavorare nei tuoi campi e mangiare capra azzima tutte le sere. Dammi quindi la parte del patrimonio che mi spetta, così che possa andarmene e sperperarla con le prostitute.»
Il padre era vecchio ma robusto. Così si alzò da tavola e Tatanaele ne prese così tante, ma così tante, che fu sera e fu mattina. Poi il padre si rivolse al secondo figlio: «E tu, Isappo? Anche tu vuoi chiedere qualcosa a tuo padre?»
Allora Isappo guardò Tatanaele. Poi guardò il padre. Poi ancora Tatanaele e disse: «Posso avere dell'altra capra azzima?»
Ecco, io vi dico: «Chiedete e vi sarà dato... e a ciascuno secondo la legge del padre.»
Da Leo Ortolani, Venduto, Rat Man Collection n. 65.

Leonardo “Leo” Ortolani è, a mio avviso, un genio assoluto. Un genio del fumetto umoristico, ve lo concedo, ma in questo genere è riuscito a diventare, in pochi anni, un vero fenomeno di culto.
Leo Ortolani ha uno stile inconfondibile, con i suoi personaggi dalla faccia di scimmia, che è il suo marchio di fabbrica. Il tratto in bianco e nero in alcune vignette è così essenziale da ricordare i Peanuts di Schultz, mentre in altre (ciò è particolarmente evidente nelle copertine) si arricchisce per richiamare volutamente quello dei super eroi americani. Per questo Ortolani è stato definito “il più grande autore Marvel vivente”.

Del resto Rat-Man, il protagonista, è davvero un supereroe.
Un supereroe, occorre dire, molto sui generis. Rat Man indossa un costume da topo e la lista dei suoi superpoteri è … bianca. Egli infatti non ha alcun superpotere. Non vola, non è invulnerabile, non è forte come mille uomini…
Le straordinarie imprese da lui compiute sono comunque degne di essere ricordate: ha diviso i Fantastici Quattro per un numero pari a se stesso; ha ritrovato l’Urlo di Munch grazie al suo udito; ha cancellato il razzismo, la guerra, la fame e la malattia dai vocabolari… costringendo la gente a comprarne di nuovi.
Soprattutto Rat-Man ha una caratteristica che lo rende unico: è completamente idiota. Occorre ripetergli le cose almeno due volte perché le capisca e ancora non è detto che ci riesca. Tra due possibili scelte opterà inevitabilmente per quella dall’esito più catastrofico. Possiede ogni più imbarazzante difetto fisico e fisiologico. È così noioso che quando parla la sua immagine riflessa nello specchio si annoia ad ascoltarlo…
Attorno all’Eroe si muovono comprimari altrettanto folli: un maggiordomo fedele come un cane; un poliziotto di colore, pluricornificato dalla moglie e idiota almeno quanto l’Eroe; un orsacchiotto di peluche; un/a transessuale platinato/a innamorato/a, non ricambiato/a, dell’eroe…

Rat-Man è il personaggio più politicamente scorretto che si possa immaginare. In uno stesso numero il protagonista riesce
- a rifiutare l’offerta in chiesa dicendosi “già a posto”;
- ad essere stupidamente e insensibilmente classista col maggiordomo;
- a litigare con un disabile;
- a firmare, perché “la faccia gli ispira fiducia”, un contratto con un produttore televisivo incompetente, disonesto, palesemente pedofilo.

Nella sua totale imbecillità (gli si perdona facilmente perché è evidente che non sa ciò che sta facendo) Rat Man un super potere alla fine lo possiede: riesce a farci ridere. Di noi stessi, delle nostre piccole meschinità quotidiane (comprese quelle più inconfessabili), della nostra arroganza verso i perdenti, i diversi e tutti quanti, per qualsiasi motivo, consideriamo inferiori…
E riesce, con poche battute, a fustigare le contraddizioni e le ipocrisie della nostra società: il cinismo della televisione che specula sul dolore dei famigliari delle vittime; la spasmodica ricerca di una briciola di notorietà; la svendita di ogni valore.

Da segnalare il particolare umorismo di Ortolani. Le battute vivono anche fuori dalla gabbia delle strisce a fumetti (“Vendo il rispetto per me stesso. Telefonare ore pasti, chiedendo dell’imbecille”), ma è nella successione delle vignette (di dimensioni sempre variabili) che l’autore raggiunge i vertici della sua comicità. Una singola sequenza comica può durare per alcune pagine, con varie scansioni interne, in un crescendo grottesco che si conclude nei modi più imprevedibili. Talora, una sequenza, che apparentemente pareva conclusa, viene improvvisamente riaperta: tre - quattro vignette a pagina 49, incomprensibili se prese da sole, diventano irresistibili se lette come seguito della sequenza che si credeva chiusa a pagina 27.

Ortolani non è solo autore di Rat Man. Tra le numerose storie da lui scritte e disegnate da segnalare le parodie di celebri opere cinematografiche:
Il Signore dei Ratti (Il Signore degli Anelli);
Star Rats (Guerre Stellari);
299+1 (300);
Venerdì 12 (La serie Venerdì 13).
E già si annuncia la prossima uscita di “John Ratto”, liberamente ispirata alle vicende di un famoso reduce...

Cosa c’entra questo post con Il Lago dei Misteri? Nulla.
Semplicemente ho deciso di dedicare ai lettori un breve brano tratto da letture interessanti. Il brano rimane visibile per circa un mese nella colonna di destra, per poi essere sostituita da un altro. Al termine del suo ciclo vitale, la lettura (in questo blog si fa come per il maiale, non si butta nulla) viene ripescata come post e commentata.

Anche se…

Anche se un piccolo mistero c’è anche in Rat Man. Leo Ortolani ha da tempo annunciato che Rat Man arriverà solo fino al numero 100. E poi? Cosa accadrà, raggiunto quel fatidico numero?
Migliaia di lettori sono in ansia, ma l’Autore li rassicura: non devono preoccuparsi della cosa.
Il mondo finirà prima.

sabato 24 maggio 2008

Alfa Diario: il Punto nella Notte.

Dopo un viaggio di chilometri, la sagoma colorata dell’edificio mi si disvela nel buio della notte indicando la meta. È stato Fabio di Orta, una delle loro Vedette sul lago, a creare il contatto e ora mi accingo a varcare il cancello di quel luogo, assieme alla mia affascinante compagna di viaggio.

Come Pollicino nella fiaba, seguiamo i segni per terra: delle mollette colorate, in questo caso. In cima alle scale ci accoglie un’atmosfera calda e amichevole che ricorda quello delle osterie di una volta: si parla, si ride, si scherza, si fa musica, si stappano bottiglie, si tagliano pane, salame e formaggio. Qualcuno racconta storie, alcuni cantano e suonano, altri descrivono le loro esperienze. Si parla di letteratura e di musica, ma anche di impegno sociale.

Conosciamo molte persone simpatiche a partire da Fabio & Fulvio, che sono il perno attorno a cui ruota quella sorta di giostra. Abbiamo modo di parlare anche con la maga Rosa e con la conturbante Viola, mentre i magici ritmi brasiliani degli Obrigado inducono due giovani innamorati a far pace e riescono persino a far materializzare dal vivo una piccola delegazione brasiliana.

Tutti i presenti compiono una sorta di rito: a turno si pongono davanti ad un microfono e cominciano a parlare, cantare, suonare. Il suono si diffonde nell’etere e può essere ascoltato anche a distanze notevoli. Una magia, mi dicono, inventata da un certo Guglielmo Marconi nel settembre del 1895. Una magia a cui, come troppo spesso capita, ci siamo talmente abituati da considerarla un fatto scontato.

In quell’atmosfera mi lascio andare anch’io e svelo un segreto: il nome che si celava dietro la lettera “A” è “Alfa”. Infine, per ricambiare l’accoglienza, regalo loro una “Pillola di Mistero”, cui altre seguiranno.

Mentre facciamo ritorno verso casa, la voce dell’Equi Librista ci tiene compagnia raccontando la storia di Robinson Crusoe…

giovedì 22 maggio 2008

La bottega del Filosofo

Lo trovate sempre lì, nella sua “Bottega” dove si vendono, per lo più, informazioni.

Talora mi ricorda il Tenente Drogo, in vana attesa dei suoi Tartari. Ma quando questi compaiono all'orizzonte diventa un Davy Crockett. Le orde di turisti si incuneano, ad ondate, una dietro l’altra, dentro il suo piccolo ufficio informazioni, ma lui è lì, in piedi, ad attenderle, a rispondere colpo su colpo.
Una domanda, un depliant; due domande, una cartina. Poi le munizioni cominciano a scarseggiare (troppo impari è la lotta e troppo dimenticato è quell’avamposto), così si batte all’arma bianca: a domanda risposta; a richiesta fotocopia. Magari di qualche cartina miracolosamente scovata dai cassetti o disegnata apposta per lui da qualcuno dei suoi straordinari amici e conoscenti.
Finché le orde di turisti, sazie, si ritirano lasciandolo, provato ma mai vinto, a guardia della sua postazione.

Il Filosofo può contare su molti amici. Non li troverete quasi mai nella sua Bottega, ma se vi appostate, prima o poi potrete vederli entrare. Perché quel luogo pare attirare le più singolari varietà che la razza umana è in grado di esprimere.

Personaggi peculiari, originali, a loro modo geniali; o semplicemente strani. Ciascuno gli lascia qualcosa: un racconto, un disegno, un pettegolezzo, un mugugno...

Sotto l’etichetta "La Bottega del Filosofo" trovate i racconti e le storie che ruotano attorno a questo misterioso personaggio.

Ma non parlate di misteri al Filosofo!

Quando è al lavoro il suo compito è solo dare informazioni ai turisti. A questa consegna si attiene scrupolosamente. Quando chiude la sua bottega e va a prendersi un meritato aperitivo prima di cena, allora è il momento giusto per fare quattro chiacchiere con lui.

martedì 20 maggio 2008

Leggende

Come nasce una leggenda?

Esiste una versione “originale”, “autentica” della leggenda?

È molto difficile dare risposte a queste domande.

In questo blog non si tenta nemmeno una ricostruzione “filologica” delle leggende. Sarebbe un’impresa impari per le modeste forze dello scrivano e, forse, sarebbe uno sforzo comunque vano.

Una leggenda è qualcosa di etereo, di cangiante, di mutevole. Passa di bocca in bocca senza che nessuno si preoccupi di accertarne, indicarne, riportarne la fonte. Le versioni cambiano, arricchendosi di nuovi dettagli e perdendone altri, a secondo della fantasia del narratore e dell’attenzione degli ascoltatori.
Quello che importa, del resto, è la storia, non le parole con cui è narrata. Ognuno se ne appropria, la fa sua e la trasmette agli altri, cercando di trasmettere con essa un’emozione: meraviglia, paura, commozione, passione, ilarità…

Sotto l’etichetta “leggende” trovate delle storie che qualcuno ha raccontato per la prima volta molto tempo fa. Prima che qualcun altro si prendesse la briga d’inventare il diritto d’autore. Perché a quei tempi, come ai tempi di Omero, il prezzo di una buona storia era, al massimo, un pezzo di carne e un bicchiere di buon vino.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.