venerdì 16 maggio 2008

La spia del lago - 2. Scena 8 di 9. Il Carabiniere

Arona, Gennaio 1949

C’è un uomo, con una lettera in mano. E' giovane, ma non è un uomo normale.
E' un tenente, si chiama Elio Albieri, e comanda la stazione dei Carabinieridi Arona.

Albieri legge e rilegge il foglio, perché c’è qualcosa, in quella storia, che non gli torna. La lettera viene dall’America ed è firmata da Joseph R. Holahan. È un operatore di borsa di Wall Street che cerca notizie di suo fratello, William V. Holohan. I due hanno cognomi differenti a causa di un banale refuso verificatosi ai tempi della scuola. Non è questo, però, che colpisce Albieri.

William Holohan era un Maggiore dell’OSS scomparso sul Lago d’Orta cinque anni prima. Ufficialmente è stato dato per morto in azione, ma il suo corpo non è mai stato ritrovato. Joseph ha svolto delle indagini per conto suo. Ha scritto al Dipartimento di Stato Americano, all’OSS, all’esercito, ai partigiani e, naturalmente, alla polizia italiana. A tutti ha chiesto di aiutarlo a ritrovare almeno il corpo del fratello. Ha persino intervistato Aldo Icardi, che ora fa l’avvocato a Pittsburgh.
Icardi gli ha raccontato dell’attacco nazista alla villa e si è pure offerto di andare in Italia con lui, un giorno o l’altro, per aiutarlo nelle ricerche. Joseph però non gli crede. C’è qualcosa che non lo convince nel racconto di Icardi.
Perché non risulta che i tedeschi abbiano catturato William? E, se lo hanno ucciso nella fuga, perché in suo cadavere non è mai stato trovato?

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.