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sabato 14 ottobre 2017

Seminando



Un post a proposito degli alpinisti della Belle Epoque, di blog amici, di Lovecraft, di fumetti, di vampiri, di cactus e altro ancora.

Del mio pollice assai poco verde ho parlato varie volte, raccontando del mio cactus  (a proposito, devo ricordarmi di dargli un po' di acqua, perché sono passati un po' di mesi dall'ultima volta...).
Capita però a volte che un seme gettato a caso generi una bella pianta. Anni fa successe così con un nocciolo di una pesca lanciato dalla finestra. Cadde in un punto fortunato del giardino e generò una bella piantina che crebbe rigogliosa e finché campò produsse in abbondanza. Avete presente le pesche dell'orto? Non quelle grandi e insipide dei supermercati, ma quelle piccoline, pelose e saporitissime? Ecco, a quei tempi nella stagione giusta ne raccoglievamo a decine ogni giorno. Non essendo trattate dopo poche ore cominciavano ad attirare sciami di moschine della frutta (altra differenza con le pesche comperate che restano inviolate per giorni nel cestino e anche quando marciscono sono disdegnate dai moschini). Allora bisognava far fronte alla bisogna. E quindi oltre alla consueta razione di frutta, che non manco mai di mangiare, la fantasia di mia madre si scatenava. Oltre alla marmellata di pesche e alla macedonia faceva delle ottime pesche al forno, aprendole a metà e riempiendo il buco con una pezzetti di mandorle. 

È capitato curiosamente lo stesso coi post di questo blog. Nell'ormai lontano 2011 accadde che l'Errante si mettesse in viaggio. Se non sapete o non ricordate chi sia Ottavio Errante e cosa ha combinato siete ampiamente giustificati. Buona parte delle sue avventure oltretutto non sono più disponibili online. Sospetto che questo abbia a che fare con le complesse vicende che aveva vissuto alcuni mesi prima e che lo videro alle prese con un temibile Arcivampiro e con un'ancora più temibile, sotto altri aspetti, giornalista. 
Tuttavia l'Errante è ancora vivo e vegeto e di tanto in tanto dei suoi brevi racconti vengono pubblicati su A6 Fanzine. L'ultimo è dedicato a Lovecraft, giusto per restare nell'ambito degli orrori misteriosi. 

Ma sto divagando e ve ne chiedo scusa. Deve essere una conseguenza degli anni che passano. 
Torniamo a quel fatidico agosto 2011. In quel post si parlava del Mottarone e di come si affermò nel bel mondo come meta di escursioni e delle prime gare di sci.

Qualche giorno fa il Marchese Florindo dei Bocabéla mi ha fatto l'onore di citare quel post in un suo pubblicato sul blog "Amëgn dèmm cünta sü! Il Raccoglitore ossia Archivj di Istoria, di Archeologia, di Novelle, di Belle Arti e di Miscellanee adorni di Rami". Già dal titolo si capisce che contiene notizie importanti, in particolare incentrate sull'antichissimo paese di Ameno. Uno dei primi ad essere citato nella zona del Lago d'Orta e con importanti testimonianze archeologiche che risalgono al millecinquecento avanti Cristo. Anno più, anno meno.

Il post è interessante perché approfondisce la storia che ruota attorno all’avv. Orazio Spanna “l’apostolo” del Mottarone e alle visionarie (queste si) idee di chi pensò di trasformare una montagna in una meta turistica.

Non posso che ringraziare di cuore, invitandovi alla lettura.

mercoledì 4 marzo 2015

La Giornata del Drago 2015

Da alcuni anni si celebra la Giornata del drago, una simpatica occasione per ricordare queste affascinanti e misteriose creature.

Ovviamente il lago dei misteri farà la sua parte, in forme, non solo virtuali, per il momento coperte dal più riservato segreto.

Accanto alle iniziative nel mondo reale come nelle edizioni passate si moltiplicheranno gli interventi dei blogger. Racconti, immagini, testimonianze e impegno civile.

Come questa iniziativa che si propone un nobile scopo: legalizzare l'allevamento dei draghi. Del resto "il proibizionismo non ha impedito a molti trafficanti di commerciare draghi allevati in cattività. Non ha ridotto il rischio di estinzione e le varietà di draghi che abbiamo oggi riflette i gusti degli acquirenti ricchi, non le necessità ecologiche dell’ambiente in cui i draghi dovrebbero vivere..." (contina a leggere qui)

Nel frattempo, se volete saperne di più o aderire alla Giornata del Drago ecco il link giusto!

mercoledì 8 ottobre 2014

La storia di una terra antica in un nuovo blog


Da qualche giorno è attivo il nuovo blog della Famiglia Alzese http://famiglialzese.blogspot.it

Questa associazione trae origine ed è diretta discendente di un'istituzione più che centenaria. Nel 1901 con il contributo di tutti i capofamiglia della comunità alzese (da qui il nome La famiglia Alzese) venne costruito un edificio a lungo utilizzato come scuola. Restaurato e reso accessibile, dal 1991 ha cominciato a organizzare manifestazioni di carattere culturale tra mostre d`arte, pubblicazioni, concorsi di presepi, mercatini di hobbistica, ecc. Trasformandosi infine in associazione culturale.

Il blog raccoglie i frammenti di memoria della comunità di Alzo, Pella e frazioni. Una storia molto antica, che ha la sua prima testimonianza in un masso altare con coppelle, vasche e canalette che sorge poco lontano, continua in epoca romana e si sviluppa nel medioevo con la chiesa di San Filiberto, primo edificio di culto costruito sulla sponda occidentale del lago poco dopo il Mille.

mercoledì 17 aprile 2013

La roccia nel cuore




Sul lago d’Orta una piccola comunità è sconvolta dal suicidio di un adolescente. Due sole persone dubitano che le cose siano proprio come sembrano: un compagno del ragazzo morto e il nuovo parroco del paese. Due opposti modi di vedere il mondo stretti in un’inedita alleanza per svelare un mistero che va infittendosi quando nella basilica vicina sparisce il teschio di un santo. Sulle orme di Fred Vargas, un romanzo d’esordio con qualche tono di giallo dove le digressioni contano quanto gli indizi. Dove la descrizione della realtà, nei suoi risvolti di attualità sociale, si mescola all’immaginario in una geografia costruita tanto su luoghi reali fedelmente descritti quanto sulle loro leggende.

Questa è la trama de "La roccia nel cuore" il romanzo scritto dall'amica Antonella Mecenero. Un romanzo che avrò il piacere di presentare di persona il 30 aprile prossimo alla Fabbrica di Carta a Villadossola, alle 18,30.

Antonella Mecenero

La roccia nel cuore
Interlinea, pp. 180, euro 15
Collana "Gli Aironi"
isbn 978-88-8212-904-0

giovedì 1 novembre 2012

Noir sul lago Maggiore




Domenica 4 novembre alle ore 16, presso la Sede del Distretto dei Laghi ci sarà la presentazione dell'antologia "Delitti d'acqua dolce", che raccoglie una ventina di racconti ambientati a Stresa.

Sono vari gli autori di questa antologia (Mercedes Bresso, Sergio Cova, Andrea Dallapina, Maurizio Gilardi, Rossana Girotto, Riccardo Landini, Francesco Manarini e Massimo Rodighiero, Sabrina Minetti, Samuele Nava, Emiliano Pedroni, Maurizio Pellizzon, Elena Sedin, Federico Spinozzi, Gianluca Veltri), di cui vari sono miei amici. Vorrei ricordarne una, però, in particolare che sta vivendo un momento di particolare fermento editoriale.
Mi riferisco all'amica blogger Tenar, che ha recentemente aperto un nuovo blog e che in questo post ci da un aggiornamento in tempo reale delle sue pubblicazioni, che ovviamente vi invito caldamente a leggere, avendo avuto modo di dare una sbirciatina in anteprima.

Ricordo infine che il ricavato dell'antologia sarà devoluto alla ricostruzione dei giardini di Villa Taranto, che ne hanno davvero bisogno dopo la devastante tromba d'aria di qualche settimana fa.

lunedì 4 luglio 2011

La notte della rete

Il 6 luglio l'Autorità per le Comunicazioni si appresta a votare una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice.

Diciamo no al bavaglio alla rete! Partecipa anche tu e invita tutti i tuoi amici a "La notte della rete": 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti. L'evento sarà in diretta streaming sul Fattoquotidiano.it e su una rete di tv locali.

Per info e partecipazione: nocensura@agoradigitale.org
L'hashtag twitter: #notterete

giovedì 9 giugno 2011

L'indagatore dei misteri dei dialetti


L’amica blogger Stella  ha voluto condividere con i lettori del Lago dei misteri questo scritto, dedicato a Paul Scheuermeier, mitica figura della ricerca antropologica. La ringraziamo e l’ospitiamo molto volentieri.

Basta spostarsi anche solo di pochi chilometri da casa per accorgersi che le parlate e il nome attribuito ad alcuni oggetti cambia notevolmente. Ogni luogo ha il suo dialetto e di questo era ben consapevole il giovane svizzero Paul Scheuermeier quando, negli anni 20 del secolo scorso, inizia un lungo viaggio alla ricerca di parole sostenuto dai suoi maestri i linguisti Karl Jaberg e Jacob Jud che, su modello dell’Atlante  Linguistico della Francia, vogliono realizzare l’AIS Atlante linguistico ed etnografico dell’Italia e della Svizzera settentrionale.
L’impresa si prospettava ardua.
I mezzi a disposizione, visti gli scarsi finanziamenti, erano pochi – un taccuino e una macchina fotografica – tuttavia, l’ostacolo più insidioso da affrontare erano i Sujets o come li chiameremo noi oggi Informatori.
Scheuermeier fu fortunato perché nelle località censite trovò molte persone disposte a descrivere come venivano svolte alcune attività – come , ad esempio la lavorazione dei bachi da seta in Lombardia – e a posare per lui accettando ‘il fotografista straniero’. La disponibilità dei suoi informatori gli ha fornito moltissimo materiale diventato oggi un’eccezionale testimonianza di un mondo ormai scomparso.
Egli stenografava tutto, indagando i rapporti tra parole e cose non meccanicamente, ma cercando di capire come si chiamavano le varie parti.
Numerose carte dell’Atlante si riferiscono ad animali. Per esempio ha registrato il variare della parola “cane” nei ben 700 dialetti da lui rilevati. Tuttavia una delle domande dei questionari riguardava il “Ceppo di Natale”. Questa rappresentava una vera e propria eccezione in quanto Scheuermeir non era interessato alla ritualità.
La tradizione vuole che il giorno della vigilia di Natale venga messo un ceppo di legno nel camino e una volta acceso il fuoco si facciano delle offerte per prosperità e salute. Il fenomeno era molto esteso in Spagna, Francia, Italia, Svizzera, Serbia, Croazia e Bulgaria ma la cerimonia stava scomparendo. La saggezza popolare spiega così la fine di questa pratica “Il Ceppo di Natale è stato ucciso dalla stufa”.
La costruzione delle fotografie dello Schuermeier è sempre legata al mostrare gli oggetti da lavoro come ad esempio una foto in cui sono ritratti cinque bambini all’interno di una cesta per rendere l’idea della capienza di quest’ultima. Le didascalie fornivano una descrizione del procedimento, il nome delle attrezzature e alcune osservazioni sulle persone ritratte.
La fotografia era già presente nelle zone censite dallo studioso, gli abitanti erano in un certo senso abituati, comunque con delle eccezioni.
Una zona del trentino era popolata da un’isola linguistica tedesca e i suoi abitanti si spostavano in tutto l’impero austro-ungarico per commerciare dipinti in vetro di carattere popolaresco religioso tornando poi con oggetti dei paesi che visitavano. Quando il Trentino fu annesso all’Italia tutto questo cessò e gli abitanti diventarono degli emarginati, quando non furono addirittura considerati spie tedesche.
Quando Schuermeier incontra delle donne del paese rimane colpito dai loro abiti legati alla trazione d’oltralpe ma queste sono schive perché temono che lui sia un fascista; anche a Grosio in Valtellina incontra delle difficoltà nel fotografare alcune donne: queste, infatti, temevano che delle loro foto si facessero cartoline diventando così dominio di tutti.
La foto era concepita come la rappresentazione di un momento significativo, oppure la concentrazione in essa di momenti in successione; si ritrovano così tutti gli attrezzi per la produzione del burro anche se legati a fasi diverse di questa; oppure una coppia di mercanti di stoffe mentre prepara il banco in Piemonte, a Borgomanero (cittadina molto vicino al Lago d’Orta, dove ancora oggi si svolge un importante mercato, n.d.r.).
Il giovane Paul dedica un ciclo di foto alla coltivazione del baco da seta, durante il suo soggiorno a Ligornetto in Canton Ticino; un’attività questa molto praticata perché remunerativa e in Piemonte a tal proposito esisteva anche una legge che vietava l’abbattimento delle piante di gelso.
Spesso Schuermeier lasciava ai suoi Sujets la possibilità di organizzare la foto come accade a Gandino in provincia di Bergamo. In questa località, in occasione del Carnevale si esponeva un fantoccio con una maschera di legno dipinta ad una finestra di un palazzo e finite le celebrazioni del carnevale questo veniva impiccato, tuttavia non essendo periodo di Carnevale la gente vuole che il fantoccio venga fotografato seduto con una mazzetta di vino su una mano e la chitarra nell’altra.
 Tutte le foto di cui ho parlato si ritrovano nei testi pubblicati di recente Il Veneto dei Contadini 1921-1932; Il Piemonte dei Contadini 1921-1932 in due volumi ed infine Il Trentino dei Contadini 1921-1932; nei quali si può ammirare la bravura di Scheuermeier che oltre ha lasciarci una testimonianza di una storia non ufficiale ha realizzato un bellissimo reportage fotografico (nell'immagine di apertura, in cui si vede Paul con la moglie e un informatore, la costruzione della foto ricorda un quadro di Cézanne). Perché – come ci ricorda quella signora che, prima di essere intervistata, chiese a chi aveva già conosciuto il Scheuermeier “El xè un bèl om?” – anche l’occhio vuole la sua parte!
D.A. (Stella)

Una carta dell’Atlante relativa al termine grembiule.

martedì 11 gennaio 2011

Il fuoco dei flamenchi


Se dovessi associarla ad un Elemento sarebbe certamente FUOCO. Come quello della terra in cui vive, quel tacco d'Italia che è diventato da alcuni anni una fucina di idee e iniziative. Come quello di tanti piccoli fuochi accesi sulla spiaggia attorno a cui danzano fenicotteri rosa. O come quello che arde dentro i racconti, i pensieri convulsi e le lotte intestine di cui scrive sul suo blog "il ballo dei flamenchi".

martedì 21 dicembre 2010

Storie di draghi, folletti e altre presenze

Qualcuno ha bussato.
Alla porta della mia camera, in questa locanda assediata dai venti del nord, in cui attendo un aereo che mi porti lontano dal gelido inverno scozzese, qualcuno ha bussato. Non era la cameriera per rifare il letto. Non era nessun altro, perché quando ho aperto la porta solo il vuoto ha riempito il mio sguardo.
Ma qualcuno c’era certamente, perché davanti alla mia porta ho trovato un libro. Solo, come fosse stato abbandonato apposta per essere ritrovato da me. Così lo prendo in mano e guardo la copertina (che trovate qui sopra). Una stranissima coincidenza, penso, dal momento che conosco molto bene l’autrice, che è un’antica frequentatrice di questo blog.

lunedì 20 dicembre 2010

Dannati danni ai confini del mondo


Se dovessi indicare l’Elemento che meglio la rappresenta direi TERRA. Come le dure rocce, battute dal vento gelido e dalle onde del mare settentrionale, della Scozia, suo luogo di adozione e lavoro. Come il suolo con cui sovente ha a che fare, sotto forma di incidenti e ruzzoloni della più diversa natura. 
Perché di una cosa potete stare certi: quando entra in scena  lei qualcosa di tragicomico sta per accadere.

domenica 19 dicembre 2010

Le isole del mistero



Se dovessi cercare un luogo che sembri letteralmente galleggiare nel mistero sceglierei, senza esitazione, le isole britanniche. La quantità di storie misteriose, leggende e miti che si collegano ad esse non è riassumibile  in un semplice post e probabilmente sarebbe difficilmente contenibile da un libro.
Sarà che per quanto grandi sono isole e le isole sono per loro natura misteriosa.
Saranno le origini celtiche, che hanno lasciato o ispirato un’infinità di storie, vecchie e nuove: da Artù e i cavalieri della tavola rotonda a Cú Chulainn e i suoi eroi irlandesi, da Ginevra e Lancillotto a Tristano e Isotta, da Merlino al leggendario bardo Ossian, da Excalibur a Parsifal, da Excalibur al Graal, da Avalon a Lyonesse giusto per citare le principali.
Saranno le invasioni dei germani, che si sono portati la loro lingua e la storia di Beowulf.
Saranno i Normanni, che hanno riempito quelle terre di castelli che il folklore ha infestato di fantasmi.
Saranno gli irriducibili Scozzesi con le marziali cornamuse e i mostri lacustri o i bellicosi Irlandesi con le bellissime fate e gli allegri violini.
O forse il merito – la colpa? – è dei suoi scrittori? Di Walpole e del Castello di Otranto? Di Mary Wollstonecraft Shelley e del suo Frankenstein? O del Dracula di Bram Stoker? Della Terra di Mezzo di Tolkien? O dell’investigatore Sherlock Holmes che in realtà pare sia un personaggio di fantasia inventato da un certo Sir Arthur Conan Doyle, cui è attribuito, tra i tanti, anche un racconto (Il mondo perduto) in una terra popolata dai dinosauri?
Mi rendo conto che le domande che pongo contribuiscono solo ad alimentare il mistero di questa terra dalle nebbie fitte, dal tempo imprevedibile e dalle brughiere selvagge. Stereotipi, certo, ma stereotipi che i suoi abitanti sembrano impegnati a difendere con tutte le forze, come quando ti capita d’incontrare, in un giorno d’estate, compagnie di ragazzi e ragazze, vestiti alla vittoriana che con le loro brave ceste si recano nei prati per il pic nic.
Un mondo troppo complesso, come ho detto, per poter essere riassunto in questa sede.
Se però amate i misteri di queste terre non potete non consultare il blog di un altro mio amico McGlen's Mysteries  dove troverete tante leggende del folklore, non solo insulare.
Ora però è necessario che il mio viaggio faccia una tappa a nord, prima di volgere verso occidente…





In apertura, Tristano e Isotta, di Edmund Blair Leighton, 1902

martedì 14 dicembre 2010

Favolosi amici siciliani

Prima di voltarle le spalle e lasciare che la costa della Sicilia scivoli oltre l’orizzonte voglio salutare con la mano, proprio come si fa quando ci si imbarcava per un lungo viaggio attraverso i sette mari, due favolosi amici che vivono da quelle parti.

Del primo sappiamo molto poco, oltre al fatto che si autodefinisce Favoloso  (anche se per un certo periodo si è fatto chiamare anche Tarkan, forse in omaggio ad un famoso cantante turco). Come ho detto sappiamo poco di questo misterioso individuo, salvo ciò che leggiamo sul suo profilo: “Venticinquenne ormai da svariati anni, il nostro eroe è un abile professionista che lavora per una famosa compagnia aerea. Adora leggere classici della letteratura inglese in dialetto dello Yorkshire alla tenue fiamma di una candela consumata. Ama disegnare e scrivere, odia terribilmente far di conto e spesso si aiuta con le dita (sbagliando pure)! Tutto ciò che lo riguarda è avvolto da un manto di irrefrenabile surrealismo.”

Altro personaggio decisamente surreale (nel suo caso il temine va inteso come “sopra il reale”) è quello della Nonna Lola  e un aspetto che definisce "giovanile" (visibile nella foto). Ha un’età indefinita ed indefinibile, anche se qualcuno ritiene che avesse già qualche annetto sulle spalle ai tempi in cui Eva colse la prima mela. Questa arzilla signora dai capelli bianchi, grazie alla sua infinita saggezza, documentata da anni e anni di maturata esperienza nel settore amoroso, è a disposizione dei lettori dispensando consigli quanto meno originali. Meno esperta, ma certamente più giovane è sua nipote Pitufa, che di tanto in tanto compare nel blog come protagonista di strane avventure.
Un’altra sua specialità indiscussa è la cucina. Dopo aver mangiato i suoi piatti alla besciamella (credo sia capace di cucinare “alla besciamella” qualsiasi cosa, dai rettili alle borsette) difficilmente potrete dimenticarvi di lei.

Da qualche tempo i loro blog non vengono aggiornati, ma il ricordo dei loro post ironici e divertenti rimarrà a lungo nel cuore mio e di Malikà che spesso ci auguriamo di poterli rileggere.

sabato 11 dicembre 2010

Misteri della Sardegna

È una terra antica e piena di misteri l’isola che costeggio nel mio viaggio verso sud. Con le spiagge meravigliose e l’interno selvaggio, i misteriosi monumenti che la punteggiano e tradizioni antichissime ancora vive, la Sardegna è un vero scrigno di tesori.

Pensate ai nuraghes, straordinarie costruzioni in pietra a secco della Sardegna preistorica; alle “domus de janas”  (le “case delle fate”), antiche tombe megalitiche cariche di leggende; ai pozzi sacri ; o alle straordinarie figure del folklore, come i mammutones e gli issoadores .

Vi renderete conto che per descrivere tutto questo non basta un post del mio blog. Perciò, se desiderate approfondire questi temi vi consiglio il blog della mia amica Claudia Zedda, Kalaris Web Blog, dove potrete trovare moltissime informazioni su questa straordinaria terra.

La mia nave va di fretta oggi, ma domani avrò il tempo di rivolgere ancora uno sguardo a questa straordinaria terra su cui, prima o poi, spero di poter mettere piede.

giovedì 9 dicembre 2010

Amicizia felina



Se dovessi individuare l’Elemento che meglio la rappresenta sceglierei ARIA.
Perché è in essa che si muove, leggera e notturna sui tetti, con lo sguardo rivolto in alto. Cammina con passo felino e con la coda ti solletica il naso, costringendoti a levare lo sguardo alle stelle.
Alle stelle del cinema, quelle vere, quelle che hanno partecipato a quei film indimenticabili che sa descrivere con una naturalezza che riesce sempre a sorprenderti. I suoi post richiamano alla tua attenzione film che hai già visto o pellicole che ti sono sfuggite. In entrambi i casi riescono a fornirti un nuovo punto di vista, un motivo per guardare o rivedere quel film.
Ma Felinità, così la mia amica firma i post sul suo blog  http://felinita.blogspot.com, non limita i suoi interessi al cinema.
Con leggero tocco felino, usando la coda come un pennello, dipinge ritratti stupendi di famosi artisti offrendo anche in questo caso spunti interessanti per rileggere la loro opera. 
Naturalmente la misteriosa Felinità non esaurisce i propri interessi in questi argomenti, ma lascio a voi il piacere di scoprire il suo blog, se ancora non lo conoscete. Per me ormai è tempo, dopo un forte miagolio di saluto, di lasciare la città.

Prima però non posso non ricordare che a Genova si aggira  un altro  personaggio singolare. Bacci Pagano (cito Wikipedia) “è un investigatore privato genovese, ironico e disilluso, amante della musica di Mozart, del buon vino e della buona tavola oltre che delle donne (fra le quali Mara, la sua compagna psicologa, che lo definisce analfabeta dei sentimenti, giudizio che Bacci ripete sovente a se stesso). Viaggia su una Vespa amaranto e non porta le mutande”. Secondo Bruno Morchio, lo scrittore che lo ha creato, Bacci Pagano starebbe sempre dalla parte dei perdenti perché “figlio di un operaio genoano e comunista”. 

Infine, se volete scoprire questa Genova popolare e misteriosa, vi consiglio il ricchissimo sito http://www.creuzadema.net che già dal titolo richiama una famosissima canzone del cantore di Genova, Fabrizio De André.

domenica 14 novembre 2010

Post per un’amica che non c’è più



Questo è uno di quei post che non si vorrebbe mai scrivere. Purtroppo capita che a volte amici blogger scompaiano senza farsi più sentire. Nascosti dietro l’anonimato non è facile sapere cosa si nasconda dietro la loro improvvisa sparizione.

Nel caso di Gianna, la simpatica dj delle Canarie che è stata per lungo tempo assidua frequentatrice di questo blog, purtroppo il motivo è drammatico. Una lettrice, che ringrazio, mi ha avvisato che sul blog Il Faro è apparsa la notizia della sua morte, avvenuta alcuni mesi fa.

Non mi resta che associarmi al dolore per la scomparsa di Gianna, che tempo fa mi aveva lasciato un ultimo messaggio dal letto di un ospedale.

Conserverò il ricordo del suo sorriso e delle belle immagini delle sue isole, che questa abitante delle Canarie innamorata della vita e dell’Italia, come lei stessa si definiva, postava sul blog "Cosas che me gustan". 

giovedì 1 luglio 2010

Paperblog



Paperblog è una piattaforma partecipativa di informazione che si presenta come un magazine on-line dove gli articoli sono tratti dai  blog iscritti.
Il suo scopo è da una parte quello di offrire ai lettori l'informazione – normalmente sparsa nella rete – permettendo loro di restare su un'unica interfaccia; dall'altra quello di permettere ai blogger meno conosciuti di raggiungere un numero più elevato di lettori, farsi conoscere e allo stesso tempo
incontrare altri blogger.
Paperblog nasce proprio con l'obiettivo di localizzare e rendere visibili i contenuti più interessanti, originali e accattivanti per presentarli a un numero di utenti sempre maggiore.

Da qualche giorno anche il lago dei misteri ha aderito a questa piattaforma, nella rubrica cultura, con  i post pubblicati su  http://illagodeimisteri.blogspot.com

C’è anche una scheda con il profilo di Alfa  in cui trovate tutti gli articoli pubblicati.

sabato 17 aprile 2010

Vulcani e clima



Da qualche giorno un vulcano dal nome impronunciabile ha deciso di dare spettacolo in Islanda e gli effetti dell’eruzione cominciano a sentirsi anche da noi. Per via delle polveri nell'atmosfera buona parte degli aeroporti sono stati chiusi

Ho trovato un bell’articolo sull'argomento on line, sul blog di Aldo Piombino, che vi consiglio di leggere.

Se poi volete leggere una storia che ha a che fare coi vulcani vi consiglio la lettura di “Una lunga gelida estate”, pubblicata su questo blog l’estate scorsa.

mercoledì 14 aprile 2010

domenica 11 aprile 2010

Radio Elfo

Cosa direste se vi raccontassi che degli gnomi mi hanno detto che gli elfi hanno aperto una radio?
Certamente il Maestro direbbe che sono sempre più strambo, eppure il maestro, almeno questa volta avrebbe torto.

Sul blog Gnomi di caverna ho trovato questa curiosa notizia:

" Radio Elfo Cesenatico è una web radio, ovvero una stazione che trasmette su internet invece che sulle classiche onde radio. Alessandro, il suo ideatore, avrebbe voluto quasi solo musica celtica o medioevale, di ispirazione fantasy, ma si è accorto che mischiando i generi gli ascoltatori aumentavano, quindi capita di ascoltare anche brani rock.
Gli elfi hanno la loro stazione radio! Gli diamo una mano ad incontrare altri amanti del fantasy e a restare “puro”? "

domenica 31 gennaio 2010

Roccaforte in Onda


Grandi emozioni ieri sera a Siamo in Onda.
In primo luogo perché una lunga amicizia virtuale nata nella blogosfera mi ha portato finalmente ad incontrare Bruno, un amico blogger dei più “antichi” tra quanti frequentano questo blog.



In secondo luogo perché ho potuto incontrare ed ascoltare dal vivo il suo gruppo musicale, i Roccaforte, una rock band alessandrina che ha rifiutato la strada della cover band per intraprendere quella più impegnativa di scrivere propri pezzi. Di loro avevo parlato più di un anno fa in questo post.

Avevo già avuto modo di ascoltare il loro CD “Per volontà del Re”, ma devo confessare che ascoltarli live nella piccola cabina di regia di Siamo in Onda è un’esperienza davvero memorabile. Un mini concerto con alcuni dei brani più significativi del gruppo, eseguiti live per un pubblico quasi pari ai cinque musicisti è qualcosa di davvero particolare. Per averne un’idea, immaginate di essere nella vostra stanza e di avere lì di fronte una band musicale che suona per voi. La differenza, però, è che in radio sai che dall’altra parte dell’etere e delle connessioni internet che portano la musica e le parole di Siamo in Onda in ogni parte del web, c’è in ascolto un vasto pubblico, che condivide con te quelle emozioni.
Se non conoscete la musica dei Roccaforte vi consiglio di visitare il loro sito www.roccaforte.it da dove è possibile scaricare liberamente e gratuitamente i loro album, e il loro blog http://roccaforte.blogspot.com



Concludo con alcune altre foto della serata (altre le potete vedere su Facebook), davvero molto calda e piena di emozioni, anche per la presenza di tanti altri amici che non vedevo da tempo e che ho potuto incontrare nuovamente, sempre sulle note dei Roccaforte.



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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.