domenica 20 maggio 2012

Quando la patata non tirava



In biologia si definisce aliena una specie vivente (animale o vegetale) che colonizza un territorio diverso da quello dove storicamente era diffusa. Ciò può avvenire per azione dell’uomo ma anche per eventi naturali. Esistono specie aliene molto dannose per la flora o per la fauna locale.
La robinia, introdotta come pianta ornamentale nell’Ottocento, ha invaso i terreni creando vere e proprie foreste. Le nutrie, fuggite dagli allevamenti di pelliccia (nella foto), si sono moltiplicate lungo i corsi d’acqua scavando pericolosissimi tunnel dentro gli argini dei fiumi. Il cinipide galligeno del castagno è arrivato in Italia dalla Cina e sta uccidendo con le sue larve alberi secolari.


Esistono però anche specie aliene che l’uomo ha importato per le loro caratteristiche molto apprezzate e che sono ormai considerate “tipiche” delle nostre zone, benché fino a pochi secoli fa fossero sconosciute.
La pianura novarese e vercellese in primavera si allaga e diviene un mare a quadretti in cui si riflette il cielo. Sono le risaie, destinate ad accogliere e proteggere le pianticelle di riso che al momento della germinazione viene  difeso dalle basse temperature notturne grazie all’acqua.


Il riso fu introdotto in Lombardia e Piemonte da Ludovico il Moro alla fine del XV secolo. Prima era considerato una spezia preziosa che giungeva dall’oriente ed era consumato sotto forma di farina. Nel giro di un secolo divenne un alimento molto diffuso e capace di alimentare il popolo affamato.
La paniscia è un tradizionale piatto novarese che con varie ricette mette insieme riso, verdure e insaccati di maiale. Si tratta di un piatto antichissimo che in origine, come suggerisce il nome, aveva come ingrediente il panìco, un cereale minore che oggi è usato solo per l’alimentazione degli uccelli.


Un altro alieno di successo è il mais, giunto dal continente americano dopo i viaggi di Colombo e la colonizzazione europea. Anche in questo caso il mais prese il posto di altri cereali nella preparazione di un piatto tipico, la polenta.
Si racconta infatti che già nel Trecento il condottiero Facino Cane fosse ghiotto di “polenta concia”, preparata cuocendo insieme farina e pezzi di formaggio. E che ovunque andasse costringesse cuochi e massaie a preparargliela. Ovviamente era una polenta realizzata con farine diverse da quella del mais non essendo questo ancora giunto in Europa.


Non tutti gli alieni alimentari furono accolti con entusiasmo. Uno in particolar modo fu guardato per molto tempo con sospetto dai contadini e furono necessari molti sforzi educativi per convincerli.
Si tratta della patata, anch’essa giunta dalle Americhe, la cui pianta e il frutto sono velenosi. Solo nell’Ottocento i contadini italiani si convinsero che quei tuberi che crescevano sotto terra erano buoni non solo per gli animali, ma anche per gli esseri umani.

sabato 19 maggio 2012

Gli alieni sono tra noi!


Alcuni sono pericolosi invasori, mentre altri si sono inseriti tra noi e sono davvero buoni. Non stiamo parlando di E.T. e della sua passione per i telefoni, ma di qualcosa di molto più concreto e quotidiano.

Non ci credete? Non vi resta che seguirci questa sera nella bottega del mistero, la rubrica all’interno del programma Siamo in Onda  su Puntoradio  in cui si parla di storie del territorio (nella prima parte) e di quelle che si celano dietro una canzone (nella seconda).

La puntata di sabato 19 maggio ha come tema proprio ALIENO

Tra l’altro una delle due Storie di Siamo in Onda, le audiostorie scaricabili anche in podcast, che saranno trasmesse stasera è un mio racconto.



Per ascoltare Siamo in Onda:
- FM 96.3 da Novara, Vercelli, Verbania, Biella, Alessandria, Torino, Varese, Milano, Pavia
- FM 93.5 - 96.00 da Borgosesia e Valsesia
- INTERNET in streaming su www.puntoradio.net

Per intervenire in DIRETTA:
- via email: diretta@puntoradio.net - redazione@siamoinonda.it
- via SMS:.389 96 96 960

Buon Ascolto...
(Sarà possibile seguire la trasmissione in replica il martedì successivo sempre alle 21,00)


La foto è una cortesia di ELE.

La musica che fa da sottofondo alla rubrica radiofonica è una cortesia di Alessandro Ponti.

venerdì 18 maggio 2012

Gli alieni a Siamo in Onda



« E.T. telefono casa »


Il 30 ottobre 1938 dalle antenne della CBS, una delle principali emittenti radiofoniche statunitensi, si diffuse un inquietante messaggio. I marziani avevano cominciato l’invasione della Terra. In breve, mentre una voce maschile descriveva in radiocronaca in diretta i terribili dettagli di quella guerra disperata, il paese sprofondava nel caos, con la gente in preda al panico in mezzo alle strade e i telefoni impazziti.
Venti minuti dopo l’inizio dell’invasione, il presidente della CBS in persona si precipitò, in ciabatte e accappatoio, negli studi della radio per intimare al giovane Orson Welles di interrompere l’interpretazione di quello che era semplicemente un adattamento radiofonico del noto romanzo dello scrittore H. G. Wells.
Anni dopo orson Welles dichiarò «per quello che abbiamo fatto sarei dovuto finire in galera, ma al contrario, sono finito a Hollywood.»
   

C’è però solo un programma che può farvi incontrare gli alieni senza pericolo offrendovi contemporaneamente buona musica, simpatia e divertimento: è Siamo in Onda, il talk show di Puntoradio, che sabato 19 maggio avrà come tema della serata proprio ALIENO.

Come tradizione c'è anche un quesito posto agli ascoltatori

Qual è la prima cosa che chiederesti a un alieno?


Ditelo  inviando un sms oppure scrivetelo su questo blog o via mail. Le risposte più belle saranno lette in trasmissione.

Potrete trovare le foto della serata su Facebook oppure sul blog www.siamoinonda.it


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martedì 15 maggio 2012

Lady Marmalade

New Orleans è una città fondata dai francesi nel continente americano, che per via di una guerra persa passò agli spagnoli, che però furono invasi da Napoleone e dovettero riconsegnarla ai francesi che la vendettero agli Stati Uniti d’America. Divenne allora uno dei principali mercati degli schiavi che venivano deportati dall’Africa per essere impiegati nei campi di cotone. Il tutto in poco più di ottanta anni.
New Orleans è una città mitica per il mondo della musica, dove si sono incontrate e mescolate le culture più diverse. Lì grazie alla vivace e libera comunità nera di origine senegalese è nato il jazz. Sempre lì nel 1917 fu inciso il primo disco jazz ad opera della Original Dixieland Jazz Band, in cui suonavano peraltro due italoamericani.

New Orleans è anche la città oscura e peccaminosa. Dove Marie Laveau, la regina del vudù, nell’Ottocento praticava i suoi rituali davanti a migliaia di seguaci. E dove ti può capitare d’incontrare una creola dalla pelle color caffelatte e dal nome d’arte di “Marmellata” che ti dice “Volete venire a letto con me stasera?” E te lo dice, naturalmente, nel suo francese “Voulez-vous coucher avec moi?”
Così pare sia accaduto a Bob Crewe, musicista e già autore di "Can't take my eyes off you" che con Kenny Nolan scrisse una canzone, basata su questo famoso ritornello, portata al successo nel 1974 da Patti LaBelle, che è considerata una delle più grandi voci di tutti i tempi.

La canzone ha avuto numerose cover, da quella delle All Saints nel 1998, a quella più nostrana di Sabrina Salerno del 1987. Esiste persino una versione della band heavy metal Manovar. La più originale resta forse quella interpretata da Christina Aguilera, Lil'Kim, Mýa e P!nk che nel video indossano costumi sexy ispirati all’Ottocento.
La canzone fu modificata, togliendo i riferimenti a New Orleans, per essere inserita nel musical “Moulin Rouge!” (2001), con Nicole Kidman e Ewan McGregor, per la regia di Baz Luhrmann. Tutta la colonna sonora è costituita da brani musicali celebri (Beatles, Police, Queen, Elton John, ecc.) reinterpretati e utilizzati in funzione della trama.

Il film, che ha segnato la rinascita del musical come genere, ruota attorno al celebre Moulin Rouge un locale costruito nel 1889 a Pigalle, il quartiere a luci rosse di Parigi, città nellla quale poco più di un secolo prima era morto Jean-Baptiste Le Moyne de Bienville, il fondatore di New Orleans.
Il Moulin Rouge era un mulino assolutamente falso, ma in brevissimo tempo ottenne un successo straordinario, grazie alle sue famose ballerine e ai loro audaci balletti, come lo scandaloso can can. E grazie anche alla pubblicità che gli fece il pittore Toulouse-Lautrec che disegnò molti dei suoi manifesti pubblicitari. Proprio per interpretare nel film il deforme Toulouse-Lautrec l’attore John Leguizamo fu costretto a recitare in ginocchio.

sabato 12 maggio 2012

Il frutto proibito della dea dell’amore



Al principio fu una mela. Secondo la tradizione nel giardino dell’Eden cresceva una pianta proibita, l’albero del Bene e del Male. Ma su consiglio del serpente, Eva colse il frutto proibito e lo diede ad Adamo.
Quando il primo uomo addentò il frutto scopri che si trattava di una mela cotogna, frutto praticamente immangiabile da crudo. Così gli rimase nel gozzo e ancora oggi gli uomini hanno il “pomo d’Adamo” in gola.

La mela cotogna non smise di far danni anche con il passare dei millenni. Durante una delle mitiche feste che si tenevano sull’Olimpo la dea Discordia gettò una di queste mele, con la scritta “alla più bella” in mezzo ad un terzetto di dee. Le tre, i cui nomi erano Atena, Era e Afrodite cominciarono subito ad accapigliarsi su chi dovesse prendere la mela.
E siccome non ne venivano a capo scelsero come giudice Paride, il principe di una città di nome Troia. Tutte e tre, nessuna esclusa, cercarono di corrompere il giovane. Afrodite, che era la dea dell’amore, giocò però la carta segreta, promettendo a Paride l’amore della donna più bella del mondo, Elena. Afrodite vinse la gara, ma le due sconfitte si vendicarono scatenando la guerra contro la città di Troia, finché di essa non rimasero che rovine.

Le cotogne erano considerate pregiatissime e sacre alla dea dell’amore, Afrodite. Una leggenda racconta che crescessero solo su un albero in un giardino nel lontano occidente, custodite da un drago e dalle tre Esperidi. Queste erano le tre figlie del titanico gigante Atlante, che reggeva il cielo sulle spalle. L’eroe Ercole riuscì a convincere il gigante a prendere le mele. In cambio egli avrebbe sostenuto per un po’ il cielo al suo posto.
Quando Atlante tornò con le mele, però, disse che non ci pensava affatto a riprendersi quel fardello. Ercole, vistosi ingannato, disse che se doveva sostenere il cielo per mille anni avrebbe dovuto sistemarselo meglio sulle spalle e che per farlo avrebbe avuto bisogno di una mano. Atlante depose a terra le mele, sollevò il cielo ed Ercole fuggì come una lepre con le mele, lasciandogli reggere la volta celeste.

Ma qual era il segreto di queste immangiabili mele? Al fatto che, una volta cotte, esse diventano dolcissime e ottime e oltretutto possono essere conservate a lungo, specialmente se cotte nel miele, secondo una ricetta in uso presso i Greci e i Romani. All’epoca infatti, non esistendo lo zucchero, non era possibile preparare la marmellata nel modo in cui siamo abituati.
Infatti “marmellata” viene dal prortoghese “marmelo” che è il nome della mela cotogna. E in Piemonte fin dal medioevo si produce una Mostarda d'Uva o Cognà che ha la consistenza di una confettura, colorazione scura ed sapore dolce. Si prepara con mosto d'uva cotto, con l’aggiunta di mele cotogne e altri frutti autunnali. Era usata sia come mostarda per accompagnare il bollito misto o come marmellata per insaporire la polenta e persino la neve.

La marmellata della Bottega del mistero



Ci sono frutti che possono cambiare per sempre le sorti degli uomini e degli dei. Ci sono incontri, in certe città misteriose che possono quanto meno movimentarla.


Se volete scoprire di cosa stiamo parlando non avete che da seguirci questa sera nella bottega del mistero, la rubrica all’interno del programma Siamo in Onda  su Puntoradio  in cui si parla di storie del territorio (nella prima parte) e di quelle che si celano dietro una canzone (nella seconda).

La puntata di sabato 12 maggio ha come tema MARMELLATA


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venerdì 11 maggio 2012

A Siamo in onda, con le mani nella marmellata


La chiamiamo marmellata, per consuetudine, ma senza saperlo violiamo una direttiva comunitaria del 1982. Da allora infatti è vietato chiamare “marmellata” qualsiasi preparazione non ottenuta con gli agrumi. Questo per via della famosa “marmalade” anglosassone, che indica la sola marmellata di arancia.

In ogni caso noi ci mangiamo una bella fetta di pane con la marmellata fatta dalla mamma, come quella nella foto. E poi ci mettiamo in ascolto di  Siamo in Onda, che sabato 12 maggio avrà come tema della serata proprio MARMELLATA.

Come tradizione c’è anche un quesito posto agli ascoltatori:

quando siete stati colti con le mani nella marmellata?


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Potrete trovare le foto della serata su Facebook oppure sul blog www.siamoinonda.it


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mercoledì 9 maggio 2012

Anna Lavatelli e il festival che vale un Perù

Vi ho segnalato qualche settimana fa un evento che si è svolto ad Alessandria dedicato alla letteratura per ragazzi.
Nell’ambito dell’iniziativa Librinfesta 2012 organizzato da Il Contastorie  dal 17 al 21 aprile, uno spazio importante è stato dato ad una scrittrice delle nostre zone, Anna Lavatelli.

Per chi non la conoscesse, Anna Lavatelli, che è nata a Cameri, è una scrittrice italiana specializzata in letteratura per bambini. I suoi romanzi spaziano attraverso vari generi ed entrano (e qui c’è il secondo motivo di interesse da parte di questo blog) nei temi del fantastico, alle leggende e ai misteri, di vario genere.
Anna, vi rimando a Wikipedia per una sua breve biografia, ad un certo punto ha incontrato sulla sua strada il Sud America nella persona di un peruviano, incontrato per caso a Milano. E poiché certi incontri “casuali” sembrano piuttosto l’opera di un disegno provvidenziale, Anna e Julio César si sono sposati. Da questo amore è nato, oltre a due belle figlie, un interesse per la cultura peruviana.

Il paese sudamericano, pieno di leggende, luoghi misteriosi e storie leggendarie offre moltissimo materiale ad una scrittrice come Anna, capace di trasformarlo in bellissime storie per i ragazzi. Così nel 2005 ha vinto il Premio Andersen come migliore autrice italiana dell'anno con “Bimbabel” ( Ed. Interlinea).

Ad Alessandria Anna ha presentato un suo libro “Aston e la ricetta perfetta” che è “un romanzo ambientato in Perù, il cui protagonista è Gaston, un ragazzo sfortunato: i suoi genitori sono misteriosamente scomparsi ed è finito in orfanatrofio. Il solo ricordo della sua famiglia è legato alla cucina di sua madre, che gli ha trasmesso la passione per il buon cibo.”

Ma Anna Lavatelli non si è fermata a questo e ha organizzato un evento all’interno del festival, dedicato al Perù, che è quello di cui vi avevo parlato. Volete sapere come è andata? Ecco una breve sintesi.
“Librinfesta, il festival della letteratura per bambini e ragazzi di Alessandria, è giunto quest’anno alla  IX edizione. Il programma fittissimo di eventi ha visto, lungo la settimana dal 17 al 21 aprile, alternarsi in attività con il pubblico personalità del mondo della cultura, accolte negli stand della Galleria San Lorenzo folti gruppi di studenti, insegnanti e famiglie intere. 
L’evento più atteso del festival è stata senza dubbio la due-giorni dedicata al Perù e alla sua letteratura infantile. La realizzazione di questo gemellaggio letterario è stata possibile grazie alla collaborazione fornita dal Consolato Peruviano di Torino, dalla consulenza scientifica della scrittrice Anna Lavatelli e dal coordinamento di Lisa Devincenzi.

Scrittore invitato d’onore è stato Javier Arévalo, una delle voci più apprezzate nel mondo della letteratura peruviana, insieme a Ana Ponce, residente a Torino, organizzatrice di progetti interculturali, e Anna Lavatelli, un’autrice ‘tra i due mondi’.
Bella la cerimonia di apertura dell’evento nel palazzo di città, alla presenza delle autorità di Alessandria e dalla console Liliana Gomez, con le bandiere, gli inni nazionali e lo scambio dei doni. Molto animata la due-giorni peruviana, con incontri bilingui, interviste e occasioni per l’incontro e lo scambio culturale, grazie alla presenza di testi in lingua spagnola inviati dalle principali case editrici peruviane (Alfaguara, Santillana, Norma, SMPerù, Recreo, San Marcos) e la proiezione di documenti filmati sulle attività  di promozione alla lettura (Manuel Herran, Programa Academico del Libro, Universidad Ricardo Palma, Pepe Cabana Koiachi, Proyecto kamishibai, Lina Valderrama  ‘Alex no le tiene miedo a nada’ un ejemplo de Plan Lector).
Negli incontri con le classi elementari e medie Javier Arevalo ha presentato il suo ultimo libro ‘Yo creo que mi papà le teme a la oscuridad’ e Anna Lavatelli il romanzo appena pubblicato da Giunti ‘Gastón e la ricetta perfetta’, ambientato in Amazzonia.
Bellezza del racconto e molte emozioni anche nella serata organizzata dal CAI di Alessandria, in cui  la guida peruviana Edgar Roca ha ripercorso le tappe dell’impresa che nel 2008 ha portato una spedizione alessandrina a battezzare una cima della Cordillera Blanca col nome di ‘Cumbre Alessandria’.
Non potevano mancare, a conclusione degli eventi, le degustazioni di prodotti enogastronomici e la cena peruviana. Perché anche il cibo racconta storie meravigliose ed è depositario da sempre di conoscenze e di cultura, essendo uno dei massimi facilitatori di incontro tra i popoli.”

Amici de Il Lago dei Misteri

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