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giovedì 5 ottobre 2017

Viaggio tra draghi, streghe, folletti e altre creature leggendarie del Cusio


Gli appassionati indagatori di misteri, i ricercatori di creature fatate e quanti amano le leggende possono venire a dare un'occhiata...

venerdì 4 settembre 2015

Gli Elfi di Tolkien

Gli Elfi del Signore degli Anelli di Peter Jackson

L’idea di Tolkien, basata sullo studio delle antiche fiabe, era che gli Elfi assomigliassero molto di più ai cavalieri di Artù, che a “quella lunga sequela di fatine dei fiori e di spiritelli svolazzanti dotati di antenne che tanto mi stavano antipatici da bambino e che i miei figli, a loro volta, detestano.”



mercoledì 22 luglio 2015

Alla corte del Dahu. Gli esseri fatati valsesiani






La mostra, allestita nella suggestiva atmosfera della Chiesa di San Carlo annessa alla Pinacoteca di Varallo, si propone di descrivere alcuni degli esseri fatati che popolavano l’immaginario delle antiche comunità valsesiane. A prendere forma attraverso dipinti e sculture, saranno ninfe, folletti, nani, gnomi, streghe, spiriti di defunti, draghi, serpenti ed altri esseri fatati che, nella percezione degli antichi abitatori della valle, popolavano montagne, alpeggi, gole, torrenti ed influenzavano la vita quotidiana dei valligiani in un rapporto fantastico e sacrale con lo spazio alpino e la magia della natura, quest’ultima illustrata per l’occasione da alcuni ‘rappresentanti’ delle collezioni naturalistiche del Museo Calderini.

domenica 11 gennaio 2015

Notturno ladro di sospiri




Mi piace contemplarti mentre dormi e osservare le tue labbra rosse stringere parole silenziose. Dormi, fanciulla, dormi e che il tuo riposo non cessi per tutta la notte.

Dormi fino a quando il sole giungerà a illuminare i tuoi riccioli d’oro e la tua pelle chiara. Questo è il tempo che mi è concesso e canterò per te tutta la notte per non farti svegliare.

Scalerò silenzioso il tuo letto – non destarti piccola – percorrendo leggero il tuo petto.

Dormi mentre accosto le mie labbra alle tue inebriandomi dei tuoi respiri. Li coglierò uno a uno come fiori colorati, sommandoli l’uno all’altro per farne un tesoro più prezioso di quello che gli gnomi nascondono alla radice dell’arcobaleno.

Sogni inquieti agitano la tua mente, strappandoti gemiti sempre più flebili. Dormi, fanciulla, dormi e sempre più profondo sia il tuo oblio. 

Dormi mentre i respiri diventano sospiri sempre più fiochi. Li ruberò uno ad uno, tornando a trovarti notte dopo notte, finché ne resterà uno solo, l’ultimo e il più prelibato, quello che gli Incubi della mia razza raccontano ancora, dopo secoli, ai loro nipoti e apprendisti.


Il racconto è stato scritto per il n. 20 di A6 Fanzine, dedicato "al mondo dei folletti, delle fate, degli gnomi e tutto l'emisfero fantastico che ha costellato la nostra infanzia".
Il protagonista della storia è un tipo particolare di Incubo, che adora rubare il fiato durante il sonno.


mercoledì 10 dicembre 2014

La fiera delle fate


Qualche settimana fa, venni invitato ad esporre degli oggetti in una fiera dedicata all’acqua. 

Delle gentili ragazze dai lunghi capelli biondi mi accolsero e mi mostrarono dove collocare i preziosi reperti, fornendomi tutto ciò di cui potevo avere bisogno, mentre attorno a me sorgevano come funghi gli stand dedicati alle leggende e alle storie sull’acqua.

Al termine del periodo concordato mi recai a ritirare i miei pezzi. E qui cominciò a sorgere un aspetto inquietante. Cominciai a notare qualcosa di strano quando entrai in segreteria. Non c’era nessuno e, nonostante ripetute chiamate, nessuno si presentava. Poco male pensai, tanto ho le chiavi delle vetrine. Così mi misi a smontare e a portare via. Dopo il primo viaggio, però, buttai un occhio in segreteria e vidi un ragazzo.

“C’è la signora A.C.?” domandai.

Lui scosse la testa, cercò, scartabellò, controllò sui registri e fece qualche telefonata, dopodiché mi disse che non c’era nessuno con quel nome lì. Provai a fare altri nomi, descrivere, spiegare, ma nessuno sapeva nulla. 

Iniziai a pensare che fosse già un miracolo ritrovare i miei oggetti, così lo lasciai alla sua occupazione (che confesso di non aver capito) e mi affrettai a recuperare fino all’ultimo pezzo. Prima di partire provai di nuovo a chiedere, ma nessuno sapeva nulla. Era come se la fiera non fosse stata nemmeno organizzata da loro. 

Perplesso me ne tornai verso casa, incappando in un vero e proprio diluvio, giusto per stare in tema.

L’indomani, roso dalla curiosità, mandai una mail scherzosa alla ragazza con cui avevo sempre parlato, domandandole se per caso avessi parlato con un ectoplasma, ma non ebbi risposta. Qualche giorno dopo ricevetti una strana mail di ringraziamento per la partecipazione.

A destare il mio stupore non fu tanto il contenuto quanto un aspetto davvero insolito. So che può sembrare incredibile e so anche che nessuno di voi mi crederà, ma quando aprii l’allegato dal pc si sprigionò un profumo particolare e assolutamente inconfondibile per chiunque l’abbia già sentito: Profumo di fata n. 5.

Naturalmente mi rendo conto che questa vicenda solleva molti più interrogativi di quanti ne spieghi. Innanzitutto se la fiera era stata organizzata veramente dalle fate, come mai non ho avvertito il loro profumo quando le ho incontrate di persona? E ancora, quando in precedenza mi era capitato di annusarlo, prima di allora?

Questo però è un segreto che si collega al misterioso viaggio che feci molto tempo addietro e che vide persino l’Errante mettersi sulle tracce di Alfa.

Un enigma però che, ancora per qualche tempo, resterà tale…


Per la foto voglio ringraziare AlevBlack - Valentina Simonetti

Mua: Neminziel
Photo&edit: Gianluca Quinto
Model: AlevBlack - Valentina Simonetti





sabato 12 luglio 2014

La misteriosa porta di Miasino


Ho scoperto grazie a Giorgio Rava, un amico che è un infaticabile trovatore di draghi, che a Miasino c’è una porta (foto) che riporta l’immagine di un drago. Qualcuno mi ha detto che è un piccolo sportello, troppo piccolo per far passare un essere umano. Una chiusura per un pozzo forse…

Forse le cose stanno così davvero. Ma se apparteneste al Piccolo Popolo e voleste segnalare ai vostri amici la via di accesso al mondo di sotto (e quale migliore accesso di un pozzo?), non scegliereste proprio l’immagine di un drago? I draghi sono custodi di misteriosi tesori e chi meglio di uno di loro potrebbe difendere l’accesso?

Provare dunque ad aprire quella porta e troverete veramente il condotto di un pozzo. Calandovi di sotto, metro dopo metro, scoprirete…

Fermiamoci qui! Se siete persone di buon senso non sarete andati oltre la porta. Calarsi in un pozzo può essere estremamente pericoloso, se non se ne conoscono i segreti. E poi, avete idea di quali trucchi e trappole possa disporre un folletto per proteggere la sua casa? Più di quelli che potete immaginare. Quindi lasciate perdere.

Ma dove il vostro grosso e goffo corpaccione umano non può arrivare, ecco, la fantasia può spingersi. Chiudete gli occhi, respirate profondamente, rilassatevi e scendete con la mente in quel pozzo…

Mi raccomando, tornate indietro, però, voglio ascoltare il vostro racconto!

mercoledì 7 novembre 2012

La cascata nel bosco



Un po' più in là vidi la cascata dove le ninfe giocano, lasciandosi scivolare sulle rocce bagnate, ma solo quando nessuno le vede.

sabato 3 novembre 2012

Una ninfa nei boschi



Io non vidi la ninfa amata dal satiro, ma certamente, se esiste, ella viene in questa polla d'acqua limpida a bagnare il suo corpo eternamente giovane.

mercoledì 1 agosto 2012

Il bosco degli gnomi


Cosa succede se Ciona Cionina Contastorie s'inoltra nel bosco fino ad incontrare Vas, nientemeno che la Guardia del Bosco degli Gnomi?
Che Vas, parlando in “gnomese” stretto, condurrà Cionina e il giovane pubblico a scoprire le tracce dei piccoli e misteriosi esseri fatati.


Sabato 4 agosto 2012 - ore 18.00
NEBBIUNO - Monte Croce di Fosseno

IL BOSCO DEGLI GNOMI
Spettacolo itinerante di narrazione con musica dal vivo

Di Anna Olivero. Con Anna Olivero, Michele Schneider

In caso di pioggia: recupero in luogo coperto. Info 339 6616179

Per informazioni: www.teatrodelleselve.it

Lo gnomo nella foto è il celebre Gnomo del Rosmarino che vive con la mia amica Vele. Se volete saperne di più vi consiglio di leggere i suoi racconti!

martedì 23 novembre 2010

Un villaggio elfico a Bolzano Novarese

Immaginate di andare un giorno, diciamo domenica prossima, a Bolzano Novarese. In questo simpatico paese – che porta il nome della più nota località altoatesina ma che sorge invece poco distante dalla riva del Lago d’Orta, nel Novarese – potreste scoprire cose che raramente avete visto.
Inoltrandovi tra le cento bancarelle che dall’alba fino al tramonto riempiranno come d’incanto le vie del centro storico, potreste imbattervi infatti, nientemeno che in un villaggio elfico!
Avete capito bene, bambini, proprio un villaggio elfico!
«E come è fatto di grazia» mi chiederete «un villaggio elfico?»
«Santi numi, bambini» vi risponderò «come si può descrivere un villaggio elfico a chi non l’ha mai visto? Se volete saperlo dovrete proprio recarvi a Bolzano Novarese domenica 28 novembre 2010 e cercare tra le cento bancarelle il villaggio popolato dai simpatici elfi. Ma dovrete coprirvi bene, perché un’ondata di freddo si abbatterà sull’Italia in quei giorni, per mettere alla prova la vostra costanza. Solo i più coraggiosi e i più audaci riusciranno a vederlo!»
Così vi direi, cari bambini, grandi e piccini, se mi chiedeste come è fatto un villaggio elfico. E siccome lo spirito del Natale si avvicina voglio essere buono. Se desiderate saperne di più di questo villaggio elfico che si materializzerà d’incanto solo in questa specialissima domenica, potete contattare la Pro loco “Bolzano Insieme”  di Bolzano Novarese al numero 348.0480680

giovedì 20 maggio 2010

Tempi duri per i nani da giardino


Che questi siano tempi duri per tutti, lo sappiamo e lo ripetiamo tutti i giorni. Ci sono persone nate per creare ed altre che si direbbe siano state concepite al solo scopo dii distruggere. In questi tempi si direbbe che la bilancia pesi, purtroppo, a favore di questi ultimi. Molti – troppi – cervelli, trascorrono le loro giornate ad escogitare modi sempre nuovi per rendere la vita più complicata agli altri.
Così nemmeno nel mondo della fiaba si può più stare tranquilli. Ha cominciato il F.L.N.G., nel 1995. “Fronte di Liberazione Nani da Giardino” si chiamano e dalla Francia il movimento si è diffuso a macchia d’olio, con tanto di siti internet che inneggiano alla missione di questo gruppo di attivisti, pronto a sfidare la legge, invadendo le proprietà private allo scopo di (cito) “liberare le statuette di gesso, catturate e imprigionate nelle ville dei ricchi (e non) e "abbandonarli" in spazi liberi, aperti, più consoni”.
Così da un lato il F.L.N.G. continua la sua opera di “liberazione di esserini che hanno il compito di aiutare la Natura a non essere trasformata e modificata ad immagine dell'uomo.” Dall’altro i proprietari delle villette, disperati, si rivolgono alle forze dell’ordine per fermare questi furti, veri e propri “rapimenti di nanetti” che gettano nella costernazione e nella disperazione grandi e piccoli, improvvisamente privati di questi teneri personaggi che magari da anni vivevano nei loro giardini.

Qualcuno si è pure inventato un antifurto da attaccare al nanetto preferito. In caso di furto, il meccanismo si attiverebbe immediatamente e una voce registrata comincerebbe ad urlare a gran voce: “Aiuuuutoooo! Aiuuuutoooo! Mi vogliono rapire!”

I risultati più eclatanti derivano, in ogni caso, dall’indefessa azione delle Forze dell’Ordine, sempre pronte ad intervenire quando si infrange la legge. Così due attiviste del F.L.N.G. sono state colte in flagrante e arrestate per furto.

Ad aggravare una situazione già tesa è sorto un altro movimento, anche più agguerrito del F.L.N.G. Se il primo predica la “liberazione” dei nanetti, il K.A.N.G. (Klub Anti Nani da Giardino) propugna infatti l’eliminazione fisica dei “nanazzi” e persino dei "cugini dei nanazzzi ,vale a dire i Babbo Natale rampicanti "che spuntano come funghi dopo la pioggia nelle settimane che precedono il Natale.

Come succede, anche la politica, alla fine, ha cominciato ad occuparsi di questo grave problema. Il sindaco di un comune campano – il cui nome “Furore” (è il nome del paese, non del Sindaco) pare profetico – si è scagliato contro una gravissima “alterazione dell'ambiente naturale".
Abusi edilizi? Cementificazione selvaggia? Immondizia per le strade? Macché! Furore è un paese tranquillissimo e ordinatissimo, una sorta di Svizzera trapiantata in Campania, se non fosse per un drammatico problema. Secondo uno studio dell’Università Federico II di Napoli i nanetti da giardino provocherebbero una grave “alterazione dell'ambiente naturale”. La conseguenza? Un’ordinanza del sindaco per “abbattere” questo scempio selvaggio.

La notizia non solo ha sollevato stupore ma ha finito con il sollevare l’indignazione di alcuni. Una “pasionaria” già si dichiara “pronta a tutto” pur di difendere Biancaneve e gli adorati Sette Nani...

E voi, cosa ne pensate? Vi piacciono quei simpatici nanetti in giardino? O li detestate con tutte le vostre forze?


Nota legale: penetrare nelle proprietà private per asportare cose è un reato secondo la legge italiana. Che si tratti di mobili, casseforti o nanetti da giardino non cambia la sostanza: di furto si tratta.

mercoledì 19 maggio 2010

Il bosco fatato di Cossogno


Un simpatico evento che vi metterà in contatto con il mondo incantato di gnomi, fate e folletti


Il programma

10.30 si apre la porta del Bosco Fatato e gia' si diffonde un'atmosfera magica
11.30 arrivo delle Fate... Maghi etc. della Corte fatata di Vognarello, danze... spettacoli e intrattenimento per grandi e piccoli.......
12.30 tutti al pranzo fatato a cura del G.S. Cossognese
14.00 SORPRESONA che non vi possiamo svelare.......
15.30 esibizione delle ginnaste della A.S. Ritmica VCO ...."Butterfly..."
16.30 Concorso di gnomi...fate... folletti in miniatura aperto a tutti i bambini e alle famiglie con sfilata e premiazione.
Concorso..... disegna il "tuo bosco fatato" porta il tuo disegno.... oppure lo farai con noi....


Per tutta la durata della festa funzionerà' un ottimo posto di ristoro a cura di Gnomi e Folletti.
Sara' presente il mago Guerrino con i suoi boscaioli all'opera.....
A tutte le persone che interverranno sarà' distribuito un amuleto portafortuna...... da non perdere....
Saranno presenti i mercatini di Creatisti VCO
Punto truccabimbi...
Sara' presente A.S. "La Roccia Ranch" con i suoi pony fatati.... disponibili per i bambini per brevi passeggiate....
Ed infine lo spazio bimbi a cura di "Los Viajeros" con laboratori di giocoleria e sculture di palloncini........


INFO E PRENOTAZIONE PRANZO
346-5757839 DEBORA

347-1407474 NORA

sabato 10 aprile 2010

Riflessioni di uno scettico - parte 5


Lasciai la casa della Dama del Lago con la mente piena di idee confuse e di domande insistenti. Chi era realmente la donna che mi aveva accolto? Era stata realmente testimone di tutti gli avvenimenti che mi aveva raccontato? Ed era lei stessa dotata di sovrumani poteri? O era semplicemente una straordinaria narratrice che aveva colto l’occasione per raccontare a me – e per mio tramite a voi – le sue storie?
A ben vedere il gatto magico non aveva dato prova di grandi poteri. Il lupo se n’era stato sulle sue a guardarmi per tutto il tempo, né più né meno di qualsiasi cane che si ritrova un estraneo in casa e lo tiene d’occhio con l’aria di chi sta pensando “manca di rispetto alla mia padrona e ti salto alla gola”.
L’unica cosa realmente straordinaria erano i dolci e le tisane. Un po’ poco per considerare la Dama del Lago un’autentica strega. Persino il fatto che avesse indovinato il mio pensiero entrando nella casa poteva sicuramente essere spiegato in vari modi. Non ultimo, che avesse visto il mio sguardo incuriosito quando avevo notato la bambina correre via.
Ecco, la bambina era l’unica cosa realmente strana in quella casa. Di solito i bambini reagiscono in modo diverso quando arriva un estraneo. Magari si allontanano i primi momenti e poi se ne stanno in disparte a studiarvi per decidere se gli piacete o meno. Alla fine però, potete starne certi, sono vinti dalla curiosità e vengono a ronzare sempre più vicini cercando di attirare la vostra attenzione. In fondo ogni persona è una novità per loro e, se l’estraneo non si rivela straordinariamente noioso, sono sempre ben contenti di fare nuove conoscenze.
Ci sono eccezioni, naturalmente. Rientrano nelle patologie però. O per meglio dire, un bambino che ha una così straordinaria paura da fuggire a gambe levate di fronte ad un estraneo è un bambino che ha dei problemi. Quali fossero era impossibile dirlo, ma quel pensiero mi angustiava, riempiendomi la mente di ogni più funesta ipotesi.
Quasi a voler cacciare i miei oscuri pensieri, la bambina ricomparve sul limitare del bosco, rimanendo immobile a fissarmi. Alzai la mano per salutarla e lei esplose in un sorriso ricambiando il saluto. Quindi corse via saltellando e ridendo.
Quell’incontro, se spazzò via le mie preoccupazioni, mi mise addosso una strana inquietudine. Nella voce della bambina avevo udito uno strano tono. Non so quanti l’avrebbero notato. Io stesso, prima di insediarmi sulla seconda isola, probabilmente non ci avrei fatto caso.
Era come un’eco antica, uno scampanellio argentino, un suono musicale che non pareva prodotto da gola umana. Un’eco che avevo sentito alle volte sostando sul limitare delle più profonde caverne della mia isola, laddove inizia quel labirinto sotterraneo in cui si dice dimorino alcune delle creature del Piccolo Popolo. Un posto troppo pericoloso, mi ha avvertito Cornelia, per avventurarmici senza guida. Un posto, tuttavia, che mi riprometto di esplorare, quando e se ne avrò la possibilità.
Quella risata argentina, che andava scomparendo nel folto del bosco, mi ricordava quei suoni e mi metteva di fronte alla possibilità che il racconto della Dama del Lago non fosse affatto una storia di fantasia.

Parte 1 scritta da Alfa
Parte 2
scritta da Alfa
Parte 3 scritta da la Dama del Lago
Parte 4 scritta da la Dama del Lago
Parte 5
scritta da Alfa

venerdì 9 aprile 2010

Il disegno magico - parte 4


«Dunque, stavamo dicendo?» la Dama del lago riprende il suo racconto «Ah, sì, il disegno. Come ti ho accennato prima della nostra pausa (a proposito, spero che i dolci ed il tè ti siano piaciuti) un giorno la bambina mi portò un disegno. All’inizio niente di strano: si trattava di un disegno molto carino che ritraeva un grosso cane nero. La bambina mi disse che era un regalo per il lupo. Lì per lì non capii: un regalo per il lupo? Ma il lupo non è certo tipo da apprezzare un disegno; a lui interessa correre, saltare, mangiare, giocare! Poi, d’improvviso, mi fu tutto chiaro. Il disegno iniziò a vibrare. Lo tenevo nelle mani e non capivo; la vibrazione era sempre più forte fino a che… puff! Una luce improvvisa ed un rumore assordante, ma brevissimo, mi investirono. Caddi a terra, il disegno scomparso dalle mie mani. Tutto durò veramente un breve istante, non ebbi il tempo di osservare ogni avvenimento. Semplicemente mi ritrovai per terra ed un grosso cane nero, simile a quello del disegno, mi stava leccando la faccia… anzi, non era simile: era il cane del disegno! Puoi immaginare il mio stupore: non avevo idea di questo strabiliante potere della bambina. Considera che sono una gran conoscitrice degli abitanti del piccolo popolo, eppure non avevo mai sentito di tali magie. La bambina possedeva invece questo dono: ogni disegno che faceva poteva animarsi. Ma, attenzione, questo non accadeva finché il disegno non giungeva nelle mani del destinatario. Per farla breve: il “regalo del lupo” mi dimostrò da subito cordialità, dopodiché concentrò la propria attenzione sul gatto, il quale non apprezzò la cosa, come puoi immaginare. E il lupo? Ti starai chiedendo quale fu la sua di reazione. In effetti era fuori nei boschi, per cui non assistette al fatto. È però un lupo, quindi avvertì tutto con i suoi sviluppatissimi sensi. Si precipitò a vedere cosa fosse successo, soprattutto si precipitò a proteggermi. Quando si accorse che non ero in pericolo e che, anzi, c’era un nuovo amico, ne approfittò subito. Ti lascio immaginare cosa successe: nel giocare crearono una baraonda inimmaginabile, facendo volare mobili e soprammobili. Il gatto era sconvolto: inconcepibile un simile comportamento. Soprattutto per una signora come lei! Se ne andò mormorando insulti (sempre molto educati) tra i denti e non lo vidi per parecchie ore. Io, da parte mia, nel vedere quel caos mi rivolsi alla bambina, chiedendole di far tornare il cane nel disegno. Sono una strega, è vero, ma essendo una strega bianca non ho potere sulle magie altrui (d'altronde non sarei nemmeno lontana dal mio lago se fosse altrimenti, ma questa è un’altra storia). La bambina mi accontentò subito e tutto tornò più o meno alla normalità. Più o meno perché la casa era devastata! Per questo però potei aiutarmi con la magia e, anche se solitamente non amo usarla per alleggerirmi un lavoro che potrei benissimo fare da sola. In questo caso, però, ammetto di averla usata per rimettere tutto a posto in un batter d’occhio. La cosa si concluse bene quindi e la bambina mi promise di non fare più regali “rischiosi”, per cui in seguito si limitò a disegnare fiori e farfalle, strumenti musicali, frutta e altri piccoli doni molto graditi. Solo una volta le chiesi di usare il suo magico dono per aiutarmi. Ma avremo tempo nei prossimi incontri per questa storia.»

Se volete conoscere la conclusione della storia non vi resta che tornare domani...

Disegno e storia de "La dama del Lago"

Parte 1 scritta da Alfa
Parte 2
scritta da Alfa
Parte 3 scritta da la Dama del Lago
Parte 4 scritta da la Dama del Lago
Parte 5
scritta da Alfa


giovedì 8 aprile 2010

La Dama del lago - parte 3

Foto: cortesia Dama del lago

«La Maga mi ha parlato di te» comincia la Dama del Lago «e mi ha avvertita che sei un tipo piuttosto scettico. Mi chiedo come sia possibile, dati gli interessi che hai. Ma non preoccuparti: non mi piace giudicare le persone attraverso le parole di terzi.
La mia è una storia apparentemente triste, fatta di solitudine ed abbandoni. Ma, ripeto, solo apparentemente. Ad un orecchio superficiale potrebbe infatti sembrare tale. Io però, sappi, in cuor mio sono felice. Ma avrai tempo di ascoltare le mie storie.
Ora cercherò di soddisfare la tua curiosità del momento. Ti sei chiesto chi sia la bimba che è fuggita al tuo arrivo. Sì, lo so, ti stai domandando come faccia a sapere che ti sei posto questa domanda. Ricordati che sono una strega, ma soprattutto, ricordati che sono una donna; posso indovinare ciò che pensi. Voi umani siete così semplici da decifrare: basta leggere sul vostro volto e ci si trova tutto quello che vi passa per la testa. Non sapete nascondere le vostre emozioni. La bambina è un’abitante del Piccolo Popolo, anche se all’apparenza può sembrare una normalissima bambina. In realtà non è nemmeno una bambina, o per lo meno non lo è in termini di anni umani: ricorda, tutto non è sempre come sembra; bisogna osservare l’essenza di ogni cosa e non l’apparenza.
Ma per tornare alla bambina: l’ho conosciuta parecchio tempo fa, quando ancora abitavo sul lago (riportare alla memoria il lago mi mette sempre un po’ di tristezza, scusami se per un momento mi adombro). È apparsa dal nulla una sera, mentre il sole calava. Ero andata nel bosco come sono solita fare al tramonto per raccogliere alcune erbe, accompagnata dal mio fedele lupo, ed eccola sbucare da dietro un albero all’improvviso. E’ saltata fuori e si è precipitata ad abbracciare il lupo come se fossero vecchi amici. Ho capito subito che tra loro c’era qualcosa di speciale, che le loro anime si conoscevano da tempo. Ho infatti scoperto, in seguito, che la madre del lupo aveva abitato con la famiglia della bambina per parecchio tempo. Devi sapere che io non conosco la famiglia originaria del lupo: lo trovai ancora cucciolo che vagava da solo lungo il fiume e da allora non mi ha più lasciata. E’ stato lui ad adottare me, non il contrario.
Da quella sera la bambina venne a trovarci spesso: mi portava fiori bellissimi, di quelli che non si possono vedere “al di qua”, giocava col lupo, meno spesso col gatto, che preferisce starsene per i fatti suoi, passeggiavamo nei boschi, preparavamo pozioni e tisane, parlavamo di tante cose.
Poi, un giorno, fece una cosa che non aveva mai fatto prima. Mi regalò un disegno. Ma vedo che la tua curiosità sta crescendo, quindi preferisco fare una piccola pausa. Bisogna imparare a godersi le cose senza fretta. Posso offrirti qualche biscotto appena sfornato? E per accompagnarli ti porterò una tazza di tisana alla lavanda. E’ una particolare miscela di erbe rare e lavanda raccolta alle prime ore dell’alba, quando ancora tutto è ricoperto dalla rugiada che le ninfe regalano alle piante durante la notte. Ti farà sentire benissimo.»

Vi confesso che ero sopraffatto di fronte alle parole della Dama e ai dolciumi che si accatastavano deliziosi davanti a me. Così mi accomodai meglio sulla poltrona e mi misi ad ascoltare il seguito della storia, come spero farete anche voi, domani…

Parte 1 scritta da Alfa
Parte 2
scritta da Alfa
Parte 3 scritta da la Dama del Lago
Parte 4 scritta da la Dama del Lago
Parte 5
scritta da Alfa

mercoledì 7 aprile 2010

La strega bianca - parte 2


Se sto salendo su questa collina antica, dove si dice abbia fatto sosta il grande Leonardo Da Vinci, è per via della Maga. Ormai conoscete le sue passioni e i suoi interessi. Oltre ad amare le tisane e la natura in generale, essa sostiene di avere un rapporto privilegiato con le creature del Piccolo Popolo. Folletti, gnomi, fate, elfi, e compagnia, per intenderci. Così, ogni volta che ho dei dubbi sull’argomento mi rivolgo a lei.
I lettori più smaliziati diranno che c’è una contraddizione nelle mie parole, dal momento che in varie parti di questo blog sostengo di vivere con una folletta di nome Malilkà. Devo precisare, per amore di verità, che Malikà costituisce un caso a parte. Essa infatti fu trovata in un bosco di montagna e adottata da una coppia di umani quando era molto piccola. Malikà, normalmente, mantiene le sembianze umane acquisite da bambina. Solo occasionalmente rivela la sua vera anima di folletta dispettosa, quando sale in montagna, ad esempio, e saltella felice nei boschi cantando canzoncine sconvenienti; o quando combina tiri bricconi al sottoscritto e ai malcapitati lettori di questo blog.
Inoltre, essendo stata allontanata dal suo popolo prima che potesse impararne il linguaggio, essa ben poco sa della razza cui appartiene e ancora meno volentieri ne parla, giungendo talora, comprensibilmente del resto, a negare persino la sua vera natura.
Pertanto, se voglio sapere qualcosa a proposito del Piccolo Popolo, il mio riferimento principale resta la Maga. Almeno fino ad ieri. Quando andai a trovarla, nell’offrirmi una tisana a base di the, calendula e gelsomino, cominciò uno strano discorso.
«Non te ne ho parlato prima» mi disse «dal momento che volevo osservare prima come ti saresti comportato. Sai, parlare di certi argomenti su un blog può prestarsi a fraintendimenti…»
Confesso che rimasi un po’ male a quelle parole. D’altro canto ho già avuto modo di constatare come certe persone non apprezzino questo genere di cose. Lo diceva già Edoardo Bennato, molti anni fa, in una delle mie canzoni preferite, l’Isola che non c’è

“E a pensarci, che pazzia,
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa:
non può esistere nella realtà!

E ti prendono in giro
se continui a cercarla,
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te!”

«Invece» continua la Maga «ho constatato che hai sempre parlato in modo rispettoso del Piccolo Popolo e dei suoi amici.»
Ero sotto osservazione e non lo sapevo. Pazienza, almeno mi sono evitato lo stress da esame.
«Pertanto» prosegue sorridente «ho deciso di parlarti di lei.»
Allora mi rendo conto che tutto quel preambolo serviva solo ad introdurre un nuovo misterioso personaggio tenendomi sulle spine.
«Per prima cosa devo dirti che è una strega…»
In vita mia ho incontrato di persona due streghe. La prima lo era dichiaratamente, anche se era piuttosto una filosofa della natura. Discorremmo un intero pomeriggio sullo Spirito che secondo lei pervade ogni cosa, intervenendo benignamente a favore degli uomini o voltando loro le spalle se essi non seguono le leggi della natura. Conservo ancora da qualche parte in uno dei miei disordinati cassetti, una foto di questa sciamana, amata e temuta dal suo popolo. Nell’immagine ella guarda il cielo come per scorgervi le tracce visibili dello Spirito. Non chiedetemi di pubblicarla, però, dal momento che non chiesi il suo consenso e non tradirei mai la sua fiducia, nonostante oceani e continenti ci separino.
La seconda presumo avrebbe negato di essere una strega, se glielo avessi chiesto. Dietro i suoi occhi chiari da fata del nord, percepii chiaramente un animo ostile. Quello che vidi, nel retro del suo giardino, ancora oggi mi gela il ricordo, facendomi accapponare la pelle. Compresi allora che, a dispetto della sua bellezza esteriore, nel suo animo si accumulava un nero squallore.
Una strega bianca ed una nera, insomma, questo è il bilancio dei miei incontri con il mondo della stregoneria. Pertanto sono curioso di sapere chi sia quella che la Maga mi sta introducendo.
«È una strega bianca» precisa subito, quasi rispondendo alla mia silenziosa domanda «e si diletta di erbe, fiori, animali. Un tempo viveva qui, ma poi ha dovuto fuggire, per colpa di una fattucchiera dedita alla magia oscura. Ora vive in esilio, lontano dal lago che tanto ama, su una rocca isolata da cui vede quello stesso Monte Rosa che poteva osservare dalla sua antica residenza. Le sue uniche consolazioni sono un fedele lupo ed un gatto magico. Di notte, poi, la Dama del Lago, questo è il suo nome, si aggira nei boschi alla luce della luna e incontra fate e folletti…»
Dovevo aspettarmelo. Un’amica della Maga non poteva essere meno originale – il Maestro direbbe “stramba” – di lei. Ma tant’è. La Maga ha deciso che devo assolutamente incontrarla e per convincermi sfodera argomenti contro i quali sa che non posso resistere. In fondo, come si dice, la carne è debole…
«Tra l’altro prepara meravigliose tisane, accompagnate da biscotti e torte veramente da favola...»
Eccomi quindi sulla soglia della dimora della Dama del Lago. Qui mi accoglie un grosso lupo dall’aria minacciosa, che si calma immediatamente alla voce della padrona che mi invita ad entrare.
Mentre sto varcando la soglia noto, con la coda dell’occhio, una bambina allontanarsi di corsa, come stesse fuggendo. Questo, unito al fatto che il lupo non mi toglie mai gli occhi di dosso, mi riempie subito di una sottile inquietudine.
Soltanto la vista di una delle torte tanto decantate dalla Maga mi tranquillizza. Così il famoso gatto mi appare come un normalissimo felino domestico. Di magico, infatti, non mi sembra avere nulla. Dopo essersi strofinato sulle mie gambe, per marcarmi quale parte integrante del suo territorio, se ne torma a dormire il sonno del giusto, evidentemente soddisfatto di aver assolto il suo compito.
Così, mentre la torta viene tagliata e il tè viene versato, ascolto dalle vive parole della Dama del Lago, la storia che ha deciso di raccontarmi.

Parole che ascolterete anche voi. Domani…

Parte 1 scritta da Alfa
Parte 2 scritta da Alfa
Parte 3 scritta da la Dama del Lago
Parte 4 scritta da la Dama del Lago
Parte 5 scritta da Alfa


martedì 6 aprile 2010

I tre principi di Serendippo - Parte 1


Questa storia inizia in tempo e in un luogo lontano. I suoi protagonisti sono personaggi misteriosi e intriganti; la storia così complessa ed ingarbugliata da rendere difficile individuare il vero inizio. Ogni volta che tento di sciogliere la matassa, infatti, mi rendo conto di quanti fili diversi essa comprenda. Linee attorcigliate e di vari colori, ciascuna delle quali meriterebbe di essere seguita. Non qui e non ora, soprattutto, perché la storia di cui voglio parlarvi è solo una delle tante che compongono il nodo.
Potrei raccontarvi, ed è quello che farò, come sia iniziata per me questa storia, ma sono certo che non sia questo il vero inizio. Mi rendo conto di avervi confuso le idee più di quanto ve le possa aver chiarite, pertanto la cosa migliore è cominciare a raccontare, confidando nella vostra pazienza e attenzione.
Vi ricordate di Camilla? Per chi avesse perso la sua storia devo precisare che Camilla è una ragazza di circa sedici anni il cui diario fu da me ritrovato alcuni mesi fa. In esso si narra dell’inquietante incontro con un misterioso ragno parlante nei sotterranei della casa dalle 99 stanze e delle 101 finestre.

A seguito del morso di questa creatura, Camilla ha cominciato a scrivere storie. La prima che ho trascritto su questo blog è il racconto a puntate “Una lunga gelida estate”, incentrato su un immaginario diario di Mary Woolstonecraft Shelley.

Naturalmente le storie nel diario di Camilla non sono affatto terminate. Proprio in questi giorni sto finendo di leggere un suo nuovo racconto i cui protagonisti sono un misterioso scrittore che agisce sotto uno pseudonimo traendo storie, presumibilmente inventate, da antiche leggende orientali; una città lagunare ricca di fascino e atmosfera; un romanziere inglese, inventore del genere “gotico”; un inquietante castello; un grande monarca; i misteriosi magi dagli straordinari poteri; l’antica sapienza dei Caldei; i cavalieri delle steppe; un popolo fanaticamente devoto al suo Dio; e soprattutto, tra molti altri, tre giovani figli del re di Serendippo. Questi ultimi, oltre ad essere coltissimi e di grande sagacia, dotati di una straordinaria capacità che, dal quello del loro paese, ha preso il nome di “serendipità”.
Cosa sia la “serendipità” è spiegato in un famoso e divertente aforisma di Julius Comroe Jr: “la serendipità è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino”. Se non siete interessati alle figlie dei contadini, posso dirvi che la serendipità è comunque alla base di scoperte importantissime per l’umanità.
Cristoforo Colombo cercava di raggiungere le Indie navigando verso Occidente e scoprì l’America, di cui nemmeno sospettava l’esistenza. Alexander Fleming non disinfettò adeguatamente un flacone e dalla muffa che vi trovò intuì il principio delle penicillina. L’esistenza nel cervello dei “neuroni a specchio” fu scoperta quando un ricercatore prese una banana dal cesto della frutta e si mise a mangiarla davanti ad una scimmia. Infine, per tornare al pagliaio di cui sopra – nel caso dovesse servirvi, beninteso – durante esperimenti per la cura dell’angina pectoris fu scoperto involontariamente il principio attivo del Viagra.
Potremmo continuare a lungo, perché ricco è l’elenco delle invenzioni che volgarmente diremmo avvenute “per caso” e che più propriamente avvengono in virtù della “serendipità”.
Tutto questo preambolo, oltre ad incuriosirvi, come spero, sulla prossima storia di Camilla, ha uno scopo ben preciso. Andando a trovare la Maga, per chiederle notizie del Piccolo Popolo, ho scoperto, per via di serendipità, l’esistenza di un nuovo personaggio che andrà ad arricchire il Lago dei Misteri. Prenderà così avvio una nuova collaborazione a quattro mani che andrà ad affiancarsi a quella in essere con l’amica Vele, che vede protagonista la Villeggiante e le sue storie del Quaderno Rosso.

Chi sia questo nuovo misterioso personaggio e quale sia la sua storia lo scoprirete, naturalmente, domani…

Parte 1 scritta da Alfa
Parte 2
scritta da Alfa
Parte 3 scritta da la Dama del Lago
Parte 4 scritta da la Dama del Lago
Parte 5
scritta da Alfa


mercoledì 30 settembre 2009

Avventure sotterranee per gnomi di caverna



“Avventure sotterranee per gnomi di caverna” è un libretto (datomi ieri dalla maga) di 116 pagine scritto da Francesca Romana D’Amato in cui si raccontano le avventure accadute a due gnomi di caverna: Andrea Wise (nella foto ) e suo nipote Gudrum, che a voler essere precisi sono piuttosto simili a degli spriggan. Cosa sono gli spriggan? È presto detto sono identici ai Gottwiarchi dell’Ossola e ai Guriuts del Friuli. O se preferite, assomigliano molto a nanoidi pelosi e dispettosi…
La loro storia si legge piacevolmente e scorre veloce sul filo dell’ironia, giocando scopertamente coi meccanismi della fiaba e dei racconti di avventura fiabesca. Nella storia irrompono, peraltro, altri personaggi derivanti da filoni narrativi diversi, che l’autrice rimescola elegantemente, giocando abilmente col suo mazzo di carte fatate.
L’autrice ammette che il romanzo è ampiamente, e scopertamente, autobiografico. La misteriosa ragazza che costruisce bacchette magiche sembra, del resto, un suo preciso ritratto.
Un mistero aleggia, comunque, attorno a questo libro. Dove reperire una pubblicazione autoprodotta e fuori dai circuiti commerciali classici? Se non avete voglia di sudare le leggendarie sette camicie dell’eroe, la cosa migliore da fare è tenere d’occhio il sito degli gnomi, per vedere in quali occasioni la loro PR dai capelli bianchi parteciperà a vari “appuntamenti con gli gnomi” rigorosamente aperti al pubblico, portando con se preziose copie di questa piccola magica storia.

martedì 29 settembre 2009

Le letture di una maga

«Non conosci Andrea Wise?»
La Maga mi guarda stupita, fermando a mezz’aria la mano con cui reggeva il bollitore.
«A dire il vero no, anche se mi sembra di averne già sentito parlare…»
«Vorrei ben vedere!» sorride e riprende a riempirmi la tisana di liquirizia la tazza. «È lo gnomo più famoso del web. Pensa che è persino sul Faccialibro!»
«Grazie basta così» faccio un cenno con la mano per fermarla. «Non lo sapevo, andrò a chiedergli l’amicizia. Ma da quando gli gnomi frequentano il web? E tu? Quando aprirai un tuo profilo?»
«Lo sai che me la cavo meglio con le erbe che con i computer» scuote i capelli grigi che le cadono sciolti sulle spalle. «Quanto ad Andrea Wise, è una lunga storia. Se vuoi puoi leggerla qui. Me l’ha dato una ragazza dai capelli bianchi che fa la PR e che ho incontrato ad una festa delle fate.»
Apre un cassetto e ne trae un fascicoletto di 116 pagine, rilegato in casa. S’intitola “Avventure sotterranee per gnomi di caverna” e l’autrice è Francesca D’Amato.
«Ma io conosco Francesca!» esclamo. «È la migliore allevatrice di draghi della provincia!»
«E ora ha messo nero su bianco la storia dello gnomo Andrea Wise e di suo nipote Gudrun. Uno gnomo saggio ed intraprendente, Andrea Wise, che ha trovato in Francesca una biografa capace di raccontare le sue avventure e promuovere la sua attività.»
«Lo leggerò volentieri, ma che lavoro fa uno gnomo? Pensavo che vivessero di rendita, con tutti quei tesori…»
«Circolano molte idee sbagliate su di loro» la Maga sorride. «Ad ogni modo Andrea mi ha detto…»
« Cosa vorresti dire con “mi ha detto”? Non è il personaggio di un racconto?»
«Niente affatto, è uno gnomo vero e ho persino una foto che gli ho scattato quando è venuto a trovarmi. Guarda qua…»
Mi mette davanti una foto. E stavolta, di certo, non si tratta di un fotomontaggio. Tuttavia dovrete pazientare fino a domani per poter leggere la recensione del libro che mi ha dato la Maga e vedere la foto. Nel frattempo vi ripropongo la lezione di dragonologia tenuta da Francesca D’Amato a Siamo in Onda.


domenica 6 settembre 2009

IL SEGRETO DELLE FATE

Una caccia al tesoro nella Terra di Baraggia per gruppi misti di adulti e bambini

Una magica caccia al tesoro sulle tracce lasciate dal Piccolo Popolo che abita nella Baraggia del Piano Rosa
“Il Regno fatato potrà apparire a chi il segreto ne saprà capire”

I giocatori dovranno superare delle prove di astuzia, abilità, coraggio; saranno inoltre richieste delle conoscenze di base sulle specie arboree della Baraggia e sugli animali che vi dimorano.

Domenica 13 settembre 2009 alle ore 10,00 ritrovo in Baraggia, escursione nel Perca con le guide e arrivo al PRATONE presso Cascina della Torba dove si procederà alla formazione delle squadre per la caccia al tesoro.
In orario pomeridiano avrà inizio la ricerca del segreto custodito dalle Fate !!!!!

“Attenzione perché le fate amano fare scherzi agli umani e se la loro amicizia stimate, dimostrarvi degni dovrete”

EQUIPAGGIAMENTO: scarpe comode e abbigliamento pratico, una matita o una biro

6 IN BARAGGIA
ROMAGNANO SESIA - NO
domenica 13 Settembre 2009
Una festa dedicata all’ambiente della Baraggia e ai prodotti tipici delle Colline Novaresi. Ritrovo alle ore 10:00 presso i punti predisposti nella Baraggia del Piano Rosa, escursione guidata all’interno del Parco e arrivo all’area della festa.
La festa prosegue all’interno della Riserva con varie attività di animazione e giochi per tutti. (musica, caccia al tesoro, tiro con l’arco, visite a cavallo e minicircuito in mountan-bike per bambini)

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.