giovedì 3 gennaio 2019

La ragazza del sogno - Parte 7



Credenze antiche e superstizioni moderne

La strada che porta al cimitero di Ingravo attraversa campi coltivati che, sotto lo sguardo benevolo di San Martino, riposano in attesa del momento in cui crescerà il granoturco. Nonostante il sole e le temperature di giorno siano alte siamo ancora nel pieno delle dodici magiche notti. Da Natale all'Epifania, passando per il Capodanno, mentre le giornate, superato il solstizio, vanno rapidamente allungandosi.

Si dice che in questo periodo ogni cosa possa accadere. Misteriose presenze popolerebbero infatti le lunghe notti. Non è solo Babbo Natale, che del resto da queste parti è arrivato abbastanza recentemente. Fino a un secolo fa era la Befana a essere attesa dai bambini. Non portava solo i regali, ma compiva gesta straordinarie. Come quella di attraversare il lago dividendone le acque. Ovviamente di notte, quando tutti dormono e nessuno può vedere, ché certe cose è meglio farle lontano da occhi indiscreti.

Sono anche presenze inquietanti. Come le legioni di spettri e demoni che si aggirano l'ultima notte dell'anno per andare a convegno con le streghe. Contro di essi un tempo si battevano pentole e tamburi. Oggi si ricorre agli assai più rumorosi botti, che terrorizzano principalmente i poveri animali, domestici e selvatici, mentre i demoni se ne fanno un baffo e anzi li apprezzano certamente per l'odore di zolfo e la scia di morti, feriti e stupida devastazione che lasciano dietro di sé.

Un tempo contro queste orde andavano a guerra i "nati con la camicia". Almeno stando ai racconti dei Beneandanti, come erano chiamati, che il giorno dopo narravano di epiche battaglie combattute a colpi di rami di finocchio contro streghe e stregoni. E c'è da scommettere che qualcuno offrisse loro da bere per ascoltare queste storie.

Oggi nessuno li crederebbe più, benché siano molti i creduloni pronti a dar fede a qualsiasi cialtrone la spari grossa nella piazza virtuale, seminando balle e inganni di ogni genere. Soprattutto se apre il suo racconto con "questa ve la vogliono tenere nascosta", "non ve l'hanno mai detto" e simili parole magiche con cui incantare i gonzi e possibilmente scucir loro qualche marengo in cambio di una boccetta d'acqua zuccherata o qualche altro improbabile rimedio per tutti i mali. Imbroglioni che nel vecchio west, quando venivano smascherati, finivano coperti di pece e piume, mentre oggi qualche trasmissione TV gli dedica persino parecchi minuti del suo costosissimo tempo. 

Per dire che a volte hanno veramente ragione quelli che dicono che un tempo si stava meglio.

Questa è la settima parte de "La ragazza del sogno".

Sesta parte

Continua

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.