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lunedì 6 gennaio 2025

Babbo Natale e la Befana



Non volevo entrare nella nota polemica sulla disparità di trattamento tra la Befana, costretta a girare da sola con le scarpe rotte e il mantello rattoppato su una vecchia scopa mentre il pasciuto collega, supportato da millanta elfi, vola su una comoda e calda slitta trainata da renne di razza. Tuttavia, alcune cose vanno dette.

Per prima cosa non dimentichiamo la storia che ha alle spalle Babbo. Di umili origini, è approdato in Italia via mare dalla Turchia su un barcone. Va bene, qualcuno dirà che era una nave, ma si trattava comunque di uno scafo in legno mosso a remi e vela, quindi per i nostri standard era un barcone. In più ci sono seri motivi per dubitare della legalità dell’ingresso. La storia ci dice infatti che fu portato a Bari di nascosto, addirittura contro il volere delle autorità locali. Un clandestino insomma.

Comunque sia, partito da immigrato irregolare dopo aver ottenuto la cittadinanza barese il Nostro ne ha fatta di strada. Lavorando duramente ha saputo farsi apprezzare per le sue doti. In virtù di questa grande energia lavorativa ha fondato ed è diventato il CEO di una multinazionale scandinava che attualmente ha contratti pubblicitari con svariate aziende multinazionali, a partire dalla bevanda più venduta al mondo. 

Insomma, diciamola tutta, la sua è la storia di successo di un self made man. Una di quelle che si studiano, o si dovrebbero studiare, nei corsi di management.

Della signora Befana, invece, cosa possiamo dire? Innanzitutto, non ha mai sfondato oltre i confini nazionali. Questo è dovuto principalmente alla concorrenza orientale dei Maghi cammellati, che spacciandosi per Re e portando oro, incenso e mirra (nessuno sa cosa sia esattamente la mirra, ma assona bene con un’apprezzata bevanda con gradazione superiore allo zero) hanno imposto il loro brand sul panorama internazionale, con fette di mercato importanti anche in Italia. Basti pensare ai celeberrimi cammelli di pasta sfoglia del Varesotto, uno dei loro prodotti di punta, che ultimamente stanno vivendo un trend molto positivo e in espansione.

Poi c’è questa cosa che la Befana si porta via tutte le feste. E dove le mette? Cosa ne fa? Cosa ottiene per lasciarle libere a fine anno? Misteri a cui la vecchietta, che si definisce povera, non ha mai voluto dare risposta. Anche perché nessuno sa dove viva questa anziana senza fissa dimora, mentre Babbo Natale ha persino un ufficio postale a cui scrivere.

Non possiamo infine neppure dimenticare i rapporti equivoci instaurati in passato dalla Befana con alcuni regimi totalitari (ne abbiamo parlato qui).  A sua insaputa, dice lei. Certo, ma il sospetto, inevitabilmente, resta.

Larga la foglia, stretta la via, voi dite la vostra che ho detto la mia.


domenica 27 gennaio 2019

La ragazza del sogno - Parte 8



La spada di San Martino

La chiesa sovrasta la fertile piana, quasi volesse benedirla col suo benefico influsso. San Martino è un santo legato al mondo agricolo e pastorale. L'undici novembre, giorno della sua festa, era un giorno importante per i braccianti e i mezzadri che, approfittando dell'estate di San Martino, "facevano San Martino". Carri carichi delle poche masserizie di proprietà portavano tutta la famiglia in una nuova cascina se il precedente proprietario non aveva rinnovato il contratto e il capofamiglia era riuscito a trovare un nuovo ingaggio. 

San Martino è patrono di una pluralità di soggetti tra i quali troviamo i militari, ma anche i forestieri e i mendicanti. Il motivo è legato alla famosa vicenda che lo vide protagonista. In una fredda notte dell'inverno del 335 dopo Cristo s'imbatté in un poveraccio seminudo che stava morendo di freddo. Martino indossava invece la clamide, il caldo mantello militare di lana, che era parte della sua uniforme militare. Non prestava servizio tra le truppe combattenti, ma nella guardia imperiale a cavallo che aveva il compito di sorvegliare le guarnigioni e svolgere funzioni di controllo e scorta di personaggi importanti.

Quel pattugliamento notturno l'aveva portato invece a incontrare quel mendicante che chiedeva aiuto. Avrebbe potuto tirare dritto, poiché non era compito suo aiutarlo. Altri l'avrebbero persino minacciato perché stava intralciando un pubblico ufficiale. Martino prese il mantello e lo divise a metà. Aveva fatto la sua scelta, tagliente come la lama di una spada.

La notte seguente sognò Gesù che raccontava ai suoi angeli di come quel soldato l'avesse rivestito. Al risveglio trovò il mantello miracolosamente integro e di lì a poco si fece battezzare. Restò nei corpi scelti per altri vent'anni, le persecuzioni contro i cristiani erano terminate da tempo, continuando a operare per il bene, fino a quando si congedò iniziando un'intensa vita religiosa che lo portò a diventare vescovo di Tours.

Guardo la spada di Martino, raffigurata nei magnifici affreschi della chiesa del perduto paese di Ingravo e penso come in certi momenti non puoi più permetterti di stare nel mezzo e la scelta debba essere netta, perché o stai di qua o stai dall'altra parte.

Il ricordo vola a un fatto che mi è stato raccontato più volte e che accadde nel lungo inverno dell'anima che andò dall'otto settembre del 1943 al 25 aprile del 1945. Due ragazzi, un fratello e una sorella, nascosti in una villa a San Maurizio d'Opaglio. Ricercati, braccati, con l'unica colpa di essere ebrei. Nascosti da persone di buon cuore, nel modo apparentemente più semplice. Se vuoi occultare una mela, mettila tra le mele. Ma due ragazzi che non vanno mai alla messa, in un piccolo paese cattolico, possono indurre qualcuno a sospettare. Le spie possono essere ovunque, non ti puoi fidare di nessuno. D'altro canto sono le autorità a sollecitare le denunce ed esistono specifiche leggi razziste. Solo che ora accanto ai fascisti ci sono anche i nazisti e si sa che cercano i giudei per portarli via. Li prendono e non si sa dove li portino, ma nessuno torna indietro. Mai.

Ecco allora i due ragazzi messi in fila con gli altri per ricevere l'Eucarestia. Certamente il prete sa chi sono. Molti hanno capito. Nessuno li denuncia. La scelta è stata fatta. Arriva la fine della guerra e possono tornare a casa e ricominciare a vivere. 


Questa è l'ottava parte de "La ragazza del sogno".

Settima parte

Continua



domenica 24 dicembre 2017

Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza



Nel 1845 lo scrittore Henry David Thoreau Decise di abbandonare la civiltà per vivere sulle sponde di un lago, in una capanna  autocostruita.

"Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto" scrisse alcuni anni dopo in " Walden ovvero Vita nei boschi", il resoconto di questa sue esperienza, pubblicato nel 1854.

Thoreau è uno degli autori culto della controcultura statunitense e ha ispirato scrittori del calibro di  Allen Ginsberg, Jack Kerouac e Gary Snyder. In campo cinematografico i suoi versi sono citati nelle riunioni della "Setta dei poeti estinti" nel film "L'attimo fuggente", con lo straordinario Robin Williams. 

Altri compaiono nel film "Into the Wild - Nelle terre selvagge" di Sean Penn, basato su una storia vera di "ritorno alla natura". Che ebbe esito drammatico con la morte per avvelenamento del ragazzo, Christopher McCandless, che tentò di vivere da solo nella selvaggia Alaska.

Nei boschi, metaforicamente, s'inoltrerà quindi questo blog che sulle sponde di un lago sta già, cogliendo lo spunto dalla recente conferenza sugli alberi svoltasi a Miasino, Axis Mundi, e dalle festività natalizie, che vedono l'albero al centro dei festeggiamenti.

Un pensiero affettuoso va, d'obbligo, all'ormai mitico "Spelacchio" romano le cui foto hanno fatto il giro del mondo facendolo diventare, come un Charlie Brown arboreo, l'emblema delle cose che nella vita vanno storte, nonostante le migliori intenzioni.

Buone feste a tutti voi!

mercoledì 2 agosto 2017

Buon Lughnasadh!



Un tempo nei territori celtici d'Europa agli inizi agosto si celebrava una delle quattro feste importanti dell'anno. Questo infatti cominciava con il Trinozio di Samonios (1 novembre), era seguito da Imbolc (1 febbraio) e Beltane (1 maggio). Ad agosto si celebrava Lughnasadh, una festa istituita dal dio Lugh per celebrare la propria madre.
Lugh, conosciuto sul continente anche come Lug o Lugos (“luminoso“), era noto anche con gli appellativi di Esus (cfr. lat. optimus, "migliore") e Teutates ("uomo della tribù") e Samildanach,  eccellente in tutte le arti e le tecniche. Questa era infatti la caratteristica principale del dio, il cui attributo era la lancia sacra.
Cesare, da buon romano, lo identificava con Mercurio, ma avvertiva che per i Galli era questo dio a dominare sugli altri, non Giove.

In Irlanda Lughnasadh era il "Festival di Lugh" (per altri il "matrimonio") e si celebrava al tempo del raccolto, in coincidenza di fenomeni astronomici facilmente osservabili come la levata eliaca di Sirio o le “stelle cadenti”. In questo trova corrispondenza con l'anglosassone festa di Lammas ("Raduno del pane"). Con la certezza di aver assicurato le provviste per l'inverno, ci si poteva abbandonare alla gioia con giochi, gare e grandi banchetti, cogliendo l'occasione per stipulare accordi. Si celebravano pure i matrimoni di prova, che duravano un anno e avevano il vantaggio di consentire una scelta ponderata e reversibile senza troppe complicazioni.

Vennero poi i romani e istituirono le Feriae Augusti, il primo giorno del mese dedicato al Divo Augusto. Un modo forse per cancellare il ricordo di una festa cara ai Galli recentemente sconfitti. Fu poi la Chiesa a volerne lo spostamento al 15, giorno dell'Assunzione di Maria.

Approfittando della festa, questo blog si prende una pausa estiva, di studio e riflessione. Ci rivediamo attorno all'equinozio, con nuove storie. Vi lascio con un'immagine di rotoballe insubri, su cui meditare...



domenica 27 marzo 2016

I misteriosi conigliotti di Pasqua


E poi all'improvviso ti trovi il prato pieno di misteriosi conigliotti sbucati da chissà dove per augurarci Buona Pasqua!

Se siete incuriositi dalle leggende attorno al coniglio pasquale, potete rileggere questo post.

In ogni caso... Buona Pasqua!

mercoledì 9 marzo 2016

Marzo pazzerello



Dopo la lunga siccità dell’inverno marzo ha portato la neve. Tanta neve, tale da spezzare alberi e tagliare le linee elettriche, lasciando intere borgate senza luce per quasi 30 ore.

D’altro canto è noto che Marzo sia il folletto del calendario. Pensate che un tempo aveva solo 30 giorni, finché un pastore che parlava sempre male di Marzo e diceva che era un mese cattivo e dispettoso, non ebbe la brutta idea di prenderlo in giro. 

Tutti i giorni Marzo lo interrogava chiedendogli: “dove porterai il tuo gregge domani?”

“In pianura dove l’erba e più verde!” rispondeva quello.

E allora Marzo l’indomani giù a far tempesta sulla piana, per poi presentarsi e chiedergli come se nulla fosse: “come è andata ieri in pianura?”

Ma il pastore, che conoscendo Marzo se n’era andato in collina, rispose con un sorriso: “ottimamente, grazie, ho trovato proprio un bel tempo”.

Marzo, furibondo, ci riprovò in tutti i giorni a seguire, ma quello lo imbrogliava sempre. Gli diceva che sarebbe andato in collina e poi scendeva al piano, oppure che sarebbe andato in pianura mentre zitto zitto saliva sui colli.

Finché giunse il 30 del mese e il pastore, sapendo che l’indomani sarebbe iniziato Aprile, rispose tranquillamente che sarebbe andato in pianura e veramente vi andò.

Marzo però nella notte corse da Aprile e piangendo e strillando, o promettendogli chissà cosa, lo convinse a regalargli uno dei suoi giorni.

Così il 1 aprile divenne il 31 marzo e la più violenta bufera di pioggia e neve che si fosse mai vista sorprese il povero pastore nella pianura.

Questo almeno racconta un’antica storia. 

mercoledì 6 gennaio 2016

La Befana vien di notte


In occasione della festa della Befana volevo parlarvi di un paio di cose che ho scoperto su di lei grazie a una giovanissima novantenne.
La prima è che la sua festa un tempo sovrastava di molto il Natale, almeno nelle attese dei bambini, che videro i primi alberi natalizi solo dopo la Grande Guerra.
la seconda è che nella notte della Befana accadevano cose incredibili.
Le acque del lago, tanto per cominciare, si aprivano al suo passaggio. E gli animali tutti, a mezzanotte, parlavano in un linguaggio comprensibile agli umani.
Insomma, grandi meraviglie che facevano esclamare, allora come ora, viva la Befana!

giovedì 31 dicembre 2015

Buon anno!



Negli archivi sotterranei di questo antico castello, tra le pagine di enormi volumi segnati dal tempo, ieri ho trovato la risposta a molti misteri che da tempo mi tormentavano.

Auguro anche a voi che il Nuovo Anno vi consenta di risolvere quei metaforici enigmi del passato che ancora vi impediscono di accogliere i misteri gioiosi che il futuro ha in serbo per voi.  



mercoledì 23 dicembre 2015

Buone feste col Solstizio



Vi auguro Buone Feste con questa foto 
scattata durante il Solstizio d'Inverno. 

Per inciso, 
vi parlerò presto della misteriosissima struttura 
dove ho scattato la foto...


giovedì 17 dicembre 2015

Festeggiando il Solstizio a Montecrestese



Se volete fuggire dalla frenesia dello shopping prenatalizio e festeggiare in maniera alternativa il Solstizio ecco a voi un evento decisamente particolare organizzato dall'Associazione Canova (date un'occhiata al sito www.canovacanova.com, ne vale la pena).


Presso il Tempietto Lepontico di Montecrestese (una misteriosissima struttura interpretata come un tempio precristiano costruito dai Leponti e incredibilmente sopravvissuto) si terrà una chiacchierata all'aperto (copritevi!) sui culti precristiani.

Io ci andrò sicuramente, se passate di lì fate un fischio... ;)



mercoledì 2 dicembre 2015

Incidente a Pella: coinvolta una renna



Se vi aspettate regali per Natale da parte di Babbo Natale è bene che sappiate che ha avuto un incidente dalle parti di Pella, sul lago d'Orta.

sabato 4 aprile 2015

Buona Pasqua!

Dopo i giorni del fuoco e dell'acqua che un mese fa hanno scombussolato la mia tranquilla esistenza ho dovuto interrompere il blog. L'incendio e i danni conseguenti hanno infatti richiesto tutte le mie energie. 

Ora le cose cominciano a migliorare e si comincia a vedere qualche segnale di ripresa. Ad esempio il tetto della mia casa è stato ripristinato e questa è già una buona cosa.

Non sono ancora in grado di riprendere il blog con regolarità, però volevevo augurarvi Buona Pasqua. Oltretutto è una festa basata sulla Speranza e la Rinascita, quindi è molto in sintonia con quello di cui anch'io ho bisogno.

Per chi se lo fosse perso vi richiamo un vecchio post su una simpatica figura legata alla Pasqua, quella del coniglietto. 



mercoledì 7 gennaio 2015

Omaggio, involontario, alle donne



Alcune gentili lettrici ieri hanno vissuto momenti di malumore per via di tutta una serie di auguri piovuti improvvisamente, ma non inaspettatamente, da parte di maschi più o meno vicini.

“Ma come? Ti dimentichi del nostro anniversario e mi fai gli auguri il giorno della Befana?!?”

Vorrei tranquillizzare le gentili lettrici, ricordando loro ciò che ci insegnano le antiche leggende.

Esse raccontano che nella Donna vi sono tre Dee: la Fanciulla, la Donna e la Vecchia, che incarnano il ciclo, anche mensile, della vita femminile. O se vogliamo i ruoli di Figlia, Madre e Nonna. Ognuna ha i suoi lati positivi: la Vecchia, in particolare, è la saggia portatrice di sapienze antiche. 

Pertanto quando gli uomini fanno gli auguri alle “Befane” stanno, per lo più inconsapevolmente occorre dirlo, augurando vita lunga e celebrano la saggezza antica implicita e presente già nella Figlia. 

La festa della Befana del resto è allegra e carnascialesca e si presta agli scherzi. La Vecchia lo sa e dall’alto della sua scopa sorride benevola.


mercoledì 31 dicembre 2014

Buon anno!



Il 2014 si chiude oggi e domani inizia un nuovo anno. Tradizionalmente si dà enfasi a quello che dovrebbe essere un normale alternarsi del giorno e della notte.
Il calendario però è una cosa seria, come ho già avuto modo di scrivere. Pertanto è bene adeguarsi a questo rito.

In luogo dei bilanci quest'anno vi lascio con una sola parola: "selfie". Si tratta della parola dell'anno, anche se non saprei dirvi chi l'abbia deciso.

Non so cosa pensiate voi dei "selfie", ma io nel dubbio mi adeguo con la foto di apertura. Naturalmente avrei potuto scegliere quella scattata da un altro animale, visto che questa moda ha contagiato anche loro, ma questo è l'ultimo arrivato e ha un'aria simpatica. Il quadro sullo sfondo, poi, raffigura un lago che mi è particolarmente caro...

A tutti voi gli auguri per un buon 2015!



mercoledì 24 dicembre 2014

Buone feste!






Con questo breve video che raccoglie una serie di scene della Natività dalle chiese del Cusio, accompagnate dalla vocina di Delia, che ci ricorda che per sentire lo spirito del Natale dobbiamo tornare tutti un po' bambini, voglio augurarvi Buone Feste!

sabato 14 giugno 2014

L’amore ai tempi del gladio



Quando si parla dei Romani, quelli antichi intendo non quelli che popolano Roma oggi, in genere si oscilla tra due sentimenti. Ci sono quelli che esaltano la grandezza dell’Urbe, con le sue leggi  e i suoi monumenti, e quelli che sottolineano il lato sanguinario di un potere che per secoli non ebbe rivali. Eserciti di addestratissimi legionari che schiacciarono ogni resistenza da parte delle eroiche ma più deboli popolazioni confinanti. Come i Celti del nord Italia, sconfitti e oppressi dall’aquila di Roma.
Le cose, come sempre, sono più complicate e proprio per questo più interessanti. Un caso davvero intrigante è quello del vaso di Metelos, scoperto a Carcegna alla fine dell’Ottocento. Leggendo l’iscrizione che vi fu incisa si possono intravedere le tracce una storia d’amore interetnica tra il “romano” Metelos e sua moglie Asmina, che invece era di etnia celtica. 

Qui ne trovate anche una mia versione romanzata.

Se questa storia vi ha interessato, vi consiglio la lettura di un nuovo volume, dedicato a Carcegna, in cui vari autori ne analizzano la storia e le tradizioni. Tra queste cito il Cantarmarzo, che si svolgeva nottetempo alla fine di febbraio e animava la vita della comunità per qualche mese. Tra i vari articoli ce n’è anche uno mio dedicato alle origini di questo piccolo paese e agli interessanti ritrovamenti archeologici che vi furono effettuati. 

L’appuntamento è a Carcegna, nella chiesa parrocchiale, sabato 28 giugno alle 16,45.

martedì 1 aprile 2014

Lavorare nell’arte contemporanea. A pagamento


“Ami l’arte? Vorresti lavorare in un’atmosfera elettrizzante a contatto coi maggiori artisti della scena contemporanea internazionale? Abbiamo il lavoro che fa per te!

Chi siamo? La Fondazione Errante ha sede a Pregallo, un paese favoloso sul Lago d’Orta, e in questi anni ha organizzato decine di esposizioni che hanno coinvolto artisti provenienti da ogni angolo della terra per sperimentare e condividere le nuove tendenze delle arti visive, plastiche e visuali. 
Cosa proponiamo? Il lavoro coinvolge tutti gli aspetti dell’organizzazione di una mostra: dal contatto con gli artisti, alla gestione degli spazi, alla redazione di testi, all’allestimento vero e proprio. La presenza richiesta è full time, ma occorre prevedere anche l’impegno di alcuni fine settimana in occasione dei vernissage.
Il costo? Con soli duecento euro mensili puoi assicurarti il privilegio di essere al centro delle più moderne tendenze artistiche.”

Sta suscitando un certo scalpore questo annuncio per la selezione di posti di lavoro a pagamento. Per cercare di capirne di più ho deciso di intervistare Ottavio Errante, Presidente della Fondazione.

“Pagare per lavorare? Come nasce questa idea?”
“Dopo aver visto svariati annunci di lavoro per stagisti, ma anche per personale a tempo determinato estremamente qualificato, per i quali non erano previsti né rimborsi, né buoni pasto. È un segnale. Il mondo del lavoro sta cambiando. Se ci sono persone disponibili a lavorare gratuitamente per poter imparare un mestiere e nonostante questo i posti di lavoro sono sempre meno, allora vuol dire che siamo di fronte a una rivoluzione copernicana. Un tempo era il lavoro a cercare la manodopera, ora è esattamente il contrario. Applicando la legge del mercato, ne consegue che il rapporto domanda offerta si è invertito. Il lavoro è diventato una merce rara. Chi ce l’ha lo tiene stretto e sono omai maturi i tempi perché  per chi non ce l’ha sia disposto a pagare per farsi un’esperienza. Che è poi quella che viene richiesta persino agli apprendisti, come si vede dai tanti cartelli che si vedono in giro. 
Tendenze che non poteva non intercettare la nostra Fondazione, che negli anni ha organizzato mostre ed eventi che hanno fatto e fanno discutere, scuotono le coscienze e lasciano il segno, come "ItticaMente" del poetronico artista statunitense Obed Marsh, o "Alosa fallax" della scultrice iperbolica cilena Inés Inocentada, giusto per citarne alcune.
Certamente molto diverse dalle mostre di plastica, tranquillizzanti e ipocrite, che si vendono nei supermercati omologanti della pseudo cultura e della pseudo arte contemporanea!

Se volete saperne di più o mandare il vostro CV potete contattare la Fondazione a questo indirizzo mail: ottavio.errante.at.gmail.com

mercoledì 5 febbraio 2014

Le luci del Filosofo


Molto tempo è passato da quando andai a trovare il Filosofo. Alcuni di voi probabilmente si chiederanno persino chi sia questo personaggio. Un mio amico, posso rispondervi, che ha una ben strana bottega ad Orta. O forse dovrei dire aveva una bottega, dal momento che l'ultima volta che vi sono entrato c'era una graziosa ragazza intenta a distribuire informazioni al suo posto.
Non dispero di incontrarlo nuovamente, ma nel frattempo voglio riproporvi un vecchio post legato a una festa appena conclusa, la Candelora.

Ringrazio per la foto "fuoco" l'amica Sara Di Carlo, del blog Metropolitain Girl che vi consiglio di leggere.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.