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lunedì 15 marzo 2010

Pillole di Mistero, seconda stagione


Questo è l'indice completo della seconda stagione delle Pillole di Mistero trasmesse a Siamo in Onda, su Puntoradio.

Tutti i video sono disponibili anche sul canale del lago dei misteri su You Tube.


Sabato 4 ottobre 200.

Tema: vittorie e sconfitte.

La valle dei cinque / Lä val d'ij cinch Racconto vincitore del concorso “racconta il tuo mistero” (autore Massimo Maria Bonini)

Video

Extra: intervista video a Francesca d’Amato Pillola di Dragonologia


sabato 11 ottobre 2008.

Tema: grazie.

Le Grazie

Il video.


sabato 18 ottobre 2008.

Tema: occhi.

Occhi gialli nell'oscurità

Il video.


sabato 25 ottobre 2008

tema: fedeltà/infedeltà .

La guardia sul colle

Il video.


sabato 1 novembre 2008

Tema: Paure .

L’armata delle tenebre

Il video.


sabato 8 novembre 2008

tema: sogni d’oro

La grotta del sogno.

Video.


sabato 15 novembre 2008

tema: volare

Le streghe di Sambughetto.

Video.


sabato 22 novembre 2008

Tema: donne e motori

La pupa e il motore

Il video


sabato 29 novembre 2008

tema: il fattore di potenza

La potenza della Vipera.

Il video.


sabato 6 dicembre 2008

tema: dalle stelle alle stalle

La farina del Diavolo

Il video


sabato 13 dicembre 2008

tema: Le strade

Il labirinto dell’oscurità

Il video


sabato 20 dicembre 2008

tema: Babbo Natale esiste!

Babbo Natale esiste!

Video




Sabato 24 gennaio 2009
Tema: il coraggio e la paura
La culla.
Il video

Sabato 7 febbraio 2009
Tema: destino
La scelta.
Il video


Sabato 14 febbraio 2009
Tema: mentire con un bacio
La Maria del sasso.
Il video

Sabato 28 febbraio 2009
Tema: bambole
Bambole.
Il video

Sabato 14 marzo 2009
Tema: gratis
Niente è gratuito.
Il video


Sabato 28 marzo 2009
Tema: treno
Rotaie nella brughiera.
Il video


Sabato 11 aprile 2009
Tema: luce
Luci nella notte.


Sabato 25 aprile 2009
Tema: libertà
Vento di libertà.
Il video


Sabato 9 maggio 2009
Tema: la gola
Wolverine in Valle Strona.
Video


sabato 23 maggio 2009
Tema: giallo
La spia del lago
Il video


Sabato 6 giugno 2009
Tema: lingua
Le lingue morte
Video


Vai alla prima stagione

sabato 9 maggio 2009

Wolverine in Valle Strona



È valoroso, veloce e vorace.
Ha lunghi artigli taglienti come coltelli e denti acuminati in quella bocca mai sazia. Tende imboscate, cattura le prede, braccate, sfinite. Nemmeno le nevicate più intense possono fermarlo, perché corre sulla neve fresca senza affondare, al contrario delle sue vittime.

Dilania e scompare.
Solo branchi numerosi di lupi affamati osano affrontare una creatura capace, si dice, di tenere testa persino ad un orso.
Gli americani lo chiamano Wolverine, ma il suo vero nome è Gulo gulo, cioè Ghiottone. Perché è la voracità il demone di questa bestia.
Ci fu un tempo, un tempo di ghiaccio e di neve, un tempo che nessuno di noi ha mai visto. Il Lago d’Orta, spillo in un mondo morso dal gelo, non era che un solo ghiacciaio in lento movimento. In quel tempo la Valle Strona era il territorio di caccia che gli artigli del Ghiottone difendevano da qualsiasi rivale.

Oggi il Ghiottone vive solo nell’Artico, ma di questo cacciatore antico resta un osso pietrificato, rinvenuto nelle grotte di Sambughetto. Grotte in cui le streghe, si sussurrava, consumavano i propri sinistri banchetti…

martedì 5 maggio 2009

Rotaie nella brughiera

Il Filosofo mi ha raccontato il suo incontro con un treno fantasma sulla sponda occidentale del Lago dOrta, nelle brughiere che fino a pochi anni fa si estendevano tra Pogno e San Maurizio d'Opaglio....




Pillola di Mistero letta a Siamo in Onda il 28 marzo 2009 sul tema "treno".

sabato 25 aprile 2009

Vento di libertà


Uscivano dai boschi, scendevano dalle montagne e marciavano sulle città. Quelli che per mesi erano stati invisibili come fantasmi e micidiali come lupi, acquistavano ora un volto. Erano ex soldati, ma anche studenti, ferrovieri, operai, telefonisti...
Uomini e donne, giovani e anziani. Occupavano fabbriche e ponti, impianti elettrici e uffici pubblici per impedire che si facesse terra bruciata. Omegna, Gozzano, Borgomanero e poi giù, fino a Milano, obiettivo e simbolo di quei giorni.
Qualcuno cercò di fermarli, ma ci sono momenti nella storia in cui si alza un vento a cui non ci si può più opporre. Come non si può fermare il crescere dell’erba. O il ritorno della primavera dopo un lungo inverno. Così era in quei giorni d’aprile, quando un’armata dilagava nella Pianura Padana, un’altra stringeva la capitale dell’impero del male in un cerchio di fuoco e ovunque si alzava la bandiera dell’insurrezione.
Arrendersi o morire. La maggior parte scelse la prima strada. Qualcuno preferì la seconda o la trovò suo malgrado. Perché erano giorni d’ira quelli, di rabbia e dolore a lungo compresso.
Giorni di sangue e morte, ma anche di gioia e festa. Perché la libertà è come l’aria: non ti accorgi di averne bisogno finché non ti senti soffocare, ma allora lotti con tutte le tue forze per tornare a respirare.

sabato 11 aprile 2009

Luci nella notte


Non sono molti a credere all’esistenza degli Elfi sul Lago d’Orta. Ma solo un’amica di Alfa, la mente de “Il lago dei misteri”, sostiene di averli visti. Ecco dunque le parole della Maga …

«Se abbandoni il sentiero, e ti inoltri nel fitto del bosco, potresti riuscire a vedere una luce armoniosa provenire da una radura. Certo, è un po’ come trovare un ago in un pagliaio, se non sai dove cercare…
Sui Monti della Luna, sopra Boleto, ci sono grandi cumuli di granito disgregato. Piccole colline di sabbia bianchissima che creano un panorama incantato ai raggi della luce lunare. Lì, sotto quei sabbioni, si nasconde l’ingresso al Regno degli Elfi.
A lungo scavarono nella pietra, il granito più duro d’Europa, per costruire nel cuore della montagna le gallerie e le sale della loro fortezza. In esse arde la Luce degli Elfi, che illumina le menti e scalda i cuori, donando gioia, bellezza, forza, saggezza e una lunga vita. Non c’è modo di entrare là dentro, però, se non si conosce la magia elfica che apre la porta.
Gli Elfi, infatti, sono creature misteriose e schive. Conoscono mille trucchi per non essere disturbati e dispongano di trappole per tenere alla larga i curiosi. Ma soprattutto, sono pericolosi perché si dice che nessuno possa incontrarli e andarsene senza lasciare loro un pezzo del proprio cuore!
Io però li ho visti. Di lontano e in una delle poche sere dell’anno in cui escono per danzare nelle radure dentro cerchi di luce elfica. Tu però non tentare di imitarmi! Camminare silenziosamente nei boschi di notte è impresa quasi impossibile per un uomo. Ed è certamente pericolosa, perché potresti imbatterti in un cinghiale, in un dirupo o, peggio, negli Elfi!»

lunedì 6 aprile 2009

La Maria del sasso

Ci fu, anche per la Riviera d’Orta, un tempo di ferro e sangue, d’amore e morte. Quel tempo fu il secolo Decimosesto. Secolo tragico quanti altri mai per le invasioni degli eserciti in lotta per sottomettere al dominio straniero un’Italia dilaniata dalle discordie intestine.


Il video della Pillola di mistero letta il 14 febbraio a Siamo in Onda.

sabato 28 marzo 2009

Rotaie nella brughiera

Questa storia risale a una trentina di anni fa. Passeggiavo lentamente sull’erica della brughiera, quando ancora i capannoni industriali non avevano coperto di cemento e asfalto l’area tra Pogno e San Maurizio d’Opaglio. Per caso, almeno credo, mi imbattei in uno strano cippo, su cui era incisa una enigmatica sigla. Mi chinai per osservarla meglio, ma appena la toccai, una nebbia improvvisa mi avvolse. Spaventato mi allontanai di qualche passo annaspando in quell’atmosfera densa, finché non inciampai in qualcosa di duro e caddi a terra, battendo la testa. Quando mi svegliai la nebbia si era dissolta. Mi alzai faticosamente, scoprendo, con mia enorme sorpresa di trovarmi sui binari del treno. Mi incamminai dolorante finché non vidi un edificio comparire dietro un campo di granoturco. Era stranamente colorato con strisce orizzontali bianche e rosse. Cosa ancora più strana, sulla facciata campeggiava una scritta. “Stazione ferroviaria di Berzonno?” lessi sorpreso e preoccupato per gli effetti della botta in testa. Quando giunsi sulla pensilina vidi l’orario dei treni di una linea che non poteva esistere. Linea ferroviaria Gozzano Alzo. Fermate a Gozzano, Strada della Cremisina, Berzonno, San Maurizio d'Opaglio e Alzo… Non mi ero ancora ripreso dallo stupore quando sentii un fischio alle mie spalle. Una colonna di fumo si muoveva lentamente nella mia direzione, soffiando e sbuffando. Sul binario uno della stazione fantasma stava arrivando un treno dannatamente in ritardo, poiché quella linea aveva cessato di esistere esattamente settanta anni prima."

domenica 15 marzo 2009

La scelta

Un cavaliere solitario in un bosco misterioso, un inquietante incontro e una scelta difficile da compiere.
Questi gli ingredienti della Pillola di Mistero trasmessa a Siamo in Onda il 7.02.2009.

sabato 14 marzo 2009

Niente è gratuito


L’avete notato, vero?
Nelle fiabe, nelle leggende, nel mito, non c’è nulla di gratuito. Ogni cosa ha un prezzo, talora simbolico, altre volte drammatico.

Molti eroi conquistarono tesori o regni come ricompensa per le loro imprese: sconfiggere un drago, salvare una fanciulla, o anche solo aiutare una persona in difficoltà. Altri ci riuscirono con l’astuzia o il furto e in questo caso la vita sarebbe stato il prezzo per il loro fallimento.
Se è vero che un grande potere comporta una grande responsabilità, le leggende ci insegnano che per ottenerlo è necessario pagare un prezzo alto, talora esagerato. Odino diede un occhio per imparare i segreti delle rune, le streghe vendettero l’anima al Diavolo.
Gli apparenti regali allora non possono che celare insidie mortali. Pensate alla mela di Biancaneve o al fuso della Bella Addormentata… Non è un caso che Cenerentola riceva dalla fata buona il suo corredo per il ballo solo in comodato d’uso e non oltre la mezzanotte…
Ricordiamo che qualsiasi dono non è mai gratuito, perché qualcuno, in qualche modo, ha pagato perché noi potessimo goderne. Nemmeno i Santi fanno eccezione. I loro miracoli sono ricordati dalle più grandi cattedrali alle minuscole edicole votive, perse nel folto dei boschi sulle nostre colline.
I miracoli sono gratuiti e guai anzi a chi cerca di comprare o vendere le cose sacre! Se ci riflettete, però, nemmeno l’intervento dei Santi è gratuito. Qualcuno ha pagato, una volta per sempre, morendo sulla croce per noi.

giovedì 12 marzo 2009

sabato 28 febbraio 2009

Bambole


Sono belle, bellissime, e sanno di esserlo. Hanno il sorriso crudele di chi sa di essere ammirata, ma intoccabile. Le accogliamo nelle nostre case per divertire i nostri figli. Se ne stanno lì a fissarci con occhi immobili che non ci perdono mai di vista. Ci osservano di giorno, ma soprattutto di notte. Vegliano su di noi o forse ci sorvegliano attendendo solo il momento giusto.
Le bambole sono antiche quanto la nostra specie. Erano già con noi nelle caverne. Gli Egizi, i Greci e i Romani le costruivano per le loro bambine. Anche gli antichi druidi costruivano enormi bambole, o fantocci, di vimini. Poi li riempivano di esseri umani e appiccavano il fuoco per propiziarsi la sorte.
C’è chi sospetta che mentre dormiamo esse possano prendere vita e aggirarsi attorno a noi nell’oscurità. Nessuno, tuttavia, è mai riuscito a sorprenderne una mentre lo faceva. Forse per questo le bambole sono usate dalle streghe per i loro crudeli riti. Si crede infatti che gli spiriti inquieti possano trovare dimora in esse, in attesa di poter passare in un corpo più accogliente.
Ci sono molte case piene di bambole, ma nessuna è pari alla Rocca di Angera. C’è un intero esercito schierato lì dentro, come in attesa di un burattinaio che impartisca l’ordine di mettersi in marcia. Se amate le bambole vi consiglio di visitare questo museo. Solamente, non fatelo dopo la mezzanotte…

venerdì 27 febbraio 2009

Pettinando i capelli alle bambole

Domani a Siamo in Onda si parlerà di bambole e anche la Pillola di mistero seguirà questo tema.

Poiché però sul lago dei Misteri sem minga dreè a petinà i bambul, questo post sarà “alla lombarda”, cioè breve.

Ma ditemi:
vi piace giocare ancora con le bambole?

sabato 14 febbraio 2009

La Maria del sasso



Ci fu, anche per la Riviera d’Orta, un tempo di ferro e sangue, d’amore e morte. Quel tempo fu il secolo Decimosesto. Secolo tragico quanti altri mai per le invasioni degli eserciti in lotta per sottomettere al dominio straniero un’Italia dilaniata dalle discordie intestine.

Ajcardo era un valoroso soldato che aveva sposato Maria, la bellissima ostessa di Pella. Un giorno Ajcardo dovette recarsi ad Arona con altri per spiegare che la Riviera non intendeva pagare le tasse illecitamente richieste alla Riviera d’Orta. Qui giunti gli ambasciatori vennero però imprigionati a tradimento, mentre le milizie del Visconti si riversavano sulla Riviera per saccheggiarla.
Nella segreta del castello gli altri prigionieri sfogarono la loro rabbia su Ajcardo, che più degli altri aveva caldeggiato quella missione, alimentando la sua gelosia. Insinuarono il sospetto che tra la moglie e il migliore amico di Ajcardo, un Inglese che gli aveva salvato la vita a Pavia, esistesse una relazione clandestina.
Ajcardo, in preda ad un furore incontenibile, riuscì a fuggire e si precipitò a Pella per verificare i suoi sospetti. Qui giunto trovò che l’osteria era sottosopra e che mancavano proprio Maria e l’Inglese.
Ajcardo cercò la moglie tutta la notte, rintracciandola all’alba in una piccola baita a Boleto. In preda all’ira e senza ascoltare le spiegazioni della donna in lacrime, la spinse sull’orlo del baratro e, colpendola, la fece precipitare di sotto.
Vedendo poi l’Inglese arrivare di corsa gli si avventò addosso, ferendolo a morte.
L’amico, prima di spirare, gli raccontò di aver salvato Maria dalla violenza di quattro predoni; di averla portata in salvo; che nulla di più era accaduto tra lui e la donna.
L’uomo, pentito, tornò verso il precipizio per cercare Maria, ma la donna, che era rimasta appesa ad un cespuglio, fu presa dal terrore vedendolo comparire. Precipitò nel vuoto, mentre Ajcardo gridava disperato il nome di Maria.


Pillola di Mistero letta a Siamo in Onda il 14 febbraio 2009

lunedì 9 febbraio 2009

Babbo Natale? Esiste!

A dicembre Alfa dei Misteri incontrò la Maga e le domandò cosa pensasse dell'esistenza di Babbo Natale...

Il dialogo tra
Alfa (Ivano Balabio) e la Maga (Cristina Medina) è stato trasmesso a Siamo in Onda il 20 dicembre 2008.

Qui trovate il testo.

sabato 7 febbraio 2009

La scelta




Ci sono luoghi, nelle paludi e nei boschi, che è bene attraversare con gli occhi ben aperti. Ci sono scelte che sta a noi compiere, per quanto ignota sia la sorte che ci riservano.


È il mio amico Filosofo a raccontarmi questa storia.
“Alla metà dell’Ottocento un uomo aveva un alpeggio sul Mottarone. Poiché le bestie erano sorvegliate da un alpigiano, egli preferiva risiedere a Gozzano, salendo all’alpe ogni due giorni. Partiva la mattina presto, ben sapendo che il cavallo ormai conosceva la strada. In questo modo poteva ancora schiacciare un pisolino durante il tragitto.
Anche quella mattina sellò l’animale sbadigliando e partì, addormentandosi poco dopo, come suo solito. Fu svegliato all’improvviso da un nitrito del cavallo. Si trovava nel mezzo di un bosco, in corrispondenza di un incrocio. Stranamente non ricordava di essere mai stato in quel posto prima e anche il cavallo dava segni di nervosismo.
«Sta a te scegliere!»
La voce fece impennare l’animale e rizzare i capelli all’uomo, che si aggrappò alle redini, stringendo le gambe per riprendere il controllo. Da dietro un albero comparve una sagoma scura, che indossava un cappello a cilindro e un vestito nero.
«Cosa scegli?» domandò di nuovo la figura. «Puoi svoltare a destra, proseguire diritto o svoltare a sinistra, ma non puoi più tornare indietro.»
L’uomo guardò allarmato dietro le spalle e vide che il sentiero stava svanendo, inghiottito da una nebbia così scura e minacciosa da fargli accapponare la pelle.
«Sta a te scegliere» ripeté per l’ultima volta l’essere. «Sappi che una strada, non ti è lecito sapere quale, ti consentirà di raggiungere la tua meta; un’altra ti farà trovare un tesoro favoloso; ma guai a te se sceglierai la terza!»
«Cosa mi accadrebbe?» domandò allarmato l’uomo, che era il mio trisavolo.
«Se la prenderai» gridò la figura prima di svanire «sarete maledetti tu e i tuoi discendenti per sette generazioni!»
L’uomo non poteva sapere quale fosse la direzione giusta, ma una cosa sapeva con certezza: se non la meta, poteva decidere il modo. Spronò il cavallo e scelse la sua via, a tutta velocità.

lunedì 26 gennaio 2009

La farina del diavolo

Un'eredità contesa, un oscuro alleato, un patto scellerato. Questi gli ingredienti della Pillola di Mistero trasmessa a Siamo in Onda il 6 dicembre 2008.

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