venerdì 24 ottobre 2008

Fedeli o infedeli?


«È la fede degli amanti
Come l’Araba Fenice:
che vi sia, ciascun lo dice,

dove sia, nessun lo sa!»


Così cantava il grande Metastasio (1) sottolineando come la fedeltà sia merce assai rara, almeno quanto il famosissimo uccello, la Fenice appunto, che tutti dicevano vivesse nell’Arabia, ma che nessuno aveva mai realmente visto.

Ancora più esplicito il parere del poeta Ovidio (2) che attribuiva chiaramente le colpe dell’infedeltà e dava precise indicazioni su come comportarsi:

«Restituite i pegni,
mantenete la fede; dalla frode
state lontani; conservate monde

le mani dal delitto: ma le donne

ingannatele pure impunemente,
se avete senno. In questo esser leali
è vergognoso più d’ogni altro inganno.
Ingannate codeste ingannatrici:
razza in gran parte iniqua e scellerata,

cadan nei lacci ch’esse stesse han teso!»


Ovidio, si badi, non era certo un dilettante dell’argomento. Egli infatti non aveva solo un’esperienza teorica dell’amore (la sua Arte di Amare è una sorta di Kamasutra in latino ad uso delle donne e degli uomini suoi contemporanei), ma anche pratica.
Oltre all’esperienza diretta, che pure non gli mancava, come traspare da molti suoi versi, egli aveva avuto modo di osservare, dal punto di vista privilegiato del poeta di corte, gli amori e gli amoreggiamenti della Roma bene.
Proprio per aver osservato troppo, probabilmente, il poeta finì i suoi giorni ai confini dell’impero, esiliato da Augusto la cui figlia, Livia, contraddiceva nella pratica le direttive moraleggianti del padre imperatore. Per ironia della sorte l’ideologo dell’adulterio trovò nei giorni tristi dell’esilio il suo maggior conforto nella fedelissima moglie che con ogni mezzo cercò, inutilmente, di farlo richiamare a Roma.


Venendo ai giorni nostri, mi piace ricordare il simpatico blog “Amore, sesso, tradimenti” tenuto da una simpaticissima blogger di nome “Pupottina” . Pupottina racconta, in modo irresistibile, le tragicomiche avventure di una serie di personaggi che vivono una situazione sentimentale estremamente complessa.
L’autrice vive in un paese di quella provincia italiana ricca di segreti inconfessabili nei quali hanno intinto la penna moltissimi scrittori.
Come non citare, a questo punto, Piero Chiara (3), il luinese che definì Orta “l’acquarello di Dio”?

Naturalmente si può essere fedeli, o tradire, anche qualcosa di diverso da un amore. La fedeltà può essere indirizzata ad un ideale, ad una parola data, ad un impegno. Così come si può tradire in mille modi diversi.

Proprio attorno a questo tema, fedeltà/infedeltà, ruota la puntata di Siamo in Onda di sabato 25 ottobre, sempre sulle frequenze di Puntoradio (per ascoltarla seguite queste istruzioni). Come consuetudine anche la Pillola di Mistero seguirà il tema, raccontando la storia dimenticata di un luogo dal nome curioso…

Prima di lasciarvi, non mi resta che porvi alcune domande, cui spero non vorrete esimervi dal rispondere.

A chi o che cosa siete fedeli?

Chi o che cosa avete tradito?

Esiste la fedeltà?

Si può essere fedeli?

Dite la vostra!


Note
1) Pietro Antonio Domenico Bonaventura Trapassi, detto Metastasio (Roma 3 gennaio 1698 – Vienna, 12 aprile 1782).
2) Publio Ovidio Nasone (Sulmona 20 marzo 43 a.C. - Tomi, sul Mar Nero, 17-18 d.C.)
3) Pierino Chiara (Luino, 23 marzo 1913 – Varese, 31 dicembre 1986).

7 commenti:

  1. Ovidio suonava benissimo il basso.

    Grazie mille per il bel commento, CIAO!!!

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  2. che emozione vedermi citata da te!
    bello anche apprendere da chi mi ha preceduta in questa sede che Ovidio era bravissimo a suonare il basso.... eheheheh
    quando dico che da te si impara sempre qualcosa è vero poiché questa tua dissertazione sulla fedeltà è davvero interessante!
    riguardo alle domande finali... ho un po' di difficoltà..... comunque ci provo...
    1 - credo di essere veramente fedele solo a me stessa... ammetto di essere la prima persona che amo su questa terra...
    2 - tutto ciò che si poteva tradire ... anche me stessa ... O_o
    3 - la fedeltà è uno stato di coscienza... secondo me si può tradire fisicamente, ma rimanere immacolati mentalmente... ecco perché molti tradiscono e non se ne rendono conto finché non glielo si fa notare...
    4 - sì, si può essere fedeli... ma si affrontano varie difficoltà ed a volte anche un pensiero peccaminoso verso la persona sbagliata può sfuggirci... la mente è la prima parte del nostro corpo ad essere infedele ed anche la coscienza lo sa e chiude un occhio ...
    sicuro è che in ogni situazione bisogna guardare il contesto, la fragilità personale e la carnalità dell'indole...

    ciao e grazie

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  3. Penso che, principalmente, tradiamo proprio noi stessi. I nostri ideali, le nostre parole, i nostri affetti, le nostre ambizioni...

    Nessuno in fondo è esente dalla possibilità del tradimento. Le circostanze e la fragilità umana ci pongono sempre innanzi il dilemma.

    Fortunatamente abbiamo un ottimo santo in paradiso.

    Pietro, giurando e spergiurando, rinnegò tre volte il Maestro che pure aveva giurato di difendere fino alla morte poche ore prima.
    Ma si ravvide, dopo, e trovò persino il coraggio di essergli fedele fino al patibolo.

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  4. A chi o che cosa siete fedeli? Alle mie idee!

    Chi o che cosa avete tradito? Niete o nessuno, fortunatamente!

    Esiste la fedeltà? Sì, basta avere la volotà e la consapevolezza per esserlo...

    Si può essere fedeli? Come sopra...

    ;-)

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  5. Sono fedele a chi amo, a chi merita la mia fedeltà a chi i è fedele.
    Ho tradito me stessa molto spesso amici più deboli per far contenti amici più forti.
    La fedeltà totale, pura, esiste ma è una perla rara, almeno quanto l’araba fenice: e tuttavia non credo che sia il dono più prezioso. Può giungere a coronare, perfezionare e completare qualcosa di già bello, ma da sola a poco serve.
    Si può essere fedeli ma non totalmente: un rapporto di totale fedeltà è schiavitù, chiusura al mondo. Per totale intendo anche fedeltà mentale.

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  6. @ Silvia: La volontà è importante, ma chi può assicurarci contro le nostre debolezze?

    @ Veronica: la fedeltà mentale non credo vada confusa con l'essere monomaniaci... ;)

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  7. povero Ovidio si vede che per scrivere così deve aver avuto un trauma da molte donne che lo hanno tradito!
    Per rispondere alle domande
    1)per adesso all'impegno di essere 1 buona cittadina
    2)l'impegno di essere 1 buona cittadina(alcune volte sono 1 pò pigra)
    3)si conosco tante persone che hanno uno scopo e s'impegnano a fondo per mantenerlo
    4)idem come sopra

    Per Pupottina ma cosa cavolo dici che la fedeltà è uno stato di coscienza?come cavolo si fa a tradire fisicamente e a rimanere immacolati mentalmente?
    NON E'POSSIBILE per me perchè per seguire 1 idea bisogna impegnarsi costantemente e non spaventarsi e se tradisci il tuo amore con un altro evidentemente il tuo amore non ti interessa più e non puoi non accorgerti di questo quelli che non si accorgono sono ipocriti.

    Per la questione di Pietro è ovvio che l'ha rinnegato ha avuto paura!Lui era uno dai facili entusiasmi;e Gesù lo rimproverava spesso per questo motivo,si faceva portare dal momento e in quell'occasione ha avuto paura tutti avrebbero fatto come lui perchè i discepoli non avevano capito a fondo il potenziale di Gesù

    per Veronica nn credo che la fedeltà totale sia chiusura al mondo conosco delle persone fedeli e non sono chiuse per nulla certo che se è per una causa che è sterile allora forse bisogna abbbandonarla...

    scusa Alfa ma dovevo prorio replicare hanno scritto delle cose che vengono da un altro mondo secondo me!grazie ciao

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.