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domenica 10 luglio 2016

Il Santuario, il Vescovo e l'Architetto



Il grande afflusso di pellegrini e, conseguentemente, di offerte indusse le autorià religiose a progettare un ampliamento del santuario di Boca. L'idea di costruire un porticato che unisse la chiesa allo scurolo fu lanciata nel 1819 dal Vescovo di Novara Giuseppe Morozzo. Per completare l'opera si dovette addirittura deviare il corso del torrente Strona per far spazio alle nuove costruzioni. Gli abitanti si prestarono entusiasti all'impresa, che prometteva di rendere il santuario ancora più splendido e visitato.
A proposito del Vescovo Morozzo, c'è da dire che resse la diocesi per circa 25 anni e fu un gran promotore di nuove edificazioni religiose. Tra queste, ad esempio, l'abbattimento del castello altomedievale sull'Isola di San Giulio per fare spazio al nuovo seminario. Ai nostri tempi un simile decisionismo si schianterebbe contro la tutela dei monumenti storici. All'epoca il desiderio del nuovo prevaleva su ogni altra considerazione.
Fu proprio questo clima a creare l'occasione giusta per un giovane e talentuoso architetto nativo di Ghemme, ma residente a Maggiora, che sarebbe passato alla storia per le sue arditissime costruzioni, che sfidavano i limiti delle tecniche costruttive dell'epoca.
Alessandro Antonelli che in seguito costruirà a Torino la Mole Antonelliana e a Novara la cupola del San Gaudenzio, non potendo intervenire sulla pianta del santuario di Boca propose di lavorare sulla verticalità, progettando un campanile alto 119 metri. Antonelli, oltre al talento del progettista, pare avesse anche un'altra abilità: quella di essere un grande affabulatore, capace di incantare i committenti e convincerli della bontà dei propri progetti.
Le opere presero quindi il via, ma le difficoltà si fecero presto sentire. Le condizioni metereologiche sfavorevoli, come il freddo e la penuria di acqua, che impedivano di portare avanti i lavori nel periodo invernale in cui ci sarebbe stata a disposizione molta manodopera libera dalle coltivazioni; la scarsità di materiali; e non ultima una crescente opposizione da parte degli abitanti. Che in particolar modo si opposero allo spostamento della sacra immagine della cappella. 
"Lì è sempre stata, lì deve restare!"
Segno questo che oggetto della tenace devozione popolare non era solo l'immagine, ma anche la roccia su cui era fondata l'edicola.
A rendere il tutto più complicato c'erano forse anche alcune voci che aleggiavano attorno all'Antonelli e a uno strano e misterioso edificio che aveva voluto costruire poco distante dal santuario.

Ma di questo vi parlerò la prossima volta...


domenica 3 luglio 2016

Vado a Boca a piedi!



I miei passi inquieti mi hanno condotto in un luogo che per secoli è stato, ed è tuttora, meta di pellegrinaggi. Il santuario del Santissimo Crocifisso si trova nel comune di Boca, terra di vigneti che ancora oggi caratterizzano il paesaggio.
L'interno di questa grande chiesa è pieno di ex voto, che nel loro linguaggio semplice e immediato, testimonianza di un'arte assolutamente popolare, raccontano storie di grazie ricevute, guarigioni e salvataggi al limite del miracoloso e forse oltre. 
Anche le origini del santuario affondano nella leggenda. In principio esisteva una semplice edicola, costruita attorno al 1600, con l'immagine del Crocifisso il cui sangue era raccolto in una coppa da un angelo. Due anime purganti, immerse in un mare di fiamme, levavano lo sguardo supplice al Cristo in croce. L'edicola si trovava a circa un chilometro da Boca, vicino al torrente Strona, in un luogo che all'epoca doveva essere assai selvaggio. Si dice che fosse stata edificata in ricordo della tragica morte di una coppia di sposi, ma i contorni di questo episodio restano sfumati.
La cappella, che probabilmente sorgeva in un luogo già meta di devozione popolare, cominciò ad attrarre sempre più pellegrini soprattutto dopo due episodi giudicati miracolosi: la guarigione di un ragazzo epilettico e, forse soprattutto, la misteriosa vicenda accaduta a un viandante.
Proprio nei pressi della cappelletta Giovanni Battista Curioni, mercante di stoffe, venne assalito dai briganti. A quel tempo i banditi di strada erano numerosi e, temendo la vendetta della legge che prevedeva la forca per chi si macchiava di questi delitti, sovente preferivano non lasciare scomodi testimoni in vita. Il Curioni vedeva già davanti a sé una feroce morte, quando avvenne qualcosa di inspiegabile. Campane invisibili cominciarono a suonare a stormo, come accadeva quando si dava la caccia ai briganti, e in risposta si alzò l'urlo di una folla altrettanto invisibile. I malviventi, terrorizzati, si diedero alla fuga lasciando libero il mercante.
Questo per lo meno è quanto raccontò lo stesso Curioni, perché evidentemente altri testimoni non erano presenti. E come ringraziamento per lo scampato pericolo decise di investire del suo per costruire un santuario.
Non era insolito, in quegli anni, che i mercanti donassero una parte del frutto del loro successo commerciale nella costruzione di edifici religiosi. Sul vicino lago d'Orta, ad esempio, il boletese Pietro Paolo Minola aveva deciso di costruire, come ex voto, un santuario dedicato alla Madonna sullo scoglio roccioso di Boleto che sovrasta il lago guardando all'isola. E subito folle di pellegrini si erano riversati sul luogo, donando offerte generose per contribuire all'opera di fede. 
Il santuario cusiano era stato terminato nel 1748, anche se la consacrazione dovette attendere fino al 1771. Il 16 agosto 1768, invece, cominciarono i lavori per la costruzione del santuario di Boca, che durarono cinque anni. 

Si trattava però solo del primo passo di una lunga storia...

(continua)


domenica 26 giugno 2016

Navigando per oceani blu


Chiamatemi Ismaele. 
Qualche anno fa — non importa ch'io vi dica quanti — avendo poco o punto denaro in tasca
e niente che particolarmente m'interessasse a terra, pensai di mettermi a navigare per un po', e di vedere così la parte acquea del mondo. Faccio in questo modo, io, per cacciar la malinconia e regolare la circolazione.
Ogniqualvolta mi accorgo di mettere il muso; ogniqualvolta giunge sull'anima mia un umido e piovoso novembre; ogniqualvolta mi sorprendo fermo, senza volerlo, dinanzi alle agenzie di pompe funebri o pronto a far da coda a ogni funerale che incontro; e specialmente ogniqualvolta l'umor nero mi invade a tal punto che soltanto un saldo principio morale può trattenermi dall'andare per le vie col deliberato e metodico proposito di togliere il cappello di testa alla gente — allora reputo sia giunto per me il momento di prendere al più presto il mare. 
Questo è il sostituto che io trovo a pistola e pallottola. Con un ghirigoro filosofico Catone si getta sulla spada; io, quietamente, mi imbarco. Non c'è niente di straordinario in questo. Basterebbe che lo conoscessero appena un poco, e quasi tutti gli uomini, una volta o l'altra, ciascuno a suo modo, si accorgerebbero di nutrire per l'oceano su per giù gli stessi sentimenti miei.

È il meraviglioso incipit di "Moby Dick" di Herman Melville. Nel mio piccolo, ogniqualvolta avverto nel mio animo la punta dell'iceberg dei sentimenti provati da Ismaele decido di mettermi in viaggio, sulle tracce del mistero.

Non ho idea di quale sarà la meta finale, ma ho ben chiara quale sarà la prima tappa.

Ve ne parlerò presto. 

domenica 21 dicembre 2014

Attenzione, questo post contiene spoiler!




Pertanto, se non volete sapere cosa accadrà sul lago dei misteri nel 2015 non leggetelo!

Premesso che non c’è nulla di certo sotto il sole tranne il fatto che non possiamo prevedere il futuro, vorrei darvi alcune anticipazioni sulla programmazione del blog il prossimo anno.

La prima è che i post settimanali saliranno dagli attuali due a tre. Siamo ancora lontani dai bei tempi in cui si postava una volta al giorno, ma è già un passo avanti. Oltre al post del mercoledì, in genere a tema libero, e a quello domenicale, dedicato ai racconti d’archivio (ma con eccezioni, come quella che state leggendo), ne troverete uno nuovo il venerdì. Con la differenza che i primi sono programmati per le 10, mentre questo uscirà alle 5 p.m, vale a dire l’ora del tè per gli inglesi. È infatti britannico il personaggio di cui andremo a parlare, tributandogli una serie di piccoli post che col lago d’Orta non hanno molto a che fare, ma con il mondo dell’immaginario parecchio.
Di lui è stato scritto che rappresenta per la narrativa favolosa del Novecento quello che i fratelli Grimm furono per quella dell’Ottocento. Non saprei dire se il paragone regga, ma poiché questo blog si occupa di leggende e creature fantastiche, da venerdì 2 gennaio troverete alcune brevi notizie riguardanti John Ronald Reuel Tolkien. 
Non preoccupatevi, non vi annoierò con interminabili scene di battaglia (e con questo ho già espresso la mia opinione sull’ultima trilogica fatica del regista Peter Jackson). Saranno pillole sulla vita e le opere del Professore che amava la pipa, la buona birra e le belle storie.

La seconda è che stiamo lavorando alla riapertura della Bottega del Mistero. Tra il gennaio 2011 e il giugno 2012 la Bottega fu una rubrica all’interno del programma Siamo in Onda. La trasmissione purtroppo non c’è più, ma a breve potrete di nuovo conoscere i segreti delle canzoni più misteriose e i loro collegamenti con i misteri del nostro lago. Dove? Naturalmente su questo blog!

Infine, con un certo grado di probabilità, verrà data una risposta a una serie di interrogativi rimasti aperti riguardanti la storia del misterioso Alfa e della sua scomparsa. Niente che metta a repentaglio la sicurezza dell’universo, almeno spero, ma la storia necessita di essere conclusa.

Avremo comunque modo di riparlarne. Per ora vi auguro buone feste! 


lunedì 29 giugno 2009

La chiave d’oro

Mi trovavo dalle parti di Omegna, ma non proprio ad Omegna. In un paesino lì sopra, per essere precisi, un’antica borgata di scalpellini da cui gode un’invidiabile vista della vallata sottostante e dove si può star certi di mangiare un buon boccone, se si ha fame.
All’improvviso, non so spiegare come, davanti a me comparve un ponte. Era altissimo e scavalcava tutta la vallata. Vi salii, non senza qualche esitazione: la passerella era stretta, infatti e nella valle il vento soffiava forte come sempre.
Aggrappandomi al corrimano, un passo dopo l’altro scalai la sella d’asino del ponte i cui tiranti sembravano fissati alle nuvole. Giunsi infine dell’altra parte, davanti all’ampia apertura d’una grotta. Entrato vi trovai una piccola chiave d’oro che, compresi, dava accesso ad un gran tesoro…

Il molesto suono della sveglia mi ha fatto balzare dal letto. Il ricordo della chiave, tuttavia è così vivo che ho deciso di dedicare alcuni giorni alla ricerca della grotta.

Lascerò alla vipera Cornelia il compito di moderare i commenti e ad il mio famiglio Lago quello di sorvegliare il blog in mia assenza. Se volete accomodarvi e prendere qualcosa di fresco troverete orzata e sciroppo di menta a volontà!

domenica 19 aprile 2009

Alfa is back!

Ovvero l'è turnà.

Eccomi nuovamente a casa! Spero vi siate divertiti in mia assenza.

Vi avevo lasciati con un quiz. Dovevate indovinare quali libri si celassero dietro questi improbabili annunci di "viaggi":

1. Vacanza tutto relax: il resort “Fortezza Bastiani” è il luogo ideale per trascorrere lunghe vacanze di assoluto riposo.
2. Settimana bianca: divertimento sfrenato sulle nevi all’Overlook Hotel.
3. Sole e mare: felicemente ubicata nei caldi mari del sud, l’Isola Esmeralda vi offrirà l'occasione per praticare tutti gli sport, compreso il role playing con caccia al tesoro.
4. Turismo per soli uomini: conquiste e avventure vi attendono in una città orientale dal nome inequivocabile.
5. Crociera: indimenticabili esperienze marinare a bordo del Pequod.
6. Vacanza natura: il mondo delle oche selvatiche scandinave non avrà più segreti per voi dopo questa esperienza.
7. Vacanza scientifica: prenderete parte alle innovative ricerche oceanografiche sul sottomarino Nautilus.
8. Trekking avventuroso: un cavallo, un accompagnatore e un asino è tutto ciò che vi occorre per girare il mondo in cerca di avventure!
9. Wellness: la beauty farm del dottor Moreau garantisce trattamenti adatti a tutte le vostre esigenze.
10. Turista fai da te? Nessun problema! acquistando le nostre guide potrai fare il giro del mondo ed essere indietro per l’ora del the!


Per le risposte lascio la parola a Silvia:

1) Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati;
2) Shining di Stephen King;
3) L'isola del tesoro di Robert Louis Stevenson;
4) ?
5) Moby Dick di Herman Melville;
6) ?
7) Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne;
8) Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes;
9) L'isola del dottor Moreau di Herbert George Wells;
10) Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne.

Silvia non è riuscita a risolvere né il quarto né il sesto enigma, ma è andata molto bene per gli altri. Si merita un Otto!


Vediamo cosa ha risposto Wally, che segue il lago dei misteri anche su Facebook...

1) Il deserto dei tartari - Dino Buzzati
2) Shining - Stephen King
3) L'isola del tesoro - Robert Louis Stevenson
4) Le mille e una notte - Anonimo (forse....)
5) Moby Dick - Herman Melville
6) Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson - Selma Lagerlof
7) Ventimila leghe sotto i mari - Jules Verne
8) Don Chisciotte della Mancia - Miguel De Cervantes
9) L'isola del dottor Moreau - Herbert G. Wells
10) Il giro del mondo in 80 giorni - Jules Verne

Bravissima! Nove risposte giuste, compresa la difficilissima sesta!

La quarta, tuttavia, ha resistito...

Malikà ha cercato di sobillare i lettori chiamandoli alle armi e suggerendo che la quarta domanda non era risolvibile. La ricordo:

4. Turismo per soli uomini: conquiste e avventure vi attendono in una città orientale dal nome inequivocabile.
La risposta era: Iliade, di Omero.

Considerate infatti che:
1) la pubblicità dell'agenzia il gatto e la volpe era ingannevole.
2) Turismo per soli uomini vuol dire "un viaggio a cui partecipano solo uomini". In effetti erano tutti uomini gli eroi che partirono. L'unica donna greca, Ifigenia, venne sacrificata agli dei per propiziarsi il viaggio...
3) Le avventure durante la guerra non mancarono. Molti però non tornarono a casa...
4) Alla fine (anche se non è narrato nel libro) Troia fu conquistata...

Valutate voi se fosse davvero impossibile risolvere questo enigma...


Un'ultima cosa: qualcuno ha cercato di indovinare dove sono stato...
Ebbene, sono stato in ciascuno di questi luoghi, ogni volta che ho letto uno di questi libri!

lunedì 13 aprile 2009

Alfa va in vacanza


Dopo quasi un anno di incessante lavoro, Alfa ha deciso di prendersi una vacanza dal blog.
Per lasciare i suoi lettori impegnati durante la sua assenza, ha affidato a me, suo famiglio, biografo ed aiutante, il compito di sottoporre ai lettori un quiz che è insieme un enigma.

Alfa ha scelto, tra quelli di seguito elencati, il suo viaggio ideale. Per farlo ha letto attentamente il materiale pubblicitario disponibile presso l’agenzia di viaggi “Il Gatto e la Volpe” di Ingravo.


Queste le proposte disponibili.


1. Vacanza tutto relax: il resort “Fortezza Bastiani” è il luogo ideale per trascorrere lunghe vacanze di assoluto riposo.
2. Settimana bianca: divertimento sfrenato sulle nevi all’Overlook Hotel.
3. Sole e mare:
felicemente ubicata nei caldi mari del sud, l’Isola Esmeralda vi offrirà l'occasione per praticare tutti gli sport, compreso il role playing con caccia al tesoro.
4. Turismo per soli uomini: conquiste e avventure vi attendono in una città orientale dal nome inequivocabile.
5. Crociera: indimenticabili esperienze marinare a bordo del Pequod.
6. Vacanza natura: il mondo delle oche selvatiche scandinave non avrà più segreti per voi dopo questa esperienza.
7. Vacanza scientifica: prenderete parte alle innovative ricerche oceanografiche sul sottomarino Nautilus.
8. Trekking avventuroso: un cavallo, un accompagnatore e un asino è tutto ciò che vi occorre per girare il mondo in cerca di avventure!
9. Wellness: la beauty farm del dottor Moreau garantisce trattamenti adatti a tutte le vostre esigenze.
10. Turista fai da te? Nessun problema! acquistando le nostre guide potrai fare il giro del mondo ed essere indietro per l’ora del the!

Potete, naturalmente, cercare di indovinare quale tipo di vacanza ha scelto il vostro amico Alfa.
I lettori più scaltri avranno però intuito che dietro ciascuno di questi viaggi si cela un famoso libro.
Sapreste individuarne i titoli e gli autori?

Avete una settimana di tempo per farlo…

venerdì 20 febbraio 2009

Vacanze romane


Le mie brevi vacanze romane non mi hanno permesso di girare in Vespa come Cary Grant ed Audrey Hepburn, ma mi hanno comunque consentito di "incontrare" alcuni amici e amiche blogger che colgo l’occasione per salutare.

Comincio da una vecchia conoscenza di questo blog, la giovanissima mezzelfa Silvia che, mentre aspira al premio Nobel, trova il tempo di aggiornare due blog, parlando di importanti battaglie civili, ma anche di poesia, ragione e sentimento.

La città, incredibilmente sembra pullulare di creature del Piccolo Popolo, perché dopo una Mezzelfa ho incontrato pure un’Elfa tutta intera! La già citata Sara Di Carlo (in arte SaDiCa, ma non pensate male...) è una scrittrice e fotografa con un blog suo ed uno in "condominio" con l’amica Isa.
Le due hanno messo in piedi una bella avventura, ideando, disegnando e scrivendo A6 Fanzine, un progetto che ha coinvolto vari collaboratori. A proposito, è appena uscito l'ultimo numero, il dodicesimo, sfogliabile e scaricabile dal blog.

Amos Gitai si definisce un casertano in esilio volontario a Roma, dove tiene un interessante blog dedicato a cinema e viaggi.

Dual gestisce invece un blog dedicato alla grafica. Se volete abbellire i vostri blog non potete non visitarlo.

Roma è città misteriosa e girovagando per caso mi sono imbattuto nel Segreto della Soglia, tenuto da Strefalga. Un blog davvero interessante e ricco di spunti misteriosi.

Non ho potuto incontrare, invece, un’altra amica, Clelia, temporaneamente a Londra per ragioni di studio e lavoro.

Ora, soddisfatto e pasciuto dopo la magnata che me so' fatto a Rroma, posso tornare a casa...

1. Amor Romae
2. Viaggio a Roma
3. Vacanze romane

giovedì 19 febbraio 2009

Viaggio a Roma


Vi ho parlato ieri dell’ottonaio del Cusio che da bersagliere partecipò alla presa di Roma e fu scomunicato dal Papa. Per inciso, l’ottonaio “maledetto” tornò a casa, mise su famiglia e i suoi discendenti lavorano ancora oggi l’ottone.
Come ho avuto modo di dire sempre ieri, non vi parlerò dei molti misteri di Roma. Non voglio rubare il mestiere ai “colleghi” romani che meglio di me conoscono la città. Sono sulle tracce, invece, dei molti cusiani giunti in città, nei tempi passati (ché di cusiani nell’Urbe ne arrivano a tutt’oggi).
Ne ho scovati alcuni le cui vicende, in gran parte sconosciute, mi piace condividere con voi.
Partirei da un tale di San Maurizio d’Opaglio che (lo lessi una volta in un antico libro mastro) nel Seicento gestiva una bottega in Piazza Navona, arrotondando gli incassi prestando denaro.
Salto dal lato meridionale del lago a quello settentrionale e risalendo il capriccioso corso del torrente Strona giungo sino a Campello Monti. Alcuni famosi gioiellieri di Roma discendono da una ragazza di quel paese, trasferitasi a Roma.
Tornando verso sud, una importante famiglia del soppresso comune di Isola San Giulio, che aveva possedimenti nella zona di Opagliolo, si trasferì a Roma ottenendo molto successo nel settore alberghiero.
Nutrita era la comunità di Alpiolesi insediata nella città papalina. Mi capitò, anni fa, di trovare un lasciapassare rilasciato ad uno di loro perché portasse in tutta tranquillità dei candelieri d’argento da Roma alla chiesa di San Carlo d’Alpiolo. C’erano molte frontiere da attraversare a quei tempi e farlo con merce non dichiarata poteva risultare molto pericoloso…

Ma il viaggio più incredibile è forse quello compiuto delle colonne di granito bianco del Montorfano (ma altre se ne aggiunsero in seguito, delle cave di Baveno e di Alzo) destinate alla Basilica di San Paolo: 2220 chilometri via acqua, scendendo il Lago Maggiore, il Ticino, i Navigli fino a Milano e da qui lungo il Po sino alla foci. Poi a Venezia per essere imbarcate su due navi che, circumnavigando l’Italia e risalendo il Tevere le scaricavano a Roma.
Così, amici romani, se volete toccare un pezzo di Piemonte, vi basta andare fuori le mura…



1. Amor Romae
2. Viaggio a Roma
3. Vacanze romane

mercoledì 18 febbraio 2009

Amor Romae


Eterna, Santa, Città per eccellenza, la città che ho deciso di visitare è oltre la leggenda . Le sue stesse origini provocano un senso di vertigine per quanto affondano nella storia.
Fondata da uomini leggendari, discendenti da un eroe figlio di una divinità mitologica, nato in una città il cui nome era già mito quando venne inventata l’epica, si comprende come per secoli gli uomini abbiano osannato, invocato e maledetto il nome di Roma.

Capitale di un Impero, di una Chiesa, di una Nazione, Roma non può infatti che suscitare sentimenti forti, come l’amore (forse perché, notoriamente, il suo nome anagrammato suona “amor”?) e l’odio.
“Odio e amo”, cantava un Gallo romanizzato o forse, meglio, un Romano di origine gallica divenuto poeta dentro le sue mura. I versi di Catullo erano dedicati ad una nobildonna di facili costumi, ma avrebbero potuto essere dedicati alla stessa Roma che lo accolse tra le sue braccia, ma non l’amò mai fino in fondo.
Nel nome di Roma legioni di ferrei soldati estesero i suoi confini dall’Atlantico al Golfo Persico, dalla Scozia all’Arabia. Un impero immenso e millenario, creato dal gladio e tenuto insieme dalla legge. Per secoli Roma fu, semplicemente, lo Stato. Al di fuori del suo Ordine non c’era altro se non il Caos. Questo fu il mito di Roma, un mito che sopravvisse a lungo alla caduta del suo impero.
Inseguendo questo mito il grande Re Franco Carlo volle essere incoronato Imperatore del risorto Sacro Romano Impero proprio nell’Urbe. Quello di Carlo Magno non fu il caduco sogno visionario di un pazzo: molti imperatori gli successero per secoli. E non dimentichiamo che, contemporaneamente, a Bizanzio un imperatore romano governò fino al 1453; a Mosca, la terza Roma, un Cesare (Czar) regnò fino al 1917.
Roma, come ho detto, si poteva e si può anche odiare, come fecero Annibale, Calgaco, Boudicca, Zenobia, Mitridate, Arminio e i tanti che giurarono di abbattere il potere della città, che chiamava “pace” il deserto lasciato dalle sue armate. “Grande meretrice che siede sopra le sette teste della bestia” è detta nell’Apocalisse. Ben misera ingiuria suona, al confronto, il “Roma ladrona” di oggi.
I popoli che premevano alle frontiere dell’impero odiavano Roma, ma al tempo stesso, come spasimanti respinti, l’ammiravano e la desideravano. Quando decine migliaia di Visigoti e altri guerrieri germanici, ne scalarono le mura nel millecentosessantatreesimo anno dalla sua fondazione, il loro fu come la violenza ai danni di un’antica nobildonna, a lungo desiderata.
Per conquistare Roma si poteva uccidere, ma anche morire per difenderla. Come fece la guardia svizzera del Papa Re nel 1527, resistendo fino all’ultimo uomo contro i lanzichenecchi protestanti del cattolicissimo Imperatore Carlo V.
“O Roma o morte” giuravano i patrioti con Garibaldi. Non erano vuote parole gridate al vento, quelle, perché in molti caddero veramente sotto il fuoco nemico. Come quel Goffredo Mameli cui dobbiamo l’Inno nazionale. Roma capitale fu una chimera a lungo accarezzata dai giovani, per lo più lombardi e piemontesi, di un’intera generazione; un sogno che si avverò quando i bersaglieri aprirono una breccia nelle mura, vicino a Porta Pia, il 20 settembre 1870. Quel giorno i soldati liberarono il Papa dal pesante fardello di un Regno terreno e lui, invece di offrire l’altra guancia, li fulminò con la scomunica, chiudendo loro le porte del Regno celeste.
Tra quei “maledetti” c’era anche un ottonaio cusiano, un soldato di leva che si trovò, non sappiamo con quanta convinzione, a partecipare a quel fatto storico. Proprio il desiderio di seguire le tracce dei molti cusiani giunti a Roma nelle varie epoche, mi ha spinto a compiere questo viaggio.
A Roma ho trovato antichi misteri, come gli archivi del Santo Uffizio, più inaccessibili di quelli del KGB, e nuovi segreti, sepolti nei Ministeri sonnacchiosi e nei tanti “Porti delle Nebbie” dove i fascicoli sovente scompaiono, occultati da qualche invisibile “manina”.
Ho ammirato i fasti del mito antico e ho riso delle leggende moderne, come quella che vuole i romani scansafatiche e arguti. Una leggenda, certamente; con un fondo di verità, probabilmente, come dimostra il cartello che ho messo in apertura, fotografato dall’amica Sara, che ringrazio per la cortesia.
Di Sara torneremo a parlare, perché a Roma, lo anticipo oggi, ma lo spiegherò meglio dopodomani, ho incontrato anche tanti amici e amiche blogger…


1. Amor Romae
2. Viaggio a Roma
3. Vacanze romane

martedì 17 febbraio 2009

Alfa in viaggio

Quando l’orizzonte degli eventi si riempie di nubi, quando l'animo è oppresso da foschi pensieri un viaggio, con le sue distrazioni e le sue difficoltà, è quello che occorre per riconciliarsi con se stessi.

Così, dopo le sconvolgenti parole della maga, Alfa ha deciso di lasciare ancora una volta le acque cariche di storie del Lago dei Misteri per visitare una città che sarebbe riduttivo definire piena di misteri, in quanto è così ricca di leggende che si potrebbe dedicare un’intera collana di volumi a questo argomento…

Secondo voi, quale città visiterà Alfa?

mercoledì 26 novembre 2008

I viaggi di Alfa: i misteri del Salento



Il viaggio che ho iniziato alcuni giorni fa mi ha portato all’estremità opposta dello stivale. Nel tacco per la precisione. In Salento, terra ricca di tradizioni e misteri, vivono infatti alcuni blogger amici e lettori di questo blog, cui ho voluto far visita utilizzando la polvere del viaggio datami da Malikà.
La prima tappa è stata, naturalmente Otranto, città ricca di misteri, dove è ambientato un famoso romanzo, pubblicato da Horace Walpole nel 1764, dapprima con uno pseudonimo ("Il Castello di Otranto. Una Storia. Tradotto da William Marshal, Gent. dall'originale italiano di Onuphrio Muralto, Vescovo della Chiesa di San Nicola di Otranto") e solo successivamente riconosciuto dall’autore.
Questo semplice fatto dello pseudonimo potrebbe bastare a rendere simpatico Walpole al vostro “Alfa”, ma il nostro offre un ulteriore elemento di interesse. Il Castello di Otranto è infatti il primo romanzo gotico e quindi immaginatemi come un pellegrino sulle tracce dei misteri di Otranto descritti da Walpole.

La città tra l’altro offre altri interessanti spunti. Nel 1480 la città venne investita da un esercito ottomano forte di 18000 uomini che strinse la città d’assedio. La piccola guarnigione e i suoi abitanti si difesero disperatamente ma furono infine vinti dalle potenti artiglierie ottomane (le stesse che pochi decenni prima avevano demolito le fortificazioni di Bisanzio, ponendo fine al millenario impero della seconda Roma).
La presa della città finì in un feroce massacro. Il 14 agosto ottocento otrantini scampati al massacro e al saccheggio vennero decapitati per essersi rifiutati di convertirsi all’islam, come ordinato loro da Ahmet Pashà, il feroce rinnegato che comandava la spedizione. Dopo mesi di occupazione turca la città venne infine liberata il 10 settembre 1481, quando Ahmet Pashà, stretto d’assedio dai crociati , decise di rientrare in patria per prendere parte alle lotte tra i figli del sultano Maometto II, morto quell’anno. La sorte gli fu però avversa, perché Bayazid, che Pashà aveva appoggiato contro il fratello, lo fece decapitare nel 1482.

Nonostante i fatti storici siano abbastanza chiari, recentemente è stata avanzata l'ipotesi che la spedizione su Otranto non fosse motivata da motivazioni politico militari (Maometto II sognava di conquistare Roma, per adempiere una profezia del Corano, dopo aver preso Bisanzio nel 1453), bensì dal desiderio di Pashà di trovare un misterioso libro il cui segreto sarebbe racchiuso nell’incredibile mosaico della cattedrale di Otranto.
Ad ogni modo il sacco della città fu così devastante che il terrore per possibili ulteriori attacchi ("Mamma li Turchi!" era il grido che si udiva lungo tutte le coste) fece perdere ad Otranto buona parte della sua importanza, a tutto vantaggio della più sicura Lecce.

Il Salento però non è solo terra di corsari, ma anche di una tradizione arcaica davvero interessante, come la Taranta. Si narra che un ragno che vive da quelle parti, la Tarantola, possa col suo morso causare il tarantismo, misterioso fenomeno che un tempo colpiva le giovani nubili donne in età da matrimonio durante l’estate. Si credeva che solo il suono della musica fosse in grado di curare le vittime. Da questo particolare esorcismo musicale è nata una tradizione musicale, quella della Pizzica, ancora viva, che è alla base dio feste popolari, come la Notte della Taranta , nonché del successo di gruppi come i Negramaro.

Il mio passaggio per le vie del Salento è stato rapido, ma significativo, in quanto mi consente di salutare alcuni amici blogger dell’agguerrita pattuglia salentina: Pino Montinaro, Alexsandro, Matteo e soprattutto, M!ka, una delle prime lettrici di questo blog, che ha recentemente affrontato un lungo viaggio in Africa per portare il suo sorriso in quelle terre martoriate.
Al suo rientro in Italia (e a …) dedico questo post.

mercoledì 12 novembre 2008

I viaggi di Alfa: Venezia






Il mio viaggio mi ha portato a...
Venezia è una città incantata, sospesa tra acque e cielo. Vi si accede, come per un cammino iniziatici, solo via acqua. Anche se ci arrivate in treno o in auto, lungo il ponte avete comunque la sensazione di viaggiare sull’acqua. Vi trovate poi in una città dove i marciapiedi sono strade e le strade sono canali percorsi da barche di ogni tipo.
Parlare dei misteri di Venezia è insieme semplice e complicato. Quasi ogni casa sembra celare un mistero a partire da come possa quella massa di pietre legno e cemento a reggersi sulla superficie instabile della laguna. Potremmo naturalmente parlare della selva di pali d’ontano su cui poggia, ma le case in rovina o il campanile di San Marco ricostruito dopo il crollo del 1902 , inducono a pensare che a reggere la città sia piuttosto una sorta di magia.
Una magia che si percepisce chiaramente se solo si abbandonano le strade principali o se ci si aggira per le calli dopo il calar del sole, quando i turisti si dileguano e potete udire solo il rumore di vostri passi. In quei momenti vi pare di poter incontrare in ogni istante un fantasma…

Ad ogni modo, Venezia è città dai mille misteri. Su di essi sono stati scritti libri , girati film e disegnati fumetti.
Allo stesso modo i siti internet si occupano dei misteri dei suo monumenti e dei numerosi personaggi misteriosi che l’hanno frequentata.

Non vi parlerò pertanto di nessuno di questi misteri, bensì di una leggenda che un’amica veneta di nome Stella ha voluto dedicarmi qualche settimana fa.
Stella si definisce, florealmente, una “bocca di leone” e se fosse un personaggio di Jane Austin sarebbe Marianne Dashwood di “Ragione e sentimento” .
Grazie a lei ho scoperto una leggenda lagunare ambientata nella Valle dei Settemorti .

Devo a Stella un’altra interessante scoperta. Esiste una mia omonima (o dovrei dire pseudo omonima?), una blogger di nome Alfa che dopo la laurea studia storia dell'arte a Venezia per diventare critico d'arte e curatrice di mostre d'arte e di fumetti, come questa interessante esposizione dal titolo, misteriosissimo, di “Alchimie Sensoriali”: se siete a Venezia dal 13 al 27 novembre non dovete perderla.

martedì 11 novembre 2008

I viaggi di Alfa



Come avete avuto modo di vedere, ieri non c’ero.
In effetti sono in viaggio.

Tutto è cominciato grazie ad una collana, che finalmente ho assemblato per Malikà (dopo alcuni mesi che, ehm, giaceva in un cassetto…). Era così contenta che ha voluto farmi un regalo: così mi ha portato in una città lontana per un bellissimo week end (forse la motivazione del viaggio non è stata propriamente la collana, mi suggerisce Malikà, ehm ehm).

Ad ogni modo: il viaggio ci ha portato a scoprire i misteri notturni di una città misteriosissima, dove ogni vicolo e abitazione sembrava volerci raccontare la sua storia. Alla fine ci siamo avventurati persino in un’antica biblioteca, tra preziosi libri antichi e dipinti misteriosi…
Tutte cose che non posso svelarvi per non tradire i segreti di Malikà, naturalmente. Quel che voglio raccontarvi, però, è il secondo regalo che mi ha fatto la mia folletta: la magica polverina del viaggio…

(Prima che qualche spiritoso faccia basse insinuazioni sulla natura di questa “polverina”, preciso che sia io che Malikà odiamo gli stupefacenti di qualsiasi natura e ne sconsigliamo fermamente l’uso a chiunque, perché fanno male alla salute e alimentano la criminalità organizzata).

Stavo parlando della polverina del viaggio. I folletti la utilizzano per spostarsi rapidamente da un luogo all’altro in modi che vanno oltre ogni immaginazione. L’ho provata e il mio viaggio è cominciato istantaneamente. Ora posso spostarmi ovunque in un batter di ciglio e talora essere in due luoghi contemporaneamente (cosa che per lavoro mi sarà sicuramente molto utile, visto che spesso dovrei essere almeno trino per far fronte a tutti gli impegni, ehm, ehm, ehm).
È iniziato in questo modo un viaggio che durerà per un po’ di tempo. Durante i miei spostamenti ne approfitterò per parlare dei misteri di varie località, incontrando strada facendo i blogger che maggiormente frequentano il mio sito.

Alcuni li ho già incontrati, come l’amica Pupottina, che vive nel pittoresco paese di XXX, che si trova né troppo vicino né troppo distante dalla famosa città di YYY, una delle più importanti della Regione ZZZ (e ora avete tutte le coordinate per rintracciarla, se siete abili con la geografia!).
Lì ho assistito ad un rosso tramonto e ho visto sbocciare un nuovo amore

Degli altri incontri vi parlerò nelle prossime settimane, a partire da domani, quando il nostro viaggio ci porterà in una città incantata, magicamente sospesa tra cielo ed acqua.

PS.
Naturalmente non abbandonerò il lago dei Misteri, di cui continuerò a raccontarvi le storie anche durante il mio viaggio.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.