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venerdì 20 febbraio 2009

Vacanze romane


Le mie brevi vacanze romane non mi hanno permesso di girare in Vespa come Cary Grant ed Audrey Hepburn, ma mi hanno comunque consentito di "incontrare" alcuni amici e amiche blogger che colgo l’occasione per salutare.

Comincio da una vecchia conoscenza di questo blog, la giovanissima mezzelfa Silvia che, mentre aspira al premio Nobel, trova il tempo di aggiornare due blog, parlando di importanti battaglie civili, ma anche di poesia, ragione e sentimento.

La città, incredibilmente sembra pullulare di creature del Piccolo Popolo, perché dopo una Mezzelfa ho incontrato pure un’Elfa tutta intera! La già citata Sara Di Carlo (in arte SaDiCa, ma non pensate male...) è una scrittrice e fotografa con un blog suo ed uno in "condominio" con l’amica Isa.
Le due hanno messo in piedi una bella avventura, ideando, disegnando e scrivendo A6 Fanzine, un progetto che ha coinvolto vari collaboratori. A proposito, è appena uscito l'ultimo numero, il dodicesimo, sfogliabile e scaricabile dal blog.

Amos Gitai si definisce un casertano in esilio volontario a Roma, dove tiene un interessante blog dedicato a cinema e viaggi.

Dual gestisce invece un blog dedicato alla grafica. Se volete abbellire i vostri blog non potete non visitarlo.

Roma è città misteriosa e girovagando per caso mi sono imbattuto nel Segreto della Soglia, tenuto da Strefalga. Un blog davvero interessante e ricco di spunti misteriosi.

Non ho potuto incontrare, invece, un’altra amica, Clelia, temporaneamente a Londra per ragioni di studio e lavoro.

Ora, soddisfatto e pasciuto dopo la magnata che me so' fatto a Rroma, posso tornare a casa...

1. Amor Romae
2. Viaggio a Roma
3. Vacanze romane

lunedì 12 gennaio 2009

È… Roccaforte!




Immaginate un cavaliere agli ordini del Re. Un cavaliere che ha giurato di proteggere la sua Roccaforte e si lancia in battaglia confidando nella giustizia della sua causa.
Un cavaliere innamorato che pensa alla sua Donna versando e spargendo sangue nel furore della battaglia…
Immaginate lontane atmosfere africane, angeli e occhi di bambino e avrete… Roccaforte!

Sono queste, infatti, le atmosfere del gruppo rock Roccaforte, che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare grazie alla blogosfera.

Sul loro blog http://roccaforte.blogspot.com è possibile ascoltare le canzoni del loro album, Per volontà del Re, nonché video e testi delle altre loro canzoni.

La band si esibirà domenica 18 gennaio, a Crusinallo di Omegna (VB) presso Emax Cafe', Via IV Novembre N°1.
Inizio concerto ore 22.30 (dopo le partite).

venerdì 9 gennaio 2009

Un misterioso fumetto sul lago d’Orta


Il lago d’Orta, è noto, attira da secoli scrittori e artisti. Il primo a descriverlo nei suoi versi fu, pare, Enea Silvio Piccolomini, un avventuriero umanista, poeta di corte, uomo di mondo, abile ambasciatore e accorto urbanista. Al culmine di una carriera che solo ai suoi tempi (visse nel XV secolo) era possibile percorrere, divenuto Papa col nome di Pio II, compose alcuni versi che testimoniano l’antico malcostume della raccomandazione: «Quand'ero solo Enea / nessun mi conoscea / Ora che son Pio / tutti mi chiaman zio».

Dopo questa breve premessa (ma sul Piccolomini mi riprometto di tornare, un giorno o l’altro) vorrei segnalare l’opera di un altro autore. Non si tratta di un poeta, ma di uno sceneggiatore di fumetti. Non credo che potrà mai diventare Papa, ma in compenso il suo personaggio, Jonah Martini, è stato un missionario e, lasciati gli abiti religiosi, è chiamato ad indagare su un miracolo proprio per conto del Vaticano. Il suo viaggio lo porta a Montelago, una località di fantasia, naturalmente, ma di quelle che fan drizzare le antenne a noi di queste parti…
Osservando i disegni non si possono non riconoscere, infatti, i panorami e i luoghi del lago d’Orta. Sì, perché Jonah Martini è stato inventato dall’autore proprio durante un viaggio ad Orta. E i panorami del lago sono serviti ad Alfio Buscaglia per disegnare le tavole che compongono questa storia di 96 pagine.
Uscito prima in Francia, dove le bande dessinées godono di notevole popolarità e sono molto apprezzate anche dalla critica, il volume è in vendita ora anche nelle fumetterie, edito da Renoir Comics.

Naturalmente un appassionato di fumetti che parla dei misteri del Lago d’Orta, come il sottoscritto, non può non acquistare un fumetto misterioso ambientato in queste terre, perciò vi parlerò ancora di Jonah non appena avrò messo le mani sul prezioso volume…

Colgo l’occasione per ringraziare l’amica Stella (e la mia omonima Alfa) per avermi segnalato questo nuovo fumetto. E Alex per aver messo a disposizione sul suo blog una tavola omaggio, riprodotta in questa pagina.

Vedi anche "leggendo Jonah".

mercoledì 3 dicembre 2008

Quando le Fate cercano personale




Mi sono imbattuto in un simpatico trio di Fate. Si chiamano Ardamir, DeianiraLane e La Bohemien e sono anche tre artiste coi fiocchi. Le potete trovare a questo link.

Poiché il trio aspira a diventare un quartetto, ha bandito un concorso di cui vi do il link nel caso vogliate provare a contattarle: http://faeriesfactory.blogspot.com/2008/11/blog-candy-casting.html

Il concorso in teoria era scaduto ma per varie ragioni è stato prorogato all'otto dicembre.

Ovviamente il vostro Alfa non partecipa al concorso, perché risulterebbe ridicolo vestito da fatina. Si sta allenando invece al concorso per i concorsi da hobbit, troll et similia...

venerdì 24 ottobre 2008

Fedeli o infedeli?


«È la fede degli amanti
Come l’Araba Fenice:
che vi sia, ciascun lo dice,

dove sia, nessun lo sa!»


Così cantava il grande Metastasio (1) sottolineando come la fedeltà sia merce assai rara, almeno quanto il famosissimo uccello, la Fenice appunto, che tutti dicevano vivesse nell’Arabia, ma che nessuno aveva mai realmente visto.

Ancora più esplicito il parere del poeta Ovidio (2) che attribuiva chiaramente le colpe dell’infedeltà e dava precise indicazioni su come comportarsi:

«Restituite i pegni,
mantenete la fede; dalla frode
state lontani; conservate monde

le mani dal delitto: ma le donne

ingannatele pure impunemente,
se avete senno. In questo esser leali
è vergognoso più d’ogni altro inganno.
Ingannate codeste ingannatrici:
razza in gran parte iniqua e scellerata,

cadan nei lacci ch’esse stesse han teso!»


Ovidio, si badi, non era certo un dilettante dell’argomento. Egli infatti non aveva solo un’esperienza teorica dell’amore (la sua Arte di Amare è una sorta di Kamasutra in latino ad uso delle donne e degli uomini suoi contemporanei), ma anche pratica.
Oltre all’esperienza diretta, che pure non gli mancava, come traspare da molti suoi versi, egli aveva avuto modo di osservare, dal punto di vista privilegiato del poeta di corte, gli amori e gli amoreggiamenti della Roma bene.
Proprio per aver osservato troppo, probabilmente, il poeta finì i suoi giorni ai confini dell’impero, esiliato da Augusto la cui figlia, Livia, contraddiceva nella pratica le direttive moraleggianti del padre imperatore. Per ironia della sorte l’ideologo dell’adulterio trovò nei giorni tristi dell’esilio il suo maggior conforto nella fedelissima moglie che con ogni mezzo cercò, inutilmente, di farlo richiamare a Roma.


Venendo ai giorni nostri, mi piace ricordare il simpatico blog “Amore, sesso, tradimenti” tenuto da una simpaticissima blogger di nome “Pupottina” . Pupottina racconta, in modo irresistibile, le tragicomiche avventure di una serie di personaggi che vivono una situazione sentimentale estremamente complessa.
L’autrice vive in un paese di quella provincia italiana ricca di segreti inconfessabili nei quali hanno intinto la penna moltissimi scrittori.
Come non citare, a questo punto, Piero Chiara (3), il luinese che definì Orta “l’acquarello di Dio”?

Naturalmente si può essere fedeli, o tradire, anche qualcosa di diverso da un amore. La fedeltà può essere indirizzata ad un ideale, ad una parola data, ad un impegno. Così come si può tradire in mille modi diversi.

Proprio attorno a questo tema, fedeltà/infedeltà, ruota la puntata di Siamo in Onda di sabato 25 ottobre, sempre sulle frequenze di Puntoradio (per ascoltarla seguite queste istruzioni). Come consuetudine anche la Pillola di Mistero seguirà il tema, raccontando la storia dimenticata di un luogo dal nome curioso…

Prima di lasciarvi, non mi resta che porvi alcune domande, cui spero non vorrete esimervi dal rispondere.

A chi o che cosa siete fedeli?

Chi o che cosa avete tradito?

Esiste la fedeltà?

Si può essere fedeli?

Dite la vostra!


Note
1) Pietro Antonio Domenico Bonaventura Trapassi, detto Metastasio (Roma 3 gennaio 1698 – Vienna, 12 aprile 1782).
2) Publio Ovidio Nasone (Sulmona 20 marzo 43 a.C. - Tomi, sul Mar Nero, 17-18 d.C.)
3) Pierino Chiara (Luino, 23 marzo 1913 – Varese, 31 dicembre 1986).

martedì 16 settembre 2008

Draghi e leggende del Garda


C’erano dei draghi anche sul lago di Garda? La domanda continuava a frullarmi nella mente dopo che Tenar ha sollevato la questione. Così mi sono messo alla tastiera e tramite il fido Google ho scoperto che…

1) Esiste un blog che si chiama Tradizioni Popolari e si propone di recuperare il “significato di Folklore = saggezza popolare.” Non posso non linkarlo. Lo inserisco d’ufficio nello “Strillo del Mistero”.

2) Esistono un sito internet (www.leggendedelgarda.com) e una pubblicazione “Leggende, curiosità e misteri del lago di Garda”, curati da Simona Cremonini. In esso la scrittrice ventinovenne ha raccolto racconti horror e le leggende fantastiche del Garda.

«Si tratta di un guida turistica che riguarda storia, tradizioni e racconti magici, spaventosi, insoliti, curiosi, misteriosi che fanno intraprendere al lettore un inconsueto giro intorno al lago, diverso da quelli descritti solitamente nelle guide turistiche tradizionali» scrive Tradizioni Popolari citando l’autrice. Argomento del libro è «il mistero, specialmente quello legato a fantasmi che vagano la notte sulle acque o sotto le acque del lago e alle città sommerse; misteriose apparizioni; inquietanti leggende; mostri veri e presunti; draghi, streghe, creature fantastiche e una mitologia che fin dai tempi antichi ha cercato di spiegare la bellezza naturale del lago».

Dei draghi, dunque, esistevano anche sul Garda, sebbene on line vi sia, per ora, poco materiale su di loro.

domenica 14 settembre 2008

A new drake on the lake




C'è un nuovo drago in circolazione sul lago d'Orta. La sua foto è stata pubblicata ieri sul blog di Girolago e viene qui riproposta.

Niente panico, però.

Sebbene normalmente non abbia una grande fiducia nei draghi, quello ritratto nella foto ha l'aria veramente inoffensiva. Credo appartenga alla stirpe
Draco iovialis, la stessa di cui faceva parte, per intenderci, anche il famoso draghetto Grisù (ve lo ricordate, vero?).
Andate a trovarlo sul blog di Girolago. Potrete decidere, attraverso un nuovo sondaggio, se il draghetto diventerà la mascotte di Girolago.

domenica 7 settembre 2008

Il Bunin di Casale


Alcuni giorni fa ho pubblicato la storia della luna a Montebuglio. Come ho avuto modo di segnalare nella nota, la storia è un racconto tradizionale pubblicato su Lo Strona nel 1978, che a distanza di trent’anni dalla pubblicazione mi è piaciuto riscrivere in omaggio alle vecchie tradizioni.
La storia originale venne però pubblicata dal Bunin e mi sembra perciò corretto ora parlarvi un po’ di lui anche perché quando si parla di storie, tradizioni e dialetto, specialmente di Casale Corte Cerro (ma non solo) il Bunin lo si incontra spesso.
“Lunatico figlio di Buglio” si definiva nel 1978 a conclusione della storia della luna a Monte Buglio. In realtà, se vi capita di incontrarlo, avete più che altro l’impressione di incontrare uno hobbit. Salvo il fatto che non va giro scalzo e che è molto più alto della statura media deegli hobbit, condivide infatti molti delle caratteristiche di questo simpatico popolo: è gioviale, ama la buona tavola, il buon vino e le canzoni tradizionali. 

Diversamente dagli hobbit, normalmente piuttosto sedentari, fu lui, assieme ad Alberto Fantoni, a consumarsi su e giù per i monti le suole da studente universitario, intervistando e ascoltando i racconti dei testimoni nei villaggi, nelle osterie, sugli ultimi alpeggi. La ricerca, pubblicata sempre su Lo Strona nel 1977 col titolo “Canti popolari del Cusio” nacque per passione, colleandosi però ad un più esteso progetto condotto da Roberto Leydi il grande etnomusicologo italiano, vissuto a lungo ad Orta e purtroppo scomparso nel 2003. 
Leydi partecipò al  Nuovo Canzoniere Italiano che si proponeva di riscoprire e riproporre attraverso pubblicazioni discografiche, la ricca tradizione del canto sociale italiano. Un’attività tesa a documentare, anche attraverso registrazioni audio, quel ricchissimo patrimonio di canzoni e musiche popolari che, lo si avvertiva chiaramente già negli anni sessanta del secolo scorso, andava rapidamente scomparendo con l’avanzare della modernizzazione e la scomparsa degli ultimi testimoni. Alla morte di Leydi il materiale raccolto ha purtroppo lasciato l’Italia, confluendo nel  Centro di dialettologia e di etnografia di Bellinzona (nato nel 2002 dalla fusione del Centro di dialettologia della Svizzera italiana e dell'Ufficio dei musei etnografici) per essere catalogato e valorizzato. 

Il nostro Bunin, nonostante i suoi mille impegni, continua tuttora ad occuparsi di cultura locale ed è, tra le varie cose, anche Presidente dell’Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone. Ho scoperto recentemente che tiene a sua volta un blog dedicato alla storia e alle storie di Casale Corte Cerro che non posso non linkare e suggerirvi di visitare. 

venerdì 20 giugno 2008

Gnomi di caverna




Il primo a parlare della loro esistenza fu, forse, lo svizzero Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim. Egli stesso, probabilmente spaventato dalla montagna dei suoi nomi, si faceva chiamare per brevità Paracelsus. Noi italiani lo conosciamo come Paracelso e del resto in Italia, presso l’università di Ferrara, si laureò. Assunse quel nome probabilmente per sottolineare la vicinanza ideale ad Aulo Cornelio Celso, il famoso naturalista e medico romano.
Nato nel 1493 vicino a Zurigo, fu alchimista, astrologo, mago, medico, forse saggio, come direbbe Guccini. Viaggiò a lungo, in Europa e in Asia. Secondo alcuni biogafi fu prigioniero del Khan dei Tartari e medico a Bisanzio dove, si dice, gli fu data la pietra filosofale da un certo Solomone Trismosinus, un misterioso personaggio che alcuni asserivano di aver incontrato ancora vivo nel XVII secolo...
Paracelso era superbo, orgoglioso, pieno di sé e arrogante, caratteristiche ereditate probabilmente dal nonno, un gran maestro dell'Ordine Teutonico. Aveva tale considerazione della propria scienza da bruciare pubblicamente, come inutili vestigia di un passato da dimenticare, i libri di Galeno e Avicenna.
Del resto una sua celebre sentenza recita: "Ogni medico dovrebbe essere ricco di conoscenze, e non soltanto di quelle che sono contenute nei libri; i suoi pazienti dovrebbero essere i suoi libri." Frase che testimonia un approccio per molti versi molto più moderno di quello di tanti suoi aristotelici contemporanei e posteri.

Ad ogni modo, tra i tanti argomenti di cui si occupò Paracelso, oltre alla Pietra Filosofale e alla creazione dell’Homunculus (una vita in vitro, diremmo noi moderni, ndr), ci sono anche loro: gli Gnomi. Fu lui a dare quel nome, derivandolo dalla radice greca gnosis ("conoscenza"), ad una stirpe di nani che compare frequentemente nella mitologia nordica.
Paracelso li considerava spiriti della terra e del sottosuolo. Egli riteneva che potessero spostarsi nel sottosuolo con la stessa facilità con cui gli uomini camminano sulla superficie (probabilmente mediante innumerevoli cunicoli, ndr). Sempre secondo Paracelso, i raggi del Sole trasformano gli gnomi in pietra ed è per questo che è molto difficile vederli.

Anche gli Gnomi appartengono alla genia del Piccolo Popolo, ma alcuni ritengono che non vadano affatto confusi coi Folletti. Questi sono bisbetici e dispettosi e adorano avvicinarsi agli uomini per tirare loro scherzi o rubare oggetti nelle case. Gli Gnomi invece sono più restii ad ogni contatto con gli Umani, tenendosene sempre a debita distanza. Non che siano dei musoni come i Nani, che si occupano solo di scavare miniere ed accumulare ricchezze. Gli Gnomi pare siano invece dei giocherelloni, solo che non apprezzano molte caratteristiche della nostra specie...
Del resto gli Gnomi hanno buone ragioni per temerci. Essi possiedono grandi tesori, non solo materiali, ma anche di conoscenza, come dice il loro nome. Per cui hanno il (fondato) timore che gli avidi Uomini possano tentare di sottrarre loro queste cose con la violenza o la frode. Per questo preferiscono starsene nelle loro grotte ben al riparo dal sole e da noi.

Contattare uno gnomo di caverna di persona, pertanto, non è per nulla semplice, ma per fortuna alcuni di loro si sono dotati di posta elettronica (gnometti@gmail.com) e, persino, di un sito web! Su questo è possibile scoprire ogni cosa su tutte le attività gnomiche.

In alternativa potete contattare delle nostre vecchie conoscenze: la Corporazione dei Bardi (associazione di giocatori di ruolo e narratori) e Amici delle Leggende (gruppo di appassionati di folklore, fumetto e Grandi Giochi). I due gruppi di ragazzi si ritrovano presso la sede della Corporazione dei Bardi: Centro di Incontro “Don G. Valli”, Via San Carlo 32, ad Arona.

Una curiosità: pare che le "gnomette" siano alquanto vanitose. C’è persino un loro calendario in vendita…




lunedì 2 giugno 2008

Arriva... Capitan Novara!



L’apparentemente casuale post di sabato ci ha spalancato le porte dell’Universo narrativo Marvel e DC Comics. Centinaia di supereroi dotati dei poteri più straordinari, provenienti dagli Stati Uniti d’America, hanno invaso il pianeta…

… ma ora la risposta novarese è arrivata!

Luca Ferrari, ventitreenne novarese d.o.c., pare un tranquillo ragioniere e agente assicurativo, fidanzato con la bella e dolce Angela, maestra elementare. Sennonché un incidente accadutogli da piccolo, la caduta in una risaia radioattiva, lo ha dotato di straordinari poteri, tra cui il "superpugno". Grazie ad essi egli è diventato “Capitan Novara” il supereroe del novarese dal pugno imbattibile, paladino della libertà e della giustizia, sempre pronto a lottare contro i malvagi per difendere la città e la provincia di Novara (e non solo).

Nessuno sa chi si celi dietro la maschera e la N bianca ben evidente sul suo costume (dai colori rosso e bianco come quelli dello scudo crociato, stemma della città di Novara), né dove sia la sua dimora. Capitan Novara a volte viene avvistato in cima alla Cupola di San Gaudenzio dalla cui altezza riesce a scrutare e a controllare tutta la città.

Accanto a Capitan Novara si muovono numerosi altri supereroi riuniti nella VCO Force, tra i quali non possiamo non ricordare Cusio Woman, la “Fiammeggiante donna del Cusio”. Da segnalare inoltre, tra i numerosi nemici il misterioso e crudelissimo Rospo Rosso, capo supremo della malavita organizzata, la cui base operativa è situata in un laboratorio segretissimo nel sottosuolo della città di Novara. Qui conduce raccapriccianti esperimenti genetici che sovvenziona tramite le sue numerose attività illegali...

A proposito di raccapriccianti misteri, meritano una menzione speciale la maledizione della Mano Nera contenuta in un misterioso ed ancestrale libro, custodito su di un altare all' interno di una cripta situata nei sotterranei di Villa Marazza (luogo in cui, realmente, accaddero raccapriccianti episodi, nd.r.) a Borgomanero; e la Creatura del Lago Maggiore, misterioso animale alla base di tutte le leggende sui draghi delle nostre terre.

Ideatore e disegnatore di Capitan Novara è Fabrizio De Fabritiis. Nato, come autore e fumettista, sulle fanzine dark One Hundred Years (rivista ufficiale del fan club italiano del gruppo musicale The Cure), Petali Viola, Rosa Selvaggia e Le Canaglie. De Fabritiis lavora nel campo della grafica e realizza storyboard per la pubblicità ed il cinema e vanta numerose collaborazioni con le case editrici italiane, per le quali ha realizzato altri fumetti, come Living Sword di cui è autore, disegnatore e sceneggiatore, pubblicato a puntate sulle rivista fantasy Enchanted Lands.

Per conoscere questo straordinario personaggio non resta che correre nelle edicole per comprarne le avventure, pubblicate dalla Società Emmetre Service S.a.s., ovvero visitare il sito di Capitan Novara. Esiste anche un blog per dialogare con l’autore.

sabato 31 maggio 2008

Alfa Diario. Altri universi narrativi.



Per festeggiare il cinquantesimo post ho deciso di strafare: questo è il terzo post di oggi. Inoltre, alle volte, si ricevono degli inviti a cui non si può dire di no…

Sabatino mi ha invitato a visitare i suoi blog, interamente dedicati ai Characters Marvel e DC Comics.


Il motto di Sabatino è “non importa quanto si diventa alti... L'importante è rimanere sempre un pò piccoli dentro...

Lo condivido e accolgo volentieri il suo invito, dal momento che i due blog mi hanno spalancato le porte di due incredibili universi narrativi (vedi quanto già detto a proposito di Martin Mystere).

Perché è interessante visitare questi blog? Chiediamolo direttamente a Sabatino…

«L’Universo Marvel (ma discorso simile può essere fatto per l’universo DC n.d.r.) è, molto probabilmente, il più grande universo narrativo mai stato creato. Racchiude al suo interno centinaia, forse migliaia di personaggi fittizi che vivono le proprie avventure parallelamente, in stretta connessione tra loro, in maniera tale che – ad esempio - gli eventi che avvengono in una determinata testata a fumetti, si ripercuotono come naturale conseguenza su tutte le altre facenti parte, per l’appunto, della stessa linea Spazio-temporale.

Dal 1961, anno in cui vede la luce la Marvel Comics così come oggi la conosciamo, sono state scritte e pubblicate centinaia di migliaia di storie a fumetti con protagonisti i Supereroi e i loro rispettivi comprimari, un nutrito Pantheon di personaggi buoni e cattivi che col passare delle decadi sono cresciuti, si sono sposati e divorziati, hanno avuto figli e subito cambiamenti epocali, evolvendosi di pari passo con i gusti e la cultura del pubblico contemporaneo.

Il tutto per dare un’idea, anche a chi non ha eccessiva dimestichezza coi Comics statunitensi, della straordinaria complessità e vastità di questo universo fantastico, e, in secondo tempo, per fare – mi auguro - cosa gradita a tutti gli appassionati (e ce ne sono tanti) di character designer in Italia.»

mercoledì 30 aprile 2008

Occhi (nuovamente) spalancati sul Lago d’Orta.





Il servizio delle Iene sul Lago d’Orta, citato il 22 aprile scorso sul blog http://gondaun.blogspot.com/ (NB: si ricorda che l’articolo sarà visibile ancora per pochi giorni, prima di scomparire nelle nebbie…) ha avuto un inatteso sviluppo.

Il giornalista Marco Foti, di Pettenasco, si è preso infatti la briga di verificare quanto mostrato nel video e ha denunciato alcune incongruenze presenti nella narrazione e nelle immagini.

A far rimbalzare la notizia dalla carta stampata e dalla televisione direttamente nella blogosfera è stato, il 24 aprile, Ortablog (http://ortablog.blogspot.com/) che dal 2006 fornisce interessanti notizie e informazioni sul Lago d’Orta.

Mentre assistiamo all’emergere di una Contro-iena cusiana (non è da tutti far le pulci alle Iene, specializzate proprio nel far le pulci agli altri), il mistero della villa e delle sue "sensuali cerimonie" s’infittisce…

lunedì 28 aprile 2008

I misteri del rubinetto


Pare impossibile, ma dietro ogni singolo oggetto può celarsi un mistero.

Prendete un oggetto di uso quotidiano che tutti teniamo in casa, come un rubinetto.

Con un gesto distratto lo apriamo, lasciamo correre l’acqua e infine lo chiudiamo.

Difficilmente ci rendiamo conto di come quei semplici gesti mettano in moto meccanismi di cui siamo fondamentalmente ignoranti. Tanto meno riusciamo a cogliere quanta storia millenaria sia racchiusa in quel pezzo di metallo cromato o verniciato.

Finalmente, però, da qualche tempo un sito ha deciso di svelare i misteri del rubinetto ai profani. Su www.museodelrubinetto.it è stata aperta una sezione dedicata alle “curiosità idrauliche”. Come una sorta di “sala delle meraviglie” seicentesca, in essa si vanno raccogliendo le testimonianze di una storia nota finora solo agli specialisti.

Se poi avete piacere di scoprire chi sia la misteriosa autrice di questa galleria virtuale, non avete che da visitare il suo blog...

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.