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giovedì 3 febbraio 2022

Omegna tra storia e leggenda

 



I più antichi ritrovamenti del territorio omegnese vengono da Cireggio e risalgono all’età preistorica. Nonostante alcuni altri ritrovamenti di epoca romana, è solo con il Medioevo che Omegna inizia ad emergere come centro abitato, con la presenza di un munito castello sull’altipiano di Cireggio e le mura cittadine difese da cinque porte, di cui resta ben visibile la  “Porta romana”, che in realtà risale a molti secoli dopo la fine dell'impero e coi Romani non c’entra nulla.

Dopo la vittoria del Vescovo di Novara sul Comune di Novara nel 1219 il lago d’Orta andò a costituire la Riviera di San Giulio e i Novaresi furono espulsi dal lago. Sconfitti sul piano militare decisero di giocare la carta della diplomazia e dell’intrigo per assicurarsi almeno un porto sul lago. Senza quello le merci che intendevano far transitare verso le Alpi sarebbero state gravate di dazi eccessivamente onerosi.

Poiché Omegna apparteneva ai signori di Crusinallo fu eletto podestà un certo Desiderato che era loro parente. Costui, usando abilmente lusinghe e promesse, riuscì a convincerli a vendere al Comune di Novara il borgo di Omegna e le terre circostanti per 1300 lire imperiali. Inoltre i signori di Crusinallo sarebbero diventati cittadini e soldati novaresi. In cambio vennero nominati governatori di quanto avevano ceduto. Avevano in sostanza perso la proprietà, ma mantenuto l’incarico. E in più avevano rimpinguato le casse della famiglia con un bel gruzzolo. In cambio di questo soddisfacente affare, ratificato nella convenzione dell'11 agosto 1221, il castello di Omegna ricevette il nome del podestà, diventando il Castello Desiderato.

Così almeno si narra, perché attorno alla storia di Omegna girano anche tante leggende più o meno attendibili.

Ci sono infatti leggende inventate dal popolo e altre messe in giro dagli storici, o sedicenti tali. A cui spesso vengono a dare manforte gli scrittori, che per professione devono inventare. Così attorno a Omegna sono sorte alcune storie abbastanza divertenti.

A cominciare dal nome, che alcuni vorrebbero far derivare da “Vae Moenia!” grido lanciato da Giulio Cesare dopo aver vanamente tentato di conquistare la città. Ora, a parte che l’episodio non è citato in nessuna fonte, sarebbe bene ricordare che il famoso conquistatore dell’intera Gallia, il trionfatore degli Elvezi e dei Germani, che aveva portato le insegne di Roma oltre la Manica e il Reno, espugnando fortezze, campi trincerati e città difese da eserciti ben superiori alle sue forze, aveva la carica di Proconsole della Gallia Cisalpina. Di cui il territorio di Omegna, ammesso che ai suoi tempi esistesse come villaggio, faceva parte integrante. E non si comprende perché avrebbe dovuto opporsi al proprio governatore.

Secondo lo scrittore Gianni Rodari nelle acque della Nigoglia fu trovata un'iscrizione in dialetto locale che recitava: «La Nigoeuja la va in su; e la legg la fèm nu!» («La Nigoglia scorre in su; e la legge la facciamo noi!»). Un modo per sottolineare l’indipendenza degli Omegnesi, che del resto si ritrova in un’altra leggenda.

Si racconta infatti che un giorno San Giulio, dopo aver cacciato i draghi dall’isola, cercò di sbarcare anche a Omegna. Ma gli abitanti non lo lasciarono avvicinare e presero a bersagliarlo con le rape. Per questo motivo nel territorio di Omegna, maledetto dal santo, le rape non crescono.


lunedì 31 gennaio 2022

San Giulio, i draghi e un dolce pensiero

 



Scavi condotti alla fine del secolo scorso sull’isola di San Giulio, hanno portato alla luce frammenti ceramici di età preistorica, inquadrabili in un lungo arco di tempo, dal neolitico all’età del ferro, vale a dire dal IV al I millennio a.C. 

A questa frequentazione sembra seguire una fase di abbandono, databile all’età romana che si interrompe improvvisamente con la costruzione di un edificio di culto paleocristiano nel V secolo d.C.

Le testimonianze dell’archeologia supportano una vicenda storica narrata da un testo di età longobarda, che contiene la Vita di san Giulio. In essa si racconta di come, alla fine del IV secolo, il prete Giulio nativo dell’isola greca di Egina giunse sul lago col fratello Giuliano. Dopo aver costruito insieme una chiesa a Gozzano (l’attuale San Lorenzo), Giulio proseguì il viaggio da solo, desiderando fondare la sua centesima chiesa sull’isola in mezzo al lago. 

Nonostante le lettere rilasciategli dall'imperatore Teodosio, che regnò dal 379 al 395, in cui si ordinava a ogni ufficiale dell’impero di dargli assistenza nel compito di abbattere gli altari pagani e sostituirli con chiese cristiane, tutti i barcaioli si rifiutarono di accompagnarlo sull’isola. Per timore, dicevano, dei velenosissimi draghi che la infestavano e che rendevano pericoloso avvicinarsi a meno di un tiro di freccia. Giulio non si diede per vinto e percorsa la costa occidentale sino alla punta Casario, prese il proprio mantello di cuoio impermeabile e lo trasformò in una imbarcazione, con cui raggiunse l’isola. 

Secondo la leggenda ordinò ai draghi di lasciare quel luogo, confinandoli su una scoscesa rupe piena di anfratti che si trova sulla costa occidentale, il Monte Camosino, e si diede a costruire la sua ultima chiesa.

Attorno a questa, che dopo pochi anni ospitò la sua sepoltura, si riorganizzò la vita del territorio, facendo dell’Isola il centro di evangelizzazione del lago, che da allora e per oltre mille anni prese il nome di Lago di San Giulio.

Oggi, 31 gennaio, si celebra la festa di San Giulio e da ogni paese i pellegrini si recano all’isola per pregare sulla tomba del santo. Da alcuni decenni le monache benedettine dell’Isola hanno aggiunto una nota dolce alla festa, inventando la ricetta dei Panini di San Giulio, che si preparano solo in questa occasione. Era una loro idea, nata in una fredda sera di gennaio, mettendo insieme quei pochi ingredienti che avevano a disposizione per offrire ai pellegrini una dolce accoglienza. 

Solo in seguito scoprirono che anticamente esisteva l’usanza di offrire ai pellegrini dei “paniculi” benedetti. Senza saperlo, e forse ispirate dall’antica saggezza di un luogo sacro da tempi antichi, avevano ridato vita a un’antica tradizione.


giovedì 5 ottobre 2017

Viaggio tra draghi, streghe, folletti e altre creature leggendarie del Cusio


Gli appassionati indagatori di misteri, i ricercatori di creature fatate e quanti amano le leggende possono venire a dare un'occhiata...

mercoledì 17 maggio 2017

La fanciulla e il drago



C'era una volta un lago circondato dai monti e ricco di pesci. Un giorno un enorme drago sorse dall'acqua e rimase immobile davanti alla riva. Nessuno più osava uscire con le barche a pescare e il paese cominciò a soffrire la fame. Allora, su suggerimento di un mago, la gente del villaggio decise di offrire un sacrificio al mostro...

Un soldato trascinò una ragazza sulla spiaggia e la legò ad un palo. Una folla ostile li seguiva.

All'improvviso una musica si diffuse nell'aria e tutti furono presi da una irresistibile voglia di ballare. Nessuno era in grado di restare fermo ed era costretto a seguire il ritmo sempre più veloce.

Il Mago, immune all'incantesimo, entrò sulla spiaggia, osservò la scena e scosse la testa. Infine, alzando le braccia, lanciò un incantesimo per fermare quella follia. 

La folla s'immobilizzò, come congelata, rimanendo bloccata a lungo nelle posizioni più strane. Quando finalmente l'incantesimo fu rotto la gente lentamente lasciò la spiaggia.

Ma cosa aveva spezzato l'incantesimo? Il potere del mago aveva infine prevalso dopo una lotta invisibile? O era stato l'arrivo di un cavaliere solitario, che vista quella scena insolita aveva lasciato il cavallo legato a un albero e si era avvicinato per capire cosa stesse succedendo?

Il mago si frappose tra lui e la ragazza, dicendogli che un drago malvagio era sorto dall'acqua per minacciare il villaggio e che solo il sacrificio di una fanciulla avrebbe potuto saziare la sua voglia e salvare gli abitanti. 
Il cavaliere allora domandò il nome della fanciulla. 
"Silene", fu la risposta del mago.
"Tanto è vero che il mio nome è Giorgio, libererò Silene dal drago!"
"Attento" l'ammonì il Mago lasciando la spiaggia "densa di contraddizioni è la sapienza di un drago, che non parla mai apertamente, ma sa intessere abilmente menzogne e verità, in modo da far apparire vero ciò che non è e inganno ciò che è verità."

Giorgio però non aveva paura. Si portò sulla riva del lago e brandì la lancia cercando un punto dove colpire il mostro. Dalla bocca del drago uscivano fumo e fiamme.
"Perché mi combatti, uomo?" domandò improvvisamente il drago.
"Smetti di minacciare il villaggio e libera la ragazza, mostro!" gridò Giorgio.
Il drago emise una forte risata.
"Minacciare? Liberare? Tu credi di conoscere la verità, ma sei certo di non essere stato ingannato?"
Giorgio ricordava bene le parole del proprio Maestro: "Chiunque abbia avuto la ventura di incontrare un drago e di sopravvivere sa che il maggior pericolo l’ha corso quando il drago iniziò a parlare. Si può essere infatti tanto agili e forti da sfuggire ai colpi della sua coda, ma solo un animo saldo può affrontare la conversazione con un drago senza rimanere invischiato nella sua rete. Davanti al drago la ragione vacilla e basta un passo per precipitare nell'abisso."
"Non mi inganni, drago!" gridò il cavaliere. "Per l'ultima volta ti ordino lasciare andare la ragazza!"
"Che ti importa di lei, uomo?" domandò il drago. "La desideri per te? O magari pensi di amarla? E allora saresti pronto a sposarla, esserle fedele, sopportarla nella buona e nella cattiva sorte, e sottolineo cattiva, finché morte non vi separi?"
Giorgio sentì un brivido corrergli lungo la schiena.
"Quanto al liberarla" continuò il drago "sono forse stato io a incatenarla a quel palo? Ho forse detto io a quella gente di mettermela davanti? No, nemmeno hanno chiesto il mio parere. Avrebbero almeno potuto farmene vedere due o tre e farmi scegliere. Figurati, hanno preso questa e l'hanno messa lì. Che poi sai perché hanno scelto lei? Io lo so, noi draghi conosciamo tutto. Ma tu sei sicuro di volerlo sapere? Di voler conoscere la verità?"
"Parla drago, io non ho paura della verità!" rispose Giorgio.
"Hanno preso lei perché il Mago l'altro giorno l'ha vista e le ha detto qualche parola di troppo. Ha pure allungato le mani e lei per tutta risposta gli ha dato uno schiaffone su quella brutta faccia da ipocrita. Allora lui con un incantesimo l'ha resa muta per non consentirle di raccontare a nessuno questa cosa. Ma l'urlo della verità che usciva dal cuore di questa ragazza era così forte che è sceso fin nelle profondità del lago, svegliandomi dal mio sonno secolare. E sono venuto a vedere cosa stavano combinando. Altro che minacciare il villaggio, come ti hanno raccontato."
Giorgio sentiva la testa girare. Era confuso e faticava a tenere alta la lancia.
"Tu mi stai ingannando!" gridò.
"Siete tutti bravi a pretendere la verità, ma quando vi viene detta vi tappate le orecchie" rispose il drago.
Giorgio si appellò ai suoi ricordi scolastici: "Sta scritto che un drago non parla mai apertamente!" 
"Sta pure scritto" rispose la bestia "che il drago più pericoloso è quello che sorge dall'abisso dell'odio e della paura. E io invece sorgo dalle trasparenti acque di un bellissimo lago".
"La sapienza del drago è un dolcissimo veleno che uccide lentamente!" gridò il cavaliere.
"Vedo che hai studiato a memoria" rispose il drago "Ma non è mai una cosa buona studiare a memoria. Bisogna saper leggere con gli occhi e con la mente ma soprattutto con il cuore."
"Basta parole, combatti!" Giorgio scagliò la lancia, che però mancò il bersaglio. Estrasse la spada. 
Il drago rise.
"Non comprendo il desiderio di voi uomini di usare sempre la forza, deboli come siete. O forse è una cosa compensatoria? Comunque hai ragione: è giunto il momento che questa storia finisca. Lasciamo che decida la ragazza. Principessa, dico a te: cosa desideri? Vuoi venire con me a vedere la mia collezione di tesori o preferisci sposare questo cavaliere, rispettarlo, essergli fedele nella buona e nella cattiva sorte, e nuovamente sottolineo cattiva, lucidargli le corazze, stiragli le braghe, trovargli i calzini nei cassetti, aspettarlo mentre dice di essere fuori a caccia di draghi e invece chissà dov'è, sopportarlo mentre russa, il tutto finché morte, finalmente, non vi separi? Parla, io ti libero da ogni legame e incantesimo! Cosa vuoi?"

Silene si liberò le mani, allontanandosi dal palo. 
"Io voglio... io voglio..." disse "io voglio essere libera!"

E fuggì di corsa dalla spiaggia.
Giorgio, stravolto, si sedette sulla sabbia.

Allora il drago riprese a parlare. 
"Nella mia tana ho un barile di birra buona, Giorgio. Lo vado a prendere, ce lo beviamo qui e facciamo di quei rutti che in confronto i fuochi di San Vito sembreranno dei petardi. Che ne dici, Giorgio?"


domenica 23 aprile 2017

Un giorno da draghi



Oggi è la Giornata del Drago, ma qui sull'Orta l'abbiamo festeggiata ieri con questo evento.

Al mattino i ragazzi dei Consigli Comunali  hanno raccontato nel mezzo del mercato di Gozzano storie di draghi basate sulle antiche leggende.

Per farlo si sono serviti dell'antica arte del Kamishibai una "forma di narrazione che ha avuto origine nei templi buddisti nel Giappone del XII secolo, dove i monaci, utilizzavano gli emakimono per narrare ad un pubblico, principalmente analfabeta, delle storie dotate di insegnamenti morali".

In apertura vedete la struttura per far passare i disegni, esposti poi in mostra.



Nel pomeriggio si è scatenata una furibonda caccia al tesoro del drago, che ha visto sette squadre affrontarsi su prove basate non solo su abilità, capacità di osservazione, sapienza e affabulazione, ma anche sulla propria virtù, in quanto non basta essere più forti del drago, bisogna essere anche migliori!

Alla sera valigie di premi per tutti i partecipanti alla caccia, offerte dai commercianti di Gozzano e dall'ecomuseo.

I bambini hanno invece dato prova di abilità artistiche dedicandosi alla costruzione di draghi con vari materiali. Piccoli grandi lavoretti all'insegna della fantasia creatrice del drago.

Alla sera, dopo l'apericena del drago, si è tenuta una breve rappresentazione teatrale in cui è stata messa in scena una storia, "La fanciulla e il drago", ambientata in un villaggio sulla riva del lago in cui all'improvviso avvengono fatti inspiegabili, che preludono alla comparsa di un immenso drago uscito dalle placide acque.




Su consiglio di un malvagio mago, viene offerta in sacrificio una giovane e bella ragazza, Silene, ma l'arrivo di Giorgio, un aitante cavaliere, scompiglia i giochi, innescando una tenzone col drago che si concluderà in modo sorprendente.

Devo dire il testo messo in scena ieri sera, anche per la presenza tra il pubblico di molti bambini (uno dei più piccoli ha preso ad aggirarsi sulla sabbia nel mezzo della recita e il malvagio mago ha dovuto prenderlo per mano e riconsegnarlo alla mamma), è stato riscritto, alleggerito e censurato in alcune sue parti dal regista Floriano Negri (autore tra l'altro della incredibile trasformazione del trampolino da tuffi in drago) e da Domenico Brioschi (suggestiva voce narrante e "anima" del drago). Ne è risultata una storia molto divertente sul filo dell'ironia.

Se invece volete leggere la sceneggiatura originale dovrete attendere qualche giorno...





venerdì 7 aprile 2017

Torna la Giornata del drago!



"I cieli di questo mondo sono fatti per i draghi. Certi bambini (...) guardano su nel cielo azzurro d’estate e aspettano qualcosa che non arriva mai." (Robin Hobb)

La giornata del drago, il 23 aprile di ogni anno, è un'iniziativa avviata nel 2013 da alcuni appassionati di leggende e storie antiche. L'intento è quello di riscoprire e mantenere viva, in modo divertente e informale, la passione per la trasmissione di quel ricco patrimonio culturale immateriale che fa parte della tradizione dei luoghi e delle popolazioni. 
Ricordare il "drago" significa mettere in risalto quell'elemento di opposizione e sfida che segna simbolicamente ogni passaggio e ogni fase di transizione. 
"Che sia un semplice hobbit, un santo armato di lancia o solo di fede, un guerriero invincibile o un ragazzino con una cicatrice a forma di saetta, l’eroe, in quanto tale, a un certo punto della storia, deve per forza affrontare il drago per assurgere al suo ruolo di campione
Dal "manifesto del Drago" su http://giornatadeldrago.blogspot.it.

Come è noto, per il lago d'Orta la più antica vicenda tramandata, a cavallo tra storia e leggenda, ruota attorno alla figura di San Giulio e al suo incontro, su un'isola disabitata da cui ogni essere umano si teneva distante, con una moltitudine di draghi.
L'allontanamento di queste creature, che non ne comporta l'uccisione ma solo il confinamento sul Monte Camosino, è il presupposto alla costruzione della centesima e ultima chiesa edificata dal santo. Come in molte altre leggende la vittoria sul drago segna dunque l'inizio di quel processo di antropizzazione del luogo selvaggio da cui origina la civiltà.

A differenza di molte altre località, i draghi di San Giulio fanno parte di una tradizione locale con radici che verosimilmente affondano nella religiosità precristiana.

Non solo. L'isola di San Giulio, da oltre 1600 anni centro spirituale e culturale del lago d'Orta, ospita una curiosa testimonianza, una "reliquia" del drago. Si tratta di una grossa vertebra, conservata nella sacristia della Basilica, che il Cotta, alla fine del Seicento, descriveva come un osso "mostrato ai creduli visitatori" come testimonianza della presenza autentica e storica di quelle antiche creature.
Nella realtà si tratta di una vertebra di balenottera del Mediterraneo, subfossile e quindi non risalente ai tempi in cui effettivamente il mare occupava questi luoghi. Verosimilmente si tratta dell'osso di un animale approdato in età medievale su qualche costa marina, probabilmente in Liguria, e trasportato sull'isola quale "reliquia" analogamente a quanto accaduto in molte altre località. Resti di "draghi", che a un'attenta analisi si rivelano essere resti di animali esotici portati da qualche viaggiatore, sono del resto presenti in varie parti di Italia e costituiscono nel loro insieme una importante testimonianza di quella circolazione di reliquie che caratterizzava i tempi medievali.

Riteniamo che riscoprire le storie tramandate dalle leggende abbia anche un'importante valenza didattica in quanto consente ai ragazzi di sviluppare competenze importanti riguardanti la narrazione e, quando il racconto sia supportato da strumenti visivi autocostruiti, anche la manualità creativa.

Infine, la riscoperta del territorio, agita in modo attivo e creativo, riveste un'importante valenza nell'educazione delle nuove generazioni alla conservazione responsabile dell'ambiente e del suo patrimonio culturale.


Il programma della giornata

Sabato 22 aprile 2017, Ecomuseo del lago d'Orta e Mottarone, Comune di Gozzano, Associazione Fly Zone, Laboratorio di Arti Visive di Granerolo, Associazione Teatro dei Bisognosi, Associazione La Finestra sul Lago con la collaborazione del FAI Giovani Alto Novarese, dei CCR di Gozzano, Orta e Armeno organizzano a Gozzano la seconda edizione della Giornata del Drago.

Un mattino da draghi
Ore 10 nella piazza del mercato, narrazioni draghesche e kamishibai sulle storie e le leggende dei draghi a cura dei Consigli Comunali dei ragazzi. 
Il Kamishibai  ("dramma di carta") è una forma di narrazione che ha avuto origine nei templi buddisti nel Giappone del XII secolo, dove i monaci, utilizzavano gli emakimono per narrare ad un pubblico, principalmente analfabeta, delle storie dotate di insegnamenti mora

Un pomeriggio da draghi
Gozzano, Palazzo municipale

Caccia al tesoro del drago a squadre per adulti e ragazzi. Ogni squadra dovrà risolvere enigmi, giochi di abilità e destrezza, superando ogni sorta di ostacolo e trabocchetto disseminato dal drago  per conquistare l'ambito premio.
Possono partecipare squadre (3-5 partecipanti) già organizzate o singoli che verranno aggregati a una nuova squadra. I minori possono partecipare solo se accompagnati da almeno un maggiorenne responsabile.
Info e preiscrizione presso l'ecomuseo (tel. 0323.89622 ecomuseo@lagodorta.net) preferibilmente entro il 20 aprile. Accredito sabato 22 aprile presso la "Corte dei cavalieri" nel Municipio, entro le 14,30. Partenza della gara alle ore 15.
I vincitori riceveranno premi offerti dai commercianti di Gozzano.

Laboratori artistici e costruzione di draghi per bambini e genitori
Laboratori didattici e artistici (carta, materiali di riciclo, cartargilla) per bambini dai 4 anni. 
Per il laboratorio di cartonnage è suggerita la presenza di un adulto che potrà partecipare all'attività.
I laboratori si svolgeranno dalle 14,30 alle 17,30 nella Corte del Drago.

Al termine merenda draghesca, per i bambini iscritti ai laboratori, nella Corte del drago.


Gozzano, Lido 
Ore 19 Apericena del drago 
Info e prenotazione al n. 0322/913150).

Ore 21 La fanciulla e il drago. Rappresentazione teatrale.
Su un paese incantato sulla riva di un placido lago incombe una terribile minaccia. Chi salverà la fanciulla offerta in sacrificio? Prestate attenzione, perché nulla è come sembra quando il drago si risveglia.

A seguire, premiazione dei vincitori della caccia al tesoro del drago.

L'iniziativa è inserita nel programma E20, il ventennale (1997-2017) della nascita dell'Ecomuseo del lago d'Orta e Mottarone.

Per iscrizioni, info sui contenuti e i costi: ecomuseo@lagodorta.net; 0323.89622.

Le offerte raccolte, dedotti i costi organizzativi, saranno devoluti al progetto "I sentieri raccontano" mirato alla valorizzazione della Torre di Buccione.

mercoledì 27 aprile 2016

Immagini da una giornata da draghi

Il ricordo dell'evento creato da Giorgio Rava
Sabato 23 scorso a Gozzano si è svolta, nell'ambito della Giornata del drago, l'evento "Una giornata da draghi", che ha visto queste creature protagoniste per un giorno. 

Ecco la fotocronaca della manifestazione, che si è aperta con l'inaugurazione della mostra del pittore Giorgio Rava, coi saluti del Comune di Gozzano, dell'Unione dei Comuni del Cusio, dell'ecomuseo del lago d'Orta e della Provincia di Novara.





Poco dopo sono partiti i laboratori di costruzione draghi, condotti dalle associazioni Teatro dei Bisognosi e Fly Zone

Floriano Negri prepara i laboratori


Non possiamo farvi vedere immagini di bambini, ma vi assicuriamo che le postazioni sono state prese d'assalto dai bimbi che trascinavano i genitori, venuti incautamente a fare la spesa al celeberrimo e antichissimo (è nato prima del Mille) mercato di Gozzano.

Nel frattempo c'era chi preparava l'apertivo del drago...


Bucunà Caffé


chi la pizza e il kebab...



e chi i biscotti!

I biscotti del drago della pasticceria Mazzetti

Ovviamente abbiamo provato tutto!





Nel pomeriggio, sotto un grande drago aquilone cinese, è partita la tavola rotonda dei draghi





A cui hanno preso parte 

Domenico Brioschi, testimone di incontri dragosi
Francesca R. D’Amato, allevatrice di draghi (a distanza)
Andrea Del Duca,  indagatore di misteri del lago
Pietro Gallo,  ricercatore di antiche ossa
Isabella Landi, lettrice di storie dragose
Marta Leandra Mandelli, inventrice di storie fantastiche
Giorgio Rava, disegnatore di carte geodragike




I relatori sotto l'immagine dell'Uroboro

Non poteva mancare nemmeno la mitica AoA!



Nel frattempo i ragazzi del CCR di Gozzano, Orta e Armeno avevano creato un drago sputafumo e si davano da fare per sostenere il progetto "I sentieri raccontano" dedicato al castello di Buccione

La faccia del drago è stata disegnata ra Giorgio Rava

 e i bambini si scatenavano a creare draghi in cartargilla!



Non solo i bambini a dire il vero perché ho visto ragazzoni tatuati e ragazze vestite di nero andarsene via con le mani sporche!

Alla sera è tornata la tranquillità, ma il drago di guardia all'ingresso  del parco sembrava sorridere! 






sabato 23 aprile 2016

La dimora dei draghi



Giulio è un bravissimo archeologo ma quando si tratta di draghi non sente ragioni: «Non ci credo, quello che mi stai dicendo è pura fantasia» affermò infervorandosi mentre camminava avanti e indietro come una belva rinchiusa in una gabbia. 
«Credimi, ho trovato finalmente il portale d’ingresso della loro dimora ma io non posso più varcarlo, vorrei che lo facessi tu che sei così scettico». A parlare era la sua amica Giovanna, grande studiosa di draghi che da anni stava cercando il punto esatto dove si erano rifugiati. 
«Ma ti pare che uno come me, che porta il nome di un santo che i draghi li ha scacciati dall’isola se ne vada in giro a cercare un contatto? Non se ne parla proprio». 
«Ti propongo una cosa, vieni con me e quando saremo arrivati deciderai». 
«Se mi proponi una passeggiata accetto volentieri ma nulla di più, sia chiaro» decretò Giulio senza ombra di ripensamenti. Il sentiero è di quelli come ce ne sono tanti, a seconda di come lo si imbocca è in salita o in discesa… 
Fatto un centinaio di metri Giovanna si sentì in dovere di dare qualche spiegazione: «Sono rimaste solo le colonne che un tempo sorreggevano forse un cancello. In paese si racconta una leggenda alla quale nessuno crede più. Quando San Giulio scacciò i draghi dall’isola si disse che si rifugiarono sul Monte Camosino ma non fu proprio così, le cose andarono diversamente. A Orta c’era qualcuno che li voleva proteggere. Non sono il simbolo del male come la chiesa da sempre vuole farci credere, sono animali fantastici, basta saperli comprendere». 
«È inutile che mi racconti tutte queste belle favolette, cammina più velocemente che prima smettiamo questa farsa prima posso tornare al mio lavoro». 
«Sei insopportabile quando fai così, sei testardo come un mulo, senza offesa per il mulo naturalmente! Tra breve arriviamo e allora dovrai ricrederti» 
Nonostante Giovanna non lo avesse avvertito Giulio capì immediatamente che le due colonne piantate lì, in mezzo al bosco alla sua destra, erano il famoso portale! 
«Ecco lo vedi? Ti sei fermato senza che ti dicessi nulla, non è forse questa la prova che hai già capito che era proprio qui che ho scoperto il punto di contatto tra il nostro e il loro mondo?» 
Preso alla sprovvista Giulio pensò fosse meglio stare zitto anche se in effetti si stava domandando perché quel luogo lo aveva attratto immediatamente. 
«E adesso che siamo qui cosa dovremmo fare?» chiese il giovane archeologo assumendo un’aria sempre più sospettosa. «Io proprio niente, sei tu che dovrai oltrepassare le due colonne, passandoci proprio nel centro ma aspetta che prima è meglio che ti spieghi bene» 
«Lo sapevo che non dovevo darti retta, tu e i tuoi draghi mi farete diventare matto un giorno o l’altro!» 
«Smettila di brontolare e sediamoci un attimo su quel muretto. Io non posso oltrepassare la soglia della dimore dei draghi perché l’ho già fatto una settimana fa e, purtroppo, a noi umani viene concesso una sola volta. Quello che ho visto al di là delle colonne… 
«Sì delle colonne d’Ercole!» 
«Stammi ad ascoltare invece di interrompermi sempre e fare battute spiritose! Non appena metterai un piede al di là, come ti dicevo, entrerai in un mondo che non ti aspetti. Non intimorirti, lasciati guidare dal cuore, quelli che incontrerai sono i discendenti dei draghi che vivevano sull’isola. Ti verrà incontro il loro guardiano, scommetto che lo riconoscerai subito, è il custode della biblioteca dei sotterranei della basilica». 
«Mi stai prendendo in giro Giovanna? Io vedo solo un bosco incolto e, a guardar bene, anche qualche cartaccia gettata dai soliti maleducati. Quello che stai raccontando è pura follia! E poi il signor Alfredo è un uomo anziano, sta bene in mezzo ai libri della biblioteca sul lago, non ce lo vedo proprio a fare il guardiano dei draghi!» 
«Lo so che non mi credi ma me l’ha raccontato lui il segreto di questo bosco e mi ha anche permesso di svelarlo a te, ti conosce bene e sa che non lo dirai ad altri. A questo punto è inutile che io continui a parlare, tanto non mi ascolti, c’è solo una cosa da fare: alzati e vai» Giulio se la rideva di gusto, avrebbe preso in giro quella credulona per mesi o anche per anni. 
«Entro così la facciamo finita con questa pagliacciata e preparati a pagare la pizza, questa sera tocca a te visto in che situazione mi hai trascinato». 
Così dicendo arrivò proprio davanti alle due colonne, stava per fare un passo quando Giovanna gli gridò: «Goditi questi momenti, non potrai più tornarci anche se, dopo, lo vorrai con tutto te stesso» «Ma che succede? È incredibile! Fantastico……..» 
Erano più di tre ore che Giovanna continuava a camminare nervosa lungo il sentiero, fortunatamente in quella stagione non era ancora molto frequentato dagli escursionisti altrimenti l’avrebbero presa per matta. Le prime ombre della sera stavano calando sul bosco mentre gli ultimi raggi del sole lottavano per rischiarare ancora il mondo. Fortunatamente l’aveva previsto e si era portata nello zainetto una torcia. 
«Li ho visti! Si sono avvicinati, c’era anche il signor Alfredo ma capisci io ho visto i draghi, li ho perfino toccati. Lo sai che un uovo si è schiuso mentre io ero lì?» 
«Prendi fiato Giulio altrimenti ti viene un infarto! Lo so quello che hai visto ma raccontamelo lentamente altrimenti non capisco. Spiegami bene del cucciolo, so che stava per nascere, come sta? Non è un evento comune perché hanno un bassissimo tasso di riproduzione» 
«È stato emozionante, il piccolino ha cominciato a rompere l’uovo proprio mentre Alfredo mi stava accompagnando a vederlo, sembrava che aspettasse proprio me, l’archeologo scettico! Quello che ho visitato è un mondo parallelo e ad alcuni viene concesso di varcare l’ingresso almeno per poche ore. Loro sono tranquilli ma i cacciatori di draghi sono sempre in agguato, non dovremo rivelare a nessuno questo segreto perché sono a rischio di estinzione e non possiamo permettere che ciò avvenga. Sarà il nostro segreto per sempre. Dimenticavo, ho avuto anche l’onore di dare il nome al piccolo drago perché sono io che ho assistito alla sua nascita e indovina come l’ho chiamato? Cusius!» 
«Sono contenta che anche tu abbia potuto vedere il loro mondo, ora però sbrighiamoci, mi devi una pizza!» concluse un po’ troppo frettolosamente Giovanna mentre, incamminandosi, tirava su col naso e si asciugava una lacrimuccia.

La dimora dei draghi è un racconto scritto dall'amica Paesesommerso per la giornata dei draghi. Grazie!

giovedì 14 aprile 2016

Una giornata da draghi... a Gozzano!



In occasione della Giornata del drago un evento dedicato a queste magiche e misteriosissime creature si svolgerà a Gozzano il 23 aprile.

Ecco il programma:

Ecomuseo del lago d’Orta e Mottarone
Comune di Gozzano
Associazione Fly Zone
Laboratorio di Arti Visive

Associazione Teatro dei Bisognosi
col patrocinio di Unione dei comuni del Cusio

organizzano

Una giornata da draghi
Gozzano, sabato 23 aprile 2016
Palazzo comunale

Programma:

Un mattino da draghi
Ore 10, inaugurazione della mostra dell’artista Giorgio Rava.
La mostra resterà aperta dal 26 al 29 aprile (16,00-18.00) e sabato 30 (10-00-12-00).

Draghi d’aria
Ore 10-12: laboratori artistici e costruzione di draghi



Un pomeriggio da draghi

I draghi, immagine e mito
15.00-17.00: tavola rotonda
Con la partecipazione di:
Domenico Brioschi
Francesca D’Amato
Andrea Del Duca
Pietro Gallo
Isabella Landi
Marta Leandra Mandelli
Giorgio Rava


Draghi di terra
15.00-17.00: costruire draghi con l’argilla, laboratori artistici

La battaglia dei draghi
17.00: Sfilata dei draghi e incontro artistico

Draghi di fuoco e d’acqua
17.30: Merenda

Le offerte raccolte saranno devolute al progetto “i sentieri raccontano” destinato alla valorizzazione della Torre di Buccione.

Info: 0323.89622 (ecomuseo)
ecomuseo@lagodorta.net

giovedì 7 aprile 2016

La giornata del drago

Anche quest'anno ritorna la Giornata del Drago!

Il blog "Il lago dei misteri" aderisce a questo evento, che sul lago d'Orta non sarà solo virtuale, ma vedrà un'intera giornata dedicata al tema. 


Segnatevi la data: 23 aprile. E il luogo: Gozzano. A breve notizie più dettagliate.

Se volete saperne di più sulla Giornata del Drago e su come anche voi potete porendere parte all'iniziativa correte subito a scoprirla qui!

#giornatadeldrago

mercoledì 22 luglio 2015

Alla corte del Dahu. Gli esseri fatati valsesiani






La mostra, allestita nella suggestiva atmosfera della Chiesa di San Carlo annessa alla Pinacoteca di Varallo, si propone di descrivere alcuni degli esseri fatati che popolavano l’immaginario delle antiche comunità valsesiane. A prendere forma attraverso dipinti e sculture, saranno ninfe, folletti, nani, gnomi, streghe, spiriti di defunti, draghi, serpenti ed altri esseri fatati che, nella percezione degli antichi abitatori della valle, popolavano montagne, alpeggi, gole, torrenti ed influenzavano la vita quotidiana dei valligiani in un rapporto fantastico e sacrale con lo spazio alpino e la magia della natura, quest’ultima illustrata per l’occasione da alcuni ‘rappresentanti’ delle collezioni naturalistiche del Museo Calderini.

mercoledì 10 giugno 2015

Un'elegante cacciatrice

Ieri sera, uscendo di casa per sbrigare una di quelle simpatiche occupazioni note come “portare fuori la spazzatura” ho notato in mezzo alla strada un animaletto.

“Cosa fai lì, micetto?” ho chiesto, preoccupato del possibile sopraggiungere di un’automobile.
Non che mi aspettassi una risposta naturalmente, ma rientra nella normalità parlare agli animali. I problemi casomai cominciano quando ti rispondono…

Ad ogni modo l’animaletto mi guardò in modo strano, dopodiché fece dietro front, portandosi sull’altro lato della strada. Fu allora che mi avvidi dell’errore. Quello che avevo di fronte non era un gatto, ma certamente un mustelide. Fece un po’ avanti e indietro, senza mostrare troppo timore, prima di lanciarsi di corsa per la strada verso il cancello di una vecchia fabbrica semidiroccata, dentro cui svanì.

Non avevo modo di fotografarlo, ma in seguito, controllando sul web, ho ipotizzato potesse trattarsi di una donnola, viste le piccole dimensioni e una certa eleganza che distingue questo grazioso animale dalla più grossa faina.

Proseguendo nell’opera di documentazione ho scoperto che la donnola era considerata da Brunetto Latini, il celeberrimo maestro di Dante Alighieri, il peggior nemico di una temibile creatura di cui abbiamo già avuto modo di parlare.

E pensando alle balze scoscese e pietrose che si trovano alle mie spalle ho rivolto un pensiero di riconoscenza alla piccola e graziosa donnola che pattuglia queste aspre rocce alla ricerca del suo grande avversario e della sua preda più ambita: il velenoso e pericolosissimo basilisco.



mercoledì 29 aprile 2015

Una sera tra i draghi

Venerdì 24 aprile a Casale Corte Cerro ci si è trovati a parlare di draghi, in occasione della Giornata del Drago. Ecco alcune foto dell'evento.




Barbabunin mostra gli atti delconvegno sui draghi "da San Giulio a San Giorgio" svoltosi a Casale alcuni anni fa.

Tanti denti: ecco spiegato il rapporto tra la fatina dei dentini e i tesori dei draghi!


Domenico Brioschi legge Ernesto Ragazzoni
Daniele Ramella presenta "L'isola del drago", un fantasy ambientato sul Cusio.

Giochiamo a... riconosci il drago?

I relatori. Sullo sfondo le opere di Giorgio Rava.



Le Tre Madri del drago


Girolaghetto, il draghetto di Girolago, incontra un'esperta


Appuntamento al 2016!

mercoledì 22 aprile 2015

A parlar di draghi nella festa di San Giorgio




Domani 23 aprile è la Giornata del drago 2015. Per festeggiarla, come è ormai tradizione, abbiamo deciso di organizzare un evento che si terrà, in collaborazione con la Biblioteca di Casale Corte Cerro, venerdì 24 aprile alle ore 21.

Una chiacchierata sui draghi dove sarà presente Francesca D’Amato, che ha steso una mappa con le tane dei 113 draghi italiani; e Daniele Ramella che nel libro “L’isola del drago” mette di fronte un San Giulio alquanto muscolare con un velenoso drago. 

A complicare le cose Daniele ha chiesto ad Alfa dei Misteri di scrivere la prefazione del volume, che contiene un altro racconto. Pertanto Alfa sarà presente in compagnia di uno dei protagonisti di questa seconda storia ambientata ai tempi nostri. Chi sia è un mistero che scoprirete solo venendo nella sala parrocchiale di Casale Corte Cerro (VB) venerdì 24 aprile alle ore 21.

Naturalmente avremo un po’ di draghi, sotto forma di una mostra realizzata da Giorgio Rava. Ma ci saranno altri draghetti, da quello del Girolago a quelli realizzati da Giovanni Crippa, che nel 2003 creò un pannello con un San Giorgio (patrono di Casale Corte Cerro) che prende per la coda un drago per allontanarlo senza fargli troppo male. Un Giorgio più amante degli animali di quanto lo dipinga la leggenda insomma.

Avremo anche qualche copia degli atti del convegno “Da San Giulio a San Giorgio Draghi e Basilischi dalle Alpi alla Cina” svoltosi nel 2003 sempre a Casale Corte Cerro. All’interno c’è un mio articolo “La figura del drago nel mondo antico. Immagine e mito” che potete scaricare da Academia.





mercoledì 4 marzo 2015

La Giornata del Drago 2015

Da alcuni anni si celebra la Giornata del drago, una simpatica occasione per ricordare queste affascinanti e misteriose creature.

Ovviamente il lago dei misteri farà la sua parte, in forme, non solo virtuali, per il momento coperte dal più riservato segreto.

Accanto alle iniziative nel mondo reale come nelle edizioni passate si moltiplicheranno gli interventi dei blogger. Racconti, immagini, testimonianze e impegno civile.

Come questa iniziativa che si propone un nobile scopo: legalizzare l'allevamento dei draghi. Del resto "il proibizionismo non ha impedito a molti trafficanti di commerciare draghi allevati in cattività. Non ha ridotto il rischio di estinzione e le varietà di draghi che abbiamo oggi riflette i gusti degli acquirenti ricchi, non le necessità ecologiche dell’ambiente in cui i draghi dovrebbero vivere..." (contina a leggere qui)

Nel frattempo, se volete saperne di più o aderire alla Giornata del Drago ecco il link giusto!

mercoledì 5 novembre 2014

Ecco anche il drago di fuoco!


La nostra caccia (fotografica) ai draghi sta dando ottimi risultati.
Ecco uno splendido drago di Fuoco, fotografato nell'atto della sua manifestazione da Giorgio Rava. Dove? Da qualche parte attorno al lago d'Orta, naturalmente, uno dei luoghi più connessi ai draghi che esistano.
Nel blog potete trovare anche draghi degli altri Elementi: Acqua, Terra e Aria. Ce ne manca ancora uno, naturalmente, ma i draghi della Quintessenza sono i più difficili da individuare.
Mi aiutate a trovarne uno?

mercoledì 29 ottobre 2014

Biancodrago


Dopo il drago nell'Acqua e quello nella Terra ecco a voi un bianco drago nell'Aria, sospeso sopra il Mottarone.
Si attendono altre segnalazioni...

mercoledì 22 ottobre 2014

Draghi di montagna



Il bello di avere amici appassionati di draghi è che li scovano un po’ ovunque. Così dopo la segnalazione della testa di drago sul fondo del lago, ecco quella di un esemplare di montagna, sul Mottarone. La foto è di Giorgio Rava.

mercoledì 15 ottobre 2014

Piccoli draghi crescono, parte seconda



Ricordate quando parlammo della misteriosa fionda che si trova a Pettenasco, sulla sponda orientale del lago d’Orta? Molti risero quando si parlò di un mezzo per disseminare uova di drago nell’acqua.  


Sennonché guardate cosa hanno trovato i sub sul fondale antistante...





Ringrazio Sergio Duella per la segnalazione. 

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.