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mercoledì 14 ottobre 2015

Il pozzo e il treno



L'altro giorno, giungendo in trasferta dalle parti di Gattico, grazioso paesino dal nome simpatico che si trova nel Novarese, vidi uno strano edificio da cui fuoriusciva vapore. Ero di fretta e non mi fermai a fare foto, ma giunto a destinazione trovai altri amici che si stavano ponendo la stessa domanda: cosa sarà mai quel misterioso pozzo? 

Grazie a un amico, grande esperto di storie locali, scoprii che l'edificio faceva parte di una serie di opere realizzate per costruire una linea ferroviaria e che sotto i nostri piedi correva una galleria di alcuni chilometri.

L'opera, realizzata agli inizi del Novecento, permetteva il collegamento ferroviario da Santhià ad Arona, superando ostacoli naturali non indifferenti. Proprio per accelerare i lavori vennero realizzati questi pozzi che consentivano di moltiplicare i punti di escavazione sotterranea.

E per evitare che qualche buontempone potesse gettare sassi sui convogli i pozzi furono escavati a una certa distanza dalla galleria, assicurandone l'aerazione e l'accesso in caso di necessità.






mercoledì 23 settembre 2015

Misteri subacquei


Qualche tempo fa un gruppo sub molto attivo in zona ha realizzato una esplorazione sulla frana che si trova nel lago d'Orta, a Oira di Nonio, in provincia del Verbano Cusio Ossola. 


Il documento è molto interessante perché per la prima volta è stata filmata la base della frana che si trova a circa 40-50 metri sotto la superficie.


domenica 8 gennaio 2012

Viaggio al centro della terra


Vi sono strane storie che raccontano di misteriosi cunicoli che s’inoltrerebbero nel sottosuolo collegando luoghi carichi di leggende.  Così, ad esempio si racconta di un prete che un giorno entrò nelle grotte di Sambughetto, nella Valle Strona, e vi vagò per giorni finché uscì in un punto molto più a valle.
Nelle grotte si riteneva vivessero misteriosi esseri femminili. Secondo la tradizione queste creature uscivano dalle grotte di notte e lanciavano una corda fino al campanile di Sambughetto. Sul filo si esibivano in acrobazie degne dei migliori equilibristi. E poiché nelle cavità si trovavano resti di animali di dimensioni e aspetto mai visto nacque l’idea che potesse trattarsi dei pasti delle streghe.


Invece a Cireggio, frazione di Omegna, esisteva un pozzo asciutto, in cui si poteva scendere grazie a robuste sbarre di ferro che fungevano da scala. Dal fondo del pozzo cominciava una galleria che conduceva a Casa Zanni, nel centro di Omegna, vicino al Carrobbio.
Si dice inoltre che un cunicolo unisse il castello di Vergano Sopra con quello di Borgomanero, mentre altri simili collegherebbero la Torre di Invorio al Castello di Massino Visconti e la basilica di S. Giuliano nel Castello di Gozzano alla torre di Buccione.
  
Alcuni sussurrano però che molti cunicoli si collegherebbero ad una rete di passaggi molto più antica, scavata prima che la nostra specie apparisse sul pianeta. Gallerie che porterebbero in luoghi segreti, difesi da trabocchetti e parole d’ordine stabilite all’alba del mondo, in lingue non umane. Luoghi nel ventre della terra in cui sarebbero custoditi tesori inimmaginabili e oggetti capaci di donare al possessore virtù, forza, ricchezza.
Esistono anche teorie più complesse e affascinanti. Secondo alcuni studiosi di teorie esoteriche, nascosto nel cuore dell’Asia si troverebbe l’accesso della mitica Agharti, “l’inaccessibile”, il regno sotterraneo in cui trovarono rifugio gli abitanti dell’Età dell’Oro, per sfuggire alla corruzione del Male.


In quel regno sotterraneo, costituito da cunicoli ramificati in tutto il mondo,  splende una luce perenne capace di far germogliare le messi, sfamando la popolazione di quel regno di eletti. Al centro di essa si trova la capitale, Shambhalla, la "Città di Smeraldo", nel cui palazzo reale prega incessantemente il Re del Mondo, che governa per una delle 14 ere dall’inizio dei tempi. La nostra sarebbe quella del Cinghiale Bianco.
Il Re del Mondo parla direttamente con Dio, ascoltandone il volere per rivelarlo agli uomini. I suoi misteriosi emissari, sfruttando passaggi segreti, sono in grado di recapitare direttamente ai potenti della Terra lettere il cui contenuto è sempre rimasto avvolto dal massimo segreto… 

sabato 13 dicembre 2008

Il labirinto dell’oscurità



La pillola di Mistero trasmessa questa sera a Siamo in Onda è dedicata alle leggende che parlano di segreti passaggi che collegherebbero alcuni luoghi: castelli, torri, chiese e caverne. Luoghi affascinanti e misteriosi, ma anche estremamente pericolosi.

Cunicoli che Il Lago dei Misteri va lentamente censendo con la collaborazione dei suoi lettori. Se conoscete una di queste leggende non esitate a segnalarcela.



Vi sono strade frettolose che corrono rapide e veloci. Altre si snodano lente, lungo le colline del lago, come a volervi invitare a guardarvi attorno, ad ammirare i paesaggi. Ci sono vie tranquille come i villaggi che attraversano, dove il tempo pare essersi fermato. Altre, sinuose come serpenti e altrettanto pericolose, se solo osate distrarvi un attimo.
Ci sono passaggi, infine, che non vedono mai la luce del sole. Non è facile trovarli, ma non per un problema di segnaletica, come accade per le strade di superficie. Non esistono frecce ad indicarli e potete mettervi alla loro ricerca solo seguendo le labili tracce di una leggenda.
I cunicoli collegano luoghi molto distanti tra loro e il loro tracciato è imprevedibile. Attraversano montagne e corsi d’acqua. S’immergono su una riva del lago per riemergere dall’altra parte, in un’altra fortezza o grotta sulla sponda opposta. Nel loro insieme costituiscono una rete fittissima nel sottosuolo, la cui mappa è impossibile ricostruire.
Lì sotto l’orientamento si perde, il tempo si ferma e la mente vacilla.
Alcuni sussurrano che molti cunicoli si collegherebbero ad una rete di passaggi molto più antica, scavata prima che la nostra specie apparisse sul pianeta. Gallerie che porterebbero in luoghi segreti, difesi da trabocchetti e parole d’ordine stabilite all’alba del mondo, in lingue non umane. Luoghi nel ventre della terra in cui sarebbero custoditi tesori inimmaginabili e oggetti capaci di donare al possessore virtù, forza, ricchezza.
Occorre solo trovare il coraggio di infilarsi nelle viscere della terra, per cercarli…

sabato 8 novembre 2008

La grotta del sogno



Aprì gli occhi all’improvviso. Pensò con sollievo che era stato solo un sogno, ma quando si mise a sedere comprese il suo errore. Ai piedi del letto c’era la borsa. L’aprì con timore: come sapeva era piena di monete d’oro. Si prese la testa tra le mani e pianse, vedendo che non aveva sognato…

Girovagando per i boschi si era trovato, senza sapere bene come, ai piedi della rocca. Aveva trovato un posto delizioso all’ombra, così si era sdraiato per schiacciare un pisolino. Si era appena addormentato quando era stato svegliato da una voce suadente.
«Vieni, entra nella caverna.»
Alzatosi, aveva visto davanti a sé, dove prima c’era solida roccia, una grande apertura. Incuriosito, si era diretto verso la luce che vedeva dinnanzi a sé. Era giunto infine in una sala sotterranea, al centro della quale si trovavano un campanaccio di ferro, una borsa piena di monete d’oro e un letto su cui giaceva una donna addormentata.
«Puoi prendere una sola cosa» disse la voce. «Il campanaccio farà moltiplicare il tuo gregge, la borsa contiene un tesoro inestimabile e sul letto giace la donna più bella del mondo. Questa scelta è data solo ogni cento anni ad un mortale. Scegli con giudizio, se puoi.»
Aveva riflettuto, guardando ora l’uno ora l’altro dei regali che gli venivano offerti. Aveva scartato subito il campanaccio, perché non era un contadino. Aveva guardato a lungo la donna, che dormiva coperta da un lenzuolo, con gli occhi chiusi su un sogno che a lui non era dato vedere. Era stato incerto a lungo, ma alla fine aveva scelto, prendendo la borsa. Con quella ne avrebbe avute mille di donne!
In quel preciso istante il campanaccio aveva suonato e la donna aveva aperto gli occhi. Li aveva visti passare in un istante dalla sorpresa alla speranza e dal desiderio alla delusione. L’ultima impressione rimastagli di quegli occhi bellissimi era il silenzioso rimprovero per aver rinunciato al grande amore della sua vita.


La pillola di mistero trasmessa questa sera a Siamo in Onda è ispirata alla famosa leggenda della grotta delle fate, che si aprirebbe ogni cento anni ai piedi della rocca si Angera (VA). Una storia ispirata a questa credenza è stata pubblicata in “Storie e leggende tra due laghi”.
Ho voluto trarne anch'io una storia, che si muove sul tema "sogno", per omaggiare il lavoro di ricerca fatto da chi prima di me si è occupato di leggende e misteri.
Ci tenevo a dirlo.

martedì 28 ottobre 2008

I sotterranei di Novara







Qualche tempo fa, parlando di misteri del sottosuolo, abbiamo citato l’attività del Gruppo Grotte Novara e le sue ricerche nel sottosuolo, ricco di cunicoli e leggende della città di Novara.

Ebbene, a conclusione delle celebrazioni per i trenta anni del Gruppo Grotte Novara (Visita della Cisterna sotterranea da protezione antiaerea di piazza S. Caterina, mostra fotografica in biblioteca, manifestazione con la gru alla festa di Sant'Agabio, mostra sulle grotte del VCO al Parco di Ghiffa, accompagnamenti al castello, ciclo cinematografico sulle grotte), il Gruppo Grotte Novara ricorda che mercoledì 29 ottobre verrà presentato il libro Il Castello di Novara e i suoi sotterranei: guida per il visitatore curioso.

La serata prevede questi interventi:
- La Novara sotterranea (non esistono solo i sotterranei del castello… Gian Domenico Cella)
- Presentazione del libro (Roberto Mazzetta)
- Novaresi al castello (Francesca Puccio)
- Un sabato al castello (audiovisivo di Filippo Caruso)
Questo ultimo appuntamento si terrà presso la sede CAI Novara, in Vicolo Santo Spirito, con inizio alle ore 21.15.
Ingresso libero.



Info:
Gian Domenico Cella
Via Minghetti, 1
28100 Novara - ITALIA
cellagd@hotmail.com
cellagd@tele2.it
0321-472989 casa
0321-699604 laboratorio



mercoledì 8 ottobre 2008

La misteriosa grotta di Orta


E' il Filosofo a ricordarmi della sua esistenza.
Sono andato a trovarlo ieri. Ed era parecchio non mi facevo vedere nella sua bottega. Per fortuna il Filosofo non è permaloso e sa come prendere le cose della vita. Anche gli amici un po’ distratti…
«Ti ho sentito alla radio, sabato sera» mi dice sorridendo «e ho letto sul tuo blog che stai facendo il censimento delle cavità misteriose. Però ne hai dimenticata una importante, qui ad Orta: il “Bus d'l'Orchera".»
«Hai ragione!» annuisco. «E pensare che me ne ha pure parlato il Maestro, poche settimane fa.»

A beneficio dei lettori non cusiani che hanno la benevolenza di seguire questo blog da ogni angolo del mondo (vero, Mosarella? ;) ) credo sia opportuno tradurre: bus d'l'Orchera significa “Buco dell’Orchera” (o “dell’Orca”). Si tratta di una grotta situata sulle sponde di quel piccolo golfo che si trova a nord della penisola di Orta ed è denominato Bagnèra.
Secondo una leggenda venne ritrovato qui la vertebra che se ne sta a far mostra di sé nella sacrestia della Basilica dell’isola. Viene indicata come “osso del Drago” benché si tratti di una vertebra di cetaceo.
La grotta è davvero un luogo misterioso. Secondo alcuni un tempo era luogo di ritrovo degli ortesi che vi si rinfrescavano e la suggestione porta ad avvicinarla al mitreo di Angera. Il quale, per alcuni, sarebbe uno degli ingressi al mondo delle fate...
Purtroppo la grotta fu incorporata in una villa ed è quindi inaccessibile. Solo una coincidenza? Come direbbe l’amico Lario3 noi crediamo di no!

mercoledì 1 ottobre 2008

Censimento dei Cunicoli - 3

Nella Valle Strona, a Sambughetto, esistono delle misteriose cavità carsiche. Si racconta di un prete che un giorno entrò nelle grotte e vi vagò per giorni, finché uscì in un punto molto più a valle.
Nelle grotte si riteneva vivessero misteriosi esseri femminili, denominati “streghe”. Secondo la tradizione queste creature uscivano dalle grotte di notte e lanciavano una corda fino al campanile di Sambughetto. Sul filo si esibivano in acrobazie degne dei migliori equilibristi.
Nelle cavità si trovavano resti di animali di dimensioni e aspetto mai visto e questo contribuì non poco ad alimentare l’idea che potesse trattarsi dei pasti delle streghe.

Su questo argomento intendo però sentire il parere di un'esperta...

Per il momento mi limito a ricordare che è in corso il censimento dei cunicoli nell’area dei laghi. Pertanto se siete a conoscenza di passaggi segreti, cunicoli, grotte misteriose e passaggi verso universi paralleli segnalateli al Lago dei Misteri.

Ricordo le altre segnalazioni.

  • A Cireggio, fino al 1928 comune autonomo e di seguito frazione di Omegna, esisteva un pozzo asciutto, in cui si poteva scendere grazie a robuste sbarre di ferro che fungevano da scala. Dal fondo del pozzo cominciava una galleria che conduceva a Casa Zanni, nel centro di Omegna, vicino al Carrobbio. Mario Bottini, Fantasmi e fisiche a Cireggio, Lo Strona. Anno 5, n. 2 Aprile/Giugno 1980, p. 39
  • C’era un cunicolo che univa il castello di Vergano Sopra con quello del Borgo (oggi l'asilo delle suore, ex oratorio femminile). Era ancora percorribile per un bel tratto ai tempi della guerra (Tenar).
  • Un cunicolo condurrebbe dalla Torre di Invorio al Castello di Massino Visconti (Terry).
  • Esisterebbe un cunicolo che collega la basilica di S. Giuliano nel Castello di Gozzano alla torre di Buccione (Davide).
  • Ad Angera esiste una grotta magica che porterebbe al regno delle fate. William Facchinetti Kerdudo.
  • OrtaBlog ha segnalato che “anni fa si favoleggiava di un cunicolo che dalle colline dietro S. Maurizio (forse in una miniera) passava sotto il lago fino a giungere sull'altra sponda (forse alla Torre di Buccione)”.
  • Gorghi improvvisi, collegamenti subacquei e mulinelli sono stati ricordati da Tenar e OrtaBlog.

sabato 26 luglio 2008

Censimento dei cunicoli - 2

Aggiorno il censimento dei cunicoli con una notizia pubblicata da Mario Bottini su Lo Strona nel 1980 (n. 2).
A Cireggio, fino al 1928 comune autonomo e di seguito frazione di Omegna, esisteva un pozzo asciutto, in cui si poteva scendere grazie a robuste sbarre di ferro che fungevano da scala. Dal fondo del pozzo cominciava una galleria che conduceva a Casa Zanni, nel centro di Omegna, vicino al Carrobbio.

martedì 3 giugno 2008

Censimento dei cunicoli - 1

Le leggende legate all’esistenza di misteriosi cunicoli hanno riscosso un buon successo. Ne è nata l’idea di avviarne un censimento. In una prima fase verranno raccolte le segnalazioni. In una seconda si cercherà di tracciare la mappa dei misteri del sottosuolo.

Le segnalazioni finora pervenute.

C’era un cunicolo che univa il castello di Vergano Sopra con quello del Borgo (oggi l'asilo delle suore, ex oratorio femminile). Era ancora percorribile per un bel tratto ai tempi della guerra (Tenar).
Dalla Torre di Invorio (?) al Castello di Massino Visconti (Terry ).
Esiste un cunicolo che collega la basilica di S. Giuliano (nel Castello di Gozzano, ndr) alla torre di Buccione (Davide).

Inviate la vostra segnalazione!

martedì 27 maggio 2008

I cunicoli

Ne parlano in tanti. Ti assicurano di averne sentito parlare da persone più che fidate. Ti indicano da dove partirebbero e dove arriverebbero. A sentir loro ce ne sarebbero ovunque. Eppure non li hanno mai visti.

Decisamente quello dei cunicoli è un mistero difficile da spiegare. Non posso che chiedere a lui…

«I cunicoli!»
La risata del Maestro rimbomba nello studio invaso di fumo, facendomi quasi pentire di avergli fatto quella domanda. Alla fine mi punta contro il terribile sigaro.
«Questa storia dei cunicoli è un’assurdità» sbuffa una nuvoletta. «Se fosse vera ogni castello avrebbe decine di passaggi segreti da cui si potrebbe arrivare, sempre passando sottoterra, fino ad altri castelli. Bada bene: anche se si trovano dall’altra parte della valle o addirittura del lago! Sarebbero opere di ingegneria straordinaria, questi cunicoli.
A cosa sarebbero serviti poi? Per andare dalla Torre di Buccione al Castello sul Monte Mesma, ad esempio? Ma dove avrebbero messo la terra di una simile opera, secondo loro? Mi dicano! Che poi i due castelli appartenevano pure a potenze nemiche: Buccione al Vescovo, il Mesma al Comune di Novara. E in quel tempo tra i due, altro che carità cristiana: volavano scomuniche, sganassoni, spadate e molte frecce!»
«Quindi è tutto inventato?» azzardo.
«Tutto magari no. Ogni castello poteva avere delle cantine e dei piccoli passaggi per uscire di nascosto. Ma raramente superavano il centinaio di metri. Non dimentichiamoci cosa comportava scavare dei tunnel all’epoca, in terreni per lo più sabbiosi, oltretutto. Lo facevano se era indispensabile, non certo per il divertimento di far buchi.
Spesso i cunicoli erano realizzati durante gli assedi. Gli assedianti scavavano per arrivare sotto le mura e minarle; gli assediati per fare ai nemici una bella sorpresa. Una guerra di talpe, insomma. I francesi, ad esempio, ne stavano scavando uno a Torino, quando Pietro Micca fece saltare tutto. Ma questa è un’altra storia...
Eppure questa dei cunicoli è una delle tradizioni più radicate. Ogni volta che parlo di castelli c’è qualcuno che vuole spiegarmi che da lì si arriva in quel posto piuttosto che in quell’altro!»

Una rete fittissima nel sottosuolo...
Non oso dire al Maestro di quanto sussurrano taluni: che molti cunicoli si collegherebbero ad una rete di passaggi molto più antica, scavata prima che la nostra specie apparisse sul pianeta. Gallerie che porterebbero in luoghi segreti, difesi da parole d’ordine stabilite all’alba del mondo, in lingue non umane. Luoghi nel ventre della terra in cui sarebbero custoditi tesori inimmaginabili e oggetti capaci di donare al possessore virtù, forza, ricchezza.
Occorre solo trovare il coraggio di infilarsi, nelle viscere della terra, per cercarli…

«È pericoloso inseguire certi sogni!»
Come se mi avesse letto nella mente il Maestro mi ammonisce con voce severa.
«Di tanto in tanto, qualche imprudente, inseguendo questo sogno, finisce in trappola. I cunicoli si rivelano per quello che sono: buchi pericolanti nel terreno, dove basta muovere una pietra per provocare un crollo e una tragedia. È accaduto non lontano da qui, purtroppo, ad un ragazzo che voleva esplorare i sotterranei di un castello in rovina. Decidemmo allora di sigillare tutti i passaggi, per evitare altri incidenti simili.»

mercoledì 14 maggio 2008

I sotterranei di Novara – 2

Il Filosofo mi aveva avvertito.

«Tra i tanti personaggi che, di tanto in tanto, mi vengono a trovare è forse il più singolare.»

Ora, seduto davanti alla scrivania, osservo il Maestro lanciare pigramente cerchi di fumo in aria, mentre il suo sigaro pestilenziale termina di avvelenare la poca aria rimasta nello studiolo.Il Maestro non ha mai insegnato a scuola, di questo il Filosofo è certo; ma non ha idea del perché lo chiamino così.

«Quante baggianate si raccontano!» ride strizzando gli occhi dietro gli occhialini, mentre il pizzetto ingiallito di fumo improvvisa una strana danza saltellante sotto il suo mento. «Fantasmi, streghe, misteri… a tutto c’è una spiegazione logica!»

«è proprio per questo che mi sono rivolto a voi» azzardo. «Mi hanno detto che avete raccolto moltissime notizie sui molti misteri del lago…»

«Dimostrando» mi interrompe puntandomi contro il sigaro «senza ombra di dubbio, che si tratta di montature. Non ci sono segreti, misteri o altro su cui indagare. Al limite qualche allucinazione, qualche suggestione, qualche truffa.»

«Infatti il vostro punto di vista sarebbe utilissimo» preciso. «Vorrei farle alcune domande per il blog che sto realizzando…»

«Internet…» storce il naso. «Pare che non sappiate pensare ad altro voi giovani! Lo sai che Internet collasserà nel 2011? È un fatto tecnico, dovuto al sovraccarico della rete per via delle quantità sempre crescenti di dati trasmessi... Comunque, cosa volevi sapere?»

«Tanto per cominciare, ho aperto una breve parentesi sui misteri di Novara. Così mi chiedevo se poteva dirci qualcosa del cavallo d’oro nei sotterranei del castello…»

«È presto detto: Leonardo stava studiando una grande statua equestre in bronzo per Ludovico il Moro. Una statua dedicata a Francesco Sforza, fondatore della casata e padre del Moro. La progettazione impegnò Leonardo per molti anni dal momento che lo scultore intendeva costruire qualcosa di assolutamente eccezionale. Finché, pressato dalle richieste del Duca, realizzò un modello in creta, che fu esposto al pubblico e che malauguratamente andò distrutto durante l’occupazione francese di Milano del 1499.

Considerate le difficoltà tecniche legate alla realizzazione di una statua come quella, gli storici ritengono che non sia stato realizzato altro che il modello esposto. Secondo alcuni però la vera statua sarebbe stata realmente costruita. E non sarebbe stata realizzata in bronzo, bensì in oro. Una colossale cavallo d'oro, realizzato col tesoro accumulato dagli Sforza. Per nasconderla alle truppe nemiche il cavallo sarebbe stato nascosto nei sotterranei del Castello di Novara. Sarebbe stato proprio il desiderio di dare un ultimo sguardo alla statua a perdere il Duca, che a Novara venne fatto prigioniero il 10 aprile del 1500.»

Il Maestro tira una lunga boccata dal sigaro.

«Ma ovviamente…» conclude giocherellando con il pesante anello d’oro che porta al dito «sono tutte sciocchezze...»

martedì 13 maggio 2008

I misteri della Novara sotterranea

Esistono città sotto le città. Luoghi dove i cunicoli si sostituiscono ai vicoli e ampie sale ipogee agli edifici.

Un luogo di tenebre e oscurità permanente, dove gli uomini si avventurano di tanto in tanto, solo per l’emozione si scoprire cosa si nasconda nel ventre della città.

Se amate questo genere di esperienze, non potete perdere il ricco programma di escursioni organizzato dal Gruppo Grotte di Novara.

Potrete visitare i sotterranei del castello, le cisterne antincendio realizzate dall’UNPA nel secolo scorso e scoprire i Labirinti della terra.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.