sabato 15 novembre 2008

Le streghe di Sambughetto



La pillola di mistero letta questa sera a Siamo in onda parla di una famosa leggenda della Valle Strona.


Le vedi volteggiare nell’aria, librandosi come libellule. Di notte paiono piccole lucciole che si muovono leggere nell’oscurità sopra la valle. Guardando meglio scoprirai però che non di insetti si tratta, ma di esseri dalle sembianze umane femminili…
Guardate là, in cielo, le streghe di Sambughetto!
Si muovono leggere, talora aiutando il loro magico volo nell’aria con un ombrellino che usano come un equilibrista sul filo. E proprio un filo è il loro segreto. Un filo magico che dalla montagna gettano sul campanile di Sambughetto per poi salirci per le loro magiche evoluzioni nell’aria. Escono dalle loro grotte e di notte si esibiscono in queste misteriose danze sospese nel cielo.
Qualcuno dice che abbiano iniziato per gioco. Altri sospettano che compiano oscuri riti magici per gettare incantesimi sul paese e su tutta la valle dello Strona, da Campello Monti fin giù ad Omegna.
Io ho un altro sospetto: le streghe gettarono la corda la prima volta per evitare di scendere dalle grotte fino al torrente e risalire su fino a Sambughetto.
Dovete sapere, infatti, che Sambughetto è un paese dalle strade così ripide che è meglio avere le ali che i piedi. Così ripido che persino le capre devono fermarsi a riprendere fiato durante la salita.
Così ripido che le donne chiesero alle streghe aiuto e consiglio per evitare che le uova delle loro galline rotolassero fino a valle. Le streghe, che in fondo sono buone, suggerirono loro un ingegnoso sistema: ogni gallina fu dotata di un sacchetto allacciato in vita, in modo da raccogliere l’uovo ancora caldo.
Per questo Sambughetto è famoso non solo per le streghe, ma anche per le galline con le mutande…

2 commenti:

  1. ...Che bellissima storia (o leggenda?)...entrando in questo blog, mi sembra di essere trasportata in un'altra dimensione, un'oasi piena di tranquillità, pace e sogno...un abbraccio e tantissimi complimenti!

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  2. Grazie Celeste, troppo gentile.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.