sabato 13 giugno 2009

Il santo degli oggetti smarriti

Oggi ricorre la festa di Sant’Antonio da Padova, al secolo Fernando di Buglione (Lisbona 1195 - Padova 1231). Oltre che per le virtù eroiche che lo portarono alla santità, questa figura è invocata per una peculiarità. Grazie al suo intervento è infatti possibile trovare gli oggetti smarriti. L’importante però è farlo recitando la giusta formula. Ve ne fornisco di seguito alcune:

Versione piemontese: "Sant Antòni pien ëd virtù feme trové lòn ch'i l'hai perdu" ("Sant'Antonio pieno di virtù fammi trovare quel che ho perso").

Versione lombarda: “Sant'Antoni dala barba bianca fam trua quel ca ma manca” (Sant'Antonio dalla barba bianca fammi trovare quello che mi manca

Esiste poi una terza versione, varesina: "Sant’Antoni dalla barba bianca famm trua’ quel che ma manca, Sant’Antoni dul purscel fam truva’ propri quel "(Sant’Antonio dalla barba bianca fammi trovare quello che mi manca, Sant’Antonio del porcello fammi trovare proprio quello).

Si noti però che in questo caso viene chiamato in soccorso un altro santo, Sant’Antonio Abate
(Sant’Antoni dul purscel), vissuto in Egitto nel III – IV secolo, la cui festa cade il 17 gennaio.
I fedeli dell'Italia meridionale, probabilmente più attenti a queste questioni, per distinguere i due santi chiamano Sant'Antonio abate "Sant'Antuono”.
Sant’Antuono è protettore degli animali domestici, nonché guaritore taumaturgico dal “Fuoco di Sant’Antonio” malattia che da lui prende il nome. Uno dei suoi simboli è il maiale, in quanto l'ordine degli Antoniani aveva il permesso di allevare maiali dentro i centri abitati. Il grasso era infatti utilizzato per ungere gli ammalati del fuoco di Sant'Antonio. I maiali erano nutriti dalla comunità e potevano scorrazzare indisturbati grazie alla campanella che portavano al collo.

Sant’Antoni dul purscel è invocato anche per trovare un altro genere di “oggetto smarrito”. A Milano le zitelle recitavano: “Sant Antoni glurius, damm la grasia de fa l’murus, dam la grasia de fal bel Sant’Antoni del campanel.” (Sant’Antonio glorioso, dammi la grazia di farmi il moroso, dammi la grazia di farlo bello, Sant’Antonio del campanello).

Curiosa e dibattuta l’origine del nome Antonio, che in ogni caso deriva dal nome della gens latina Antonius.
Il più noto esponente di questa gens fu Marco Antonio (Marcus Antonius, Roma 83 a.C. – Egitto, 30 a.C.). Braccio destro di Gaio Giulio Cesare, dopo la sua morte tenne un discorso funebre con cui sollevò il popolo contro i cesaricidi. Una celebre riscrittura moderna dell’orazione è quella contenuta nel “Giulio Cesare” di Shakespeare: «Amici, Romani, compatrioti, prestatemi orecchio; io vengo a seppellire Cesare, non a lodarlo. Il male che gli uomini fanno sopravvive loro; il bene è spesso sepolto con le loro ossa; e così sia di Cesare.» Marco Antonio è però famoso soprattutto per la sua storia d’amore con la regina d’Egitto Cleopatra, conclusasi col suicidio di entrambi dopo la sconfitta inflitta loro da Ottaviano Augusto.

L'interpretazione del nome Antonius è però controversa. Alcuni ritengono possa avere origini etrusche e significato sconosciuto; secondo altri potrebbe invece discendere dal greco “antìonos” (“nato prima”) o, ancora, potrebbe derivare dalla radice della parola greca “anthos” (fiore).

In conclusione non mi resta che fare gli auguri di buon onomastico ad tutti i lettori e le lettrici di nome Antonio/a, Antonello/a, ecc.



Aggiornamento pomeridiano: il Bunin segnala un'altra versione, casalese, della formula: "Sänt'Antòni vardè giù, fèm trovàa col ch'ij ho përdù " (Sant'Antonio guarda giù, fammi trovare quel che ho perduto).

17 commenti:

  1. Come posti mattiniero.....
    Bellissimo. Il riferimento ai proverbi è fenomenale. La distinzione poi fra i due Santi mi ha illuminato riguardo ad un dipinto su una cappella che si trova sul sentiero che da Alagna porta a Follu,in valle d'Otro. Al suo interno una statua di Sant'Antonio con in mano un lungo bastone con due campanelle. Ai suoi piedi una statuetta di un maialino. Ci eravamo chiesti, cosa mai significasse... Ed ecco la risposta Era il Sant'Antonio dal purscè!.
    Ora che con l'età sistemo le cose( libri, dischi, fumetti, riviste etc. etc..)nei posti più svariati e poi quando le cerco non le trovo più, so a che santo rivolgermi..............

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  2. @ Vernè: se di giorno ho sempre l'aria addormentata è perché di notte sono "Alfa", eheheheh.

    @ Stella: grazie.

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  3. Vivendo a Padova conosco abbastanza bene questo Santo, alcune cose però le ho scoperte leggendo il tuo post! :)

    La Basilica di Padova dedicata a Sant'Antonio è bellissima

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  4. Da zitella ...invocherò anche io Sant 'antun....

    clelia

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  5. Cavolo, a saperlo...! Ho vissuto 5 anni a Padova, sotto la protezione del Santo, e non ho mai saputo di questa storia... potevo approfittarne, magari mi faceva ritrovare qualche oggetto smarrito in uno dei miei numerosi traslochi!

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  6. non mi era mai capitato di sentire questa che per me è una novità ... d'ora in poi saprò chi invocare quando perdo qualcosa ... anche se la maggior parte delle volte so di dover incolpare la mia cattiva memoria poiché sono abilissima nel nascondere le cose, ma eccessivamente smemorata per sapere dove le ho deposte ... O_O

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  7. Tutto vero tranne che il santo dei ritrovamenti non è Sant'Antonio da Padova ma Sant'Antonio Abate che aveva la barba bianca.

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  8. Sorry non avevo letto tutto il post ma solo l'inizio e qualche commento che mi ha fuorviato...

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  9. Mi sono dimenticata di dire la cosa fondamentale e cioè che Il Santo dalla barba bianca va assolutamente ringraziato: nel recitare la filastrocca bisogna promettergli un'offerta, infatti sono approdata qui nel cercare una chiesa a lui dedicata qui a Milano perchè ho un debito consistente dovuto ad un gran numero di ritrovamenti :)

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  10. Mi sembra giusto Laura! E grazie per la segnalazione

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  11. da piccola nonna ci diceva:- Sant"Antonio di velluto, fammi trovare cio che ho perduto!!!!!!!!!!!!!!!!! E funziona!

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    1. Una nuova versione! Bene e di quale zona?

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  12. Le prime volte che usavo questa filastrcca non funzionva perche' mi dicevo : " vediamo se e' vero"
    Poi un giorno che stavo cercando una cosa mi sono detto :" continuero' a ripetere la filastrocca finche' non trovo cio' che cerco" . Ebbene l' ho trvata e da
    allora in poi funziona sempre e piu' la uo e piu' e' efficace. Questo fatto mi ha portato a delle riflessioni sulla forza della fede

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    1. Non c'è come credere in qualcosa per renderlo vero.

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  13. DOPO L'INVOCAZIONE SEGUE ANCHE IL RINGRAZIAMENTTO MA NON ME LO RICORDO CHISSA' CHE QUALCHE ANZIANO PIEMONTESE MI PUO' AIUTARE?

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    1. Non saprei, ma m'informerò. Laura, qualche commento sopra, parla di offerte.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.