mercoledì 10 giugno 2009

I coscritti. Prima parte.


Quella dei ritrovi dei coscritti è un’usanza di queste zone che non so quanto sia diffusa in altre parti d’Italia, specie a sud dell’Appennino. Non ho idea nemmeno di quali siano i limiti di questa tradizione (forse i miei lettori mi aiuteranno ad individuarli), ad ogni modo credo valga la pena parlarne.

Anche perché a queste feste prendono parte anche gli “amici dell’aperitivo” e, di tanto in tanto, lo stesso Alfa.


Cosa sono i coscritti? È presto detto: propriamente sono i ragazzi nati nello stesso anno, iscritti assieme alla leva militare. Coscritti, appunto. Naturalmente l’usanza nacque quando esisteva la coscrizione obbligatoria, che in Italia fu introdotta nel 1861 ed è rimasta in vigore fino al 2005.

Cosa facevano i coscritti? Partivano assieme per la visita d’idoneità al servizio militare. Per la maggior parte di loro quello era il primo viaggio fuori dal paesello verso una grande città. L’età e l’atmosfera goliardica dei giovani di fronte a quella avventura si possono facilmente immaginare. La lontananza da casa e il viaggio costituivano una sorta di iniziazione alla vita adulta. I coscritti in comitiva visitavano le osterie e spesso non solo quelle. Il viaggio era infatti anche l’occasione per un altro tipo di iniziazione, complice la lontananza dagli occhi delle famiglie, con la visita a qualche “casino” della città.
Alla fine i coscritti potevano tornare al paese con la patente di “abile e arruolato”. Con gli occhi dei moderni potremmo pensare alla fregatura insita in quella frase, in tempi in cui il servizio di leva durava sei anni (successivamente ridotti a cinque, tre, due, uno…).
I coscritti però si consolavano sventolando la loro lettera di arruolamento e prendendo in giro i “riformati”, coloro cioè che erano esentati dal servizio di leva per problemi di salute.
«Chi non è buono a servire il Re non è buono a servire nemmeno la Regina!».
Questo gridavano alle ragazze per metterle sull’avviso, temendo forse che i “riformati” potessero approfittare della lunga assenza degli “abili” durante il servizio militare per insidiarne le fidanzate.

Ora però che la coscrizione obbligatoria è finita è lecito chiedersi cosa abbiano mai a che fare gli “amici dell’aperitivo” e Alfa coi coscritti. Tanto più che né gli uni, né l’altro, avrebbero più l’età per andare sotto le armi.

A questo mistero tenteremo di dare una risposta domani.

5 commenti:

  1. eheheheheh
    gli anni passano, ma le abitudini restano.... se anche è solo un aperitivo è bello avere un momento per ricordare un periodo che, fra ansie e paure, per l'allontanamento da casa, è stato un'occasione per conoscere, incontrare e vivere esperienze che ancora a distanza di anni si raccontano con piacere

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  2. Mio papà, nato in un paese di montagna del bellunese, mi ha raccontato molte volte la tua stessa identica storia: gli abitanti del paese che non avevano potuto fare il servizio militare erano sbeffeggiati, le ragazze li additavano come cattivi mariti e anche le mamme sconsigliavano alle figlie di sposarli.

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  3. eh si..quelli della "leva"....
    mi spiace per sabato, mi avrebbe fatto piacere conoscerti...avremo altre occasioni

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  4. Purtroppo da me non si è mai riusciti ad organizzarle queste feste, per i motivi più svariati.

    Penso che sia una bella ricorrenza!

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  5. @ Pupottina: si.

    @ Vele: ecco, vedi...

    @ Bruno: spiace anche a me, ma proprio non è stato possibile.

    @ Sirio: massì, è divertente.

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Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.