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domenica 3 maggio 2015

Scarafaggi

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L’avevo detto a Paul.

Non entrare nel vecchio edificio in Beaconsfield Road. È chiuso da tempo ed è tutto fatiscente. Trovi solo scarafaggi e muri scrostati dove un tempo dormivano i bambini tristi. Non solo. Bisogna avere piedi leggeri da danzatore per muoversi su quei pavimenti marci, perché basta un passo falso per fare un salto nel vuoto, in quel luogo di ombre e di fantasmi, dentro i campi di fragole.

Ma lui non ha voluto ascoltarmi. Voleva incontrare Michelle là dentro, perché lei lo amava. Lo aveva detto a me, quel giorno, proprio sulla giostra dietro la tettoia, in Penny Lane.

“Non mi lasciare!” le avevo risposto io, ma lei lo amava.

Così gli ho detto: “Attento!”

C’è confusione! c’è confusione! 

L’avevo detto a Paul...

Solo non riesco a ricordare cosa. Gli ho detto di non entrare o che lei lo aspettava proprio là dentro? Perché lei lo amava. Me lo chiedo, ancora, ma c’è confusione. Nella mia testa è come se suonasse l’intera banda dei cuori solitari del Sergente Pepper.

Michelle, mia bella... Ero così felice quando ballavi con me...

Sarai anche un amante, ma tu non sei un ballerino, Paul!

Sta scendendo velocemente... 

Sì, sta scendendo!

Lascia che sia...





Il racconto è stato scritto per il n. 30 di A6 Fanzine, dedicato ai Beatles.

Quello che avete letto è probabilmente il delirio di un pazzo. Un pazzo pericoloso però, che nella sua passione per Michelle concepisce un piano omicida nei confronti di Paul, il ragazzo per il quale Michelle l’ha lasciato. Il tutto seguendo i testi dei Beatles, che potete divertirvi a identificare.



martedì 29 maggio 2012

Cadaveri eccellenti in un campo di fragole

Il 13 febbraio 1967 usciva “Strawberry fields forever” un singolo dei Beatles che in origine avrebbe dovuto essere pubblicato nell’album “Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band” ma fu lanciato come singolo con “Penny Lane”.
La canzone è considerata una delle migliori del gruppo, in un anno magico per la band che sfornava il film e l’album “Magical Mystery Tour” e il citato “Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band”. Il quale, secondo la rivista “Rolling Stone”, occupa il numero 1 della lista dei 500 album della storia del rock.

Dietro questo successo si celerebbe però un mistero. A partire dal 1969 si è diffusa la voce che Paul McCartney sia morto in un incidente stradale nel 1966, assieme alla ragazza cui aveva dato un passaggio. A suffragare questa tesi sarebbero decine di indizi sparsi nei dischi dei Beatles pubblicati dopo e, sorprendentemente, anche prima del tragico evento.
Ad esempio il fatto che Paul sia l’unico scalzo sulle strisce pedonali nella celebre copertina di “Penny Lane” (foto). O che, secondo alcuni, John Lennon alla fine di “Strawberry fields forever” canti «I buried Paul» ("ho sepolto Paul") invece di «cranberry sauce».

Tanti enigmi per uno strano rebus, smentito ufficialmente dai Beatles e dallo stesso interessato, che secondo i sostenitori della teoria “Paul è morto” sarebbe peraltro solo un sosia di nome William Campbell. Di grande talento, ci sarebbe da dire, vista la carriera musicale che continua tuttora.
La teoria ha ispirato libri, film e si è ulteriormente diffusa nell’era di internet arricchendosi di dettagli. Uno tra questi è particolarmente stravagante in quanto identifica il sosia di Paul in un figlio, o addirittura nella reincarnazione, dell'occultista Aleister Crowley.

Crowley è uno dei personaggi che compaiono sulla copertina di “Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band”. La leggenda nera che circonda la sua torbida e controversa figura ha affascinato molti personaggi del mondo della musica e della letteratura.
Il chitarrista dei Led Zeppelin Jimmy Page, ad esempio, comperò nel 1970 Boleskine House, la villa sul Loch Ness in cui aveva vissuto Crowley e su cui pesa un’atmosfera di maledizione. Vendendola nel 1980 a seguito di una serie di sciagure che avevano colpito la band.

Lo Strawberry Field di cui parla la canzone era in origine il nome di un orfanotrofio vicino alla casa di John Lennon. Il cantante era rimasto orfano della madre a 17 anni ed era legato a quel luogo nel cui giardino, incolto e misterioso, s’intrufolava con gli amici per giocare.
Strawberry Field è diventato anche il nome del memorial a lui dedicato, un’area di un ettaro nel Central Park di New York, città in cui Lennon, fu assassinato l’otto dicembre 1980 da un malato di mente che gli esplose contro cinque colpi di pistola.

Beatles – Strawberry fields forever

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.