domenica 3 maggio 2015

Scarafaggi

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L’avevo detto a Paul.

Non entrare nel vecchio edificio in Beaconsfield Road. È chiuso da tempo ed è tutto fatiscente. Trovi solo scarafaggi e muri scrostati dove un tempo dormivano i bambini tristi. Non solo. Bisogna avere piedi leggeri da danzatore per muoversi su quei pavimenti marci, perché basta un passo falso per fare un salto nel vuoto, in quel luogo di ombre e di fantasmi, dentro i campi di fragole.

Ma lui non ha voluto ascoltarmi. Voleva incontrare Michelle là dentro, perché lei lo amava. Lo aveva detto a me, quel giorno, proprio sulla giostra dietro la tettoia, in Penny Lane.

“Non mi lasciare!” le avevo risposto io, ma lei lo amava.

Così gli ho detto: “Attento!”

C’è confusione! c’è confusione! 

L’avevo detto a Paul...

Solo non riesco a ricordare cosa. Gli ho detto di non entrare o che lei lo aspettava proprio là dentro? Perché lei lo amava. Me lo chiedo, ancora, ma c’è confusione. Nella mia testa è come se suonasse l’intera banda dei cuori solitari del Sergente Pepper.

Michelle, mia bella... Ero così felice quando ballavi con me...

Sarai anche un amante, ma tu non sei un ballerino, Paul!

Sta scendendo velocemente... 

Sì, sta scendendo!

Lascia che sia...





Il racconto è stato scritto per il n. 30 di A6 Fanzine, dedicato ai Beatles.

Quello che avete letto è probabilmente il delirio di un pazzo. Un pazzo pericoloso però, che nella sua passione per Michelle concepisce un piano omicida nei confronti di Paul, il ragazzo per il quale Michelle l’ha lasciato. Il tutto seguendo i testi dei Beatles, che potete divertirvi a identificare.



2 commenti:

Lasciate una traccia del vostro passaggio, come un'onda sulle acque del Lago dei Misteri...

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.