Visualizzazione post con etichetta Tolkien. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tolkien. Mostra tutti i post

domenica 3 gennaio 2016

Il compleanno di Tolkien

J. R.R. Tolkien in uniforme - 1916


Il 3 gennaio 1892 nasceva  John Ronald Reuel Tolkien.

Qui trovate l'origine del suo nome di battesimo.

venerdì 27 novembre 2015

Tolkien, gli Inklings e Charles Williams


Alla fine degli anni Trenta un fatto nuovo venne a turbare la serenità degli incontri degli “Inklings”. C.S. Lewis incontrò e accolse entusiasticamente tra gli Inklings lo scrittore Charles Williams. Lewis lo trovava “assolutamente irresistibile” e amava i suoi libri, in cui abbondavano gli elementi fantastici innestati sulla realtà contemporanea. T.S. Eliot li definì “thriller soprannaturali o metafisici”. 

A Tolkien invece non piacevano le sue opere, che sentiva molto lontane dal proprio spirito, e talora sgradevoli. Williams, tra le altre cose, aveva posizioni religiose e filosofiche molto lontane da quelle del cattolico Tolkien. 

Faceva parte della Chiesa d’Inghilterra e scrisse numerose opere teologiche, ma era attratto anche dalla magia e dal satanismo. Aderì alla “Golden Dawn”, una setta esoterica di cui avevano fatto parte anche personaggi inquietanti, come il famigerato mago nero Aleister Crowley. 

La comparsa di Williams tra loro fu una delle cause a cui Tolkien attribuiva il raffreddamento dell’amicizia con C.S. Lewis.

venerdì 23 ottobre 2015

Tolkien e la modernità

Saruman arringa il suo esercito in una scena de "Il Signore degli Anelli"

Tolkien, pur apprezzandone alcune comodità e vantaggi, non amava la modernità, la cui peggiore incarnazione era per lui la “Macchina”. 

Forse questa avversione era nata sul fronte di battaglia della Grande Guerra e si era rafforzata durante la Seconda Guerra Mondiale, quando aveva avuto modo di osservare gli effetti tragici e disumanizzanti della tecnologia. 

Anche la ricostruzione post bellica, con la distruzione di molti dei paesaggi a lui cari influì su questa visione, che nel Signore degli Anelli appare incarnata nella figura di Saruman, lo Stregone corrotto, che come uno scienziato folle distrugge la Natura per costruire le proprie macchine e le proprie mostruose creature. 

venerdì 9 ottobre 2015

Tolkien e le lezioni su Beowulf



Nel 1925 Tolkien ottenne la cattedra di anglosassone a Oxford. Le sue lezioni erano molto popolari. 

Durante il corso era solito entrare silenziosamente nell’aula e urlare all’improvviso: “Ascoltate adesso! Abbiamo udito narrare, noi, la gloria dei re dei Danesi delle Lance, di come quei principi, nei giorni che furono, compirono gesta valorose.” 

Era l’inizio delle lezioni sul Beowulf, uno degli argomenti che amava maggiormente. Il ricordo della sua voce e del suo viso che si contorceva mentre pronunciava gli antichi versi anglosassoni s’imprimevano nella memoria degli studenti che li ricordavano a decenni di distanza.


venerdì 25 settembre 2015

Tolkien e Vegtam il Vagabondo




Una delle fonti di ispirazione per la figura di Gandalf, come dichiarato lo stesso Tolkien, è Odino nella sua forma di vagabondo. 

Nella Ynglinga saga si racconta che Odino per bere dalla Fonte di Mimir si mise in viaggio attraverso Jötunheimr, la terra dei giganti, vestendo i panni di Vegtam il Vagabondo, che portava un mantello blu e impugnava un bastone da viaggio. 

In un’illustrazione dell’Edda Poetica del 1893, Georg von Rosen disegnò Odino come un vecchio dalla lunga barba, con un cappellaccio in testa e il bastone di una lancia in mano. 

venerdì 18 settembre 2015

Le lettere di Babbo Natale a casa Tolkien

Il 25 dicembre 1920 Tolkien cominciò a mandare ai figli delle lettere firmate Babbo Natale, in cui descriveva con poesia e ironia le sue avventure e quelle dei suoi aiutanti e amici: dall’Orso Polare agli elfi, dagli Uomini di neve all’Uomo della Luna e via discorrendo. Continuò per trent’anni, corredando le lettere coi suoi disegni.





venerdì 11 settembre 2015

Il film che Tolkien non volle

Forrest J. Ackerman

Nel 1957 Forrest J. Ackerman, editore, attore, scrittore e collezionista di storie fantastiche californiano tentò di realizzare una versione cinematografica del Signore degli Anelli associandosi con Morton Grady Zimmerman e Al Brodax (quello dei cartoni animati di Popeye). 

Tolkien, che odiava le trasposizioni delle fiabe realizzate dalla Disney, inizialmente apprezzò l’idea di un film di tre ore che avrebbe utilizzato una tecnica mista di animazione, figure animate e attori. 

Quando però lesse la sinossi fu molto contrariato da come la sua storia sarebbe stata stravolta. Nel suo stile professorale scrisse una lunga critica del testo, in cui lo smontava punto per punto. Il progetto fu abbandonato.

venerdì 4 settembre 2015

Gli Elfi di Tolkien

Gli Elfi del Signore degli Anelli di Peter Jackson

L’idea di Tolkien, basata sullo studio delle antiche fiabe, era che gli Elfi assomigliassero molto di più ai cavalieri di Artù, che a “quella lunga sequela di fatine dei fiori e di spiritelli svolazzanti dotati di antenne che tanto mi stavano antipatici da bambino e che i miei figli, a loro volta, detestano.”



venerdì 7 agosto 2015

Tolkien il vichingo

Tolkien in gioventù aveva amato recitare e ogni tanto si divertiva a smettere i panni del professore modello. 

Più di una volta corse per strada travestito da vichingo, con gran sgomento dei vicini di casa, prima di inforcare la bicicletta e avviarsi a una festa in maschera organizzata dal college. 


venerdì 31 luglio 2015

Tolkien e il Libro dei racconti perduti

Nel 1916, ancora convalescente per la “febbre di trincea” Tolkien comprò un quaderno e sulla copertina scrisse “Libro dei racconti perduti”. 

Con il cuore pieno d’amore per Edith e gli occhi dell’orrore della guerra, compose il primo racconto completo, che ruotava attorno alla “Città dai Sette Nomi, dove chiunque combatta contro Melkor può trovare speranza”. 

Il titolo era “La caduta di Gondolin”, che diventerà poi uno degli episodi del Silmarillion.

venerdì 24 luglio 2015

La sacra missione di Tolkien


Nel 1911 Tolkien e tre suoi amici con cui frequentava la King Edward’s School a Birmingham, Rob Gilson, Geoffrey Bache Smith e Christopher Wiseman fondarono una società semi segreta chiamata “T.C.,B.S.” (Tea Club, Barrovian Society). 

Il nome alludeva al fatto che le loro riunioni, in cui discutevano di mitologia e lingue antiche, libri e musica, si svolgevano ufficialmente nella sala da tè vicino alla scuola in Barrow Street e, segretamente, nella biblioteca della scuola. 

Con lo scoppio della guerra si trovarono al fronte, in compagnie diverse. Tolkien incontrò G.B. Smith prima di andare all’attacco durante la Battglia della Somme. Tornò stanchissimo, dopo aver combattuto per quasi 60 ore di fila, ma era  praticamente illeso, mentre molti suoi compagni erano stati uccisi o feriti. Nel campo di Bouzincourt trovò una lettera di G.B. Smith che lo informava che Rob Gilson era caduto il primo giorno dell’attacco con altri 19 mila, falciati dalle mitragliatrici tedesche. 

In un’altra lettera Smith gli scrisse di essere rimasto profondamente scosso dalla morte dell’amico e gli affidò un solenne impegno, una missione sacra: quelli di loro che fossero sopravvissuti avrebbero dovuto portare avanti la fiamma dei “T.C.,B.S.” e creare qualcosa di cui anche coloro cui la morte aveva impedito di farlo, avrebbero potuto essere fieri. 

Pochi mesi dopo, ancora convalescente per la “febbre di trincea” portata dai pidocchi, Tolkien apprese che anche Smith era morto per le ferite andate in cancrena.

venerdì 17 luglio 2015

L'amore di Tolkien per gli alberi

Tolkien amava molto gli alberi. Un giorno incontrò una sua vicina, l’anziana signora Agnew, molto preoccupata per l’idea che il pioppo di fronte a casa potesse cadere sulla sua abitazione e distruggerla. Gentilmente riuscì a convincerla dell’assurdità di questo timore: la pianta era già stata sfrondata e potata, perciò era più facile che la casa crollasse prima dell’albero. 


Quella notte sognò la vicenda e al risveglio scrisse quello che è considerato il suo racconto più autobiografico ed era il più amato dalla famiglia, “Foglia di Niggles”, pubblicata nel volume “Albero e foglia”.

venerdì 10 luglio 2015

Tolkien e lo Spirito della Montagna



Un mistero aleggia attorno a questa cartolina che riproduce un dipinto di Josef Madlener (1881-1697) dal titolo “Der Berggeist” (Lo spirito della montagna) che ritrae le Torri del Vajolet, sulle Dolomiti. 
Tolkien vi scrisse a mano sul retro “ispirazione per Gandalf” e a lungo si è creduto che la cartolina fosse stata acquistata durante il viaggio in Svizzera del 1911. Tuttavia la figlia di Madlener dimostrò che il dipinto fu realizzato solo attorno al 1925 e in seguito utilizzato per realizzare delle cartoline natalizie.
Come e quando Tolkien ne sia entrato in possesso rimane un enigma.

venerdì 3 luglio 2015

Tolkien e le Alpi

Nelle vacanze estive del 1911 Tolkien compì un lungo viaggio a piedi attraverso le montagne svizzere da Interlaken a Zermatt. Abituato ai paesaggi collinari inglesi, la visione delle nevi perenni del Silberhorn colpì profondamente la sua immaginazione e divenne il Silvertine (Celebdil) della Terra di Mezzo dove Gandalf combatté il Balrog nella Battaglia dei due picchi. 

Più in generale, in una lettera del 1968, Tolkien indicava quell’esperienza come fonte d’ispirazione per l’attraversamento delle Montagne Nebbiose da parte di Bilbo.

venerdì 26 giugno 2015

Tolkien e lo spaventoso Orco Bianco

Ted il Sabbioso 

Tolkien trascorse la sua infanzia, tra il 1896 e il 1899 a Sarehole. Oggi è un sobborgo urbano di Birmingham, ma all’epoca era un luogo di piccole casette immerse nel verde. Ronald amava ricordare quei giorni trascorsi con il fratello Hilary e la madre Mabel, che raccontava loro fiabe e storie avventurose. 

Le campagne e i boschi attorno a Sarehole divennero così lo scenario fantastico dei giochi dei fratelli Tolkien in cui il Bene e il Male si affrontavano ogni giorno. 

Non mancavano neppure le figure spaventose, come lo scontroso mugnaio e soprattutto suo figlio, lo spaventoso Orco Bianco, un ragazzo aggressivo che incuteva loro molta paura e che decenni dopo ispirò la figura dell’odioso Ted il Sabbioso.

venerdì 19 giugno 2015

Il coraggio di Tolkien


Nel 1938 Tolkien comprese che la storia che stava scrivendo era giunta ad un punto di svolta. Quella che era nata come “il seguito dello Hobbit” stava diventando qualcosa di profondamente diverso. 

La chiave era nell’Unico Anello che Bilbo aveva trovato nel primo romanzo e che andava distrutto prima che il Negromante, che l’aveva perduto e lo cercava ovunque, potesse ritrovarlo. 

Con quattro figli da mantenere Tolkien in quegli anni si trovava in grandi difficoltà economiche e stava a galla solo correggendo i compiti, oltre il lavoro che già svolgeva. Un semplice e rassicurante seguito dello Hobbit avrebbe potuto dargli quel denaro di cui aveva bisogno. 

Se invece avesse seguito la strada che passava per l’Anello avrebbe dovuto faticare anni per creare qualcosa che da secoli nessuno aveva più nemmeno immaginato di fare e di cui l’Inghilterra sentiva la mancanza: dare corpo e ali a una nuova epica, potenzialmente adatta a un pubblico di tutte le età, ma per la quale all’epoca non esisteva un mercato. 

Tolkien, coraggiosamente, scelse la strada più impervia.

venerdì 12 giugno 2015

Tolkien alla ricerca di un seguito per Lo Hobbit



L’editore Stanley Unwin, della Allen & Unwin, dopo la pubblicazione de “Lo Hobbit” nel settembre 1937 chiese a Tolkien un seguito della storia, che aveva avuto un buon successo editoriale. Il professore gli presentò una borsa piena di carte, che conteneva anche una copia in prosa del “Silmarillion”. 

L’editore però era alla ricerca di un’altra avventura “per bambini” dove comparissero Bilbo e gli altri protagonisti della Terra di Mezzo. E lo stesso Tolkien sapeva che l’opera per lui più preziosa, il “Silmarillion”, non era ancora pronta per la pubblicazione. 

Si mise dunque a scrivere “Una festa a lungo attesa”, che l’editore accolse molto bene, invitandolo a portarlo avanti. Vari problemi personali, la guerra e soprattutto una profonda evoluzione della storia nella mente di Tolkien avrebbero reso la scrittura del “seguito de lo Hobbit” una faccenda molto lunga. E quello che ne sarebbe uscito alla fine sarebbe stato qualcosa di profondamente diverso.

venerdì 5 giugno 2015

Un buco nel tappeto per il professor Tolkien


In un noioso pomeriggio di un caldo giorno d’estate il professor Tolkien stava correggendo i compiti di letteratura inglese. 

Notando un buco nel tappeto gli venne l’impulso di scrivere, su una pagina lasciata in bianco da uno degli esaminandi: “In un buco del terreno viveva uno Hobbit”. 

In seguito cominciò a immaginare cosa fosse uno Hobbit e quale potesse essere la sua storia. Nessuno però, nemmeno lo stesso Tolkien, è riuscito a dare una data precisa a questo episodio, entrato nella leggenda.

venerdì 29 maggio 2015

Il codice segreto dei Tolkien

La chiesa di S. Maria Immacolata 


J.R.R. Tolkien ed Edith Bratt si sposarono il 22 marzo 1916 nella chiesa di S. Maria Immacolata a Warwick. 

Il 2 giugno Tolkien, che era già arruolato come ufficiale nei Lancashire Fusiliers, ricevette il telegramma in cui si annunciava la partenza per la Francia. In quei giorni la media delle perdite tra gli ufficiali sul Fonte Occidentale era di una dozzina al giorno. Edith, in preda all’angoscia, visse per mesi con il terrore che qualcuno bussasse alla porta per annunciarle la morte del marito. 

Per superare le maglie della censura, che visionava ogni lettera inviata dal fronte, e far giungere qualche informazione sulla sua posizione e condizione, Tolkien elaborò un codice segreto che consentiva a Edith di tracciare i suoi movimenti su una mappa. 



venerdì 22 maggio 2015

Tolkien e l'Anello del Nibelungo



Tolkien non amava Richard Wagner (1813-1883). 

Nonostante questo alcuni critici hanno ipotizzato un’influenza dell’opera del musicista e scrittore tedesco, che introdusse molti elementi originali rispetto alle saghe germaniche, come la “Völsunga saga”, a cui entrambi si ispirarono. 

Ad esempio hanno evidenziato i legami tra l’Unico Anello e l’Anello del Nibelungo: il malvagio gnomo nibelungo Alberich possiede un anello che gli conferisce il potere sul mondo, ma che corrompe l’animo di chi lo possiede. 

Tolkien negò esplicitamente ogni rapporto e al proposito scrisse: “Entrambi gli anelli sono rotondi e le somiglianze finiscono qui”.

Post più popolari

"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.