giovedì 8 aprile 2010

La Dama del lago - parte 3

Foto: cortesia Dama del lago

«La Maga mi ha parlato di te» comincia la Dama del Lago «e mi ha avvertita che sei un tipo piuttosto scettico. Mi chiedo come sia possibile, dati gli interessi che hai. Ma non preoccuparti: non mi piace giudicare le persone attraverso le parole di terzi.
La mia è una storia apparentemente triste, fatta di solitudine ed abbandoni. Ma, ripeto, solo apparentemente. Ad un orecchio superficiale potrebbe infatti sembrare tale. Io però, sappi, in cuor mio sono felice. Ma avrai tempo di ascoltare le mie storie.
Ora cercherò di soddisfare la tua curiosità del momento. Ti sei chiesto chi sia la bimba che è fuggita al tuo arrivo. Sì, lo so, ti stai domandando come faccia a sapere che ti sei posto questa domanda. Ricordati che sono una strega, ma soprattutto, ricordati che sono una donna; posso indovinare ciò che pensi. Voi umani siete così semplici da decifrare: basta leggere sul vostro volto e ci si trova tutto quello che vi passa per la testa. Non sapete nascondere le vostre emozioni. La bambina è un’abitante del Piccolo Popolo, anche se all’apparenza può sembrare una normalissima bambina. In realtà non è nemmeno una bambina, o per lo meno non lo è in termini di anni umani: ricorda, tutto non è sempre come sembra; bisogna osservare l’essenza di ogni cosa e non l’apparenza.
Ma per tornare alla bambina: l’ho conosciuta parecchio tempo fa, quando ancora abitavo sul lago (riportare alla memoria il lago mi mette sempre un po’ di tristezza, scusami se per un momento mi adombro). È apparsa dal nulla una sera, mentre il sole calava. Ero andata nel bosco come sono solita fare al tramonto per raccogliere alcune erbe, accompagnata dal mio fedele lupo, ed eccola sbucare da dietro un albero all’improvviso. E’ saltata fuori e si è precipitata ad abbracciare il lupo come se fossero vecchi amici. Ho capito subito che tra loro c’era qualcosa di speciale, che le loro anime si conoscevano da tempo. Ho infatti scoperto, in seguito, che la madre del lupo aveva abitato con la famiglia della bambina per parecchio tempo. Devi sapere che io non conosco la famiglia originaria del lupo: lo trovai ancora cucciolo che vagava da solo lungo il fiume e da allora non mi ha più lasciata. E’ stato lui ad adottare me, non il contrario.
Da quella sera la bambina venne a trovarci spesso: mi portava fiori bellissimi, di quelli che non si possono vedere “al di qua”, giocava col lupo, meno spesso col gatto, che preferisce starsene per i fatti suoi, passeggiavamo nei boschi, preparavamo pozioni e tisane, parlavamo di tante cose.
Poi, un giorno, fece una cosa che non aveva mai fatto prima. Mi regalò un disegno. Ma vedo che la tua curiosità sta crescendo, quindi preferisco fare una piccola pausa. Bisogna imparare a godersi le cose senza fretta. Posso offrirti qualche biscotto appena sfornato? E per accompagnarli ti porterò una tazza di tisana alla lavanda. E’ una particolare miscela di erbe rare e lavanda raccolta alle prime ore dell’alba, quando ancora tutto è ricoperto dalla rugiada che le ninfe regalano alle piante durante la notte. Ti farà sentire benissimo.»

Vi confesso che ero sopraffatto di fronte alle parole della Dama e ai dolciumi che si accatastavano deliziosi davanti a me. Così mi accomodai meglio sulla poltrona e mi misi ad ascoltare il seguito della storia, come spero farete anche voi, domani…

Parte 1 scritta da Alfa
Parte 2
scritta da Alfa
Parte 3 scritta da la Dama del Lago
Parte 4 scritta da la Dama del Lago
Parte 5
scritta da Alfa

2 commenti:

  1. Dopo aver letto andrò a mettere in infusione una buona tisana, mentre gusterò una delle mie torte, affacciata alla finestra dalla quale vedo il Monte Rosa lontano... no, ci mancherebbe, non ci provo nemmeno a spacciarmi per Dama del Lago! Solo una serie di coincidenze che non potevo non notare e poi io vivo ancora vicino al Lago, anche se non il vostro!
    E a dire il vero il Monte Rosa lo vedo solo dalla finestra del solaio; lo verdei anche da più in basso, se il mio ricco vicino non avesse piazzato delle piante non proprio secondo le regole... ma almeno sono alberi e non un brutto alto muro!
    Fine dell'inutile racconto, ciaociao!

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  2. Mi sono persa ma ora recupero le puntate miaoo

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.