lunedì 16 giugno 2008

I racconti della Maga – Il Piccolo Popolo

Per approfondire le leggende legate ai folletti mi sono ho deciso a salire da lei. Della sua esistenza me ne ha parlato il Filosofo, naturalmente.
La Maga ha il suo laboratorio su un’altura che sovrasta il Lago d’Orta. Qui intaglia il legno e altri materiali, scolpisce, dipinge e fa tante altre cose. Tra queste, parla con i rappresentanti del Piccolo Popolo. Lei stessa ha un po’ un aspetto da elfa o da gnoma, con quel suo fare saltellante, gli occhi azzurri e il troncare le frasi a mezzo lasciando all’ascoltatore il compito di mettere assieme i frammenti per dare loro un senso compiuto.

«Certo che esistono!» esclama. «Solo che non vogliono farsi vedere, perché gli umani sono cattivi nei loro confronti….»
«In che senso?» domando.
«Perché distruggono il loro ambiente: abbattono i boschi, scavano il terreno, deviano i torrenti… Molti di loro hanno dovuto fuggire perché il loro ambiente è stato distrutto.»
«Ho sentito dire che non amano le città.»
«Le odiano! Non sopportano l’inquinamento, la sporcizia, il rumore, le luci! Come fanno a danzare nell’aria guardando le stelle se ci sono ovunque lampioni e il firmamento è scomparso?»
«Così sono costretti a ritirarsi in luoghi sempre più remoti?»
«Si nascondono sempre di più, ma è quasi impossibile per loro vivere in certe regioni... Ci sono ampie zone in cui di folletti non c’è più traccia. Si ritirano nei luoghi più inaccessibili…»
«Come il Lago d’Orta?»
«Anche qui ormai è difficile per loro… macchine, moto, aerei, treni, cellulari… troppo rumore…»
«Paragonato ad altre zone non direi…»
«Ma Loro hanno un udito sensibilissimo. E le nostre macchine producono rumori che noi non sentiamo, mentre a loro danno un fastidio tremendo…»
«Sentono gli ultrasuoni come molti animali?»
«Sentono e vedono cose che noi umani non riusciamo nemmeno ad immaginare…»
«Si capisce perché, appena possono, si divertano a nostre spese.»
«Ma non tutti!»
«Solo alcuni sono burloni?»
«Si, ce ne sono alcuni che amano fare scherzi, ma altri sono pronti ad aiutarci se solo dimostriamo loro un po’ di affetto: un po’ di latte, un pezzo di pane, qualche cosa di luccicante …»
«I famosi tesori!»
«Alcuni di loro accumulano nel tempo grandi tesori, ma poi hanno paura che gli umani li scoprano, così passano buona parte del loro tempo a sorvegliarli e a nasconderli...»
«Insomma è sempre più difficile incontrarli!»
«Si, eppure, nonostante questo, gli umani continuano a perseguitarli.»
«In che senso?»
«Negando la loro esistenza! Questo li fa soffrire molto e talora li uccide!»
«Ho sentito parlare di questa storia: ogni volta che si dice che un folletto non esiste, uno di loro muore.»
«Solo se la cosa è detta sul serio, naturalmente. Però, poiché odono tutto ciò che diciamo, se qualcuno li provoca, anche solo divertendosi a negare la loro esistenza, può passare seri guai…»
«Non capisco…»
«Ci sono folletti cattivi. Molto cattivi. E, come tra le erbe, sono quelli più resistenti….»
«Ne ho sentito parlare, ma i racconti su di loro sono molto confusi. Ad esempio dalle nostre parti pare si aggiri il diabolico Ciappin…»
«Appartiene, come altri, alla stirpe degli Incubi. Sono gli unici che non hanno paura di entrare nelle città. Si muovono di notte, sedendosi sul petto di chi dorme, fermando la digestione e provocando sonni angosciosi. Alcuni rubano il respiro ai bambini. E altri, come il Ciappin…»
«Dicono che imperversi tra il Piemonte e la Lombardia. Ma nessuno dice cosa faccia esattamente...»

Mentre discendo la collina le ultime parole della Maga, formulate in modo oscuro e col viso rosso, continuano a girarmi per la mente.
«Si accanisce particolarmente contro chi non crede ai Folletti… Le vittime sono un po’ reticenti… si capisce… posso dirti che assale alle spalle, immobilizzando i malcapitati…»
Solo allora metto assieme i pezzi e il Ciappin mi appare terribilmente simile al Popo Bawa dello Zanzibar…

2 commenti:

  1. Sarò un tantino off topic, comunque...
    apprezzo la virata misty-cloudy del fondo: il nero fondo era meno affascinante di questo antracite: complimenti ad Alfa, o al suo consulente d'immagine!

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  2. Ciao Alfga!

    Simpatica la maga!
    In particolare quel suo modo di fare di lasciare la frasi a metà! Lo faccio spesso anch'io! :)

    Il nome di Ciappin è tutto un programma! Regole uno e due: starci alla larga e credere ai folletti! Double avantage: non ammazzi nessuno e tieni alla larga il Ciappin!!!!

    :D :D :D

    RispondiElimina

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.