martedì 10 giugno 2008

La spia del lago - 4. Il processo negli USA. Parte 1 di 5

Le indagini dei Carabinieri italiani e il ritrovamento del corpo del Maggiore Holohan provocarono, sull’onda delle inchieste dei giornali italiani, l’interesse dei media americani.
Il
New York Times, True e Time dedicarono alla vicenda numerosi articoli.

L’idea che i principali indiziati dell’assassinio di un Maggiore dell’esercito degli Stati Uniti d’America potessero rimanere impuniti era un fatto che, evidentemente, a molti pareva gridare vendetta.

Della vicenda si interessarono pertanto le autorità. Il 3 agosto 1950 il C.I.D. (Criminal Investigation Command), competente per i crimini commessi da soldati americani, interrogò LoDolce che fece delle ammissioni, ritrattate però l’anno successivo in un’intervista al New York Times, dopo che Icardi aveva già respinto ogni addebito.

In difesa di Icardi intervenne un altro ex agente dell’OSS, Ciaramicoli, che definì “sciocche” le dichiarazioni di LoDolce. Ciaramicoli disse inoltre ad un cronista del New York Times che a nessuno della missione Chrysler, in realtà, piaceva Holohan.
Tra le righe si legge, forse, anche la tradizionale ostilità tra immigrati irlandesi e italiani negli USA, che nemmeno gli eventi bellici e il comune pericolo erano in grado di far dimenticare.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.