martedì 12 maggio 2009

La spia del lago - 7. Nuove verità sul caso Holohan?

Il maggiore dell'O.S.S. William V. Holohan


Quasi tre anni fa su Varese News fu annunciato che la figlia di Aldo Icardi stava per portare nuove carte, fino a quel momento riservate, che avrebbero finalmente fatto luce sul caso dell’omicidio del Maggiore Holohan.

Occorre dire
che il ruolo di Aldo Icardi "Ike" nella vicenda non fu per nulla marginale. William V. Holohan era un maggiore del 2677° reggimento dell’OSS (Office of Strategic Services, l’antenato della CIA) ed era il comandante di una missione segreta (la missione “Chrysler”) paracadutata dietro le linee nemiche per coordinare i rifornimenti alleati alle formazioni partigiane.
Nella notte del 6 dicembre 1944 il Maggiore scomparve misteriosamente a San Maurizio d'Opaglio. Il tenente Aldo Icardi gli subentrò al comando e trasferì la Chrysler a Busto Arsizio. Pochi anni dopo la fine della guerra si scoprì che Holohan era stato assassinato.
Il processo svoltosi in Italia portò alla condanna in contumacia dei due agenti italoamericani che facevano parte della missione: lo stesso Icardi, condannato all’ergastolo, e il sergente Carlo LoDolce, a 22 anni. I due però non vennero estradati e rimasero liberi. Vennero assolti, per aver agito in stato di necessità, anche i due partigiani italiani Giuseppe Manini e Gualtiero Tozzini detto Pupo, le uniche altre persone presenti, la notte del 6 dicembre 1944, nella villa teatro del delitto.

Un secondo processo, svoltosi negli USA, si svolse a carico del solo Icardi che, ribadendo la propria assoluta innocenza, fu accusato di spergiuro per aver mentito ad una sottocommissione. Durante questo secondo processo la difesa di Icardi, condotta dal “superavvocato delle cause impossibili”, Edward B. Williams, gettò l’ombra del sospetto su Cino Moscatelli, comandante partigiano delle brigate garibaldine.
Il movente dell’omicidio non sarebbe stato economico (impadronirsi dei fondi segreti della missione) ma politico: Holohan, cattolico convintamene anticomunista, sarebbe stato ostile a qualsiasi ipotesi di aiuto alle formazioni “rosse” nel timore che i soldi e le armi potessero essere utilizzate, dopo la vittoria contro i nazifascisti, ad avviare la rivoluzione. Per ottenere un cambio nella linea strategia della missione (mutamento che effettivamente dopo la morte di Holohan ci fu), Moscatelli sarebbe stato il mandante dell’omicidio.
Icardi fu prosciolto per un vizio procedurale: la sottocommissione non aveva alcun diritto di interrogare Icardi, pertanto le sue risposte non potevano configurarsi come reato di spergiuro.


I nuovi documenti di cui si da notizia nell’articolo citato, ma di cui non sono noti i dettagli, indirizzerebbero i sospetti su un sesto uomo, rimasto estraneo ai procedimenti. Luigi Fusco, detto “Cinquanta”, era il comandante del gruppo garibaldino “Franco”. In realtà (la cosa venne scoperta dal S.I.P.) il Cinquanta era passato al nemico. Il tradimento del “Cinquanta” portò alla cattura dell’intero gruppo “Franco” presso il rifugio della Volante Rossa, sul Mottarone. Il Cinquanta, in seguito, fu catturato dai suoi ex compagni e giustiziato.
Secondo la nuova versione fornita da Icardi, che si è sempre proclamato innocente, dietro l’assassinio del Maggiore Holohan ci sarebbe proprio la mano del traditore “Cinquanta”. L’ipotesi, in sostanza, individua il movente del delitto non nel denaro, né nella politica, ma nelle normali dinamiche della guerra, attribuendone la colpa ad un partigiano traditore morto da tempo, sgravando così da qualsiasi responsabilità sia i subordinati americani dell'OSS, sia i partigiani.

Questa tesi solleva per altro più domande di quelle a cui fornisce risposta.

1. È credibile che il Cinquanta potesse presentarsi al rifugio segreto della Missione Chrysler a San Maurizio d'Opaglio la notte del 6 dicembre, dal momento che risultava essersi arreso col suo gruppo al nemico il 2 dicembre?
2. Se il Cinquanta (al quale, secondo i rapporti del S.I.P., era stato promesso dal Prefetto un posto come ricompensa del tradimento) fosse stato a conoscenza del rifugio segreto della Chrysler non sarebbe stato per lui più remunerativo consegnare l’intera missione alleata ai nazifascisti?
3. Perché al contrario avrebbe deciso di occultare il corpo del Maggiore affondandolo nel lago senza nemmeno segnalare l'eliminazione ai fascisti?
4. Perché della presenza del Cinquanta (il cui tradimento fu chiaro ai partigiani attorno al 9/10 dicembre) nella villa del delitto, a quanto consta, nessuno dei protagonisti ha mai fatto cenno in sede processuale?
5. Chi sarebbero, infine i complici dell’omicidio, dal momento che Holohan fu dapprima avvelenato e poi ucciso a revolverate a causa della sua imprevista resistenza all’azione del cianuro?

A queste domande auspichiamo possano dare una risposta convincente i documenti citati dall’articolo.

7 commenti:

  1. buon martedì Alfa e Lago dei Misteri!
    speriamo che la verità venga a galla presto affinché ci siano le giuste risposte alle domande che farebbero luce sulla vicenda...

    ^___________^

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  2. Quanti misteri...
    Saranno interamente chiariti? Nutro dei dubbi.

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  3. Tante domande a cui rispondere... caso ancora aperto :)

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  4. Non conoscevo questa vicenda e quest'uomo... e penso anche che questo episodio non sia da solo!!

    Un caro saluto.

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  5. Buon mercoledì ^_________^
    fra un mese esatto sarò a bordo ... non vediamo l'ora di partireeeeeeeeeeeeeee

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  6. ciaooooooooooooo
    ma da qui ero già passata?
    comunque ri-ciaooooooooo

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  7. oppure un romanzo : il giovane Holohan ?

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.