sabato 19 luglio 2008

Strani incontri nella notte



L’uomo se ne tornava alla sua cascina poco prima di mezzanotte, dopo aver passato buona parte della sera all’osteria. Improvvisamente vide un uomo sbucare dal bosco, con un gerlo in spalla. Fece per salutarlo, ma le parole gli si gelarono in gola quando riconobbe il Lino, che era morto dieci anni prima.
Ancora sconcertato riprese il cammino, finché raggiunse una zona pianeggiante nel bosco. Qui cominciò a sentire dei rumori come di piante che cadevano, nonostante non ci fosse nemmeno un alito di vento e non si vedesse nulla.
Spaventato accelerò il passo, fino all’alpe successiva. Davanti all’ingresso vide un carro, con sopra una cassa da morto, con sopra quattro ceri accesi.
In preda allo spavento si mise a correre, finché raggiunse il cancello della sua cascina. Come fece per aprirlo, però, vide due ceri accesi.
La vista gli si era oscurata ed era caduto svenuto.

Così, quanto meno, raccontò l’uomo la sera successiva all’osteria, guadagnandosi una bevuta gratuita.

5 commenti:

  1. Caro Alfa ecco perché mi hai invitato sul tuo blog.. :-)ho letto con molto interesse il tuo post..le leggende popolari mi incuriosiscono.:-)

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  2. Bel furbastro! vero o no, ha scroccato la bevuta gratis!!! Alfa, ma di che anno sei?

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  3. Benvenuta nel mio blog, Streghetta! Spero tu possa tornare a farmi visita.

    Di che anno sono M!ka? Poiché non voglio farmi identificare da chi mi conosce ti dirò che sono poco più vecchio di Morgan (il cantante, non il pirata).
    E che quando sei nata tu, io andavo al liceo...

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  4. storia misteriosa, ma la finale credo che è un po comico

    una bevuta gratis??

    forse una coca cola!!!

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  5. Ho idea che il nostro uomo non avrebbe apprezzato la coca cola, avendo una predilezione per le
    bevute alcoliche...

    Si dice anche che il tizio fosse solito mettersi in mostra coi suoi comportamenti eccentrici.
    Poiché era stato all'estero e si vantava di aver fatto fortuna, una volta si acese un sigaro con una banconota da dieci franchi.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.