sabato 5 luglio 2008

Il misterioso barcone che viaggiava ad ufo


La notizia è apparsa sulla stampa locale alcuni giorni fa. Un misterioso relitto, adagiato sul fondo del Verbano a 24 metri di profondità tra Baveno e Pallanza, è stato individuato dai sommozzatori e immediatamente messo sotto protezione dai Carabinieri, a disposizione della soprintendenza archeologica.

Il barcone ottocentesco, da alcuni definito pomposamente “galeone”, è un’imbarcazione in legno lunga circa 22 metri per 7 di larghezza. La fiancata sinistra, nelle immagini filmate presentate il 28 giugno dai Carabinieri, appare in buono stato di conservazione, mentre quella destra è distrutta, anche per il peso del carico.

La barca trasportava infatti blocchi di marmo, verosimilmente provenienti dalle cave di Candoglia e destinati alla Fabbrica del Duomo di Milano. Il tragitto di queste pietre è noto: erano trasportate via acqua sul Lago Maggiore, il Ticino e i navigli fino alla darsena del Laghetto (oggi in via Laghetto, vicino all’Università Statale).

I materiali, tradizionalmente viaggiavano “ad ufo”. Niente a che vedere coi dischi volanti, naturalmente. Queste barche erano esentate dal pagamento dei dazi, essendo il Duomo di Milano, un’opera pubblica. Le merci erano contrassegnate dalla scritta “ad usum fabricae”, abbreviata “ad U. F.”. L’espressione popolare viaggiare “ad uf” (in italiano “ad ufo”) si usa tuttora per dire “gratis”.

Le cause dell’affondamento dell’imbarcazione dei marmi che viaggiava ad ufo sono, al momento, ancora misteriose.

2 commenti:

  1. un Barcone, il marmo ero per il Duomo, queste cose sucesono in mare (ero in mare il Verbano è la via ma è un fiume?)


    un piacere legger questi articoli

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  2. Grazie Francisco.

    Verbano = Lago Maggiore.

    Il marmo era messo su barche che navigavano sul lago. Poi sul fiume Ticino. Infine c'erano dei canali (navigli) su cui le barche potevano navigare fino a Milano.
    Il marmo serviva per il Duomo di Milano.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.