lunedì 28 luglio 2008

La vecchina e i leoni



C’era una volta una vecchina che viveva in una valle piemontese…

Una valle che prende il nome dal torrente Strona, ma poiché di Strona ce n’è più di una, è bene specificare che la valle in cui abitava si trova nella provincia di Verbania…

Ooops, scusate ogni tanto mi scappa!

Devo precisare, a beneficio dei lettori che seguono questo blog da varie parti d’Italia e del mondo, che gli autoctoni, in specie i cusiani e gli ossolani si offendono molto se la provincia è chiamata col nome del capoluogo. Poiché ci tengo a mantenere sane relazioni sociali debbo precisare che il nome della provincia è "Verbano Cusio Ossola".

Questo nonostante la targa sia “VB”. La quale, badate bene, non indica Vibo Valentia. Lo sottolineo perché da un errore banale possono derivare conseguenze serie. Alcuni anni or sono la Gazzetta Ufficiale scambiò VB (Verbania, ovvero Verbano Cusio Ossola) con VV (Vibo Valentia, appunto). Il risultato fu che all’apertura delle liste per l’iscrizione degli insegnanti nel neonato Provveditorato agli Studi della provincia di Verbania, si presentarono migliaia (!) di aspiranti insegnanti dal Mezzogiorno.
Ora, se coltivi il sogno del posto fisso nella scuola, ti sei fatto un migliaio di chilometri di viaggio, hai prenotato l’albergo e sei in coda da ore davanti allo sportello, l’ultima cosa che vuoi sentirti dire è: “Guardate che la Gazzetta Ufficiale ha sbagliato. VB è Verbania non Vibo…”
Venne fuori una mezza rivoluzione, con i Carabinieri costretti a difendere gli impiegati dal linciaggio.
Racconto l’episodio a beneficio degli studenti, perché studino queste benedette provincie, se ancora a scuola le insegnano, ché poi potrebbero finire col fare, non dico i concorsi come insegnante, ma gli impiegati alla Gazzetta Ufficiale.

Verbano Cusio Ossola. Come si arrivò ad un nome così lungo? È presto detto: circa quindici anni fa gli abitanti del nord della provincia di Novara decisero che non era conveniente dover andare fino a Novara per ogni pratica di competenza provinciale. Nacque così la secessione del nord, che volle costituirsi in Provincia con un proprio Presidente, Assessori, Consiglieri e i necessari uffici burocratici per far funzionare la macchina provinciale.
Gli ossolani, da buoni montanari, vengono generalmente considerati gente dura, così cominciarono immediatamente a impuntarsi sul fatto che la nuova Provincia non potesse chiamarsi semplicemente “Verbania” (che sta, appunto sul Verbano) e pretesero la menzione dell’Ossola. Naturalmente i Cusiani si sentirono discriminati e chiesero che allora non si omettesse nemmeno il Cusio. Dopo alcuni tentativi cacofonici ne scaturì il nome attuale. Questa almeno è la versione che circola sul Cusio. È possibile che in Ossola circoli una versione alternativa in cui sono i Cusiani a fare la parte dei capatosta, mentre quelli del Verbano considerano probabilmente entrambi dei protervi rompiscatole.

Come in ogni secessione che si rispetti, ci fu una contro secessione da parte dei comuni che sarebbero stati i più meridionali della nuova provincia. Una parte della popolazione propose di farli diventare invece i più settentrionali della nuova (e ridotta) Provincia di Novara.
Poiché le popolazioni del Cusio non sono sanguigne come quelle di altri parti del mondo e soprattutto hanno la fortuna di vivere in uno stato democratico, la questione fu sancita ai bussolotti. Con le urne e le schede, intendo.
Fu così che il lago d’Orta e il lago Maggiore vennero segati a metà. Il Verbano c’era abituato: se sei diviso tra svizzeri (per quanto ticinesi) e italiani (per quanto lombardi e piemontesi), puoi sopportare che questi ultimi si dividano ulteriormente.
Ma il povero Cusio, dopo tanti anni di ritrovata unità, tornò ad essere diviso come ai tempi della Riviera di San Giulio, con Omegna che se ne andava per i fatti suoi.

A complicare le cose ci si misero le ripicche. La provincia di Novara, che prima si vantava di andare “dal Riso al Rosa” stampò una stizzita mappa della nuova provincia indicando, oltre il confine settentrionale “Hic sunt leones”: terra incognita, dove circolano i leoni.
La provincia del nord restituì la cortesia alla prima occasione propizia. Questa volta, si può dire, con alcune ragioni, dal momento che a sud i leoni ci sono davvero: al Safari Park di Pombia, che è in Provincia di Novara, per quanto vicina alla Lombardia.
Alcuni cusiani, stanchi di questa situazione, hanno pensato bene di risolvere salomonicamente la questione mettendo i leoni sia a nord di Gravellona Toce (VB) che a sud di Gozzano (NO). I cusiani, del resto, sono noti nel mondo per lo spirito d'iniziativa...

Attualmente, se navigate sul Cusio, da Omegna a Orta o da Pella ad Omegna, vi capiterà ad un certo punto di incontrare un gradino nell’acqua. Ecco, quello è il confine tra la Provincia di Novara e quella del Verbano Cusio Ossola. Talora, per quanto vi sforziate, non vi sarà in alcun modo possibile superarlo e dovrete tornarvene da dove siete venuti, con le pive nel sacco.
Alcuni cusiani, gente intraprendente come si è detto, stanno progettando un ponte per scavalcare il gradino, ma attualmente si discute se debba partire da Pella o piuttosto da Orta...

La nostra vecchina però, di tutto questo era ignara, essendo vissuta molto tempo prima di questi fatti…

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.