martedì 25 agosto 2009

Viaggio in Grecia con vampiro


Una lunga gelida estate

6 – Albè


Viaggio in Grecia con vampiro


Il giorno seguente mi affannai, invano, a cercare la mia storia, ma questa era un fantasma che sfuggiva ad ogni mio sforzo per afferrarla. Così mi sedetti e ascoltai in silenzio il racconto di Albè.
“Durante il mio viaggio in Grecia” cominciò “ho avuto modo di constatare quanto diffusa e radicata sia, presso quella gente, la credenza nell’esistenza dei vampiri. Ritengono infatti che alcuni morti possano tornare alla vita, per nutrirsi di un orribile pasto. Questi non morti, secondo quanto raccontano le leggende, si cibano unicamente di sangue umano. Come sapete Giaurro, l’eroe della resistenza greca di cui scrissi pochi anni fa, morì in battaglia dopo essersi ferocemente vendicato dell’assassino del suo unico amore. Ebbene, il suo desiderio di libertà e vendetta contro i turchi era così grande da far sì che la tomba non potesse contenerlo, così una notte egli risorse come vampiro.”
Lo sguardo fiammeggiante di Albé si posò su Claire, che si ritrasse intimorita, abbracciandomi. Devo dire che Claire in quei giorni si andava rendendo conto di quanto l’interesse di Albé nei suoi confronti stesse diminuendo. Spesso faceva scenate isteriche, lamentandosi con me di quanto tempo Albé passasse con mio marito. Cercava, credo, di suscitare la mia gelosia, ma i rapporti con il mio Cavalier Elfo erano tali da non lasciare spazio alla gelosia o ad altre simili meschinità.
“Non è di Giaurro tuttavia” riprese Albé “che voglio narrarvi, ma della strana vicenda occorsa ad un giovane, nel suo Gran Tour, avente per meta la Grecia.”
La storia proseguiva con il racconto del viaggio di questo giovane in compagnia del misterioso Augustus Darvell Questo era un uomo più anziano verso cui il giovane provava sconfinata ammirazione, ma la cui salute peggiorava man mano che il viaggio proseguiva. Finché, giunti in un cimitero turco, Darvell chiedeva al giovane di non rivelare a nessuno della sua morte, impegnandolo in un giuramento sacro. La storia si concludeva con la morte di Darvell, contrassegnata da misteriosi simboli e rituali.
“La storia dovrebbe avere un seguito” osservai.
Albé rispose con un’alzata di spalle a quella che ai suoi occhi doveva apparire come la sciocca frase di una ragazzina.
“Per quanti sforzi si possano mettere in campo” esclamò poco dopo “la banalità della prosa non sarà mai pari alla forza dirompente della poesia.”
Con quelle parole stava chiaramente dicendo quanto avesse ormai perso l’interesse per quella sfida. Per inciso Claire, che non aveva mai preso sul serio la scommessa, colse l’occasione per tirarsi fuori dalla gara.
“In ogni caso” bisbigliai io “non credo che questo racconto potrebbe arrivare a conclusione.”
L’unico a sentire le mie parole fu John, dal momento che gli occhi degli altri erano ancora puntati su Albé, che andava sostenendo l’incomparabile superiorità della poesia sulla prosa.
“Io credo, invece” mi disse John “che questa storia potrebbe diventare un vero racconto se solo qualcuno vi mettesse mano. E sono pronto a scommetterlo.”
In seguito John avrebbe vinto la scommessa, ma questo non lo avrebbe salvato dalla sua tragica fine.


Segue: Lord Ruthwen

4 commenti:

  1. Urca!
    vedo che dovrò leggere un bel po' per mettermi in pari con una Lunga e gelida estate!
    Per il momento lascio solo un saluto e torno con un po' più di calma nei prossimi giorni

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  2. Creature affascinanti i signori della notte ......
    e affascinanti i tuoi racconti maaaoooooohhhhh

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  3. @ Tenar: anch'io sono in arretrato, del resto...

    @ Felinità: vedrai quali vampiri salteranno fuori, tra poco.

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  4. ciao Alfa, bentornato!
    suggestivo questo racconto e ben strutturati questi tuoi personaggi!

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.