giovedì 20 agosto 2009

La villa sul lago.


Una lunga gelida estate

5 – Un’estate piovosa.

La villa sul lago.

«Era il maggio del 1816» cominciò a scrivere la donna. «In quell’anno mio marito ed io, in compagnia del piccolo Will e di Claire, la mia sorellastra, decidemmo di abbandonare per qualche tempo l’Inghilterra per visitare la Svizzera. Prendemmo in affitto una piccola casa sul lago, nei dintorni di Ginevra.»
Il suo sguardo vagò per un po’ fuori dalla finestra incantato dall’azzurro del Golfo Borromeo. Infine tornò a posarsi sul foglio, che attendeva riprendesse il racconto.
«L’insistenza di Claire nel prendere dimora in quel luogo, sistemazione per altro a noi ben lieta, era dovuta al fatto che in una villa vicina avrebbe preso dimora Albè, di cui Claire non solo era da qualche tempo amante, ma di cui era incinta, come avremmo constatato di lì a poco.
Come ho avuto modo di sottolineare, al mio cavalier Elfo e a me il fatto di essere per qualche tempo vicini di casa di un simile genio non dispiaceva affatto. Tanto più che Albé aveva scelto di trascorrere qualche tempo in quella villa, in compagnia del suo medico personale, per via dell’ispirazione che quel luogo aveva a suo tempo esercitato sul genio di Milton.
Del resto, sia Albé che mio marito, proprio in quel periodo, descrivevano entrambi nei loro versi la figura di Prometeo. Si può immaginare quindi che conversazioni prendessero le nostre ore sul lago o passeggiando sulle sponde. E quale impronta divina conferivano i versi a quei luoghi che li avevano ispirati!
Né mancavano momenti divertenti, come quando il mio fratellino (così chiamavo John, il medico personale di Albè), per un gesto galante nei miei confronti saltò da un muro, facendosi male all’anca. Credo che il povero John fosse un poco innamorato di me, sebbene non avesse alcuna speranza dal momento che il mio cuore era stato donato per sempre al mio Cavalier Elfo.
Ad ogni modo, quell’estate si rivelò particolarmente piovosa ed inclemente. La pioggia, spesso, ci confinava in casa per giorni e giorni. Ci capitarono tra le mani alcuni libri di storie di fantasmi. Così, per passare il tempo in quelle fredde serate davanti al camino, ci demmo alla lettura. Ricordo ancora distintamente, pur non avendo più letto quei libri, alcune di quelle storie.
»

Segue: L’amante infedele

3 commenti:

  1. Mi sa che non ti è mai arrivato l'altro commento, ma ti ribadisco che mi ero sempre chiesta che strana estate per un lago italiano, fu quella vissuta dal gruppo di amici, e che avrebbe ispirato una scommessa un po' folle e un ancor più fantastico e mostruoso personaggio ad una delicata signora della terra d'albione. MMMMAAAAAOOOOOOO

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  2. un bel ritratto di un'epoca passata questo racconto.
    il diario di Camilla diventa sempre più complesso.... scriveva sotto possessione?
    ;-)

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  3. era arrivato, ma ero andato. sulle tracce di una famosa scrittrice, in un paese straniero...

    @ Pupottina: in qualche modo sì...

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.