domenica 16 agosto 2009

La neve in estate.






Una lunga gelida estate



3. L’anno senza estate


La neve in estate.




Il dottor Hawking richiuse la porta alle sue spalle, lottando contro il vento gelato. Si tolse rapidamente il cappello e la mantella, scuotendosi di dosso la neve e si avvicinò al fuoco, strofinando le mani per riscaldarle.
«Continua a nevicare» mormorò.
«Mai vista una cosa del genere» annuì il giudice Johnson.
«Prima il ghiaccio ha distrutto i raccolti, ora le tempeste di neve stanno completando l’opera. I fiumi e i laghi ghiacciano e siamo in piena estate!»
«Per fortuna almeno la guerra con gli Inglesi è finita. Non oso pensare cosa sarebbe accaduto altrimenti.»
«Anche così sarà un disastro» commentò il dottore. «Il prezzo dei cereali sta salendo in modo vertiginoso. Gli animali muoiono. La gente è ridotta alla fame. Ho già contato almeno tre casi di morte per denutrizione a cui dovremo aggiungere le malattie. I corpi debilitati si ammalano più facilmente.»
«Il Governo dovrà fare qualcosa, non può restare muto di fronte ad una catastrofe di queste proporzioni.».
«L’unica cosa che può fare il Governo è consentire la colonizzazione delle terre ad ovest. Hanno un clima più mite e sono ottime per la coltivazione del mais.»
«Impossibile» il vecchio giudice scosse la testa. «Ci sono i trattati con gli Indiani e gli accordi con l’Inghilterra….»
«Se lei avesse visto» il dottore fissò le fiamme agitarsi nel camino «come ho visto io, la disperazione negli occhi dei padri e delle madri che non sanno più cosa dare da mangiare ai loro figli, saprebbe che nessuna legge, nessun trattato potrà fermare la colonizzazione. E poi, suvvia, un trattato con dei selvaggi? Chi oserà far valere i loro diritti contro quelli di migliaia di cittadini americani? Cosa volete che faccia l’Inghilterra? L’Inghilterra è lontana e ha già abbandonato al loro destino i suoi alleati indigeni. Purché i confini della colonia canadese siano rispettati, l’Inghilterra non muoverà un dito e non dirà una parola. Presto, molto presto, sciami di coloni si avventeranno sulle terre dell’ovest per dissodarle, seminare il mais e prosperare.»
Il giudice tese le mani verso il camino per scacciare un lungo brivido.
«E, credete a me, giudice» proseguì il dottor Hawking. «Questo sarà solo il primo morso e il suo gusto dolce attirerà altri lupi. Se è vero ciò che penso, che questa gelida estate, cioè, non sia solo un fenomeno americano, ma mondiale, presto dall’Europa giungeranno qui migliaia di affamati. Gente che ha combattuto per e contro Napoleone, magari. Credete forse che si faranno spaventare da quattro pellerossa? No, caro giudice, la corsa all’ovest comincia ora e non si fermerà se non sulla costa del Pacifico, spazzando via qualunque cosa cercherà di ostacolarla.»


Segue: Mille e ottocento e muori ghiacciato

4 commenti:

  1. Un collegamento infinito tra nazioni e piccole storie sbattute contro la Storia dei Grandi.

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  2. il periodo storico viene inquadrato su tutti i fronti....

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  3. Si son presi i nostri cuori sotto una coperta scura...

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  4. @ Felinità e Pupottina: storie piccole e grandi s'intrecciano continuamente.

    @ Anonimo: sì, purtroppo...

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.