domenica 21 dicembre 2008

Una disavventura natalizia per il Gino

A Natale tutti sono più buoni. Il sentimento di letizia porta le persone ad aprire il portafogli per alleviare, forse, con un gesto della mano il senso di colpa per ciò che non fanno nel resto dell’anno.
Il Gino questo lo sapeva e così decise di adeguarsi. Il suo piano era semplice, ma di una tagliente efficacia. Sarebbe entrato nella Chiesa, confondendosi coi fedeli che vi vanno per pregare. Quindi avrebbe, con mossa fulminea, preso le offerte dileguandosi all’esterno, dove l’attendeva il fido motorino.
Detto fatto. Entrò, si guardò attorno e si sedette in un banco, vicino alla cassetta delle offerte. Non appena vide di essere rimasto solo, si avvicinò alla cassetta e…
ZAFF
In un attimo la sua mano era all’interno, arraffando quante più banconote poteva. Quindi diede il via alla seconda parte del piano. Tirò la mano… e si accorse di essere rimasto incastrato!
L’agitò, tirò, spinse, imprecò tra i denti, ma niente da fare. L’inesorabile cassetta lo stringeva come un paio di manette, sotto gli occhi levati al cielo dei Santi e della Madonna i cui nomi erano richiamati più volte nella sibilata litania del Gino.

Alla fine, comprendendo di essere incastrato senza possibilità di liberazione, fece l’unica cosa che gli restava da fare: prese con sé la cassetta per uscire. Sennonché la benedetta cassetta era del modello antico, fatto apposta per scoraggiare i ladri sacrileghi, che non sono mai mancati, nemmeno nel bel tempo andato. Era di legno massiccio e rinforzato e soprattutto pesava. O Signore quanto pesava!
Così il Gino fece la sua uscita dalla chiesa trascinandosi dietro quell’enormità, che non aveva alcun desiderio di lasciare la sicurezza del luogo sacro e l’invitava anzi a rimanere con lei all’interno.
Con uno sforzo sovrumano il Gino raggiunse il motorino, ma lì constatò quanto fosse difficile guidarlo con la destra incastrata in una trappola di legno di quelle dimensioni.
In quel mentre il Gino fu visto da due parrocchiani. Quasi contemporaneamente il Gino vide i due che si dirigevano verso di lui con aria assai poco caritatevole.
Così, decise di allontanarsi a piedi, trascinandosi dietro la cassetta. Cosa assai più semplice da dirsi che da farsi. I due tra l’altro erano già diventati cinque, perché alcune pie donne avevano notato la scena e si erano messe ad urlare.
Il Gino, sudando e arrancando come nostro Signore sotto il peso della croce, pregava in cuor suo che gli fosse risparmiato ciò che stava per accadere. Le sue preghiere però non vennero esaudite ed il Gino fu presto raggiunto e circondato da una dozzina di uomini e donne che gli diedero una rapida ed energica lezione sul rispetto delle cose sacre.
Pochi minuti dopo la sirena dei Carabinieri parve il coro degli angeli al povero Gino che gonfio e pesto fu portato dal Giudice.
Non prima di aver effettuato una sosta tecnica dal falegname per liberarlo dalla cassetta.

9 commenti:

  1. Oh mamma mia... rubare in chiesa no!
    Ma questo Gino è più sfigato di Cattivik!!!

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  2. Ahahhaah, troppo forte! Soprattutto la parte delle pie donne che si mettono ad urlare!

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  3. @ Tarkan: il Gino è un ladro a 360 gradi...

    @ Vele: credo che le pie donne abbiano anche urlato "più forte, più forte!" ad un certo punto...

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  4. Realmente accaduto?

    O è un fatto romanzato?

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  5. secondo me la cassetta delle offerte era una trappola di SAW l'enigmista..!!!!

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  6. Miticissimo il Gino :-D
    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

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  7. @ Stella: l'avvocato Volpicini giura che le (dis-)avventure del Gino sono tutte vere...

    @ Bruno: non lo escluderei.

    @ Tenar: e siamo solo all'inizio...

    @ Lario3: ^___^

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  8. Povero Gino..però rubare in chiesa!

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.