domenica 7 dicembre 2008

Lettura del mese scorso: Firmino




Avevo sempre immaginato che la storia della mia vita, se un giorno l’avessi scritta, sarebbe cominciata con un capoverso memorabile: lirico come il «Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi» di Nabokov o, se non altro, di grande respiro come il tolstojano: «Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo». La gente ricorda espressioni del genere anche quando del libro ha dimenticato tutto il resto. Comunque, a proposito di incipit, il migliore a mio avviso non può che ritenersi quello del Buon Soldato di Ford Madox Ford: «Questa è la storia più triste che abbia mai sentito».

Sam Savage, Firmino


Firmino è un piccolo grande libro, ed è al tempo stesso un caso editoriale: il libro di un esordiente, pubblicato da una piccola casa editrice ed esploso grazie al tam tam dei lettori.
Il libro è una dichiarazione d’amore per la lettura e la fantasia. È la storia dell’amore, apparentemente impossibile per i libri, di Firmino, il protagonista. Impossibile perché Firmino è un ratto. Un ratto che ha di se stesso un’idea pessima ed è considerato brutto e sgraziato dai suoi stessi consimili. Un pervertito, come egli stesso si definisce, che trova nei libri la sua personale strada verso il riscatto. Inizia masticandoli, come ogni buon roditore. Poi, pagina dopo pagina, comincia ad assimilarne non solo le scarse sostanza nutritive, ma il contenuto. Quindi impara a leggerli e smette definitivamente di mangiarli, giungendo a pentirsi di questo suo peccato di gioventù.
I numerosi libri letti, egli vive in una libreria, gli aprono la strada per la comprensione del mondo degli umani, dei quali desidererebbe l’amicizia. Di qui il secondo amore impossibile di Firmino, condannato dal destino in un corpo di ratto, con tutte le spiacevoli conseguenze del caso.
Il terzo amore di Firmino è quello per il cinema. Rosicchiando pop corn nella sala proiezioni di uno sgangherato cinema di periferia, scopre il fascino delle immagini in movimento. I suoi gusti spaziano dall’eleganza di Fred Astaire alla morbosa attrazione per le “Bellezze” protagoniste dei sordidi film che vengono trasmessi dopo un certo orario. Passa ore in estatica ammirazione, trascurando il cibo e talora ogni elementare prudenza.

Firmino è una piccola fiaba sulla magia della lettura e della narrazione. Un libro insieme commovente e divertente, pieno di citazioni lasciate scivolare sulle pagine con un’eleganza e una levità fuori dal comune.

Un libro da non perdere e un ottimo regalo per il Natale prossimo venturo.

8 commenti:

  1. MI fa venire in mente un vecchio riddle inglese sulla tignola che divorava i libri rimanendo sempre ignorante...
    Comunque la tematica sembra molto interessante, vorrei proprio leggerlo, spero solo di avere il tempo

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  2. grazie per il consiglio
    ciao
    Michele pianetatempolibero

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  3. Grazie per il consiglio :-D
    Grazie anche per il commento, CIAO!!!

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  4. visita tutto il mio sito non te ne pentirai e commenta

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  5. Grazie a voi per i commenti.
    Il libro è piccolo e agile e si legge velocemente, perché avvince dalla prima all'ultima pagina.

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  6. Mh, bene, avevo addocchiato questo libro e un po' m'ispirava, ma non ero del tutto convinta (forse perchè la mia indole gattesca non va molto d'accordo coi topi... diciamo pure che mi fanno impressione). Però se ne parli così calorosamente mi viene voglia di leggerlo! Lo cercherò in biblioteca :-)

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  7. Ciao Alfa, lo trovo molo profondo questo racconto e la storia di Flaminio può farci ragionare moltissimo. Buona settimana. .-II

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.