domenica 28 dicembre 2008

La leggenda del Sasso Gambello



«In occasione del Natale ho deciso di raccontarti anch’io una leggenda».
Il Rubinettaio pare deciso a lasciare per un po’ da parte i suoi rubinetti…
«È una leggenda che ho trovato in un libro che credo ti interesserà: “Incisioni rupestri e megalitismo nel Verbano Cusio Ossola”. Gli autori sono Fabio Copiatti, Alberto De Giuli e Ausilio Priuli. Come protrai leggere, c’è una storia molto interessante alla pagina 84…»
Il Rubinettaio alle volte mi sorprende per la sua precisione. Dovessi cambiare i rubinetti me ne ricorderò…
«Come sai, la Sacra Famiglia dovette fuggire, perché inseguita dai soldati di Erode. La sua lunga fuga si concluse in Egitto, come noto, ma prima vide i tre fuggitivi errare un bel po’ per il mondo.
Un giorno i tre, sempre in fuga, giunsero anche sul Lago d’Orta. Pensavano di essere ormai al sicuro, sul pianoro di Cireggio, quando si accorsero che le guardie erano ormai vicine. La leggenda parla in realtà di ariani, ma è chiaro che qui i vecchi sbagliavano, giacché non potevano esserci seguaci di Ario a quel periodo!»
«In effetti», sorrido, «è improbabile che potessero esserci degli eretici cristiani ariani quando il Bambinello non aveva ancora cominciato a parlare…»
«Ad ogni modo i tre cominciarono a fuggire, finché non giunsero sul ciglio di quella profonda forra che è chiamata il Paradiso dei cani…»
«Aspetta!» lo interrompo «dei cani o dei Cani? Esiste una famiglia importante con quel cognome nella Valle Strona, che è appena lì sopra.»
«Questo non lo so» ammette il Rubinettaio. «In effetti la leggenda ha parecchi aspetti misteriosi. Te la racconto proprio per questo. Comunque ti stavo dicendo… Giunti sull’orlo del precipizio, Giuseppe si carica in spalla Maria, che tiene stretto al petto il Bambino e fa un gran salto. Gli inseguitori rimangono con la bocca spalancata, mentre i tre saltano l’intera valle, atterrando miracolosamente illesi, sull’altra sponda. L’impronta del piede di San Giuseppe è ancora ben visibile sul Sasso Gabello, come viene chiamata la roccia su cui atterrò. Lì fu costruita una cappelletta con un affresco dedicato alla Sacra Famiglia.»
«Ti ringrazio» annuisco «ma più che una leggenda questo pare un vero enigma, tanto più che il Sasso Gabello è ricoperto di misteriose incisioni, scritte e date di cui nessuno finora è riuscito a spiegare pienamente il significato…»

4 commenti:

  1. Ciao! Bella storia come al solito, mi piacerebbe saperne di più sul tipo di scritte e incisioni del sasso!

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  2. bella la storia ... e ne ho subito approfittato per linkare il tuo blog.
    Ciao Marco

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  3. ...hum... volevo nominarti senza dirtelo, perchè meriti questo premio... ma non mi sembrava giusto non dirtelo.
    Bhè, io nella lista dei nominati ti ho messo, so' che non ti piacciono le catene quindi non c'è bisogno di continuarla!
    Ciao carissimo Alfa un bacio e.... non mi odiare!! eheheh scherzo!!

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  4. @ Vele: magari prima o poi ne parlerò. Se ti interessano i racconti e le tradizioni legate alle pietre ti consiglio di dare un occhio a ciò che ho scritto sotto l'etichetta pietra.

    @ Marcaval: ^___^

    @ Desy: sono onorato e commosso...
    *___*

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.