lunedì 9 marzo 2009

E citazioni


Non avete problemi alla vista. Non è caduta una “c”. Oggi parliamo di citazioni sul web. Giusto per rimanere in tema partiamo proprio da una citazione.

“Non v’è meno spirito né meno inventiva nel citare in modo appropriato un pensiero trovato in un libro che nell’essere il primo autore di quel pensiero.”
Pierre Bayle, Dizionario storico e critico.

Occorre premettere che citare sulla rete è cosa quanto mai complessa. Se per le pubblicazioni scientifiche esistono criteri (abbastanza) ben definiti, su internet il problema di come citare è oggetto di vivaci discussioni (qui trovate un interessante esempio)

L’esistenza stessa della rete, con la possibilità (almeno teorica) concessa, per la prima volta nella storia dell’umanità, a centinaia di milioni di persone di pubblicare ogni tipo di contenuto senza che sia possibile un controllo preventivo costituisce una formidabile minaccia nei confronti dei detentori tradizionali del potere di controllare e distribuire i prodotti dell’ingegno umano (case editrici, giornali, case discografiche, televisione, ecc…).

Non intendo addentrarmi nella complessa materia dei diritti legali. Tutta la questione del copyright è infatti oggetto in questi ultimi anni di una profonda evoluzione e di un acceso dibattito. Mi limiterò a segnalare alcuni link utili tratti da Wikipedia.
Per inciso segnalo che anche Wikipedia è al centro, a sua volta, di fortissime polemiche sia per i problemi legati al copyright, sia per la qualità dei contenuti (si vedano a questo proposito le critiche del blog Perle complottiste).

E veniamo al punto. Oltre al diritto dello sfruttamento economico delle opere intellettuali, esiste un diritto morale dell’autore, in particolare (per quello che ci interessa in questa sede) alla titolarità artistica dell'opera.
Questo diritto venne sancito già nella Convenzione di Berna del 1886 (il promotore fu Victor Hugo) con cui si definivano i criteri internazionali per il suo riconoscimento.
La stessa Convenzione sanciva peraltro anche il diritto di corta citazione.

In cosa consiste? E' possibile citare parti dell’opera di altri autori, purché si rispettino determinate regole. Tra queste (art. 10, comma 3 della Convenzione) è previsto che “le citazioni … dovranno menzionare la fonte e, se vi compare, il nome dell'autore”.

Questo diritto è stato ripreso anche dalla legislazione italiana, in particolare dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 (segnalo il testo disponibile su http://www.interlex.it/testi/l41_633.htm#70 e, in particolar modo l’art. 70, per l’uso delle immagini) successivamente modificata proprio per far fronte allo sviluppo di internet.

Se per il diritto allo sfruttamento economico la legge prevede un limite temporale (70 anni dalla morte dell’autore), oltre il quale l'opera diviene di pubblico dominio ed è liberamente utilizzabile da chiunque anche a fini economici, il diritto morale dell’autore alla titolarità artistica dell'opera non si estingue mai.

Cosa vuol dire questo in concreto? Facciamo un esempio. Posso pubblicare l’intera opera di Omero senza pagare alcun diritto (a chi del resto?) e traendone un utile (ma non dovrò violare il diritto dei traduttori dal testo originale in greco!). Non posso però citare un suo verso omettendo di indicarne la paternità artistica.

Chiaramente questa regola conosce delle (apparenti) eccezioni. L’amico Tarkan ha recentemente pubblicato una poesia di Emily Bronte senza indicare il nome dell’autrice. L’ha fatto però nella forma di un enigma, invitando i lettori ad indovinare di chi potessero essere quei versi. E il giorno successivo ha fatto seguire un interessante post in cui ha parlato della Bronte. Bravo Tarkan, ben fatto!

Ci sono invece blog che ritengono di poter usare una citazione senza indicare l’autore. Si giustificano dicendo che non è necessario; che quando un'opera è nota, si distacca dall'autore e diventa un bene pubblico, di libera fruizione; che ciò che conta sono le emozioni che trasudano dai versi di noti poeti; che comunque i lettori non sono rape e sanno riconoscerli…
(In questo caso, contrariamente a quanto faccio di solito, non citerò l’autore di queste parole. Non è mia intenzione polemizzare con una persona, ma discutere un’idea.)

Mi spiace, ma non condivido affatto questa opinione.

Usare i versi di un autore sul proprio blog (quale che ne sia il motivo) senza citarlo per me è una violazione del diritto morale dell’autore. Al di là degli obblighi di legge, indicarne il nome non è un’azione “saputella”, ma un doveroso omaggio nei confronti di chi ha donato le creazioni del proprio genio all’umanità.
Anche se si tratta di un poeta persiano medievale. Anzi, a maggior ragione proprio perché si tratta di un poeta persiano medievale, che a scuola normalmente non si studia e che la maggior parte dei lettori non conosce (me compreso, ma forse io non faccio testo, perché sono una “rapa”).

Esiste infatti anche il diritto del lettore ad essere informato correttamente senza essere tratto in inganno.

Ora però vorrei sentire il parere dei lettori.

È giusto riportare una citazione senza indicare il nome dell’autore?

Cosa direste se le vostre parole, una vostra poesia o canzone fossero riportate da un altro blogger o da un giornale, senza nemmeno citare la fonte?

Mi piacerebbe ascoltare anche il parere di chi la pensa diversamente da me, naturalmente. Ricordando però una cosa. Nessuno ha il diritto di sindacare su ciò che scrivo sul mio computer a casa mia. Quando però “pubblico” sul web (come dice la parola stessa) devo sapere che quello che scrivo non è più cosa privata, ma pubblica; che lo spazio sul web di cui uso non è “casa mia”; che esistono delle regole; e che ciò che scrivo e come lo scrivo può essere contestato, in varie forme, sempre nel rispetto della legge e della buona educazione.

Con questo post credo di averlo fatto.

7 commenti:

  1. Penserei che è la storia della mia vita.
    Ho scritto teoremi illegalmente adottati.
    Ho riscritto testi di autori flaccidi di mente e di penna.
    Ho scritto traduzioni compagne d'anagrafe dei miei teoremi.
    Ho scritto poesie d'amore di cui estranei si sono appropriati, e non perché a Cirano riconoscessero, col furto, qualche talento, ma perché potessero dire a qualche ignoto Rossano: "Vedi? Cirano mi ama!"
    Ma non c'è, in questo, un'impercettibile bellezza?

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  2. È giusto riportare una citazione senza indicare il nome dell’autore?
    no

    Cosa direste se le vostre parole, una vostra poesia o canzone fossero riportate da un altro blogger o da un giornale, senza nemmeno citare la fonte?
    niente di buono eheheheheh

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  3. Sono d'accordo in linea di massima sul fatto che ogni citazione debba essere accompagnata dal nome dell'autore. Per quanto riguarda nello specifico il mondo dei blog, invece, ritengo che quando una persona scriva su un blog metta consapevolmente il suo scritto a disposizione di tutti, per qualsiasi scopo. Da blog a blog ritengo la segnalazione di ogni citazione buona educazione (e dunque regola alla quale mi attengo), ma non un dogma. Il blog non è e non vuole essere un buon modo per tutelare la paternità dei propri scritti, cosa per la quale ci sono altre strade.

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  4. No, non è giusto, e per tante ragioni. Le principali le hai indicate tu, ma io ne aggiungerei un'altra: molti pubblicano citazioni lette di fretta, oppure sentite in TV o da un amico... la citazione sembra colta, la si pubblica sul blog, o sul sito... senza nemmeno sapere di chi è! Ecco perchè molti non citano le fonti, secondo me!

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  5. @ "Senza Nome" (non così Innominata): tra il donare e il rubare passa una linea sottile e tagliente come la lama di un rasoio. E talora c'è, convengo con te, un'impercettibile bellezza anche nel crimine.

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  6. @ Pupottina: eheheh

    @ Tenar: in effetti ho premesso che citare sul blog è cosa complessa.

    @ Vele: si in alcuni casi c'è anche questo. Nel caso specifico direi di no...

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  7. Concordo con te :)
    Citare la fonte è utile (non siamo rape ma c'è sempre da imparare) ed è un segno di correttezza attribuire i prodotti dell'ingegno umano a chi li ha realizzati.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.