mercoledì 8 aprile 2009

Il Duomo e l’isola misteriosa



Vele, un’amica di Alfa, gli ha inviato una mail.
Il poveretto, che non si è ancora ripreso dall’incredibile irruzione della Villeggiante nel suo rifugio segreto, ha lasciato a me, suo famiglio e biografo, il compito di pubblicarla. Compito che eseguo volentieri, avendo anch’io una certa responsabilità nella vicenda…



“Caro Alfa,
ieri la mia amica Villeggiante mi ha raccontato un sacco di cose interessanti. Mi ha dato il permesso di inviarti il materiale che ha raccolto nel suo quaderno, per pubblicarlo anche nel tuo blog.



Foto del Duomo di Milano scattata dalla Villeggiante


Ti contatterebbe lei stessa, se solo non fosse presa dai suoi mille impegni… ha un secondo lavoro per pagare l’affitto a Milano e mille hobby e corsi da seguire!
L’ho incontrata ieri in pausa pranzo, al ristorantino giapponese vicino al mio ufficio. Tra un tè verde e un maki mi ha raccontato una storia davvero incredibile.
Per completare la sua ricerca sul Duomo di Milano, il Filosofo l’ha indirizzata a te per chiedere informazioni. Peccato che non abbia saputo dirle niente dei tuoi recapiti… tranne il fatto che abiti in un’isola quasi introvabile!
La poverina, allora, ha cercato un posto tranquillo per riflettere sulla faccenda. Trattandosi di un tipino un po’ originale, come avrai notato, ha trovato il “posto tranquillo” all’interno di una barchetta abbandonata sulla riva del lago. Ora, non so cos’abbia raccontato a te, ma a me ha detto che le acque del lago si sono ingrossate improvvisamente e l’hanno trascinata sempre più al largo… fino a farla approdare su un’isola!! Qui, abbastanza confusa, ha chiesto informazioni ad un abitante del posto dall’aria un po’ stralunata. Come ben sai eri proprio tu! Appena l’ha saputo, le è passata completamente la paura e ha cominciato a porti “qualche domandina”.
Il risultato dell’inchiesta è riportato su una pagina del suo quaderno:

Ho finalmente intervistato “Alfa”. Ecco le sue parole:
«La facciata originale del Duomo di Milano era realizzata con un’alternanza di filari di marmo bianco di Candoglia e marmo verde di Oira. Lazzaro Agostino Cotta, originario di Ameno, testimonia che questo fatto costituiva motivo di notorietà per la pietra cusiana.
Nel 1682 si decise di modificare la facciata, ma fu necessario un concorso internazionale e l’intervento diretto di Napoleone per consentire il completamento della facciata in stile neogotico nel 1813.
La lunghezza dei lavori del Duomo (terminati ufficialmente solo nel 1966) del resto è proverbiale a Milano, dove l’espressione “come la fabbrica del Duomo” indica opere che si protraggono con una lentezza esasperante.»
Io: «E l’aspetto originale della facciata come poteva essere?»
Alfa: «Credo potesse assomigliare, dal punto di vista cromatico, a quella del Duomo di Monza. Tanto più che questa, agli inizi del Novecento, è stata restaurata proprio con marmo verde di Oira.»


Il Duomo di Monza (ritaglio di giornale)

Molto interessante: Z. sarebbe felice di me, perché…

La pagina del quaderno si interrompe qui e non ho il permesso di pubblicare oltre. Inoltre, per non rivelarmi chi è “Z.”, la Villeggiante ha cambiato abilmente argomento, raccontandomi di aver conosciuto una vipera “dai modi molto distinti” che tu chiami Cornelia. L’incontro, mi ha detto, le ha dato lo spunto per il prossimo mistero da indagare.
Con questo ti saluto. Sono proprio curiosa di vedere l’evolversi della vicenda! Stammi bene,
Vele”.


Mistero a quattro mani scritto da Vele ed Alfa.

3 commenti:

  1. primaaaaaaaaaaaaaaaa!
    molto interessante questa pagina di quaderno della Viaggiatrice.....soprattutto perché espone un confronto molto interessante: due importanti monumenti italiani e due bravissimi amici di Pupottina ;-)

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  2. Mi piace molto questo mistero scritto a quattro mani...sono curiosa di sapere chi è Z

    ^___^

    RispondiElimina

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.