mercoledì 14 gennaio 2009

La leggenda della castellana del Giasso


«Si fanno scoperte interessanti nelle biblioteche!»
Il Filosofo mi guarda trionfante, mettendomi sotto il naso una fotocopia de L’Amico, un giornale che si pubblicava agli inizi del secolo scorso.
«Ventuno gennaio novecentocinque. Ne è passato di tempo…»
«Anche allora però c’era chi parlava di leggende, firmandosi con uno pseudonimo. Leggi qua: “Le leggende della Riviera”, firmato “Anser”…»

L’occhio scorre rapidamente quel breve testo. Vi si racconta del feroce castellano che viveva in un superbo castello sul monte Giasso, sopra Armeno. E della sua bellissima e biondissima figlia, rimasta orfana di madre, che vagava sola, ignorata dal crudele padre, per i boschi e i pascoli del Mottarone.
Un giorno incontrò un pastore bello e forte e immediata scoccò la passione.
Il padre però lo venne subito a sapere (non si capisce perché, ma i genitori più disattenti ai bisogni dei figli sono anche i più informati sulle loro colpe) e, adirato con il seduttore plebeo, lo fece rapire dai suoi uomini e gettare da una rupe.
La fanciulla, scoperta la morte del pastore sfuggì alla tardiva sorveglianza del padre e corse fino al luogo della tragedia. Qui, fattasi indicare il crepaccio in cui giaceva l’amato, si gettò nel vuoto.
Anche adesso qualche alpigiano assicura che allorché la nebbia coinvolge il Mottarone, si vede errare tra il grigio una forma sottile ed evaporata di donna, che si lamenta.”
Così si chiude il breve articolo.

«È lo spettro della bionda castellana?» mi domando. «O il ricordo deformato di qualche antica leggenda legata ad una Dama delle Nevi? E il luogo dell’omicidio era forse quel Sasso dell’Uomo a cui si collega una paurosa e misteriosa leggenda di morte? E infine, chi era realmente “Anser”?»
Quanti misteri si possono trovare in una biblioteca…

9 commenti:

  1. E' una storia triste....però allo stesso tempo interessante: genera altri interrogativi.....ringrazia il filosofo per questa scoperta
    ^_____^

    RispondiElimina
  2. Una dama delle nevi?? Interessante!!! Io sto dedicando un ciclo di post sull'argomento. Comunque anche l'ipotesi della bionda castellana è estremamente affascinanate.

    RispondiElimina
  3. Fantastico.
    Mi stupisco ogni giorno di più di quanti racconti circolino sulla zona.
    Grazie.

    RispondiElimina
  4. com'è romantica questa storia!
    l'amore conduce dove il cuore comanda....

    ^________________^

    RispondiElimina
  5. Ma perchè ste' dame invece di rubare i gioielli del padre, fuggire all'estero e rifarsi una vita, finivano tutte per buttarsi nel vuoto/suicidarsi in modo creativo?

    RispondiElimina
  6. Le romantiche eroine delle nostre leggende finiscono tutte dirupate giù per i dirupi, le rupi, le torri e chi più ne ha più ne metta....

    Sono contento che la storia vi sia piaciuta. Ne scoverò altre del genere.

    RispondiElimina
  7. Una storia che non ho trovato nel tuo blog riguarda la leggenda del sacrificio di Maria Canavesa durante la scorribanda di Cesare Maggio del 1529, gettata dalla Torre di Buccione coi suoi figlioletti dopo aver suonato le campane per avvisare gli uomini della Riviera.

    RispondiElimina
  8. Appunto a quella mi riferivo accennando alle torri...
    Prima o poi arriveremo a parlare anche dell'eroica Maria. Essendo una delle più note l'ho lasciata un po' in disparte.
    Oltretutto è una leggenda inventata, di quelle che piacciono al Maestro, per intenderci.

    In ogni caso complimenti per la tua cultura cusiana, Brain use!
    Del resto alla torre ci sei stato...

    RispondiElimina
  9. Sempre bellissimi questi racconti, per l'ennesima volta.. COMPLIMENTI!!!!!!!

    RispondiElimina

Lasciate una traccia del vostro passaggio, come un'onda sulle acque del Lago dei Misteri...

Post più popolari

Follow by Email

"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.