venerdì 2 gennaio 2009

Il Gino e l’arte dello scippo



Premessa
Ritengo che i furti (e le truffe) ai danni degli anziani siano uno dei crimini più vergognosi. Ogni crimine è condannabile, naturalmente, ma quelli commessi ai danni di chi non è in grado di difendersi sono particolarmente odiosi. Criminali così vili andrebbero puniti in maniera esemplare.
Ci sono casi, però, in cui la presunta vittima non è così indifesa come potrebbe sembrare. Se aggiungete il fatto che in questo caso, raccontato come sempre dall’avvocato Volpicini, il criminale è il Gino… beh, l’effetto non può che essere catastrofico.

Lo scippo è un’arte da rapaci. Occorre essere rapidi come un falco e forti come un’aquila per strappare la borsa all’ignara vittima e dileguarsi prima che questa abbia modo di rendersi conto di ciò che le è successo.
Il Gino in sella al suo motorino attendeva pazientemente in fondo alla strada. Osservava attentamente le persone che uscivano dalla posta dopo aver ritirato la pensione, cercando la vittima ideale. L’individuò infine in un’anziana donnetta, che era uscita con una grossa borsa, reggendola in una mano, mentre con l’altra aiutava il passo col bastone. Accese il motorino e si avviò lentamente per la strada, seguendo a distanza la donna che camminava lentamente sul marciapiedi. Infine individuò il punto dove colpire, un breve tratto di strada dove non c’erano macchine posteggiate e quindi poteva avvicinarsi a sufficienza per strappare la borsa e allontanarsi rapido come una faina.
Diede gas e si lanciò in avanti, avvicinandosi alla preda. Quando fu a breve distanza allungò la mano e afferrò la borsa…
Una cosa che non finisce mai di stupirmi è la capacità di ingurgitare oggetti delle borse delle donne. Se Mary Poppins rimane un mito inarrivabile, molte signore pare si esercitino tutta la vita per emularla. È evidente che la massa di oggetti contenuti in uno spazio così angusto ne accresce inevitabilmente il peso specifico.
La seconda cosa che non finisce di stupirmi è la forza di certe donne di campagna. Mi è capitato alle volte di volerle aiutare a portare qualcosa e di trovarmi piegato in due con l’oggetto per terra. Sarà l’allenamento? Portare per tutta la vita secchi d’acqua di 15/20 chili più volte al giorno certo fortifica la schiena e le braccia.
Aggiungete che la vecchietta era andata, prima di passare in posta, a fare un po’ di spesa, ordinando meticolosamente tutti gli acquisti nella sua vecchia, e rinforzata, borsa di cuoio.
Così, quando il Gino si trovò in mano quell’oggetto, gli parve di dover sollevare il mondo senza una leva. Iniziò a sbandare paurosamente, senza riuscire a controllare la traiettoria del motorino, mentre la macchina posteggiata davanti a lui si faceva sempre più vicina, metro dopo metro.
Lo schianto fu inevitabile e il povero Gino si trovò letteralmente proiettato all’interno dell’auto con la testa e il busto. Per sua fortuna aveva indossato il casco per non essere riconosciuto, ma circondato dai vetri e coi piedi sollevati da terra era completamente incastrato. Nel frattempo, la vecchietta, che ripresasi dallo spavento l’aveva raggiunto, pensò di dare al mariuolo quella lezione che evidentemente la mamma non gli aveva mai dato.
La sirena dell’antifurto richiamò anche il proprietario della macchina. Il panettiere vide uno scassato motorino schiantato contro la sua Panda; vide il didietro del Gino uscire dal lunotto posteriore sfondato della sua macchina; vide una vecchia signora che abbatteva incessantemente il suo bastone sul bersaglio, facendo saltare le gambe al ritmo dei colpi, accompagnando i gesti con tutti gli insulti che possono uscire dalla bocca di una povera donna timorata di Dio.
Il panettiere allora intervenne. Estrasse il Gino dalla macchina, sollevandolo di peso, quindi cominciò a "impastare" vigorosamente la parte superiore del corpo del povero Gino, fino a quel momento rimasta quasi illesa.
Solo la sirena dei carabinieri riportò la calma nella strada, sottraendo lo scippatore alla piccola folla che si era radunata per poter prendere parte alla punizione collettiva.
Finalmente, pesto, lacero e contuso, il Gino giunse davanti al Giudice.

7 commenti:

  1. Si sa, le vecchine della zona dei laghi sono temibili e dotate di forza sovrumana per trasportare le loro densissime borse

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  2. Questo Gino mi sta quasi simpatico da quant'è sfigato... un po' come Paperino!

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  3. @ Tenar: Eh sì, le nostre vecchine sono leggendarie...

    @ vele: anche la jella del Gino è leggendaria...

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  4. scusa se questo che ti lascio non è un kommento ma ci tengo ad avvisare tutti i miei blogger amici. Il mio blog ha raggiunto Pagerank 2 ripasserò domani se ce la faccio per lasciare un commento attinente a quello che hai scritto.
    distinti saluti

    Adriano Smaldone

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  5. Una certa attinenza tra i tuoi commenti e il presente post la vedo comunque...

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  6. Ciao Alfa,tutto bene?pasato bene le feste?bene,ascolta per iniziare alla grande l'inizio dell'anno ho un premio anche per te sul mio blog...vieni pure a prenderlo...baci.

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  7. Ma chi era questa vecchina? Nonna Abelarda? :-)
    Comunque il Gino mi fa simpatia per quanto è sfigato!!!

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.