martedì 22 settembre 2009

The great pretender


Da dietro un cumulo di neve spuntò il musetto mogio di un cane abbandonato. Quando mia madre fece due passi nella sua direzione, la bestiola cominciò a tremare come una foglia. Nei suoi occhi una timida speranza di trovare, finalmente, una nuova casa sembrava sussurrare: “salvami, salvami, salvami!”
L’ipotesi di abbandonare l’animale una seconda volta non era nemmeno contemplabile, così mia madre aprì il portellone della macchina, invitandola a salire. Un po’ timorosa, la cagna salì sulla macchina, lanciando un ultimo o sguardo a quel luogo inospitale che era stata la sua tana negli ultimi due giorni.
Giunta a casa e soddisfatto l’appetito della cagna, pensò di portarla subito dalla vicina cui voleva affidarla. Questa l’accolse immediatamente a braccia aperte e quella sarebbe certamente diventata la sua nuova dimora, se non fosse intervenuta la madre della vicina, che rifiutò categoricamente di prendere in casa un’altra bestia.
A mia madre e al cane non rimase che andarsene, la quadrupede con la tristezza nel cuore per essere stata nuovamente rifiutata e la bipede con la preoccupazione su cosa fare a questo punto.
Tornata a casa la bipede guardò la quadrupede e le domandò: «Cosa ne faccio ora di te?»
L’altra abbassò lo sguardo, come attendendo che venisse emessa una nuova condanna.
«Va bene, ti tengo qui» sorrise mia madre accarezzandola. «Ma come ti chiamerò? Laica? Si, Laica mi sembra un buon nome…»
A quel punto la cagna, comprendendo di aver finalmente trovato casa si mise a scodinzolare festosa, giurando a modo sua eterna fedeltà. Da quel momento ogni giorno sarebbe stata l’ombra inseparabile di mia madre…di notte, però… di notte la grande commediante avrebbe tolto la maschera dell’angelo del focolare per indossare un’altra delle sue numerose maschere, quella di Regina della Notte; e quando avesse deposto quella, al termine di sabbatiche scorrerie nelle tenebre avrebbe indossato quella di Grande cacciatrice, come avrebbe imparato a sue spese la fauna della zona.
Perché Laica, improbabile incrocio tra razze misteriose, attrice consumata, ineguagliabile cacciatrice (coi miei occhi la vidi afferrare a due metri da terra un fagiano in volo), maga delle evasioni (non esisteva porta, cancello, muro o recinto che potesse contenerla), corteggiatissima amante, madre affettuosa, gran maestra di vita (non solo per la sua numerosa prole ma, l’ammetto, anche per il sottoscritto) pareva posseduta dall’antico spirito del lupo e in essa ardeva, inestinguibile, la fiamma antica della libertà.

6 commenti:

  1. Wow che cagnetta! Un fagiano a due metri di altezza? Ma che aveva, i superpoteri? :-) buona giornata, Alfa

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  2. Wow! Cody, il cane dei miei è riuscito a placcare una lere in corsa, vale o sfigura di fronte alla cagnetta?
    Silvestro, invece, il nuovo cucciolo, ha anche lui un'identità segreta: spesso si trasforma in un cuscino inerte.

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  3. Ma è un racconto stupendo,l'amo da morire Laica. Una che ha sofferto, che è risorta, e si scopre piena di sorprese-poteri,insomma un po' magica. Un bacio alla tua mamma ha avuto fiuto ....... Miaoooouuuuuu

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  4. che bella storia!!!
    bravo Alfa!!!
    mi sento commossa...

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  5. La cagnetta ha trovato una casa e una nuova vita anche se mantiene il legame con il suo passato...

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  6. @ Favoloso: se non erano due ci mancava poco. Laica intercettò la povera bestia mentre planava su una discesa.

    @ Tenar: mi sembra che Cody abbia dei bei numeri. Silvestro anche.

    @ Felinità: grazie!

    @ Pupottina: è una storia vera, tra l'altro.

    @ Stella: il richiamo della foresta, probabilmente.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.