venerdì 1 agosto 2008

Gli incubi di Sinistrari - 02

Avviso: il contenuto di questo post potrebbe offendere la sensibilità di qualcuno. Invito i minori e le persone che non desiderano essere informate su questioni sessuali a non proseguire la lettura.


Sinistrari pubblicò il trattato De delictis et poenis a Venezia nel 1700.
Benché l’epigrafe esposta ad Ameno accomuni Sinistrari a Beccaria, autore del più famoso Dei delitti e delle pene, occorre dire che la posizione dei due autori è radicalmente diversa. Se Beccaria infatti era contrario alla tortura e alla pena di morte, il Sinistrari si dilunga a discutere su quando sia ammissibile l’uso della tortura negli interrogatori di ragazzi maggiori di dieci anni, già vittime di violenze carnali.

Sinistrari è per molti versi un perfetto esempio di come una conoscenza teorica e libresca della realtà, unita ad una forzata castità possano produrre danni gravissimi. La sua attenzione alla descrizione dei crimini sessuali rasenta infatti la pornografia.

Il reverendo padre, trascinato da un’ansia classificatoria che lascia stupefatti, giunse a descrivere una sodomia femminile, chiamata tribadismo, dalla più comune mollezza. Se la seconda raggruppa gli atti che potremmo far rientrare nell’omossessualità femminile, il concetto di tribadismo lascia veramente a bocca aperta.
Egli dichiara di aver appreso che il clitoride (secondo l’autore presente solo in alcune donne) può improvvisamente svilupparsi accrescendo le proprie dimensioni, ovvero presentare uno sviluppo abnorme fin dalla nascita.
Con questo strumento alcune perverse donne deporrebbero il proprio seme (l’idea di una eiaculazione femminile era radicata nella cultura dell’epoca, si ritrova ancora in romanzi del secolo XVIII, come Fanny Hill dell’inglese John Cleland, ed è tuttora oggetto di ricerca da parte di alcuni sessuologi) contro natura nel corpo di una donna o di un uomo.
Se da un lato è possibile che tale credenza derivi dalla scoperta di soggetti ermafroditi, quel che è certo è che il crimine, dopo l'interrogatorio condotto sotto tortura, aveva come pena la morte. La clemenza della giustizia dell’epoca consentiva peraltro che il rogo del colpevole o della colpevole fosse praticato solo dopo la morte per impiccagione.
Il trattato presenta altre affermazioni sorprendenti. Sinistrari rivela di aver saputo in confessione sacramentale di un uomo che utilizzava, come sistema anticoncezionale, un budello di maiale. Ligio ai suoi sillogismi, Sinistrari negava che quell’atto potesse essere considerato un vero accoppiamento, in quanto il budello separava i due corpi…

Per le descrizioni contenute nella sezione dedicata al crimine di sodomia, il trattato De delictis et poenis incappò subito nei fulmini della censura ecclesiastica che lo inserì nell’elenco dei libri proibiti. Ciò peraltro alimentò la curiosità morbosa dei lettori, che acquistavano edizioni francesi, arricchite da esplicite illustrazioni, della sezione dedicata al tribadismo.

Il Sinistrari però scrisse un’altra opera degna di ricordo, un’opera che è stata definita un “kamasutra demonologico”, in quanto descrive gli accoppiamenti con una specie particolare di folletti: gli Incubi...
A passeggio con l’incubo

Gli incubi di Sinistrari - 01

Gli incubi di Sinistrari - 02

Gli Incubi di Sinistrari - 03

Una storia da… succubo.

Gli incubi di Sinistrari – 04

Gli Incubi di Sinistrari 05

2 commenti:

  1. un po`forte la storia del signore sinistrari, uno scrittore tabù del suo tempo in un momento in cui la chiesa è stata la più potente istituzione nel mondo

    per lo che mi racconti scriveva suppongo e ucciso per quello ma ancora non finisce la storia...

    devo leggere la terza parte di questa storia e il secondo libro.

    RispondiElimina
  2. Alfa, non ci crederai, io ho studiato antropologia criminale all'università e il testo citava proprio la violenza sessuale da parte della donna sull'uomo, spiegando che in alcune donne il clitoride può essere talmente sviluppato da poterla permettere...
    Francamente mi è sembrato assurdo anche allora!!!
    Che l'autore del libro di antropologia fosse un "fan" del Sinistrari???
    Glab!

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.