mercoledì 5 maggio 2010

Perdere l’amore




Il Filosofo ha sopportato tutto. I suoi tradimenti prima e poi l’abbandono. Senza spiegazioni lei è volata via una sera. Come una rondine che lascia il nido in autunno se n’è andata, ma inutilmente il Filosofo ha aspettato la primavera. È venuta l’estate, poi l’autunno ed infine l’inverno, ma lei non è più tornata. L’hanno portata via i suoi sogni di successo. Sogni senza speranza, in realtà, perché le sue amicizie le hanno dato solo qualche comparsata in trasmissioni di nessuna importanza.
I cocci di un sogno infranto non sono il terreno giusto su cui far rifiorire un amore. Il Filosofo tuttavia ha continuato ad aspettare e sperare. Ha visto i molti nuovi amori di lei – come ci pare ingiusta e volgare la felicità altrui quando coincide con il nostro dolore – pubblicizzati dalle immancabili foto su Facebook.
«Possibile» si domanda il Filosofo «che nulla più sembri esistere se non attraverso i social network?»
Accarezza con la mano il bordo del bicchiere pieno di alcol. Sono pronto a scommettere che sia stato il suo compagno di dolore in questi lunghi mesi.
«Ci sono amori che finiscono improvvisamente» riprende «come bicchieri di cristallo che ti sfuggono di mano proprio mentre li stai portando alle labbra e non riesci a credere di essere stato così sciocco o disattento da distruggere quella cosa per te tanto preziosa. Altri ti scivolano tra le dita come sabbia, lasciandoti una sensazione di sporco sulla mano, che ti spinge a pulirtela al più presto. Altri ancora si spengono lentamente, lasciando dietro di sé come un’eco, che diviene sempre più fioca e talora prende l’aspetto di un fantasma, che a lungo infesta i tuoi incubi notturni.»
La mano del Filosofo ha uno scatto e vuota il contenuto del bicchiere nel vaso pieno di sabbia e mozziconi spenti. Poi alza lo sguardo e mi fissa sorridendo.
«Il mio amore è finito così, improvvisamente, dopo aver a lungo riempito le mie giornate. Una mattina mi sono alzato dal letto, ho preso il fiore appassito – che conservavo sul camino in memoria di colei che me l’aveva donato – e l’ho gettato nell’immondizia. Poi sono uscito a camminare e respirare l’aria del bosco. E mi sono sentito nuovamente un uomo libero»

7 commenti:

  1. E' cosi' che funziona quando un amore finisce o qualcuno tradisce la nostra fiducia. Poi arriva il momento di respirare di nuovo. Bellissimo questo tuo pezzo!

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  2. il filosofo è un uomo fortunato ...

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  3. Caro Alfa,
    molto bello!

    Bene per il Filosofo che finalmente si è potuto liberare dalla sua ossessione.

    (Certo che poi lui, andando "a camminare e respirare l'aria del bosco" ha incontrato una creatura che, quanto a ossessioni... brr!
    Beh, io penso che lei cercasse il suo bambino...)

    Un saluto!

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  4. Senza parole... bellissimo post!

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  5. quanto è triste questo post!!!
    è l'incubo di tutte le persone innamorate! La possibilità di perdere la persona amata affligge le persone più felici ... ne so qualcosa ... è un fantasma che avvolge la felicità rendendola opaca ... ma è bene non pensarci ... senza amore non c'è libertà ... ma è anche vero il proverbio "morto un papa, se ne fa un altro" ... oppure ci sono anche gli altri "chiodo schiaccia chiodo", "chiusa una porta si apre un portone", ecc ... ma non migliorano la situazione di chi soffre ... e c'è chi da un amore non si libera mai ...

    Buon weekend ^__________^

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  6. @ Vittoria: Si, alla fine arriva. Grazie!

    @ Giardigno: si lo è. C'è chi non sopravvive a certi spettri.

    @ Milo: è possibile. Saluti a te!

    @ Elisa: grazie!

    @ Pupottina: triste? Liberarsi da un'ossessione non mi sembra una cosa triste.

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  7. Che meraviglia! La versione elegiaca di La pupa e il secchione!!
    Mancava, direi.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.