lunedì 31 maggio 2010

Storie di cani e di gatti, di streghe e stregoni


Quante volte avete incontrato di notte, sul bordo della strada, un cane o, più probabilmente, un gatto. Nessuna casa nei paraggi, solo boschi ed oscurità.
“Cosa potrà mai fare un animale domestico in questo posto?” vi sarete chiesti, immaginando un randagio o ad un animale abbandonato.
Nella maggior parte dei casi avrete centrato la verità, dal momento che purtroppo sono ancora molti, troppi, i criminali che abbandonano quelli che per alcuni mesi erano stati loro compagni di vita. Eppure, in alcuni rarissimi casi, la realtà è ben diversa.

Aveva bevuto e si era tirato praticamente finito ballando al ritmo house sparato a palla. Non andava nemmeno troppo forte, in realtà, perché a malapena riusciva a tenere gli occhi aperti. Ad un certo punto, improvvisamente, vide davanti ai fari un cane nero in corsa.
Cercò di frenare, ma l’urto era inevitabile. La macchina sbandò paurosamente e per poco non finì fuori strada. Non scese nemmeno dalla macchina per controllare come stesse l’animale, ma appena si fu ripreso dallo spavento cercò d’ingranare la marcia. Quella però non voleva proprio saperne di entrare.
Faceva caldo quella sera ed il giovane guidava con il finestrino abbassato. Così non la vide arrivare, ma sentì chiaramente la mano che gli artigliava la spalla e lo scuoteva violentemente. Si girò e vide, a pochi centimetri dal suo volto, lo sguardo insanguinato e feroce di un uomo dalla testa di lupo.
Allora il giovane urlò e spalancò gli occhi.
Di fronte a lui c’erano i volti di due carabinieri che gli intimavano di alzarsi, vestirsi e seguirli.
Lo portarono via in manette, passando davanti al SUV che aveva posteggiato davanti a casa. La parte anteriore era visibilmente ammaccata e c’erano tracce di sangue sul paraurti. Mancava la targa, che era in mano ad uno dei carabinieri. Era stata trovata sul luogo dell’incidente che era costato la vita al prete del paese vicino.

Il giovane non lo sapeva, né lo sapevano i Carabinieri e al giudice non importava, ma si racconta che le streghe, per lo più vecchie donne, e gli stregoni, per lo più preti, possano praticare la “fisica”; che siano in grado di suscitare visioni; e che possano trasformarsi in cani ed in gatti per aggirarsi nelle tenebre a molestare le persone, rimanendo vittima, talora, dei loro stessi imbrogli.

5 commenti:

  1. Chissà, potremmo essere stati io ed il mio fedele lupo...

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  2. wow! che racconto da brivido!

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  3. Sempre belli i "racconti della buonananna" che ci proponi... ;-)

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  4. @ Giardigno: decisamente.

    @ Dama: dici?

    @ Pupottina: brrrrr.

    @ Anna: li scrivo apposta pensando a come starete ben ben rintanati sotto le coperte... ;)

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.