domenica 6 marzo 2011

Veleni e alchimia

Parlando di veleni ci sono molte credenze popolari sull’argomento.
Secondo un’antica credenza popolare, ad esempio, i funghi in natura sarebbero tutti commestibili, ma diventerebbero velenosi se crescono accanto a pezzi di ferro arrugginiti o se vengono morsicati dalle vipere. Ovviamente si tratta di superstizioni, perché la ruggine non è un veleno e le vipere non morsicano i funghi.

Sempre a proposito di vipere, quando si va a fare una passeggiata nei nostri boschi o sulle nostre montagne si ha spesso molta paura di loro.
In realtà questi animali non sono tra i più velenosi. Intanto è un evento abbastanza raro che una vipera morda l’uomo, perché di solito preferisce la fuga. E peraltro ci sono animali più velenosi. Il veleno di un calabrone, ad esempio, ha una velenosità doppia rispetto a quella di una vipera, anche se fortunatamente la quantità inoculata è relativamente poca, ma pur sempre abbastanza pericolosa per l’uomo. Invece il veleno del temibile cobra dagli occhiali, che per fortuna in Italia non vive, ha una potenza ben 18 volte superiore a quello della vipera.

Se però volessimo stilare la Top 10 degli animali più velenosi del mondo al primo posto non ci sarebbe un serpente.
Troveremmo infatti una medusa, la Chironex fleckeri. Nei suoi tentacoli lunghi fino a tre metri c’è abbastanza veleno da uccidere 60 uomini adulti. E pare che dal 1954 ad oggi siano ben 5567 le vittime di questi letali, e praticamente invisibili, killer del mare che incrociano nel periodo estivo nelle acque tra l’Australia e la Nuova Guinea.

Non occorre andare dall’altra parte del mondo, naturalmente, per incontrare delle sostanze velenose. Ma cos’è esattamente il veleno?
Una delle prime definizioni di cosa sia un veleno si deve ad uno studioso svizzero nato nel 1493 vicino a Zurigo, ma laureatosi a Ferrara in un tempo in cui i cervelli in fuga si rifugiavano in Italia. Il suo nome era Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim, ma egli stesso, probabilmente spaventato dalla montagna dei suoi nomi, si faceva chiamare per brevità Paracelsus. Anche per sottolineare la vicinanza ideale ad Aulo Cornelio Celso, un naturalista e medico romano, vissuto nel I sec. d.C. Ebbene, secondo Paracelso “Tutto è veleno, e nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto.”

La figura di Paracelso è interessante per molti motivi. Si dice che fosse non solo un medico, ma anche alchimista, astrologo e mago.
Paracelso, la cui figura è in parte avvolta dalla leggenda. Viaggiò a lungo in Europa e in Asia e secondo alcuni biografi fu prigioniero del Khan dei Tartari e medico a Istambul dove avrebbe ricevuto un misterioso dono da parte di un certo Solomone Trismosinus. Un personaggio che alcuni testimoni sostenevano di aver incontrato ancora vivo nel Seicento, oltre 150 anni dopo.
Paracelso avrebbe ricevuto in dono da Solomone Trismosinus niente di meno che la pietra filosofale che conferiva al possessore grandi poteri: l’immortalità, una conoscenza illimitata e la capacità di trasformare i metalli vili in oro.

Una celebre frase di Paracelso recita: "Ogni medico dovrebbe essere ricco di conoscenze, e non soltanto di quelle che sono contenute nei libri; i suoi pazienti dovrebbero essere i suoi libri."
Paracelso era superbo, orgoglioso, pieno di sé e arrogante, caratteristiche ereditate probabilmente dal nonno, un Gran Maestro dell'Ordine Teutonico. Aveva tale considerazione della propria scienza da bruciare pubblicamente, come oggetti inutili i libri di Galeno e Avicenna.

Tuttavia Paracelso aveva un approccio per molti versi molto più moderno di quello di tanti medici suoi contemporanei che si limitavano a studiare a memoria le teorie contenute nei libri senza degnare di uno sguardo i loro pazienti.
Egli riteneva che occorresse sperimentare i rimedi. Quei farmaci che assunti a dosi sbagliate potevano diventare altrettanti veleni. Qualcosa di simile al nostro metodo scientifico, insomma.

Da "la bottega del mistero" Siamo in Ona su Puntoradio, 5 marzo 2011

4 commenti:

  1. Scommetto che la vipera Cornelia ti ha edotto molto su questo argomento!

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  2. Che tema per questo post .....
    è fortissimo comprendere come qualcosa che si considera in astratto , come qui il veleno, può avere molti aspetti e portare in varie direzioni. Un bacio non velenoso ma gattesco miaooooooo

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  3. Qualcosa di simile al nostro metodo scientifico

    ...oggi tanto vituperato.

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  4. Qualcosa di simile al nostro metodo scientifico

    ...oggi tanto vituperato.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.