domenica 7 giugno 2015

L’intortatore a pedali


Da parecchio tempo non parliamo di lui, ma lui continua a esistere e operare. Per fortuna, o sfortuna, delle sue amiche e nostra che abbiamo argomenti di conversazione.
Ho incontrato il Rubinettaio a una cena di paese e mi ha raccontato del nostro comune amico munito di macchina da millanta cavalli.
Pare però che il Nostro, un po’ per seguire la moda, un po’ perché ci tiene alla linea, abbia deciso di dedicarsi anche a uno sport diverso dalla caccia alle pollastre. 
Così, acquistata una bicicletta in fibra di carbonio da qualche migliaia di euro e l’attrezzatura completa da ciclista che nemmeno Chiappucci ai suoi tempi, ha inforcato i pedali e ha cominciato a macinare chilometri.
Però a pedalare da soli dopo un po’ ci si annoia. Inoltre, seguendo la legge di gravitazione universale del ciclista domenicale, dove ce n’è uno dopo un po’ un secondo si aggrega e poi un terzo e così via a formare dei bei greggi di tutine variopinte.
Naturalmente il simile trova il simile, così l’Intortatore ha trovato un gruppo di suoi Pari. Così questi simpatici ritrovi diventano l’occasione per competizioni sportive autogestite basate sul chilometro e il minuto secondo. Oltre che per dare sfogo alla loro virilità sputacchiando allegramente a destra e a manca, marcando il terreno come fanno i cagnetti maschi quando trovano un albero.
A differenza però di tutti gli altri ciclisti della domenica, che girano rispettosi del codice della strada, il Nostro e i suoi Pari hanno messo insieme un gruppetto di facinorosi teppistelli su due ruote che se ne infischia allegramente delle regole.
Se vi capitasse il caso di incontrarli li riconoscereste immediatamente perché invece di procedere in fila indiana sul bordo della strada l’Intortatore guida la sua mandria cercando di occupare tutta la carreggiata, poco importa se sia una strada rettilinea o piena di curve cieche pericolosissime. 
Al grido di “la strada è nostra!” i baldi pedalatori si lanciano in manovre spericolate, seguendo il proprio Codice d’Onore: 
mai fermarsi agli stop; superare sempre sulla destra i veicoli lenti o incolonnati; pretendere sempre e comunque la precedenza; accodarsi ai mezzi pesanti per sfruttarne la scia; ignorare i semafori; non cedere mai un centimetro di strada agli automobilisti; accelerare in prossimità delle strisce pedonali; e soprattutto ribattere colpo su colpo a ogni offesa.
Tra quelle intollerabili, la più insopportabile per l’Intortatore e la sua piccola, per fortuna, gang a pedali, è l’utilizzo del clacson. 
“Se la mia bicicletta non ha il campanello" dice il Nostro "non vedo perché tu debba utilizzare un avvisatore acustico più potente del mio per ordinarmi di farti strada. Stai lì dietro e muori, come io soffro sui pedali per costruire un mondo migliore!”
Quel giorno poi l’Intortatore era particolarmente in forma. Stava cercando di battere un proprio record personale e l’ultima cosa che aveva voglia di fare era perdere tempo con qualche automobilista col piombo sull’acceleratore.
Così all’ennesimo colpo di clacson, nemmeno singolo ma addirittura in coppia, il Nostro decise di rispondere come si doveva. Sguainando la sinistra eresse l’indice verso l’alto a indicare all’impaziente autista la via che doveva prendere.
Seguì un breve istante sospeso, in cui anche il rumore della macchina parve svanire. Attorno si era fatto silenzio come ai tempi del vecchio west, quando l’eroe sfidava a duello il malvagio ladro di bestiame.
Quella stasi durò pochissimo. Il suonatore di clacson non era un bandito, ma piuttosto lo sceriffo. L’auto dei Carabinieri accese le sirene e con tanto di paletta intimò al Nostro e ai suoi Pari un arresto immediato.
Seguirono le contestazioni. Secondo una ignorata norma del codice della strada infatti “i ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila”. Prima contravvenzione.
La pattuglia inoltre disponeva il sequestro di tutte le biciclette in quanto veniva contestata la mancanza dell’obbligatorio avvisatore acustico. Il famoso campanello, insomma. 
Infine, ma questo riguardava solo il Nostro, si procedeva a denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale.
L’Intortatore ha molti mezzi e certamente un buon avvocato per smontare tali infamanti accuse. Nel frattempo però, e questo era ciò che più gli bruciava, la possibilità di battere il sopra citato record era svanita.


6 commenti:

  1. Buona settimana. Grazie di questo assai gradevole post.

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  2. Adoro questo post! ^^ A me piace andare in bici, ho ricominciato da poco. Nonostante mi piaccia questo sport odio tremendamente l'arroganza e la prepotenza di certi ciclisti, soprattutto quelli che corrono come pazzi in un luogo in cui passano anche pedoni, ok che ti hanno spezzato il ritmo ma mica per questo mica puoi spezzare chiunque sia davanti a te! E soprattutto non tollero i ciclisti che non vanno in fila indiana per strada.
    A parte questo il ciclismo rimane un bellissimo sport! A presto ... Dream Teller ^^

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    1. Vuoi dirmi che l'Intortatore ha già fatto scuola e anche dalle tua parti cicciano i componenti della sua gang? Incredibile!

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    2. Eh si .. ci sono anche da me! A presto .. Dream Teller ^^

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.