mercoledì 4 febbraio 2015

Morte e rinascita di un lago: il caso dell'Orta



Fino al 1926 il lago d'Orta era uno dei più pescosi d'Italia. A seguito del'apertura di una fabbrica di seta artificiale, la Bemberg, le sue acque furono inquinate dagli scarichi dei processi cuproammoniacali utilizzati per la produzione.
In breve tempo il plancton cominciò a morire, provocando la scomparsa dei pesci. A questo si aggiunsero gli scarichi delle rubinetterie (cromo, nichel) e l'acidificazione delle acque dovuta all'effetto combinato di immissioni inquinanti e terreni poco colacarei, non in grado quindi di neutralizzare l'acidificazione.

Il lago d'orta divenne un lago morto, una pozza d'acqua in cui "nemmeno un'anguilla tenterebbe di sopravvivere", come scriveva Montale nel 1975, in "sul lago d'Orta".


Ci provò Rodari a far rinascere il lago con la fantasia, inventandosi uno strano Ragioniere Pesce supereroe, ma lo scrittore originario di Omegna non vide il suo sogno trasformarsi in realtà alla fine degli anni Ottanta.

A 25 anni di distanza un video racconta questa bella storia di successo tutta italiana.



2 commenti:

  1. Wow! *_____* Mi piacerebbe tanto visitarlo! Anche da me c'è un piccolo lago che non è molto "in salute" . Comunque sono contenta che la situazione del lago d'ora sia migliorata!
    A presto .. Dream Teller ^^

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    Risposte
    1. la situazione ora è ottima dal punto di vista della qualità delle acque. Il luogo è bello. Sì, direi che potresti venire a visitarlo? ma il tuo laghetto dove si trova?

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Lasciate una traccia del vostro passaggio, come un'onda sulle acque del Lago dei Misteri...

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.