martedì 24 gennaio 2012

Quando la musica incontra la tragedia

Il 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, è il "Giorno della Memoria", per ricordare la Shoah (lo sterminio del popolo ebraico). Nei lager nazisti furono rinchiusi milioni di ebrei e di appartenenti ad altre etnie, nell’ambito del folle progetto di “purificazione della razza” voluto da Hitler e dal regime nazista.
In quell’inferno in terra c’erano alcuni luoghi il cui nome suonava falsamente come un’oasi di pace in un deserto di morte. In realtà le “Joy Division” erano gironi d’infamia assoluta dove giovanissime donne ebree, spesso poco più che bambine, erano costrette a prostituirsi ai carcerieri nazisti.

Nel 1955 viene pubblicato "La casa delle bambole". L’autore, Yehiel De Nur, era uno scrittore israeliano di origine polacca che lo pubblicò con il nome Ka-Tzetnik 135.633, il numero tatuato sul suo braccio ad Auschwitz.
Questo libro, scandaloso per la crudezza dei contenuti, ispirò un gruppo punk inglese che nel 1978 decise di cambiare il proprio nome da “Warsaw” (omaggio alla canzone “Warszawa” di David Bowie) in “Joy Division”. La formazione definitiva, composta da Bernard Sumner (chitarra), Stephen Morris (batteria), Peter Hook (basso) e dal cantante e poeta Ian Curtis è considerata una delle più famose ed influenti rock band.

Le atmosfere gotiche e opprimenti delle loro canzoni, piene di messaggi di morte, riflettono la reale disperazione di Curtis, gravemente malato di epilessia. Il 18 maggio 1980, alla vigilia di un tour negli USA, Curtis s’impiccò. Non aveva ancora compiuto 24 anni.
Mentre i compagni di Curtis assumevano il nome “New Order”, le canzoni dei Joy Division influenzavano il ventunenne James O' Barr. Avendo perso la moglie in un incidente si era arruolato nei marines. Dopo aver letto la storia di due fidanzati uccisi a Detroit durante una rapina, realizzò un fumetto, intitolato “Il Corvo”, caratterizzato da atmosfere gotiche e pieno di riferimenti musicali, con vari capitoli intitolati proprio alle canzoni dei Joy Division.

“Il Corvo” fu pubblicato nel 1988 con notevole successo. Nel 1994 divenne un film dall’intensa colonna sonora in cui sono presenti tra gli altri i Cure e i Joy Division. Il protagonista, Eric Draven, è un cantante assassinato con la fidanzata. Un corvo lo richiama dalla tomba e gli fa da guida in una città dannata su cui sembra cadere una pioggia perenne. Finché giustizia sia fatta. Perché “non può piovere per sempre”, dice Eric in una scena famosa.
L’attore, Brandon Lee era il figlio del leggendario Bruce Lee, il maestro di arti marziali cinesi famoso per i film di kung fu, morto in circostanze misteriose nel 1973 a 33 anni. Durante le riprese de “Il Corvo” una delle armi utilizzate sul set venne caricata con pallottole vere. Brandon Lee, colpito da una di queste, morì il 31 marzo 1993 a 28 anni.

3 commenti:

  1. Ciao! Sono venuta a farti un salutino.. è un pezzo che non passo di qui.. son stata un po' indaffarata.
    Vi auguro un buon resto di settimana!
    A presto..Sibilla

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  2. .. e il film del corvo continuato con scene riciclate, facendo rivivere Brendon anche dopo morto ...... miaoooooo

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  3. Un sorriso per augurati un sereno giorno..
    Gio'

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.