mercoledì 11 gennaio 2012

La cura



“Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare. E guarirai da tutte le malattie, perché sei un essere speciale, ed io, avrò cura di te.” È il testo di una delle canzoni più belle e misteriose di Franco Battiato.
Un testo dal significato volutamente aperto ed enigmatico che fa pensare ad una dichiarazione d’amore, ma potrebbe essere anche una sorta di preghiera al contrario, rivolta dal Creatore alla sua amata creatura.

Il cantautore siciliano si è accostato a queste tematiche al termine del suo periodo sperimentale negli anni settanta. In quel periodo Battiato era annoverato tra i cantanti dello space rock, un sottogenere del rock progressivo con testi e musiche (caratterizzati da suoni distorti di chitarra elettrica e di sintetizzatori), che richiamano atmosfere fantascientifiche e che ha tra i principali interpreti internazionali gruppi come i Pink Floyd.
L’album che segna la svolta artistica è “L'era del cinghiale bianco”, pubblicato nel 1979, che all’epoca non ebbe grande successo. Grazie al successo dei successivi album pop come “Patriots” del 1980 e soprattutto,“ La voce del padrone” del 1981, venne decisamente rivalutato.

Il brano centrale dell’album “L'era del cinghiale bianco” è “Il Re del Mondo”, riproposta nel 1985 nell’album “Mondi lontanissimi”. Si ispira al mito del regno sotterraneo di Agarthi e nel titolo cita esplicitamente un’opera del francese René Guénon, scrittore e studioso dell’esoterismo.
Battiato ci ha del resto abituato a testi di notevole profondità, pieni di riferimenti alle filosofie orientali, con particolare attenzione ai dervisci danzanti e alla corrente mistica islamica del sufismo, ma non mancano riferimenti ad altre dottrine misteriche ed esoteriche.

Benché Battiato resti uno dei cantautori italiani pop di maggiore successo, apprezzato anche all’estero, soprattutto in Europa e nei paesi ispanici, si è cimentato anche in progetti di musica colta. Con successo coltiva una  parallela passione per la pittura, avendo prodotto circa ottanta opere con lo pseudonimo di Süphan Barzani.
L’album “L’imboscata”  è il secondo  scritto in collaborazione con Manlio Sgalambro, che dal 1994 collabora a gran parte dei progetti di Battiato. Sgalambro è un filosofo autodidatta siciliano che considera un mistero il fatto che i propri libri abbiano avuto così tanto successo e siano stati tradotti in varie lingue.

2 commenti:

  1. Mi commuovo sempre a sentire questa canzone.. è veramente splendida!
    A presto...Sibilla

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  2. è una canzone che tocca corde profonde.

    RispondiElimina

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.