lunedì 14 novembre 2011

La regina della finta pelle



Nel 1980 esce l’album “Warm Latherette”, quarto della cantante, attrice e modella di origine giamaicana Grace Jones. Affermatasi come regina della disco music negli anni Settanta, Grace Jones conosce il grande successo anche grazie ad una serie di cover di successo tra cui una personale versione di “La vie en rose” di Edith Piaf o “Libertango” di Astor Piazzolla.
Contemporaneamente porta avanti una carriera parallela come attrice, interpretando ruoli di grande impatto in produzioni di successo commerciale come “Conan il Distruttore” (1984) accanto ad Arnold Schwarzenegger, o “Agente 007 - Bersaglio mobile” (A View to a Kill) del 1985. Nel 1986 interpreta anche il ruolo della regina dei vampiri nel film “Vamp”.

“Warm Latherette” prende il nome dalla cover di una canzone composta da Daniel Miller (più noto per essere il produttore e fondatore dell’etichetta discografica inglese Mute Records), che con lo pseudonimo The normal aveva inciso il singolo nel 1978. Miller scrisse “Warm Latherette” dopo aver letto lo scandaloso romanzo “Crash” dello scrittore James Graham Ballard.
Ballard è uno dei maestri neri della fantascienza. Fortemente influenzato dall’arte surrealista, gli scenari dei suoi romanzi sono quelli della distopia. Società claustrofobiche e oppressive in cui nessuna persona sana di mente vorrebbe vivere. Non a caso gli anti eroi di Ballard sono autentiche “pecore nere del genere umano” dalla personalità fortemente alienata che si muovono in una realtà altrettanto allucinata e deformata.

La pubblicazione di “Crash” nel 1973 fece scandalo per le tematiche estreme di una trama che esprime il rifiuto più totale per la disumana società di un futuro prossimo, in cui gli uomini perdono la capacità di vivere le proprie pulsioni erotiche in modo normale.
I protagonisti della storia sono infatti preda di una perversione feticista che li spinge a collezionare macabre fotografie di automobili vittime di incidenti stradali.

Un romanzo estremo, ripreso nel film omonimo diretto da David Cronenberg nel 1996, le cui atmosfere disturbanti sono riprese da una canzone non facile all’ascolto, cui Grace Jones presta la sua voce e la sua fortissima personalità.
Grace Jones, la selvaggia pantera nera della disco music, è una cantante dalla voce potente che si è imposta anche per un’immagine fortemente aggressiva, l’aspetto androgino e un abbigliamento accuratamente studiato con la collaborazione di stilisti e artisti. Un look che anticipa le mode e avrà forti influenze su altre cantanti come Madonna o più recentemente, Lady Gaga.

Grace Jones, Warm Leatherette.

2 commenti:

  1. Disturbanti e affascinanti insieme, sia il romanzo di cui hai parlato che la cantante. Una punta di mistero, questa volta un po' estremo, che ben si adatta al tuo blog.

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  2. Un personaggio originale, che anche al cinema crea un icona unica. La sua voce è ancora più intrigante e la versione di “Libertango” di Astor Piazzolla
    una delle canzoni più fascinoise - vedi il refrain di Frantic di Polansky - miaoooùùùùùùùùùù

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.