domenica 22 maggio 2011

L’invenzione del ritardo



Per essere ufficialmente in ritardo è necessario che chi ci aspetta abbia un orologio o un altro strumento per misurare il tempo. Vi sfidiamo infatti a dire che qualcuno è in ritardo guardando il sole. A meno che il nostro ritardatario non arrivi dopo il tramonto, chiaro. Quindi, è ora di dire che la colpa dei nostri ritardi è dell’orologio!
L’uomo ha inventato molti modi di misurare il tempo. Il sistema più semplice e antico fu inventato dai Cinesi 5000 anni fa, un semplice palo verticale. Osservando l’ombra sul terreno era possibile misurare il passare del tempo.

Oltre alle ore del giorno vennero inventati anche sistemi per calcolare il trascorrere dei giorni nel corso dell’anno. Era infatti necessario conoscere con esattezza i periodi dell’anno in cui procedere alla semina. Ed il tutto era regolato da complessi rituali.
Per farlo vennero costruiti sistemi straordinari. Uno di questi era, secondo molti studiosi,  quello che si trova a Stonehenge, in Inghilterra. Tra i 4500 e 4000 anni fa una serie di pietre di dimensioni colossali venne trasportata per oltre 200 km per costruire una complicata serie di allineamenti e circoli. Osservando il sorgere del sole e di determinate stelle era possibile determinare con esattezza il giorno.

La fama di questo luogo fu grande nell’antichità. Secondo una leggenda esso sarebbe addirittura legato alla figura di Artù e del mago Merlino.
Merlino avrebbe fatto trasportare il complesso in Inghilterra dall’Irlanda, dove era stato costruito dai giganti con pietre portate dall’Africa. Uther Pendragon, il padre di Artù, sarebbe sepolto proprio all’interno del circolo di pietre.

Pur senza raggiungere la complessità di Stonehenge, su molti antichi edifici del nostro territorio si vedono delle meridiane.
Apparentemente sono realizzazioni semplici, in realtà sono sistemi di misurazione estremamente complessi. Per realizzarli è infatti necessario conoscere le coordinate e altri dati riferiti al luogo specifico. E anche il muro deve essere perfettamente a piombo.

Una cosa interessante è che le ore, quando erano misurate con le meridiane, non erano sempre uguali.
In genere si usava una suddivisione del tempo in cui l'ora era la dodicesima parte del giorno, dall'alba al tramonto. Perciò l’ora era più lunga d'estate e più corta d'inverno. Inoltre, a causa della rotazione terrestre, il mezzogiorno, per fare un esempio, arrivava a Milano prima che a Torino.

Ovviamente in un’epoca in cui ci si muoveva a piedi o a cavallo nessuno si accorgeva del problema. Ma quando si cominciò a viaggiare con navi più veloci o, peggio ancora coi treni, il problema divenne sempre più evidente.
Poiché gli orari ferroviari dovevano essere omogenei per tutta la tratta si adottò un sistema orario basato sull’orologio meccanico e sul sistema dei fusi orari, che fu introdotto in America settentrionale dal 1883.

Quando si parla di orologi si pensa immediatamente alla Svizzera. Eppure c’è una storia di orologi legata alla nostra zona.
Dalla fine dell’Ottocento e per circa 80 anni ad Arona si sviluppò una fiorente attività di lavorazione di pietre preziose. Le “pietrine” erano utilizzate per i meccanismi di precisione degli orologi, perché per la loro durezza resistevano all’usura meglio del metallo. Negli anni Sessanta del secolo scorso erano oltre 600 le persone impiegate in questa lavorazione.


Da La Bottega del mistero a "Siamo in onda su Puntoradio del 21 maggio 2011

La foto, che è stata consegnata puntualmente, è una cortesia di ELE

3 commenti:

  1. Come sempre sai tirare fuori gli argomenti più affascinanti e misteriosi... Stonehenge! Quel luogo secondo me ha veramente qualcosa di mistico, è da una vita che vorrei andarci. Bellissima la leggenda collegata al mito arturiano, non la conoscevo!!

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  2. Il tempo un nemico implacabile, che l'uomo ha sempre cercato di vincere......senza successo.....
    Miaooooùùùùùùùùùù sempre fantastici i tuoi post Alfoso

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  3. ciao alfa ho perfesionato il racconto sul ritardo leggi se ti piace :
    http://zenzeroguru.blogspot.com/2011/05/sliding-walls.html

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.