martedì 15 febbraio 2011

Opposti punti di vista



Ci sono punti di vista fieramente contrapposti. Cosa accade però quando i punti di vista vedono contrapporsi i governi di due superpotenze i cui arsenali sono stracolmi di armi capaci di annientare l’intera umanità? Ci sono canzoni che, per una misteriosa alchimia che solo all’arte è concessa, sanno incarnare perfettamente le contraddizioni, gli oscuri timori e le ostinate speranze della loro epoca.
Nel 1985 esce The Dream of the Blue Turtles il primo album solista di Sting dopo lo scioglimento dei Police. Nell’album è contenuta una della canzoni più impegnate scritte da Sting. La canzone è un invito ad abbandonare le dichiarazioni minacciose (è citata la frase del leader sovietico Krushchev “vi seppelliremo”) e la logica della contrapposizione atomica sostenuta dal presidente americano Ronald Reagan, anch’esso citato.

Il punto centrale della canzone è come difendere i propri figli dai “mortali giocattoli di Oppenheimer”.
All’epoca migliaia di testate nucleari erano pronte ad essere lanciate da Russi e Americani, che si fronteggiavano con il dito sul grilletto in un’estenuante guerra di nervi chiamata “Guerra fredda”. Una guerra che non avrebbe avuto vincitori, ma solo vinti.

Lo scienziato statunitense Oppenheimer è considerato il padre della bomba atomica, ma ebbe anche una crisi di coscienza sull’uso dell’arma da lui creata.
Già durante il test nucleare che si svolse ad Alamogordo, con cui era stata provata l’efficacia della prima bomba atomica, Oppenheimer aveva pronunciato un frase terribile, tratta da un antico testo sacro  indiano, il Bhagavadgītā: “Sono diventato Morte, il distruttore di mondi”. Dopo che Hiroshima fu rasa al suolo per mezzo della bomba che aveva contribuito a creare, commentò sconsolato “I fisici hanno conosciuto il peccato”.
Le sue non rimasero parole. Dopo la fine della guerra si oppose al progetto di costruzione della ben più potente bomba all’idrogeno e per questo fu accusato di essere un comunista da un cacciatore di streghe del XX secolo, il senatore Joseph McCarthy, persecutore ottuso e fanatico di quanti erano sospettati di svolgere "attività antiamericane".

Nella canzone, Sting ripone tutte le sue speranze in una sola, “spero che anche i Russi amino i loro bambini”.
Tutta la canzone è costruita su questa idea al punto che la musica è basata su un tema di Sergei Prokofiev (Lieutenant Kije). La scelta non è casuale, dal momento che Prokofiev, che era stato un grandissimo compositore sovietico, tra le numerosissime opere, aveva realizzato anche musiche per i bambini come le “Tre canzoni per i bambini” e “Pierino e il lupo”. Con questo Sting voleva sottolineare proprio il fatto che anche i russi, evidentemente, amavano i loro bambini. Tra l’altro all’inizio della canzone si può ascoltare la voce di un giornalista televisivo russo, Igor Kirillov, che annuncia un incontro tra una delegazione sovietica ed una occidentale. È probabile che il riferimento sia ad uno dei primi viaggi in occidente (nel 1984) di Gorbachev, che pochi anni dopo firmerà proprio con Ronald Reagan lo storico trattato che pose fine  alla Guerra fredda.

Russi e Americani, insomma, alla fine decisero che i loro bambini erano più importanti delle ideologie. Al di là delle contrapposizioni gli uomini e le donne di buona volontà possono trovare un punto di incontro a partire dalla loro umanità.

"Russians" di Sting

2 commenti:

  1. Mi è sempre piaciuta questa canzone.

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  2. Il mio adorato Sting!! Questa è una delle mie canzoni preferite.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.