martedì 1 febbraio 2011

Gli inquietanti segreti nel cassetto del Boss

Nella Bottega del Mistero  , la rubrica radiofonica che da gennaio curo all’interno di Siamo in Onda su Puntoradio, partendo dal tema della puntata si parla, nella prima parte, di storia, tradizioni e misteri della nostra terra. La seconda parte è dedicata invece ad una canzone, che diventa l’occasione per parlare di storie curiose, misteriose e talora inquietanti ad essa collegate.


Così tieni un piccolo segreto ben nascosto sul fondo del cassetto. Come segreti compromettenti o forse una pistola, per difenderti, ma questo non basterà a salvarti e i poliziotti scriveranno che il tuo è solo un altro omicidio.

Nel 1982 Bruce Springteeen registrò una canzone che avrebbe dovuto dare il titolo all’album a cui stava lavorando. Era una canzone che parlava della violenza e di come questa fosse così connaturata alla società americana da far considerare gli omicidi come semplici numeri nelle statistiche del crimine.
Misteriosamente, però, la canzone alla fine non fu inclusa nell’album. Forse al Boss era sembrata troppo dura per un album che si voleva rivolgere ad un pubblico ampio, dopo il mediocre successo dell’album precedente, Nebraska, molto apprezzato dalla critica, ma con deludente risultato di vendita.
L’album uscì nel 1984 con il titolo Born in the USA e rimase primo in classifica per 85 settimane. L’omaggio alla working class americana, rappresentata dal cappello rosso infilato nei jeans del Boss costituì una delle immagini simbolo degli anni Ottanta.
Nonostante avesse eseguito in concerto più volte la canzone esclusa da Born in the USA, solo nel 1994 fu remixata e pubblicata nel 1995 nei Greatest Hits.
Il suo titolo era preso da un film del 1960, Sindacato Assassini, interpretato da Peter Falk che all’epoca non vestiva ancora i panni del Tenente Colombo.
Il film si ispirava ad una storia vera e ormai entrata nella leggenda nera del crimine americano. Agli inizi del Novecento la città di New York era contesa tra tre agguerrite organizzazioni criminali. L’italiana Cosa Nostra si confrontava strada per strada con la mafia irlandese e con quella ebraica.
Per consolidare il precario equilibrio raggiunto, tra gli anni Venti e gli Anni Quaranta a Brownsville, in quegli anni il più violento e degradato ghetto di Brooklyn, venne reclutato, organizzato e stipendiato un gruppo di killer a pagamento. Negli anni questo primo gruppo fu rafforzato da altri assassini a pagamento italiani, ebrei ed irlandesi provenenti dal Bronx, da Brooklyn, da East New York, Ocean Hill e altri quartieri malfamati di New York.
I sicari erano alle dipendenze del Sindacato Nazionale del Crimine ed erano pagati da un minimo di 1000 dollari ad un massimo di 5000 per ogni omicidio. Anche i loro famigliari ricevevano una sorta di stipendio e in caso di arresto erano i boss a provvedere al pagamento delle spese legali.
Negli anni Quaranta l’organizzazione, che si stima abbia eseguito più di 1000 omicidi in tutti gli Stati Uniti, fu colpita duramente dall’arresto e la condanna di molti suoi membri che iniziarono a collaborare.
Tuttavia lo scoppio della guerra e la segreta alleanza tra Cosa Nostra e il Governo americano negli anni Quaranta fecero sì che la maggior parte dei membri superstiti dell’Organizzazione sfuggissero alla giustizia.

5 commenti:

  1. Quest'accoppiata rock+mistero mi piace una cifra!! Evviva il rock ed evviva le storie del mistero... due cose che colorano la vita!!

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  2. Sembra interessante :)
    Ho notato anche la nuova veste del blog... bravo, t stai aggiornando :D

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  3. hai sempre argomenti interesantissimi . Un abbraccio miaooooooooùùùùùùùùù

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  4. Spezzo una lancia a favore di Nebraska, album intimista e riflessivo, la cui genesi varrebbe un post dedicato.
    Ascoltatelo.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.