lunedì 7 febbraio 2011

Il fuoco nel bosco

Quanto erano felici i tempi della mia nonna!
Gli uomini a quaranta ne dimostravano cinquanta, le donne a trenta sessanta, e di rado qualcuno arrivava ai settanta, ma i vecchi erano rispettati ai tempi della mia nonna!
I mariti battevano le mogli, le madri bacchettavano i figli, i fratelli maggiori picchiavano i più piccoli e tutti bastonavano i cani, insomma, nessuno si annoiava ai tempi della mia nonna!
E poi c’era la Fisica. La mia nonna lo ripeteva sempre: “Bisogna portare rispetto al parroco, perché coi suoi libri può farti la Fisica!”

I preti potevano trasformarsi in animali e persino in cose inanimate. Agivano di notte, all’ora delle streghe, per controllare ciò che facevi.
C’era la questione della legna, ad esempio. Ogni famiglia a turno doveva portarne al parroco. Non tutti però erano contenti di dover lavorare gratis per lui. Così con qualche scusa cercavano di sottrarsi. Allora il parroco s’infiammava, portava la sua enorme pancia in cima al pulpito e da lì scatenava un’interminabile predica, in cui minacciava il fuoco dell’inferno a quanti venivano meno ai loro doveri di buoni cristiani. Il giorno dopo la legna veniva consegnata con qualche pezzo in più.
In paese però c’era un uomo che non voleva ubbidire. Le prediche gli scivolavano sulle spalle, facendole sollevare leggermente e dalla messa, che fingeva di seguire sul sagrato assieme ad altri uomini, se ne andava scuotendo la testa. Era un uomo di poche parole e dalla testa dura come la pietra del monte su cui viveva. Da solo, perché nessuna donna aveva voluto un orso simile.
Una notte tornando a casa l’uomo vide davanti a sé un gran fuoco che gli sbarrava il cammino. Stranamente le fiamme non si espandevano né si estinguevano, ma chiudevano il sentiero che avrebbe dovuto percorrere. L’uomo capì che era la Fisica. Allora, sollevando il gran bastone chiodato che portava, cominciò a picchiare le fiamme che si agitavano impazzite sotto quei colpi furibondi, finché si spensero, improvvisamente come erano apparse.
Il giorno dopo il prete fu visto trascinarsi per la casa tutto pesto e con un braccio al collo.
Quanto erano divertenti i tempi della mia nonna!


Questo racconto è una delle Pillole di Mistero scritte per Siamo in Onda e lette dalle voci della trasmissione. L'audio delle Storie di Siamo in Onda è scaricabile anche in podcast da iTunes e dal blog di Siamo in Onda.

7 commenti:

  1. Questo racocnto è ispirato ad una storia "vera" che trovate nel libro "Paesi di mezzo", di Filippo Colombara.

    Qui trovate maggiori informazioni: http://illagodeimisteri.blogspot.com/2008/07/i-paesi-di-mezzo.html

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  2. Divertentissimo, oltre che farci compiere un salto "ai tempi della nonna" fa anche sorridere!

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  3. @ Vele: non sempre i bei tempi andati erano così belli...

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Lasciate una traccia del vostro passaggio, come un'onda sulle acque del Lago dei Misteri...

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.